11 agosto 2011

Tales To Astonish #12 - Psionici 1

IMPEDITE IL MASSACRO AD ANFIELD ROAD!!!




Nichols attendeva impaziente fuori dallo stadio, fumandosi il suo classico sigaro. Quasi un clichè, pensò.
«Questo vizio ti ucciderà» gli disse la Kowalsky.
«Oh, la nostra hooligan preferita» ironizzò lui. La inglese, leggera ma insistente, lo innervosiva.
«Allora? Cosa devi dirmi?» le chiese lui per tagliare corto, mentre la voce di lei gli arrivava direttamente nel cervello.
«Nulla. Non è il nostro uomo».
Nichols sbuffò.
«Ho fatto la zoccola per niente» rise di nuovo lei, «Stasera lo scarico e sparisco nel nulla».
«Oh, certo, sedurre un venticinquenne alto e con due spalle così deve averti proprio scocciata.».
«Diciamo che ho un target più elevato rispetto a quello di un capopopolo tutto calcio e birra».
Lui rise.
«Il nostro bersaglio deve comunque essere allo stadio. Nello stadio».
«Non penserai che possa sondare mentalmente quarantacinquemila persone, vero? Faccio già fatica a tenere il contatto telepatico con te».
«Ok, ho capito, zuccherino, riposati. E poi Hernandez lo paghiamo per questo, no? Contattalo e digli di fare un giro».
«Ciao capo!» disse Herandez direttamente nella testa di Nichols.
«Hai visto, capo? Teleconferenza telapatica» spiegò la donna.
«Brava Kowalsky, adesso basta spacconerie, e mettetevi al lavoro».

Pablo Hernandez, ispanico, trasferitosi in Canada a quindici anni, da clandestino. Lui percepisce quelli come loro. Karen Kowlasky, ex spia russa, telepate, ne conferma l’identità. Nichols, ex pilota RAF, li neutralizza. Oggi sono in azione allo Stadio Anfield di Liverpool, meglio ed erroneamente noto come Anfield Road (quello è l’indirizzo dove si trova), dove fonti sicure danno la presenza di un “agitatore“, un agente telepatico che dovrebbe aizzare la tifoseria di casa contro quella ospite nel corso di una gara decisiva per la corsa alla vittoria della Premier League.

Hernandez, travestito da steward, iniziò a girare per la curva della KOP. La partita non era ancora iniziata, ma lo stadio era già pieno. Come sempre, i tifosi Reds cantavano You’ll Never Walk Alone, mentre dalla parte opposta, i tifosi dei Blues londinesi, tentavano di coprirli di fischi.
Pablo non aveva mai capito come funzionasse il suo potere: imitare la capacità di quelli come lui. Una volta, in pieno centro di Toronto, iniziò a sentire i pensieri di tutti i presenti direttamente nel proprio cervello. Gli sembrò di impazzire. Fu proprio il telepate che aveva imitato a soccorrerlo. Patrick Powell, pace all’anima sua. Gli insegnò a controllarsi e a gestirsi, e più tardi lo presentò a Nichols stesso. Anni dopo, proprio questi lo reclutò per l’Organizzazione, come membro della squadra di Nichols.

Il giovane iniziò a gironzolare per gli spalti, guardandosi attorno sperando di trovare il ricercato. Ad un certo punto gli venne in mente che se la Kowalsy non poteva sondare tutti presenti, nemmeno lui poteva controllarli uno per uno. Stava per prendere il cellulare per chiamare Nichols e protestare, quando un altro steward lo richiamò.
«Non è la tua zona, questa».
Gli avrebbe tirato un cazzotto, ma si trattenne.
«Ah, scusa, sono nuovo» si giustificò.
«No, non è una scusa, cazzo! Dobbiamo stare attenti a queste cose, cazzo! La fottuta sicurezza dello stadio è nelle nostre mani, dobbiamo…»
Il giovane sbuffò e si ridiresse verso l’aerea a lui assegnata riflettendo su come l’aplomb inglese fosse in realtà una leggenda. Urtò un uomo sui quaranta, dall’aspetto probabilmente un pakistano, che gli si rivolse contro nella sua lingua, in modo poco educato.
Estrasse il cellulare per chiamare Nichols, quando lo vide e riconobbe. Poche file sotto di lui, tre adolescenti stavano litigando con due signore di mezz’età. Dall’altra parte due ragazze stavano prendendosi per i capelli.
Più in su altri due tifosi stavano litigando sul fatto se sperare o meno un ritorno di Michael Owen nel club.
«Ma cazzo, sono tutti stronzi, oggi? Va bene il clima della partita, ma…»
Fu in quel momento che ebbe l’illuminazione.
«Sto replicando il potere dell’agitatore! E’ qui vicino!».
Provò ancora ad estrarre il cellulare per chiamare Nichols, quando riconobbe chi stava cercando: l’omino delle patatine e delle bibite. Rintascò il suo Samsung e gli si avvicinò apparendo tranquillo.
«Signore, mi deve seguire».
«Cosa?» chiese quello inebetito.
«La prego. Non faccia storie».
Lo prese gentilmente per un braccio, mentre un ragazzino chiedeva la bibita che aveva già pagato. Il padre del ragazzino si innervosì e iniziò a urlarle.
«L’ho pagata, quella bibita, stronzo!».
Pablo strinse il venditore più forte e lo trascinò via a forza. L’uomo si alzò per inseguirli, ma goffamente cadde addosso ad una ragazza bionda, che si mise a strillare. Il suo fidanzato lo spintonò.
«Hei ciccione, giù le mani dalla mia donna!»
«Appunto!» intervenne la moglie dell’uomo e madre del ragazzino.
«Scusa, cazzo, io… io… ho perso la calma dietro a quel… appena passa un altro con le bibite ve ne offro una e ci sistemiamo, ok? In fondo, è stato tutto uno stupido incidente, no?»
«Bella, capo!» disse il giovane infuriato fino a due secondi prima, mentre la sua ragazza faceva una smorfia poco felice.
I due tifosi, intanto constavanoo che Owen era troppo fragile e vecchio, non aveva mai vinto un cazzo e poteva restarsene a marcire a Manchester, tornare a Newcastle o addirittura a Madrid.
Le due ragazze che si accapigliavano si abbracciarono, facendo pace, mentre i due adolescenti erano diventati amici delle donne di mezz’età. «Vi presento le mie nipotine» disse una delle due.

Hernandez fece entrare Nichols e la Kowlasky nello stanzino dove aveva chiesto al venditore di bibite di attenderlo. Questi li vide, e scoppiò a piangere.
«Vi prego, hanno preso i miei figli e mia moglie! Li uccideranno se non…»
«Mente» sentenziò la Kowlasky quasi infastidita.
Il venditore fece per estrarre qualcosa dalla giacca quando Nichols congiunse le mani e lo fulminò con una scarica elettrica. L’uomo cadde a terra e si sentì una sottile puzza di bruciato.
«Aveva un pistola» spiegò tranquillamente la donna a Hernandez.
«Ho capito, ma…».
«Non è morto, solo svenuto» disse Nichols controllando lo stato di salute dell’uomo.
«Chiamo i bobbies?».
Nichols fece cenno di no e chiamò con il cellulare un numero alla cui risposta disse solo:
«E’ qui».

Più tardi l’uomo venne trasportato da degli agenti con un automobile della polizia verso destinazione sconosciuta, e i tre uscirono dallo stadio, mentre da esso proveniva un urlo di esultanza.
La Kowlasky si tenne la testa come per un dolore improvviso.
«Chi ha segnato?» chiese ansioso Hernandez.
«Tale Torres. Può essere?».
«Fanculo» rispose il ragazzo.
«Bah, calcio. Il rugby, piuttosto, quello è uno sport vero» commentò Nichols.
«Dove lo porteranno?» chiese Hernandez al suo capo.
Questo lo guardò, e tirò fuori un sigaro dalla tasca del cappotto. Gli fece un gesto chiedendogli se volesse fare un tiro, ma, sempre a gesti, il ragazzo rifiutò.
«Non so se posso dirtelo» rispose l’uomo tirando una prima boccata.
«Non hai ancora passato la selezione» disse la donna, sicura sui suoi tacchi altissimi.
«Però oggi sei stato bravo, Powell sarebbe fiero di te. Domani ti chiamo, ti faccio sapere».
Nichols si avviò verso la metropolitana, la Kowalsky fece il gesto per chiamare un taxi.
«E se non vengo preso?» chiese Hernandez.
«Non ci sentirai né vedrai mai più, tranquillo. Non siamo di quelli che fanno sparire la gente. Noi la salviamo. E comunque, da quel poco che posso giudicare, ti sei comportato bene, oggi».
Nichols sparì giù per la scalinata dell’Underground, la Kowalsky sparì a bordo di un taxi.
Lui rimase lì, a guardarsi intorno.
«Tonerò allo stadio a guardarmi la partita. In fondo, ne ho diritto: sono uno steward».



05 agosto 2011

Tales To Astonish #11: La Macchina Del Tempo

della nascitura serie: IL LABORATORIO DELLO SCIENZIATO PAZZO


Alla fine della giornata lavorativa sei sempre devastato. Tipo: capelli scompigliati dal continuo passarci le mani per la disperazione, camicia fuori dai pantaloni solo per metà, una manica più in su dell’altra, il bottone del colletto slacciato e la cravatta allentata, a penzolare come un’appendice estranea al resto dell’abbigliamento.
Si, ecco, la cravatta sta all’impiegato come il cappio sta al condannato a morte. Che ci sono forse morti peggiori dell’impiccagione, ma torture peggiori della cravatta no. Forse la celeberrima goccia cinese (che se Marco Polo non se la portava dietro faceva un favore a molti), ma non ci scommetterei. Insomma, una rottura di cazzo.
Chuck mi aspettava al bar di Giò per l’happy hour. Che poi cosa ci sarà di happy in cibo scadente che a casa la mamma lo fa più buono non lo so. Forse che paghi solo la birra che ti bevi? Speriamo non sia annacquata, allora.
Insomma, entro al bar, ma lui non c’è. Esco per telefonare a Chuck che si degna di rispondere al cellulare solo al trentesimo o quarantesimo squillo.
“Oh, Tito, non saprai mai cosa ho scoperto… è… è…”.
Io sbuffo perché sa che non mi piace essere chiamato Tito. Ok, ognuno ha il suo soprannome, però fanculo.
“E cosa avresti trovato di così fantastico da far saltare un acca-acca?”.
Acca-acca è il nome in codice per happy hour. Si capisce, no?
“Non te lo posso dire, non ci crederesti! Vieni qua! Ti do l’indirizzo!”.

Ventiquattro minuti e sette strade sbagliate dopo, sono dove Chuck mi ha convocato.
Praticamente era schiattato uno zio o un cugino o un chissacosa di suo padre, che gli ha lasciato in eredità una villetta fuori città. Una stamberga con il tetto cadente, il giardino non curato che pare la giungla, i mobili vecchi e tarlati, una cantina umida e malsana e…
Cazzo.
Mi porta in ‘sta cazzo di cantina, apre una porta, scendiamo un’altra scala e mi compare davanti… un laboratorio? In una stanza circolare del diametro di una quarantina di metri, vedo schermi di computer, alambicchi e provette varie, macchinari che non sai a cosa diavolo servano, poi cavi, tubi… roba che il laboratorio di Dexter gli fa una pippa.
“Hai visto?” mi dice, esaltato.
Io ho gli occhi spalancati che la pupilla si è disidratata, la bocca spalancata che le mosche ci entrano e la lingua a penzoloni. Lo guardo e a fatica gli chiedo:
“Che cazzo è?”.
“E che minchia ne so? Guardiamo?”.
Si mette a gironzolare guardando e topiccando qua e là i vari macchinari. Io lo fermo.
“No, cavolo, e se combini qualche casino?”.
Lui mi guarda e fa spallucce.
“Ci sarà un qualcosa che spiega tutto, no?”.
“Un libretto di istruzioni, dici?”.
“Sì, non hai cercato?”.
“No, mica lo uso il libretto delle istruzioni, io”.
“Nemmeno per gli elettrodomestici?”.
“Nemmeno”.
Lo guardo perplesso.
“Qui mi sembra ci sia qualcosa di più complicato, di un elettrodomestico”.
Lui fa di nuovo spallucce. Mi fa venire il nervoso. Sembra gli freghi niente di niente. Deve essere per questo che alla sua età non ha un lavoro, non ha una fidanzata, sta ancora a casa da mamma e papà. Che va bene, a parte il lavoro, anche io sono nella stessa situazione, ma… torniamo al laboratorio?
Ci mettiamo a ravanare qua e là cercando qualcosa di cartaceo, che sembri un progetto, un quaderno di appunti, qualsiasi cosa che spieghi il funzionamento di tutti questi macchinari.
“Oh” mi dice, “Ho pensato; ma se il mio zio era così informatico, non è che ha tutto in uno dei computer?”
“Era tuo zio o tuo cugino?”.
“Fa differenza?”.
Sbuffo. E mentre lo faccio accende l’interruttore del primo schermo che trova vicino a sé. Io corro verso di lui urlando “nooooooooo!” come in quelle scene a rallentatore della tv, ma ormai tutto è fatto. Lo schermo si illumina, una ventola inizia a girare, si ode il tipico suono di un computer in accensione, un qualcosa sotto un telo prende luce.
“Cazzo, ma come fai a essere sempre così stronzo?”.
Chuck fa di nuovo spallucce, e intanto solleva il telo. Vediamo una piattaforma di metallo, incorniciata da dei tubi che formano una specie di corrimano. Chuck fa per salirci, ma io lo fermo. Una voce femminile, da un altoparlante, annuncia:
“La vostra macchina del tempo è stata avviata: prego selezionare la data di destinazione e il tempo di permanenza”.
“Minchia” dico io.
“Minchia” dice Chuck, “E’ la stessa voce della tipa dell’Avast!”.
Io lo guardo storto, lui fa spallucce. Qualche giorno dovrò amputargliele quelle spallucce. Sbuffo.
“Oh, dove andiamo?” mi dice.
“Andare? Ma sei scemo? Vorrai mica…”.
Mi blocco. Sì, mi blocco. Perché mentre parlo gesticolo e mentre gesticolo, la mano destra prende dentro la cravatta.
Cravatta. Macchina del tempo.
La fate da soli l’associazione di idee o ve la devo spiegare?
“Devo guardare una cosa su Wikipedia, tiri fuori l’iPhone, per favore?”.
“Ma con tutto questo ben di Dio vuoi che non ci sia una connesione internet?”
“Passami il tuo iPhone”.
“Perché?”
“Perché quello so usarlo”.
Fa spallucce e mi passa l’ìPhone.
“Stai facendo lo sguardo” mi dice.
“Quale?”
“Quello sornione”.
Inizio a trafficare col suo cellulare.
“E hai quel sorrisino”.
“Quale?” gli chiedo, sapendo già la risposta.
“Quello da serial killer” mi dice.


Andiamo e facciamo quello che dobbiamo. Prendiamo il tizio che ha inventato le cravatte e lo sommergiamo di botte mentre è su una latrina a cacare. Torniamo nel nostro tempo dopo meno di quindici minuti, azionando il telecomando di cui è datata la macchina del tempo (mica stronzo lo zio o il cugino del mio amico). Siamo tutti sporchi di sangue. Io sono anche soddisfatto, Chuck trema di paura.
“Abbiamo commesso un crimine, capisci?” mi dice.
“No”, gli spiego, “Non abbiamo fatto nulla. Abbiamo ucciso uno per un’invenzione che quindi non ha potuto fare, e quindi ora non esiste, e noi non siamo tornati indietro nel tempo per ucciderlo”:
“Eh???”.
“E’ un paradosso temporale”.
“Ma… quindi se noi non siamo tornati indietro ad ucciderlo, lui ha potuto inventare le cravatte, e quello che abbiamo fatto noi non è servito”.
“Non ha inventato le cravatte: è morto”.
“Ma se non le ha invetate noi non siamo tornati indietro nel tempo a ucciderlo”.
“No, lo abbiamo fatto”.
“Ma se le cravatte non ci sono, allora perché saremmo dovuti tornare indietro nel tempo a uccidere chi non le ha inventate?”.
“Lo abbiamo fatto, e ora siamo tornati nella nostra realtà dove le cravatte non esistono”.
“Quindi abbiamo creato una dimensione parallela?”.
“Non lo so”.
“Come non lo so? E se invece fossimo tornati al punto di partenza in cui le cravatte esistono e quindi il viaggio e l’assassinio fosse stato inutile?”.
“Dici che qui esistono ancora le cravatte?”.
“Si. E peggio: la nostra dimensione potrebbe essere stata cancellata, e ora arriveranno degli omini quantici a smantellare tutto”.
Cioè, onestamente: io non mi sono manco posto il problema. Sono partito, ho fatto, sono tornato. Ora, non so quale paradosso possa essersi creato, o quale no. Queste sono cose da nerd segaioli brufolosi che leggono fumetti. E io non ho mai letto fumetti né avuto acne. Quindi, cazzo ne so?
Decidiamo di uscire dal rifugio per controllare com’è il mondo. Con la nostra solita fortuna non incontriamo nessuno. Andiamo a casa mia. I miei sono fuori.
Appena arrivo corro all’armadio: lo apro e non vedo più cravatte. Esulto. Mitico, fantastico, incredibile, gol!!!
“Guarda“ mi dice invece Chuck, indicando dentro l‘altra anta dello stesso armadio.
Cazzo.
Gonne. Il mio fottuto armadio e pieno di fottute gonne.
Corro in salotto e accendo la televisione. Tutti gli uomini non indossano cravatte ma indossano gonne.
“Bel casino, eh?” mi dice Chuck facendo spallucce.

04 agosto 2011

acqua vs gossip

http://sport.virgilio.it/indiscreto/marin-addio-alla-pellegrini-niente-rabbia-ma-federica-mi-ha-deluso.html

"Sto cercando di parlarne il meno possibile: dispiace vedere che ad un Mondiale è stato più importante il gossip rispetto alle gare – ha dichiarato Magnini – Non mi aspettavo certe voci, anche perché non c’è niente di vero in questa mia presunta storia con Federica”.


A me gira il culo per il fatto che, per una volta che il nuoto è sotto i riflettori, con il calcio a riposo, si parli più dei pettegolezzi a mò di vecchiette in fondo alla strada piuttosto che delle gare, dei nuotatori e delle medaglie.

30 luglio 2011

Storie dai Mondiali di Nuoto

Mondiali Nuoto Shanghai 2011. Luca Dotto, 21enne di Camposampiero (Pd) ha ottenuto la medaglia d'argento ai mondiali di nuoto in corso a Shanghai. Il nuotatore azzurro che ha nuotato in 21'90", nuovo record italiano, è stato sconfitto dal brasiliano Oscar Cielo (21'52") medaglia d'oro, e ha preceduto il francese Alain Bernard (21'92"), medaglia di bronzo



Pallanuoto, Campagna: "Italia sei unica!"
Esplode la gioia del ct azzurro al termine della finale con la Serbia: "E' la vittoria del gruppo. La compattezza è la nostra forza"
Ai Mondiali di Shanghai l'Italia della pallanuoto torna sul gradino più alto del podio, 17 anni dopo l'ultima volta (il Mondiale del '94 a Roma). Il commissario tecnico Alessandro Campagna elogia ''cuore, coraggio e compattezza'' del Settebello. Con questi punti di forza i suoi uomini hanno sconfitto la più quotata Serbia per 8-7. "Siamo stati epici. Una vittoria strameritata - le parole a caldo dell'allenatore ai microfoni di Rai Sport -. I serbi hanno individualità eccezionali. Noi li abbiamo battuti con l'atipicità del nostro gioco e l'unione tra di noi. E' stata la vittoria del gruppo, nessuno escluso. Con la compattezza, gli italiani sono unici al mondo''.
Un elogio particolare al portiere Tempesti, che ha parato due rigori alla Serbia: ''E' stato eccezionale, e non solo per quei due penalties''




SHANGHAI - Nessun dubbio, Phelps doveva essere e Phelps è stato: lo statunitense come previsto (è la sua specialità preferita) ha vinto la medaglia d'oro nei 100 farfalla maschili ai Mondiali di nuoto di Shanghai. Lo statunitense si è imposto con il tempo di 50"71. Phelps ha chiuso davanti al polacco Konrad Czerniak, medaglia d'argento in 51"15, e al connazionale Tyler McGill, bronzo in 51"26.

24 luglio 2011

Philip Dick - UBIK


Se avete amato Inception, Matrix, Shutter Island, The Others e se siete appasionati di tutto quei libri/film/fumetti dove si gioca sul concetto di cosa/chi è relale e cosa no, allora dovete leggere UBIK.

Se non l'avete ancora letto, guardate e volete sapere di di cosa parla non ve lo dico certo io perché vi rovinerei la sorpresa. Dico solo che, rispetto a tutte le produzioni sopra citate, questo è venuto prima e in un certo senso, le ha influenzate.

23 luglio 2011

Ligabue - Vivo Morto O X

Ci ho messo un po' ma alla fine l'ho capita.
Certe cose anche se te le spiegano prima (nel '96 avevo 18 anni e 1/2) ci devi sbattere contro per comprenderle appieno.



Nato da un sospiro o da un temporale,
l'ostetrica ti batte e non ti chiede come va.
Beh benvenuto qui fra luce e confusione
nessuno che ti ha chiesto se volevi,
se volevi uscir di là, là.
T'han detto cos'è bene e t'han spiegato il male.
"Si sappia regolare prima o poi c'è l'aldilà!"
Guardare e non toccare
guardare ed ingoiare
e sei un po'' nervoso ed un motivo ci sarà.

Vivo morto o X
vivo morto o X
vivo morto, vivo morto, vivo morto o X.
Fa una croce qui, firmati così
vivo morto, vivo morto, vivo morto o X.

E te lo porti dentro
quel vecchio professore
che ti ha rubato tempo con la sua mediocrità.
E puntano al tuo tempo
e a alcuni sissignore
e perfino un giuramento e un anno di tua proprietà.
Vivo morto o X
vivo morto o X
vivo morto, vivo morto, vivo morto o X.
Siamo sempre qui, come cosa chi?
Vivo morto, vivo morto, vivo morto o X.

Alla faccia di chi t'ha visto X, X
alla faccia di chi ti pensa
alla faccia di chi ti vuole

T'han detto che c'è posto
per chi sa stare a posto
il posto, tele accesa e la casetta in Canada.
Il sabato la spesa
e il giorno dopo in Chiesa
e sei un po' nervoso ed un motivo ci sarà.

Vivo morto o X
vivo morto o X
vivo morto, vivo morto, vivo morto o X.
Fa una croce qui, firmati così
vivo morto, vivo morto, vivo morto o X.
Alla faccia di chi t'ha visto X, X
alla faccia di chi ti vuole X
alla faccia di chi ti pensa...
La la la la la la la la la la la la la le ro
la la la la la la la la la la la la la le ro
la la la la la la la la la la la la la le ro
vivo morto o X

05 luglio 2011

Def Leppard - Mirrorball (Live & More)



E così esce il nuovo album dei Def Leppard. E così trattasi del primo album dal vivo.
Analizziamolo:
Un interessante box di 3 dischi, due cd e un dvd dove sono state selezionate varie canzoni tratte dal tour 2008/09, quindi ben due anni dopo la conclusione del medesimo (che sa molto di riempitivo in attesa dell'album nuovo).
4/5 del gruppo se la cava ancora alla grande, il cantante Joe Elliot purtroppo, ci tocca constatare, non ce la fa più (cosa che si notava ascoltando già i vari estratti live più o meno ufficiali degli ultimi anni). Dispiace dirlo perché vogliamo bene a questo ragazzone che è ormai un signore di mezz'età, però del resto se invece di cantare gridi e sei un cantante professionista da ormai 30 anni, forse dovevi pensarci e prendere provvedimenti prima (e del resto se già da una decina d'anni non ti esibisci più a torso nudo ma ben vestito)...
La scaletta propone i classici (per la maggior parte Histeryci), qualche canzone di Songs From The Sparkle Longue (e ci mancherebbe: stavano portando in tour proprio quel disco) e poco altro. Bellamente ingnorati l'album di esordio, Slang, Euphoria (questi due avevano molto da dire, IMHO), e X (grazie al cielo). Pyromania rappresentata dai classici, due estratti da Adrenalize e da Retro Active (uno di questi è Action, che tra l'altro è una cover, e il cantante l'annuncia come "from the Retro Album", per poi correggersi :-P).
A far ben sperare per il futuro, i tre inediti, tutti di ottima caratura (due quali epicheggianti... un po' tardino per una svolta del genere, no? :-P), molto ispirati ai Queen.
Nota dolente, la distribuzione dell'album, affidata a una misconosciuta casa partenopea che l'ha portato solo presso i grandissimi centri di distribuzione, mentre in passato le uscite del gruppo si avvistavano anche nei centri più popolari.
Tirando le somme, una sorta di greatest hits mirato non tanto a chi leppardiano lo è già, ma a chi conosce il gruppo "per sentito dire", per cui potrebbe essere un ottimo starting point.
Faccio notare che dalla produzione "ufficiale" (i vari album in versione deluxe) o "non ufficiale" (i vari bootleg recuperabili qua e là), si riescono a recuperare performance di canzoni che qui non compaiono.
Concludo (per non smentirmi) con una foto trovata durante una googlata per immagini cercando appunto "Def Leppard". Praticamente la signorina ha rubato la maglietta al papà e si è autoscattata con essa.

03 luglio 2011

Fronte e Retro #6: Michelle Hunziker

Non ci sono cazzi: quando è arrivata lei hanno dovuto spostare la linea della figaggine un paio di metri più in là.



E anche se sono passati diversi anni da quando andava in giro in topless, resta sempre dannatamente in forma.

Ah, sì, avrete notato anche voi dal caldo che è iniziata l'estate

02 luglio 2011

Tales To Astonish #10: Vampires Suck! (Un'altra stupida storia di vampiri e licantropi)


Il Giovane Molto Intelligente camminava tranquillo in una fresca serata estiva fissando la luna e le stelle che apparivano chiare in cielo nonostante le luci della città.
"Guarda come si vedono bene la luna e le stelle nonostante le luci della città!" pensò.
All'improvviso spuntò fuori un tipo poco raccomandabile.
"Sono un fottuto vampiro, e mò ti mordo!".
"Aspettito signor Fottuto Vampiro, prima vorrei farle una domanda!" chiese il Giovane Molto Intelligente.
"Eh?"
"Lo consideri un ultimo desiderio da parte mia, suvvia, in pratica lei mi sta condannando a morte, avrò un seppur minimo diritto. E non fumando, vorrei porle una domanda che mi frullava in testa da un po'... visto che non fumo... invece dell'ultima sigaretta mi conceda l'ultima domanda".
"Va bene" rispose il Fottuto Vampiro, invero un po' scocciato. "Chiedi pure".
"Ecco.. ha presente la luce del sole?".
"Era questa la domanda?".
"No, era l'inizio di un discorso più ampio. Dicevo: ha presente la luce del sole? Quella cui non potete esporvi altrimenti brucereste?".
"Sì. E allora?"
"Ecco, il sole è una stella, in cielo ora ci sono molte stelle".
Il Fottuto Vampiro guardò il cielo perplesso.
"Scusami, ma secondo te, io che cazzo ne so di 'ste cose?" rispose poi spazientito.
"E anche la luce lunare" proseguì il Ragazzo Molto Intelligente. "Non è altro che luce solare riflessa. Lei, signor Fottuto Vampiro, nondovrebbe rifuggirla pena una crudele morte?".
Il Fotutto Vampiro riflettè un attimo, ma prima che potessa parlare prese fuoco e bruciò in una crudele morte.
Il Giovane Molto Intelligente proseguì la sua passeggiata notturna pensando quanto fosse intelligente.
"Oh! Quanto sono intelligente!" continuava a ripetersi.
Ad un certo punto, da dietro un albero sbucò un Maledetto Licantropo, che, non essendo dotato di parola, lo sbranò e basta senza vantarsi di quanto fosse cattivo.

La morale della storia è: era da tanto tempo che vi trascuravo e non volevo sentiste la mia mancanza.
Vi Voglio Bbbbbene!

20 giugno 2011

Hello America!

(di solito mi frega un cazzo di 'ste cose, ma questa è italoamerregana... e ROSSA!!!)


Miss Usa, vince l’italoamericana Alyssa

Alta, bella. Segni particolari: italoamericana. Alyssa Campanella, 21 anni, è stata eletta miss Usa 2011 a Las Vegas. La giovane, che si contenderà il titolo di Miss Universo il prossimo 21 settembre in Brasile insieme ad altre bellezze, è bionda al naturale ma si tinge di rosso, perché si preferisce con quel colore di capelli.
Fonte
kikazz'è!

quindi festeggiamo cantando:


Hello America, hello America
Hello America, Hello America

Well I'm takin' me a trip I'm going down to California
Yeah, I'm gonna try Hollywood and San Pedro Bay, yeah yeah
I'll tell ya what I'm gonna do
I'm gonna give my love to you
I'm gonna take you where the lights are bright
I'm gonna give you my love tonight

Hello America, hello America
Hello America, hello America

I'm gonna get me a greyhound bus down the motorway
I'm gonna spend a little time in 'Frisco and L.A., yeah yeah
But when it gets to twelve o'clock
And you feel that you gotta rock
You'd better let your hair hang down
So we can boogie all over town

Hello America, hello America
Hello America, hello America

Takin' me a trip I'm going down to California
Yeah, I'm gonna try Hollywood and San Pedro Bay, yeah yeah
I'll tell ya what I'm gonna do
I'm gonna give my love to you
So won't ya take me where the lights are bright
Won't you give me your love tonight
Hello America, hello America
Hello America, hello America
Hello America, hello America
Hello America, hello America

(ogni scusa è buona per tirare in ballo i cinque tamarri a nove braccia...)

19 giugno 2011

Fronte e Retro: #5: ai mondiali di beach volley


eh sì, anche questo importante sport, simbolo di spiaggia, mare ed estate, ha i suoi mondiali, e mi pare giusto segnalare l'evento con un
link e con l'immmagine qui a fianco (che invero non so se sia relativa al beach volley, però mi sembrava pertinente con il titolo della rubrica.

12 giugno 2011

Diritto di Voto

Viviamo in un Paese, che, inutile dirlo, ha i suoi problemi, e ne ha tanti. Resta comunque una delle 8 Nazioni più importanti del Mondo. Come diceva Gaber, ne siamo alla periferia, ma meglio essere periferici che sperduti nel nulla.
Possiamo ancora permetterci una democrazia che ci fa andare a votare su fattori (più o meno) importanti che determineranno la nostra vita (di tutti i giorni e politica). Poi che uno si voglia informare o meno su cosa o come votare, sono cazzi suoi, la possibilità di farlo c'è, eccome, e se non lo fai è colpa tua.
La possibilità di dire un SI o un NO ce l'abbiamo. Ed è un diritto ottenuto con tante lotte nel corso degli anni e dei secoli (la Rivoluzione Francese, ad esempio, dice nulla?) dai nostri antenati, perché noi oggi potessimo decidere di passare la domenica al mare e lasciare i seggi semideserti.
Esprimere il proprio voto dovrebbe essere un DOVERE non solo nei confronti degli antenati di cui sopra, ma nei confronti di coloro che vivono in regimi (ancora) totalitari e non possono esprimere la propria opinione.
Oltretutto, organizzare un referendum non è cosa da poco: è una spesa che noi (ri)paghiamo poi con le tasse.

Non sai cosa votare? Vai lì e fai "scheda bianca" o "scheda nulla".
Vuoi che vinca il NO? Vai lì e voti NO, non inviti tutti all'astensionismo.
Auguro a tutti questi astensionisti di rinascere, nella prossima vita, nel Darfour (con tutto il rispetto per chi vi vive).

11 giugno 2011

Philip K. Dick - La Svastica Sul Sole

Ho finalmente letto questo noto romanzo del noto autore di fantascienza. Che in questo romanzo non parla di fantascienza (ucronia è la parola d'ordine della storia) ma di un mondo in cui Nazisti e Giapponesi hanno vinto la guerra e si sono spartiti il mondo (e gli Stati Uniti). All'interno di questa San Francisco dominata dai Giapponesi, i bianchi sono trattati più o meno come gli Afroamericani venivano trattati ai giorni nostri a quell'epoca (il romanzo è scritto nel '62) e vari personaggi si muovono in questa ambientazione, cercando di tirare avanti, cambiare e ritrovare o mantenere la propria dignità in questo mondo "alla rovescia". Interessante come l'I Ching sia illibro religioso onnipresente nella vita di tutti i personaggi (al posto della "nostra" Bibbia).
Sullo sfondo H. Abendsen, autore del libro "proibito" in cui si racconta di come i dominatori abbiano invece perso la guerra.

05 giugno 2011

Tales To Astonish #9: gli uomini preferiscono le...


GLI UOMINI PREFERISCONO LE ...

L’Ingegnere portò la sua Nuova Fiamma a casa propria.
Un villino nel quartiere residenziale nuovo, appena terminato di costruire, fuori città.
- Siamo i primi ad abitarci - annunciò impettito
- Siamo? - domandò lei
- Sono, perdona il lapsus - volle precisare lui
- ah, ok -
Entrarono in casa: un salotto appena arredato senza soprammobili, senza quadri, senza nulla che potesse ricondurre a chi vi abitasse.
- benvenuta nella mia umile dimora - disse lui chiudendo la porta.
La Nuova Fiamma non ebbe tempo di stupirsi di come il villino potesse risultare troppo grande per una persona sola: spinse l’Ingegnere sul divano, si tolse il vestito e gli saltò addosso.
I due si avvinghiarono, baciandosi e toccandosi. Lui mise le mani sul gancio del reggiseno di lei senza riuscire ad aprirlo.
- meno male che sei ingegnere - disse lei maliziosa.
Lui elaborò un sorriso di circostanza e spalancò le braccia in segno di resa.
- si apre davanti, tonto! - lo canzonò lei.
Fece il gesto per aprire la custodia di tante grazie, quando una suonata di clacson annunciò l’arrivo di un’automobile.
L’Ingegnere imprecò, e si scrollò di dosso la Nuova Fiamma. Si affacciò alla porta finestra che dava sul cortile: dal bagagliaio di una vettura una donna stava estraendo un grosso scatolone.
- cazzocazzocazzocazzocazzocazzocazzo - fu il commento spassionato dell’Ingegnere.
La Nuova Fiamma lo guardò interrogativa tenendosi ancora coperte le tette.
L’Ingegnere afferrò il vestito della ragazza e glielo mise in braccio in malo modo, poi la trascinò per un braccio verso una porta in un angolo.
- resta lì dentro, e appena si libera la via esci. Chiama un taxi. Ce l’hai il cellulare? -
- si ma…. -
La frase della ragazza, che avrebbe fatto richiesta di essere informata sull’evolversi degli eventi, rimase interrotta: l’Ingegnere aveva già chiuso la porta che dava sulla cantina.
Si affrettò all‘ingresso, e aprì, non prima di essersi dato una risistemata.
-Ammmmmmoooooooooreeeeeeeee! - disse, aprendo alla nuova arrivata.
-Che sorpresa! Sei arrivata prima del previsto -
- eh! Che sorpresona! Potevi venire ad aiutarmi con lo scatolone, cazzo! - gli rispose la Moglie.
Lui prese lo scatolone ingombrante ma non pesantissimo che la donna aveva in mano. Conteneva alcune cornici con fotografie varie: il matrimonio, la luna di miele, alcune vacanze del loro periodo da fidanzati.
Lo appoggiò sul tavolo, prese la donna in braccio, e la portò su per le scale, diretto verso la camera da letto.
- ma, amore, fammi almeno fare una doccia! -
Lui la depositò in bagno, corse a prenderle asciugamani e accappatoio e le disse:
- tutto il tempo che vuoi, certe cose vanno gustate con calma - e uscì chiudendo la porta.
La Moglie si chiese come mai, da tanta fretta, ora l’Ingegnere dimostrasse tanta pazienza.
Questi restò dietro alla porta ad origliare che l’acqua fosse aperta. Dopodiché contò fino a cinque, e quindi scese di corsa: doveva controllare se la Nuova Fiamma se ne fosse effettivamente andata.
Aprì la porta che dava sulla cantina. Guardò dentro, e, da quel poco di luce che si proiettava giù dalle scale, la vide, accovacciata a terra.
- noooo! Ti ho detto di andartene! -
Si precipitò giù dalle scale, la prese per un braccio, e provò a farla alzare. La Nuova Fiamma non si muoveva. Non reagiva. Non respirava. Cazzo: era morta!
- cazzocazzocazzocazzocazzocazzocazzo -
L’Ingegnere la lasciò andare, e si portò le mani alla bocca, in preda al panico.
Spingendola oltre la porta, doveva averla fatta cadere per la scalinata appena oltre all’uscio.
Cosa avrebbe fatto?
Risalì le scale, si appostò fuori dal bagno aspettando l’uscita della Moglie in accappatoio. La prese nuovamente in braccio e la portò in camera da letto.
- amore, resta qui, scendo a prendere del vino! -
In cucina tirò fuori dal frigo la bottiglia che aveva preparato per la Nuova Fiamma. La portò di sopra, fece ubriacare la Moglie, ci fece l’amore, e la lasciò sul letto addormentata.
Tornò di sotto, dalla Nuova Fiamma ormai Fiamma Morta. All’interno dello scantinato semi buio, cercò nel punto dove precedentemente era adagiato il suo corpo. Non c’era più.
- cazzocazzocazzocazzocazzocazzocazzo -
La situazione richiedeva sangue freddo, e lui, cazzo, ne aveva da vendere. Era un ingegnere, non un ragioniere, un dottore, un avvocato, un grafico pubblicitario, un geometra, un architetto, un personal trainer, un fashion stylist (qualunque cosa fosse): uno stracazzutissimo ingegnere.
Accese la luce, e con la nuova illuminazione, la trovò: la Nuova Fiamma creduta Fiamma Morta stava in piedi in un angolo della stanza, emettendo piccoli rantoli monofrequenza.
Meno male: non era morta, era solo svenuta, ma si era ripresa.
La vide che gli si avvicinava, barcollante, ancora svestita, con il reggiseno ancora slacciato sul davanti che però non mostrava le sue grazie. Adocchiò il vestito di lei per terra, si chinò e lo raccolse.
- dai, muoviti, c’è mia moglie, se ti becca ci ammazza entrambi -
Le porse il vestito ma lei non diede segno di interessarsene.
Solo in quel momento lui notò come la ragazza avesse gli occhi vitrei, lo sguardo spento e… non respirasse.
- cazzocazzocazzocazzocazzocazzocazzo -
Non era svenuta per poi riprendersi, era morta per risvegliarsi come zombie!
Prima che lui potesse girarsi e scappare, la Nuova Fiamma creduta Fiamma Morta ma in realtà Fiamma Zombie gli saltò addosso e iniziò a mangiarselo.
Lui urlò di dolore. Oh, come urlò!
Urlò talmente tanto che la Moglie, al piano di sopra, si svegliò. Preoccupata, si rimise addosso l’accappatoio e corse giù per le scale. Trovò la porta che dava sulla cantina aperta, e, riconosciuto che le grida provenivano da lì, si infilò oltre l’uscio.
Vide l’Ingegnere con addosso una donna.
- lurida baldracca! Ti insegno io a fare la zoccola con mio marito a casa mia! -
Raggiunta la Nuova Fiamma non riconosciuta come Fiamma Zombie, la Moglie ora Moglie Infuriata la percosse una, due, tre volte, ma lei persisteva a ignorarla.
- ti faccio vedere io! -
Li scavalcò, si diresse verso un angolo della cantina dove era appoggiato l’ombrellone da spiaggia, e lo sollevò, scaraventandolo in testa alla Fiamma non riconosciuta Zombie.
- e tra poco tocca a te, screanzato - disse rivolta al Marito Potenzialmente Fedifrago non riconosciuto come Marito Morto Divorato.
La Fiamma Zombie, finito il pasto proprio in quel momento, e indifferente alle percosse, si alzò e si girò verso la Moglie Praticamente Cornuta.
Questa vide la sua presunta rivale, con gli occhi vitrei, lo sguardo spento e… la bocca sporca di sangue.
La Moglie Praticamente Cornuta urlò di terrore. Oh, se urlò.
Poi la Fiamma Morta iniziò a mangiarla.
E la Moglie urlò di dolore. Oh, come urlò.

GLI UOMINI PREFERISCONO LE ZOMBIE

02 giugno 2011

Fronte e Retro #4: emerite sconosciute

Questa volta non vi tedierò con inutili parole



Glen Duncan - L'Ultimo Lupo Mannaro

Proseguono le iperboliche recensioni di BLOGGHETE! Con un altro libro, dedicato a uno dei miei temi preferiti: i licantropi, aka lupi mannari, aka uomini lupo.
Praticamente a Jacob Marlowe viene comunicato di essere l'ultimo della sua specie, perché un'organizzazione che deve eliminare tutte le creature soprannuaturali e gli da la caccia ha fatto fuori il penultimo.
Lui, dopo 200 anni di nichilismo (e ti credo, si è ****** ** ****** che era pure *******!!!) ne ha abbastanza, e deciderebbe anche di farsi accoppare, se non fosse che... più di una persona ha più di un piano per lui, fino all'incontro con...
Libro accattivante, che sa come prenderti, scritto da un signore che ha il dono della "divagazione d'autore" senza mai essere noioso o farti perdere il filo, in una prose elegante che porta anche tanti spunti di riflessione sulla vita, con uno sguardo disilluso e agrodolce e un linguaggio che colpirà nel segno.
Fan di Twilight, siete avvisati: i vostri giorni stanno per finire!!!
Ah, è una trilogia. Attendiamo i due capitolo successivi.




L'autore
Il sito del libro

altre recensioni sparse per BLOGGHETE:
V Per Vendetta
X_Factor di P. David
Julia (Bonelli) Vs John Doe (Eura)
Lord Fenny di Calvaruso/Moratti

25 maggio 2011

Tales To Astonish #8: Vamputtana


Olga si appostò poco prima di una stazione di servizio. Da quel punto l’illuminazione lambiva la sua figura, mostrandola nella penombra, sinuosa e provocante. Una Polo si fermò davanti a lei. Un tizio brufoloso abbassò il finestrino, e lei gli si avvicinò sculettando. Si appoggiò al tetto della macchina, in modo da mostrare al meglio la scollatura al conducente e notò che a bordo c’erano in totale quattro ragazzi, quasi tutti poco sopra i vent’anni, un paio imbarazzati, gli altri con la faccia di chi sta per compiere una bravata.
«Ciao belli» disse lei marcando il suo accento straniero. «Cosa posso fare per voi?».
«Hai fiato per quattro?» domandò quello seduto al posto del passeggero, con gli altri che ridacchiavano in sottofondo.
«Certo» rispose lei spingendo in basso la scollatura del vestito. «Non vedi che polmoni?».
«Bene» rispose il primo «Ci gonfi le ruote?».
Mentre i ragazzi ridevano e il veicolo accelerava per ripartite, Olga si fece da parte per allungare poi le mani in direzione del passeggero seduto dietro al conducente e afferrarlo tirandolo fuori dal veicolo.
L’altro ragazzo seduto dietro chiese al conducente di fermarsi per aiutare l’amico… quello gli stava di fianco invece chiese di correre più forte. All’improvviso sulla traiettoria dell’automobile spuntò un altro uomo. Il conducente sterzò per evitarlo e la macchina finì contro un palo della luce. Il botto fu potente, e la macchina si accartocciò su se stessa. Il giovane sul sedile posteriore, si riprese pochi secondi dopo. Era schiacciato tra lo schienale e il sedile davanti a lui. Vide il collo del conducente appoggiato all’airbag e piegato in un angolo impossibile. Lo chiamò, e provò a scuoterlo, senza risposta. L’amico al posto del passeggero non c‘era più. Provò a liberarsi per uscire dall’abitacolo, ma non ci riuscì. Allungò la mano verso la tasca destra dei pantaloni per prendere il proprio cellulare. Lo estrasse a fatica, solo per vederselo portare via dal sopraggiungere di un’altra mano, pallida, dalle dita lunghe con le unghie ben curate e laccate di rosso.
«Chi?>>.
Il ragazzo riconobbe a stento il volto sporco di sangue della puttana che aveva tirato fuori dall’abitacolo l’altro suo amico, e lanciò un grido.
Olga l’afferrò, lo trascinò fuori dall’abitacolo e lo sbatté a terra, di fronte all‘uomo spuntato dal nulla. Di fianco a lui giacevano gli altri due suoi amici.
Il ragazzo cercò di alzarsi e scappare, ma aveva fratture scomposte su entrambe la gambe, non riusciva più a muovere il braccio sinistro, e gli girava la testa, forse per una commozione cerebrale.
«Questo non possiamo convertirlo… quindi…prego» disse l’uomo all’amica.
«Beviamo entrambi, Pavel» lo incoraggiò lei. «Io prendo la frattura alla gamba sinistra».
«Oh, bene. Io dal collo, come sempre».
Il ragazzo implorò pietà, disse che era solo uno scherzo, si mise a urlare. I due vampiri non lo ascoltarono nemmeno e bevvero velocemente e si saziarono.
«Questo ci voleva per il mio morale: una bella bevuta e due conversioni in una sola notte».
Olga stava per rispondergli qualcosa, ma ebbe un giramento. Lui la prese prima che cadesse a terra.
«Cosa ti è successo?» le chiese.
«Io… non credo di sentirmi bene»
Pavel osservò il ragazzo che la donna aveva tirato fuori dal finestrino.
«Quel ragazzo non era morto quando hai bevuto il suo sangue, vero?» le chiese preoccupato.
«Io… non credo» rispose lei.
«Probabilmente l‘hai ucciso strappandolo dalla macchina. Succede. Se bevi il sangue di un morto, anche se appena morto… beh, è come bere veleno. Non ti uccide, ma ti indebolisce».
«E cosa aspettavi a dirmelo?».
«Non te l‘avevo detto? Beh, te lo dico ora: mai bere sangue di un morto».
«Oh, grandioso. E per curarmi che devo fare?»
«Bere sangue “buono”. L’hai appena fatto e vedrai che a breve starai meglio. Ora andiamo a casa».
«Ma dovrai portarmi sulle spalle… sono ancora troppo debole per camminare» disse lei dolcemente.
«Sono un vampiro. Non sento fatica» rispose Pavel baldanzoso.
Olga gli sorrise pensando che prima o poi l’avrebbe ricompensato nel modo che lei sapeva.
«Prima però lasciami far sparire questo schifo».
Il vampiro buttò i cadaveri restanti sul catorcio, ne squarciò il serbatoio con una mano, e quando giudicò che fosse uscita benzina a sufficienza, con un pezzo di lamiera creò una scintilla. La benzina prese fuoco insieme al veicolo e a quel che restava dei suoi passeggeri.
Quindi si caricò la compagna su una spalla, lasciandola ricadere dall’altra parte e si incamminò.
«Come prima uscita non male, ma dovrò spiegarti due cosette o tre sulla caccia».
Lei a testa in giù, gli rispose ridendo:
«E me le spieghi meglio con la tua mano sul mio sedere?».
«Se non la metto lì cadi» rispose l’altro ridendo.
«Credo di riuscire a camminare da sola» ribatté lei ironica.
«No, io ne so più di te e ti dico che non stai ancora bene, quindi taci e lasciati trasportare».
Il cammino verso il rifugio proseguì tra frecciatine e risate.

23 maggio 2011

la grande forza del MILAN CAMPIONE D'ITALIA

Se n'è già parlato: Milan campione d'Italia per la diciottesima volta.
E che ci volete fare? Dopo 7 anni dall'ultimo scudetto, e dopo 4 anni dall'ultima vittoria, bisogna festeggiare a più non posso. Cosa che stiamo facendo da 3 settimane, ormai.
Volevo sottoporre alla Vostra cortese attezione la
CLASSIFICA e i suoi dati.
Il Milan è la miglior difesa, avendo incassato soli 24 gol. Seguono Lazio e Napoli a quota 39: sono cioè stati impallinati ben 15 volte in più.
Invece, guardando le reti segnate, il Milan è secondo, alla pari con l'Udinese, a solo 4 marcature dall'ex campione d'Italia, L'Inter.
Questo la dice lunga su come una squadra ben costruita abbia saputo guadagnarsi il primo posto e tenerlo fino alla fine, superando i momenti di calo di forma e vincendo anche le partite in cui si giocava senza attaccanti.
Grazie Massimiliano Allegri, questo è IL TUO scudetto!!!

21 maggio 2011

Paola Barbato - Il Filo Rosso


Proseguono le botte di cultura su BLOGGHETE, anche in questo caso con un bel libro di un'esordiente.
Tra un numero e l'altro di Dylan Dog, infatti,
Paola Barbato ci regala questo libro thriller come non se ne vedevano da un po' (non che li legga tutti, i thriller, pero' come frase suona bene).
Antonio Lavezzi, crollato in una vita da automa dopo la morte violenta della figlia Michela e l'attacco subito dallo stesso assasino, trova un cadavere all'interno del cantiere che sta dirigendo, e una serie di strani messaggi lo porteranno a far parte di una misteriosa organizzazione che recluta vittime di omicidi irrisolti per vendicare vittime altrui finché non arriva il proprio turno di essere vendicati (scritto così è un po' contorto ma spero si capisca).
Una trama che ti prende, scritta in uno stile perfetto, accattivante, che ti lega alla pagina, e che riesce a nascondere anche colpi di scena che quando sono svelati pensi: "ma come cazzo ho fatto a non pensarci prima!".
Molto bello, ma speriamo, per il bene del mondo dei fumetti, che l'autrice non decida di legarsi solo alla narrazione senza immagini. Cioè, può fare sia l'uno che l'altro.

Andrea Pirlo non rinnova con il Milan


interessante come lo svecchiamento del milan parta proprio con quello che era il meno vecchio tra i vecchi.

va bene il centrocampo muscolare, ma uno coi piedi buoni ci vuole sempre
(che poi allegri quest'anno ha saputo far cambiar pelle al milan più di una volta, pirlo ci tornava utile di sicuro, prima o dopo).

complimenti alla juve che si è portata a casa un ottimo giocatore (l'ennesimo campione del mondo, direbbero i maligni, ma questo campione lo è per davvero) che costituirà il primo tassello della ricostruzione.

intanto a milano restano giocatori con ben tre anni in più di pirlo sul groppone.

grazie Andrea per averci fatto sognare in questi anni.

11 maggio 2011

Recensioni: F. Bianconi, Il regno Animale



Abbiamo superato i 20.000 contatti: diamoci un tono, cazzo!
Basta tette e... NON SOLO tette e culi e/o storielle stupide! Promuoviamo la CULTURA (ahem...). Facciamo tornare le RECENSIONI!!!
E partiamo dal titolo indicato nel titolo del topic, ovvero: IL PRIMO LIBRO DEL CANTANTE DEI Baustelle!!!
Il Maestro Bianconi (come lo chiameremo amichevolmente) narra attraverso singoli episodi collegati con un file rouge dal protagonista Alberto, la (mala)vita del mondo oggi, paragonando gli esseri umani e i loro atteggiamenti, come da titolo, al regno animale. Con frecciatine al mondo del jet-set e una certa autocritica.
Per i contenuti, assolutamente doppio pollice alto, per lo stile, diciamo pure che non siamo proprio di fronte ad un capolavoro. Ogni tanto i tempi dei verbi saltano e l'italiano non è proprio "aulico". La scrittura è comunque scorrevole e piacevole. Consigliato, oltre ai fan dei Baustelle, che comunque dovrebbero averlo già comprato, a chi condivide le difficoltà del mondo lavorativo d'oggi, a chi ama Milano, e a chi odia il mondo fighetto delle star.

Altre recensioni:
A. M. Martin, Brian The Brain
Lucarelli, Il Lato Sinistro Del Cuore
Darkwolf e Bloodrayne
Def Leppard, Discografia
Inception

10 maggio 2011

Fronte e Retro #3: Denise Milani

Sì, lo so, l'ho già fatto: cambiare le cose in corsa... ma stavolta cambio solo il titolo della rubrica da qui in poi. Quello che c'è stato prima resta com'è. E tuttosommato, chiessenefrega. A me piace così lo stesso.
La protagonista è una delle "sexiest women" che appare spesso nella finestra in basso a destra... Purtroppo non delizia noi suoi fan con un nudo completo, ma fa niente, "la vogliamo bbene" lo stesso. E forse è anche questo che fa "aumentare la brama che abbiamo di lei" (©)



ARRETRATI
DENISE MILANI
ALTRE IMMAGINI
FOTO PREFERITA

09 maggio 2011

Tales To Astonish #7: come sgominare una banda di avventurieri



“…e così cadete tutti nella maledizione del fuoco eterno! Wha wha wha”!
“ma che cazzo dici?”
“che cazzo dico cosa?”
“che cazzo dici che cadiamo nella maledizione… la magia oscura protegge i suoi adepti dalla maledizione del fuoco eterno, perché necromanzia ed elementalismo si annnullano a vicenda. Vedi? È scritto qui, a pagina 84! Loro cadono nella maledizione, io no!”
“va bene, però guarda che siete nel covo dei dannati, dove la magia non ha effetto!”
“e se non ha effetto perché la maledizione del fuoco eterno funziona?”
“perché le maledizioni non sono magia! Nel manuale del Mago delle Valli, capitolo 8, pagina 73, per la precisione!”
“ma come cazzo fai a dire che le maledizioni non sono magia? Certo che sono magia, cosa cazzo dovrebbero essere?”
“le maledizioni NON sono magia…”
“e dove sta scritto?”
“non sta scritto, lo sanno tutti!”
“lo sanno tutti chi? Tutti i master di merda come te!”
“merda ci sarai tu, che fai sembrare un mago della fazione dei Taurus un cazzo di elfo frocetto dei boschi!”
“ehi, gli elfi non sono frocetti! Sono creature millenarie che…”
“non in questo gioco. In questo gioco sono froci. Notoriamente froci!”
“e tu sei un master di merda!”
“visto? Siamo in due a dirlo!”
“certo, in due, come i coglioni!”
“ragazzi, ci diamo una calmata? Siamo qui a divertirci! Il gioco di ruolo è un passatempo per… per.. Ragazzi, perché ve ne andate tutti? Ehi???”

01 maggio 2011

Def Leppard - UnDEFeated

I Def Leppard torneranno nei negozi con il loro primo album dal vivo, Mirrorball, il 7 giugno.
Intanto, ci deliziano con uno dei tre inediti in studio che lì saranno contenuti.




(Shout)
(Shout)
Look in these eyes
These eyes don't lie
And they say that if you don't blink,
then you don't die.

Now feel this heart
it beats so tough
And if you ever gonna doubt my faith
then I'll call your bluff
cause you ain't that tough

The lies in your eyes can't defeat me
I ain't ever goin' down
I was down on my knees completely
And you will never take my crown
But I rise from my feet you can't beat me
Oh, and that's why I gotta stay
And that's why I gotta say

I'm Undefeated
And Standing Tall
I don't want to be the loser
when the winner takes it all.
I'm Undefeated
I got this scar (scar)
I will wash this blood away,
live to fight another day
Undefeated!
(Shout!)
I'm Undefeated!
(Shout!)

I feel your pain
I hear your words.
But there ain't nothing you can say to me
I ain't already heard

These cuts run deep
Close to the Bone
But I gotta keep getting up
cause I'm feeling down so long
So let's get it on

The lies in your eyes can't defeat me
I ain't ever goin' down
I was down on my knees completely
And you will never take my crown
But I rise from my feet you can't beat me
Oh, and that's why I gotta stay
And that's why I gotta say

I'm Undefeated
And Standing Tall
I don't want to be the loser
when the winner takes it all.
I'm Undefeated
I got this scar (scar)
I will wash this blood away,
live to die another day

I walk through the fire
with the flames on my skin
I wanna be the last man standing
I'll never surrender, I'll never give in
I just got to win

[guitar]

The lies in your eyes can't defeat me
I ain't ever goin' down
I was down on my knees completely
And you will never take my crown
But I rise from my feet you can't beat me
Oh, and that's why I gotta stay
And that's why I gotta say

I'm Undefeated
And Standing Tall
I don't want to be the loser
when the winner takes it all.
I'm Undefeated
I got this scar
I will wash this blood away,
live to fight another day
I'm Undefeated!

It's stand or fall!
You can laugh and walk around me with my back against the wall
I'm Undefeated
I got the prize
If you got the will to win
you got to take it in the chin
Stay Undefeated!
(Shout!)
Yea Undefeated!
(Shout!)

Just Married


Si è svolto venerdì, in diretta tivvù mondiale, il matrimonio di William d'Inghilterra con la sua bella Kate. Evento seguito anche da un sacco di italiani. Wow. Chi si sposa? Tuo fratello, tuo cugino, il tuo vicino di casa? No: un nobile di un altro regno.
E allora a noi che ci frega? Perché tutta questa partecipazione? Boh.
Posso capire gli Inglesi, che hanno avuto due giorni di ferie a gratis... ma al di qua della Manica che ci abbbiamo guadagnato?
Altra riflessione: la Famiglia Reale è mantenuta dai Britannici. E per tradizione, li amano. Noi Italiani manteniamo i nostri politici, e li odiamo.
I nostri politici fanno finta di fare una campagna elettorale.
I nobili britannici nenmmeno quella.
Perché tanta passione nello sventolare la Unione Jack (a parte il fatto che sia una bellissima bandiera)? Il Principino ha mandato loro a casa una fetta di torta e/o i confetti?
Vabbè. Ad ogni modo sono sempre convinto che gli UK siano un gran Paese

25 aprile 2011

F&R #2: Sophie Howard

Dopo il pranzo pasquale ho visitato per ben due volte il cesso dal lato sbagliato... cosa c'è di meglio per tirarsi su di un pò di fagiana?




INFO

FONTE

Altre foto

23 aprile 2011

Nightcrawler R.I.p:


a me il sacrificio di kurt ha in fondo commosso.
dona la propria vita per salvare la ragazza che potrebbe salvare il futuro mutante.
dal personaggio ce lo si poteva aspettare.

poi c'è da chiedersi perché ora e perché proprio lui dovesse tirare le cuoia.
perché non è in grado di uccidere il nemico, suggerisce qualcuno. e allora lo tengano a fare da contraltare ai "cattivoni".



http://it.wikipedia.org/wiki/Nightcrawler

11 aprile 2011

Tales To Astonish #5 e #6 special double feature

La zingara addormentata - Henri Julien Fèlix Rousseau Riposa qui, fanciulla dalla pelle d'ebano: domani lungo viaggio ci attende, tanti passi che seguiranno i passi fatti ieri e ier l'altro, fino a che destinazione sicura sarà trovata per il futuro e distanza appropriata sarà posta dal passato insensibile. La musica ci allietarà mentre il segreto che portiamo con noi custodito dovrà rimanere. Veglierò su di te durante tutto questo tempo, unica amica mia". http://aspirantiscrittori.forumcommunity.net/?t=40542724

FANCIULLO MORSO DAL RAMARRO - CARAVAGGIO "Sono stato morso da un ramarro! Orrore, orrore! Un ramarro marrone! Grazie al cielo non ho la erre moscia, altrimenti mi prenderebbero tutti in giro! Ma... che mi succede? Mi sento strano... mi gira la testa... Un calesse sta per investirmi! Devo scansarmi... Ma sono stato velocissimo! Com'è possibile? E che ci faccio sul tetto di un palazzo? Mi sarò mica arrampicato fino a qui? A mani ignude? Fammi provare una cosa: questo anacronistico tubo in ferro, qui ci sta malissimo! Con una mano l'ho divelto! Ho i poteri di un ramarro!" http://aspirantiscrittori.forumcommunity.net/?t=39267601#lastpost

09 aprile 2011

nuova rubrica: F&R


O meglio: nuova versione di una vecchia rubrica: la cosidetta fagiana del mese, data l'alta irregolarità nelle uscite (e che cazzo, uno mica sta sempre su internet a farsi pippe e/o sta su internet a farsi sempre pippe), quindi prende un titolo molto meno pretenzioso, che sarà la sigla riportata sopra. Se avete dimestichezza con l'inglese capirete perché si intitola così. Altrimenti guardate nelle etichette...
E come iniziare al meglio con un numero Zero, allietato da un'emerita sconosciuta? Noterete la metafora nella cosa, e se vorrete potrete trovarne mille risvolti filosofici....
Nel frattempo, lustratevi gli occhi

05 aprile 2011

daniele silvestri - l'autostrada

La casa era giusto al confine tra il vento e la sete
un posto abitato da fate
e da poche altre forme di vita ugualmente concrete
vicino all'incrocio di un paio di strade sterrate
che senza motivo apparente si incontrano
e poi, disperate, ripartono
tristi, così come sono arrivate.
Comunque a qualcuno una volta saranno piaciute
se poi sono state abitate
qualcuno che fermo all'incrocio pensò:
"aspettiamo che arrivi l'estate"
l'estate da noi non è mica un periodo felice
che il caldo ti toglie la pace
la polvere copre ogni cosa
e ti spezza la voce, l'odore di verze marcite
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta, ma sempre prosegue veloce
se almeno si vedesse l'autostrada
ci porterebbe senz'altro a una città
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua
la chiesa era uguale alle case, ma aveva una croce
e forse un po' più di vernice
ed un'unica luce fornita da fiaccole appese
imbevute di pece
fu lì che la vidi a braccetto col prete
era il 5 di aprile
e tirava una brezza che dava un colore alla quiete
e profumo di pane alle olive
lei pure mi vide
e forse sorrise
non sono sicuro, ma forse davvero sorrise
perché all'improvviso fu molto più forte l'odore del pane alle olive
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
se almeno si vedesse l'autostrada
ci porterebbe senz'altro a una città
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua

a volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi e fuggire
vederla venirmi vicino fu quasi morire
trovare per caso il destino
e non sapere che dire
ma invece fu lei a parlare
"mi piace guardare la faccia nascosta del sole
vedere che in fondo si muove
dormire distesa su un letto di viole" mi disse
e a te cosa piace?
"mi piace sentire la forza di un'ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti ti amo
aspettiamola insieme l'estate"
e intanto volevo sparire
pensando alle cose che avevo da offrire
l'incrocio
la casa
la chiesa
la croce
l'incrocio-la casa-la chiesa-la croce
ed in più lo spettacolo atroce di tutta...
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta, ma sempre prosegue veloce
la gente
che passa
ci guarda
ci osserva
e prosegue veloce

03 aprile 2011

Milan - Inter 3-0




Ogni tanto su Italia 1 passano quei film ammerregani su a tema sportivo: alcuni parlano di scalcignate squadre di football americano o baseball ereditate da una presidentessa inizialmente disiniteressata che poi, scoprendo che per il business è meglio che la squadra vinca piuttosto che farla andare in malora incoraggia i propri giocatori. Ricordo chiaramente che in uno di essi la presidentessa portava loro una propria gigantografia coperta da vari adesivi, e che per ogni vittoria ne toglieva uno...
Non so se la Barbara faccia così con il suo nuovo (presunto) fidanzato, ma con un Papero che vola così alto, non posso che prostrarmi ai suoi piedi e ringraziarla.

Ah, dimenticavo: Milano sono proprio loro

28 marzo 2011

Tales To Astonish #4: Il Colloquio



questo in realtà è un laboratorio di scrittura



Sto per aprire quella porta e credo che me ne pentirò.
O forse non me ne pentirò per niente.
Lo so, ho le idee confuse. Ma chi può affermare di averle chiare in situazioni come queste?
Però non voglio indugiare oltre. Dunque, allungo la mano verso la maniglia e, mentre imprimo quel tanto di forza sufficiente, trattengo il fiato e apro.
Il faccione sorridente di un amministratore delegato mi fa cenno di accomodarmi. Amministratore, ok, ma delegato a cosa?
Probabilmente alla banalità: chiseiquantiannifaichestudihaifattodovehailavoratoperchévuoicambiarelavorocosatiaspettiditrovarequaliambizionihaiperilfuturolanostraèun'aziendagiovanedinamicablablablablabla.
I colloqui di lavoro funzionano così: ti guardano e se gli stai simpatico ti assumono. Se gli piaci come sei vestito/a, ti assumono. Se gli piace il tuo taglio di capelli, ti assumono. Ma ti fanno sedere, ti fanno parlare, ti tirano SCEMO per mezz'ora, quarantacinque minuti, e ti liquidano con un "le faremo sapere". Come se non avessero già deciso.
E anche quella sulla stretta di mano è una leggenda metropolitana: "devi dare" ti dicono, "una stretta di mano decisa, per far sapere che sei una persona forte blablabla".
La verità è che appena entri, ti guardano e hanno già deciso.
L'unica alternativa è che mentre parli, l'altro ti ascolti e scopra che vieni dal suo stesso paese, che hai studiato alla sua stessa scuola, ti sei laureato alla sua stessa facoltà, che sua nonna ha il tuo stesso cognome o qualche altra cazzata. Altrimenti puppi (metaforicamente... qualcuno lo fa davvero ma è un'altra storia)
Di cazzate, anche questa volta, non ce ne sono state. Lo saluto e me ne vado con la consapevolezza di aver sprecato quasi un'ora della mia vita.
Cercherò qualcuno da cui farmi raccomandare.

24 marzo 2011

Insultare per mail non è reato!!!!!


Invero mi sembra un pò una fesseria. Allora, seguendo la stessa logica, se io chiamo uno per strada e questo mi risponde, posso insultarlo senza incappare in reato, perché lui ha dovuto fermarsi per darmi retta? Mah.

20 marzo 2011

CANZONI DISEGNATE: Daniele Silvestri - Marzo 3039

(EDIT 14/12/14)

ESEMPIO DI FANART

Marzo 3039 come sempre a Londra piove
ma con calma e precisione
ho lasciato il sottosuolo per riflettere da solo
sull'attuale situazione
Dalla guerra del '21 non ho visto più nessuno
della mia generazione
siamo tutti chiusi in casa spaventati da ogni cosa,
da un'idea, da un'emozione

Chissà com'era quando il sole si poteva guardare
e sentirlo sulla pelle fino a farsi bruciare
Però oggi partono i missili,
li guarderò e saranno bellissimi.

Marzo 3000 e qualche cosa, è una notte luminosa
c'è la luna artificiale
sugli schermi informativi, su quei pochi ancora attivi
sembra sia tutto normale

Chissà com'era quando l'aria si poteva respirare
e sentirla nei polmoni fino a farli scoppiare
ogni notte sogno sempre di nuotare
e sento il fuoco sulle labbra che ti lascia il sale

E poi
Correre nel traffico, mettersi il soprabito
respirare microbi, perdersi nei vicoli
inciampare negli ostacoli, affidarsi a degli oroscopi
arrabbiarsi con le nuvole, evitare le pozzanghere

Sì ma...
Però... (correre nel traffico...)
oggi partono i missili (mettersi il soprabito)
li guarderò e saranno bellissimi (respirare microbi, perdersi nei vicoli)

Così... (inciampare negli ostacoli)
oggi partono i missili (affidarsi a degli oroscopi)
li aspetterò e saranno tantissimi (arrabbiarsi con le nuvole, evitare le pozzanghere)

Perché... oggi partono i missili


EDIT: 14/12/2014
ho trovato un'immagine su interent, l'ho rielaborata e ho fatto questo:

10 marzo 2011

Tales To Astonish #3: FEBOLS

FEBOLS

Pierino stava allegramente giocando con i suoi amici Jimmy e Timmy nella piazza della città. Per fare lo scemo ad un certo puntò urlò:
“al lupo, al lupo!”
Tutti i concittadini scapparono terrorizzati in casa propria, lasciando i tre a rotolarsi al suolo dalle risate.
“dovreste vergognarvi!” disse Tommy, il fratello più grande di Timmy e Jimmy.
“non si fanno queste cose! Per castigo, ora a casa e a letto senza cena!”
I due bofonchiarono un po’, ma seguirono il fratello.
Pierino, rimasto solo, non ebbe di meglio da fare che andare a fare un giretto nel bosco.
Sfortunatamente incappò in un lupo grande e grosso che lo divorò.
I concittadini, udendo le sue strazianti urla da lontano, pensarono che volesse di nuovo prenderli in giro, e lo ignorarono.
Il giorno dopo, lo spirito di Pierino, accompagnato dal Fantasma Formaggino, lanciò sui tre fratelli una maledizione, che li trasformò in maiali antropomorfi.
Non avendo più ghiandole sudorifere, furono costretti a rotolarsi nel fango continuamente per regolare il proprio calore corporeo, e la cosa li invise ai concittadini.
“puzzate!” gli dicevano spesso.
Invero, il macellaio, un paio di ristoratori e una signora particolarmente sovrappeso, li guardavano anche con un certo sguardo, come dire? Poco rassicurante.
Inquietati da questi ultimi, decisero di abbandonare la città.
Tommy propose:
“venite con me, costruirò una casa in mattoni e vivremo tutti insieme felici! Verrà su bene: sono anni che faccio il muratore, e con cemento e cazzuola ci so fare”
“no” rispose Jimmy, “devo proseguire i miei studi da concorrente del Grande Fratello! Andrò ad abitare in una casa di paglia, dove passerò la giornata a fare gli addominali”.
“io invece voglio fare il Tronista” disse Timmy, “vivrò in una casa di fango e passerò la giornata a farmi le canne”.
I tre si separarono… quando il lupo cattivo fece ritorno… ah, ma questo lo sapete già, quindi saltiamo direttamente al punto in cui il lupo, rischiando un’embolia, fugge nel bosco con la coda tra le gambe dalla casa di Tommy.
Inciampando proprio per colpa della coda, cadde a terra, e rialzandosi vide una giovane in stivali tacco 12, autoreggenti, minigonna, camicetta trasparente e mantellina rossa.
“accidenti! Ma dove va una ragazza giovane e indifesa come te per un bosco tutta sola? È pieno di tipi strambi, là fuori! Posso farti da scorta?”
““cazzo te ne frega?” disse lei slacciandosi la camicetta.
“no, in effetti mi frega poco” disse il lupo
.
_Per motivi di censura saltiamo a quando il lupo si addormenta esausto (circa 5 minuti dopo… del resto aveva appena rischiato la vita)_

Cappuccetto Rosso si stava fumando una sigaretta appoggiata ad un albero, quando vide spuntare un giovanotto dal folto del bosco.
“Clyde! Sei in ritardo” gli disse.
“Cavolo, Bonnie, mi aveva chiamato al telefono la Grimilde… dovevo accoppare una sciacquetta”
“E…?”
“Niente, era troppo carina per ammazzarla. Mi sono fatto fare un ******* e l’ho lasciata andare!”
“Ma… se la vecchia regina ti becca…”
“no, ho accoppato una cerbiatta, le ho strappato il cuore e gliel‘ho dato facendole credere fosse quello della tipa… Bianca qualcosa… boh.”
“prevedo che ti scuoierà e userà la tua pelle per pulire lo specchio. Dai, basta cazzate, dobbiamo portare ‘sto animale al villaggio!”
I due legarono il lupo ad un grosso ramo per polsi e caviglie e lo trasportarono penzoloni al villaggio.
Lì furono accolti come eroi per averli liberati da quella minaccia.

La morale di questa storia è che…. L’espressione “sudato come un maiale” è errata perché i maiali non sudano.

02 marzo 2011

Tales To Astonish #2 - IL MONDO DEGLI OMINI CARINI (aka: putt aut de faiar)

Traendo ispirazione da questa canzone:



C’era un mondo popolato da tanti omini carini.

Un giorno un omino meno carino degli altri litigò con il vicino e gli sparò.
“Per il buon vivere bandiamo tutte le armi da fuoco!” disse il capo degli omini carini.
Una folla festante applaudì.
I poliziotti fecero più fatica a far rispettare la legge, e un veterinario venne sbranato da un leone, cui non poté iniettare il sonnifero prima di visitarlo.

Un giorno un omino meno carino degli altri andò a letto con la moglie del suo migliore amico, che li scoprì e li prese a bastonate.
“Per il buon vivere bandiamo tutti i bastoni, le spranghe, e i tubi!” disse il capo degli omini carini.
Una folla entusiasta applaudì.
Gli idraulici rimasero tutti disoccupati, le strade senza indicazioni e i vecchietti senza bastone per sorreggersi.

Un giorno un omino meno carino degli altri derubò un passante, minacciandolo con un coltello.
“Per il buon vivere bandiamo tutte le lame!” disse il capo degli omini carini.
Una folla in delirio applaudì.
Al ristorante venne più difficile tagliare le torte, in ospedale non si poté più operare, gli omini carini divennero meno carini perché non poterono più farsi la barba, e le omine carine meno carine perché non poterono più depilarsi.

Un giorno un bambino omino meno carino degli altri litigò con un amico per una partita di pallone e gli tirò un sasso.
“Per il buon vivere bandiamo tutti i sassi, le pietre, i ciottoli!” disse il capo degli uomini carini.
Una folla festante, entusiasta e in delirio tributò una standing ovation.
Le montagne crollarono, le strade si dissestarono e smaltire i sassi divenne un bel casino.

Un giorno un’omina meno carina delle altre ci provò con il fidanzato dell’amica che le tirò uno schiaffo.
“Per il buon vivere amputiamo tutte le mani!” disse il capo degli omini carini.
“Ma… non abbiamo più i bisturi per eseguire l’operazione”, obiettò una folla attonita.
“Allora strappiamocele a morsi!” disse il capo degli omini carini.
Una folla non troppo convinta applaudì.
Gli omini carini diventarono meno carini perché nessuno poté più lavarsi.

Un giorno un omino meno carino degli altri litigò con il collega su chi avesse la camicia più bella e lo prese a calci.
“Per il buon vivere amputiamo tutte le gambe!” disse il capo degli omini carini.
“Aehm!”, obiettò una folla attonita.
“Ah, scusate: strappiamocele a morsi!” disse il capo degli omini carini.
Una folla poco convinta applaudì.
Gli omini carini diventarono meno carini perché a furia di strisciare per muoversi, si graffiarono tutti il corpo.


Un giorno un’omina meno carina delle altre litigò su un autobus per il posto, e sputò addosso a una passeggera.
“Per il buon vivere cuciamoci tutti le bocche!” disse il capo degli omini carini.
“Ma vaffanculo!” urlò una folla inferocita, “Non sarebbe stato meglio imparare a sfruttare al meglio le risorse che avevamo a disposizione, invece di trasformarci in esseri pelosi, sporchi, monchi e per nulla carini?”


_ANCHE QUI NON DO IL PERMESSO DI COPIARE UTILIZZARE ECC QUANTO SOPRA_

26 febbraio 2011

Tales To Astonish #1 - NEBBIA


Nonostante la nebbia lo uscire lo stesso. La densità non faceva vedere l’altro lato della strada, ma l’illuminazione cittadina garantiva un minimo di visibilità, e nonostante le luci arancioni contrastassero con il grigio della nebbia che si era infiltrata tra i palazzi in una colorazione un pochino sinistra, potevo procedere sicuro sui marciapiedi, in mezzo ai pali della luce, di fianco alle automobili parcheggiate, alla desolazione di un quartiere residenziale quando il buio cala prima di cena. Arrivai sotto ad lampione spento, la lampadina probabilmente aveva deciso di lasciarci. Entrai in questo cono di oscurità, affrettando il passo con la testa bassa, un po’ per il freddo, un po’ per l’urgenza della mia commissione. Nel silenzio quasi assordante, potei udire il ritmico suono dei miei passi a cui fece eco un simile suono sopraggiungere da opposta direzione. Alzai lo sguardo per guardare chi fosse l’altro sventurato ad aggirarsi nel buio come me, ma vidi solo una figura scura, con il cappuccio del giaccone alzato a nascondergli il volto. Ci incrociammo lasciandoci alle spalle reciprocamente, quando i suoi passi, improvvisi, cessarono. Sorpreso da tale silenzio, mi voltai, e non lo vidi più. Intorno a me solo nero e grigio. Non vedevo più la luce dei lampioni precedenti e successivi a quello sotto cui mi trovavo. Al di là della nebbia, non c’erano più le sagome inanimate che potevo vedere prima. Venni preso dal panico, provai a tornare indietro, correndo, ma inciampai su qualcosa, e dovetti sforzarmi per restare in equilibrio. Il tragitto percorso di corsa doveva essere stato superiore a quello fatto a piedi, perché non ero tornato all’illuminazione?
Capii in quel momento che non c’era più marciapiede, non c’era più strada, non c’erano più automobili nè panchine. Mi trovavo solo in una semioscurità grigia, su una strada di cemento che non potevo intendere quanto fosse lunga e quanto fosse larga. Provai ad urlare, a chiamare l’estraneo incrociato prima, ma non ottenni nessuna risposta. Nel girarmi per guardarmi intorno, non capivo più dove mi trovassi: avanti, indietro, destra e sinistra non avevano più senso.
Tirai fuori il cellulare di tasca, trovandolo spento. Premetti il tasto di accensione, senza avere risposta. Guardai l’orologio: la lancetta dei secondi scorreva al contrario, quella dei minuti stava ferma, e le ore proseguivano nel loro senso a velocità eccessiva. Il viso si avvampò e iniziai ad urlare.
Il panico scemò dopo non saprei dire quanto tempo. Capii di dover prendere una decisione. Restare fermo sperando che la nebbia si diradasse? Sarei morto di freddo. Presi a camminare, in una direzione a caso, tanto ormai nulla aveva più senso. Proseguii così per minuti, ore, giorni? Non avevo nessun riferimento che potesse indicarmi il tempo o lo spazio, se non l’aumentare della mia stanchezza e della mia angoscia.
Sentii dei passi, affrettati, alla mia sinistra, che venivano in mia direzione. Qualcuno a cui chiedere aiuto… stavo per aprire bocca per chiamarlo, quando ebbi paura. Se fosse stato un malintenzionato? Una creatura inviata da questa nebbia con l’intento di rapirmi? Alzai il cappuccio, sprofondandoci dentro il capo. Proseguii in direzione opposta ai passi, sperando di essere abbastanza distante da chi li emetteva, da poter scomparire nel grigio e non essere visto. Il suono di quei passi raggiunse la massima vicinanza, per poi sparire di colpo. Non mi voltai a guardare, proseguii diretto. La luce dei lampioni, gradualmente tornò. Tutto intorno a me, si ridefinì. Anche l’intensità della nebbia scemò. Mi ritrovai davanti al distributore automatico della tabacchiera, mia originale destinazione. Riconobbi la piazza centrale del mio paese, e tirai un profondo sospiro di sollievo. L’orologio segnalava quindici minuti in più rispetto a quando uscii di casa: un tempo plausibile per percorrere quella distanza. Telefonai a casa, rispose mia figlia, chiedendomi il perché di quella chiamata con quel tono sconvolto. La rassicurai prima di chiudere la conversazione. Per tornare indietro feci una strada diversa, e arrivai a casa tranquillo.
Il giorno dopo, tutti parlarono di un ragazzo uscito a imbucare una lettera, e mai più tornato a casa. Nel suo tragitto, calcolai che passò sotto allo stesso lampione da cui passai io.


- L'AUTORE VIETA LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DEL TESTO SALVO PERMESSO -
(e puppatelo!)

22 febbraio 2011

Daniele Silvestri, Non Sono Stato Io, 1994


Sono attualmente alla riscoperta di uno dei miei miti adolescenziali.
Mi tocca però constatare che questa canzone di 17 anni fa (ho fatto giusto il conto?) purtroppo, non si è realizzata.

Non crederanno più a chiunque porti bene
e chiunque lo sostiene, lo butteranno giù
E non vorranno più sentire le nostre spiegazioni
e le caute riflessioni non basteranno più.

Ormai è caduto il muro davanti ai loro occhi
e non sono così sciocchi da ritirarlo su.

Non crederanno più alla politica di mestiere
a chi è vissuto troppo nel potere.

Non sono stato io, non sono stato io
non sono stato io, non sono io.

Non basteranno più i simboli di allora
a garantire ancora questa longevità.

Non crederanno più ai vecchi giri di parole
a chi si spiega male, a chi si spiega male.

Perché ormai è caduto il muro con tutti i suoi palazzi
e non sono così pazzi da ritirarlo su.

Il prezzo della storia , di ogni rivoluzione
è quello di non fare distinzione.

Non sono stato io, non sono stato io
non sono stato io, non sono stato io...


A meno che non sia io a sbagliare l'interpretazione...

09 febbraio 2011

ho cambiato segno zodiacale


in base a quanto scritto QUI, ii segni zodiacali sono slittati.
Quindi, io da scorpione, sono retrocesso a bilancia.
una vita passata a sentirmi dire che dovevo pungere e pizzicare, io che per istinto cerco di bilanciare e ponderare le cose.
finalmente la verità è venuta a galla.
e finalmente abbiamo scoperto perché gli oroscopi non ci azzeccano mai.
alla fine giustizia è fatta!!!

26 gennaio 2011

Sogno VIP




Ero fidanzato con Scarlett Johansson (proprio come la vedete nella foto... con il taglio un ò davidbowiano, anche se io la preferisco con altre acconciature, ma non è che mi lamenti, eh!), e stavamo teneramente abbracciati in giardino in compagnia (credo) di Salma Hayek , e le due signorine mi cazziavano perché nei confronti della fidanzata usavo termini troppo "easy" ("oh! come here!", il sogno era tutto in inglese) invece di essere smielato e lecchino. Io ribattevo che è l'usanza di noi europei di essere più confidenziali, rispetto alle loro usanze di fighe di legno (questo non lo dicevo apertamente ma lo lasciavo intendere) ammerregane.
Poi i vicini di casa (nessuno di essi mai visto prima) chiedevano di fare una foto perché non so cosa cavolo festeggiassero.

09 gennaio 2011

oldies but goldies: la Borra



credo che tale argomento, invero agli annali della cronaca da anni, meriti approfondimento. Così, come un novello Giacobbo conduco una personale puntata do Voyager a tema:

partiamo dall'ipotesi più accreditata:
servizio numero #1,
che credo concordi con la signora al telefono o/e la parente che le suggeriva... anche se personalmente non ho mai capito perché all'ora di pranzo, su rai uno, per giunta, si debba toccare tali argomenti...

e sentiamo quindi altre campane:
approfondimento #2
che invece la pensa in maniera totalmente diversa. Quali misteri sono stati occultati?

concludiamo, poi, con una terza opinione, quella che ritengo sia la cosa che ha mandato in confusione Antonellina, notoriamente persona colta:
approfondimento #3


qual'è secondo voi la risposta giusta: la 1, la 2 o la 3?

PS: nel titolo non c'è nessun doppiosenso riferibile ad Antonellina cara...

01 gennaio 2011

2011



Mi accorgo solo ora che è l'1-1-11.
E quest'anno avremo anche un 1-11-11 e un 11-11-11.
Quasi cabalistico. Quasi da giocare al lotto. Al lotto, non all'otto.
Nemmeno all'ottovolante.

Detto ciò, ho apportato delle modifiche: la gnocca al lato non dovrebbe più accavallarsi con il post principale... che è la cosa principale. Sono cambiati i colori dei testi e dei titoli, ma l'immagine di sfondo resta la stessa. Finchè mi piacerà.


Lo scheletro qui sopra è gentile omaggio del Glifo (vedi link del sito a lato).

Per il resto buon anno.