17 luglio 2019

StorieLLe - Cyrcus


Si strinse nelle braccia cercando di riscaldarsi dall’umidità della notte mentre guardava la corda stretta alla caviglia. Aveva già provato a sciogliere il nodo e a staccare dal terreno il paletto a cui era fissata, senza riuscirci. Chissà come diavolo avevano fatto a piazzarlo così in fondo.
Il grande Circo Borson era in crisi dopo la morte del proprietario e fondatore. Così suo figlio e i suoi compari, appena intravidero l’opportunità di salvare le cose, decisero di sfruttarla. Capitarono a Pietranera, sperduta località nella Pianura, dove si diceva che i capi del bestiame venissero attaccati da una “bestia” durante la notte causando gravi perdite agli allevatori. Su questa “bestia” era stata messa una taglia e Culton, nuovo “capo” del circo, aveva deciso di cogliere l’occasione al volo: catturarla, intascare la taglia, e poi esibirla (viva o morta) presso il proprio circo, come attrazione principale nella tenda del “freak-show”.
E così lei, Greta, si ritrovò mezza nuda, legata in mezzo ad un bosco in una notte di luna piena a fare da esca per questo misterioso animale. Equilibrista, trapezista, contorsionista, mangiatrice di spade e ora anche esca.
Ci aveva pure provato a opporsi, ma visto che nel numero del lanciatore di spade è lei che sta davanti al bersaglio, le avevano risposto che è abituata al pericolo. E comunque le sarebbero stati vicini, pronti a proteggerla, all’arrivo della bestia.
Ed era vero: i suoi compagni e colleghi artisti del circo erano nascosti tra gli alberi in fondo alla radura o nel carrozzone pochi metri alle sue spalle, dove avrebbero imprigionato la bestia.


Dopo una lunga attesa la paura lasciò posto alla noia. La luna era seminascosta dalle nuvole, e nel prato si era formata una leggera coltre di bruma.
“Strano, in questa stagione”, pensò.
Quando ormai si era convinta che “la bestia” non sarebbe arrivata, udì in lontananza un fruscìo. Poi un rumore più forte, un grido e uno sparo. Di nuovo un fruscìo, un altro sparo e poi vide due sagome in corsa verso di lei. Erano due degli uomini del circo, uno sembrava ferito.
“Arriva, arriva” urlarono.
Alle loro spalle poté scorgere una sagoma quadrupede con qualcosa di vagamente umano.
I due uomini le passarono di fianco e si nascosero nel carrozzone.
“Hey, e io?” protestò Greta.
Presa dal panico provò dapprima a slegare la corda dalla caviglia, senza successo, e poi a tirare fuori il paletto, quantomeno per avere un’arma con cui difendersi. Fallì nel tentativo, e girandosi vide a pochi passi da lei l’imponente inseguitore, una figura vagamente antropomorfa con pelo e tratti da lupo, che, fermatasi, si guardava intorno e ringhiava. Si allontanò da lui strisciano il più possibile fino a tendere la corda al massimo. Iniziò a gridare aiuto, guardandosi intorno. Vide la figura antropomorfa avvicinarsi e annusarla. All’improvviso non ebbe più paura, sentì come se questo stesse cercando di stabilire un contatto. Provò ad allungare la propria mano per accarezzarlo, forse non c’era bisogno di violenza. Poi un rumore: la bestia scattò sulla difensiva, e un sibilo spezzò il silenzio. Un guaito dell’animale, un altro sibilo, un ringhio. Un terzo sibilo e la bestia cadde per terra tramortita.
“Tre dosi” disse Urlich, l’ammaestratore di elefanti, uscendo dal nascondiglio con il fucile in spalla, “tre dosi di tranquillante per elefanti”


La mattina dopo Greta volle andare a verificare il frutto del lavoro suo e dei suoi “colleghi”.
Ancora corrucciata per il ruolo pericoloso cui era stata obbligata, si recò alla gabbia dove “la bestia” era stata sistemata per la notte. Si chiese che razza di creatura fosse: antropomorfo e animale allo stesso tempo, forse avevano scoperto una nuova specie. Avrebbero avuto il diritto di scegliergli il nome: “canis lupus borsonis” o qualcosa del genere. Lei, invece, si sentiva in diritto di dare un nome proprio all’animale. O per lo meno aveva deciso che lo avrebbe chiamato con un nome. Ogni animale del circo ne aveva uno. Parlare di lui come “la bestia”, “l’animale”, “il coso”, inoltre, sarebbe stato poco pratico.
Giunta al tendone dentro cui avevano riposto la gabbia con la preda, vide Culton, Ulrich e Norris, l’imbonitore e presentatore dei vari numeri, parlottare. Sopra la gabbia era stato steso un telo, e scostandolo leggermente, mentre parlavano, ogni tanto guardavano dentro con un’aria che non lasciava presagire nulla di buono.
Greta decise di saltare i convenevoli e sbirciare anche lei oltre il telo.
“Allora” esordì senza salutare, “Ne è valsa la pena di rischiare di farsi azzannare?”.
I tre uomini, sorpresi, cercarono di trattenerla, ma lei fu più veloce e si avvicino fino a poter distinguere, dentro alla gabbia… un uomo seminudo, sdraiato in mezzo ad un cumulo di paglia, si guardava intorno inebetito, cercando di capire cosa stesse succedendo.
Culton l’afferrò e la spinse via.
“Cosa ci fai qui? Vattene” le urlò strattonandola.
Dall’interno della gabbia l’uomo diede segno di reagire, si avvicinò alle sbarre e tirò fuori un braccio come a voler afferrare Culton. Ulrich lo colpì con un bastone e questi si ritirò. Intervenne Norris a mettere pace:
“Su, su, dai, non c’è bisogno di fare così”.
Prese il bastone da Ulrich e separò Culton da Greta.
“Stamattina la bestia di ieri notte non c’era più e abbiamo trovato lui” spiegò alla nuova arrivata. “Stiamo cercando di comunicare, ma non ci parla”.
“Posso provare io” suggerì la ragazza.
“Tu ti fai i fatti tuoi” urlò Culton spingendola via.
Lei gli rifilò un ceffone. Ulrich rise sonoramente, mentre Norris si mise di nuovo in mezzo, prevenendo la reazione del giovane.
“Calma, per favore. Abbiamo un problema e dobbiamo risolverlo”.
“Forse so io come” disse Culton quasi ringhiando tra i denti. “Ho in mente un nuovo numero”.





Il nuovo numero si svolgeva così: l’imbonitore decantava a gran voce agli spettatori tutte le meraviglie che questi avrebbero potuto incontrare entrando nella tenda del freak-show. Per lo più sventurati nati deformi o normalissime persone truccate in modo da sembrare deformi. Oppure sventurati nati deformi truccati in modo da risultare ancora più deformi. Quando si era radunato abbastanza pubblico pagante, questo veniva fatto accomodare all’intendo di un tendone su alcune (scomode) sedie. Su un piccolo palco, davanti a un telo venivano fatti sfilare uno dopo l’altro, come in una passerella di moda, i freak del circo: le gemelle siamesi, l’uomo più grasso del mondo, la donna barbuta, la ragazza con quattro gambe, l’uomo e la donna più piccoli del mondo (spacciati come marito e moglie ma in realtà una coppia di fratelli), l’uomo bruco (un uomo nato focomelico vestito con un costume verde e nero). Poi l’imbonitore assumeva un tono cupo, e si apprestava a presentare il nuovo prodigio: l’uomo-animale. Raccontava la sua presunta infanzia, allevato dai lupi, l’espulsione dal branco e il successivo viaggio in Pianura, con tanto di dettagli truci sulle aggressioni compiute. Quindi narrava di come eroicamente lui e i compagni del circo fossero riusciti a catturarlo e metterlo in gabbia. A questo punto Greta, con un vestito che era un bikini con delle decorazioni stile carnevale di Rio, apriva il telo del piccolo teatro e da lì compariva una gabbia che conteneva l’uomo, ricoperto da una pelliccia e con delle extension sulle unghie che avrebbero dovuto assomigliare ad artigli. Questi, vedendo gli spettatori, doveva fare il gesto di aggredirli sporgendo le braccia dalla gabbia e agitando gli artigli. Il pubblico reagiva insultando e provocando l’uomo-animale, che doveva così aumentare il volume dei suoi versacci e l’intensità del suo gesticolare. Dopo un minuto circa di reciproci ringhi e insulti, l’imbonitore diceva al pubblico che era pericoloso sollecitare ulteriormente l’aggressività della creatura e chiedeva ad Greta di chiudere il sipario. Mentre la ragazza passava davanti all’uomo-animale, questo allungava gli “artigli” verso di lei, che tirava un filo al proprio costume e questo cadeva lasciandola seminuda. Allora usciva di corsa verso le quinte e il telo veniva definitivamente chiuso dall’imbonitore che usava l’avvenimento come scusa per congedare il pubblico.


Passò quasi un mese, e l’uomo-animale restava rinchiuso nella gabbia, senza proferire parola, senza dare segno di intelletto né di lamentarsi. Gli avevano spiegato il ruolo da interpretare, l’aveva capito, lo recitava più o meno ogni sera.
Greta gli portò il rancio: carne semicruda, acqua in una caraffa e un bicchiere. Per tutto quel tempo aveva mangiato sempre quello.
Aprì la porta della gabbia e appoggiò il vassoio contenente il tutto. Rimase a fissarlo per un po’. L’uomo non dava segno di voler scappare, così chiuse la porta. Si sedette a bordo della gabbia per osservarlo mentre sbranava la carne.
“Sei capace di versare l’acqua nel bicchiere vero? Non volevo mettertela in una scodella come fanno gli altri quando ti portano da mangiare”.
L’uomo-animale non rispose.
“Cosa ti parlo a fare? Tanto non hai mai risposto e penso non lo farai. Se un giorno deciderai di rispondere, per favore, per prima cosa spiegaci come mai hanno messo dentro la gabbia una bestia e la mattina dopo abbiamo trovato te. Secondo me non è giusto che ti tengano qui prigioniero, purtroppo però , come avrai notato, la mia opinione non conta niente. Del resto faccio solo l’equilibrista, la trapezista, la contorsionista, la valletta al lanciatore di coltelli e la mangiatrice di spade. Vuoi che qualcuno mi prenda in considerazione? Già, dimenticavo, ho fatto anche l’esca per te”.
L’uomo-animale finì di mangiare la carne, bevve l’acqua tutta in un sorso direttamente dalla caraffa, riappoggiò tutto a terra e si allontanò dalla porta.
Greta l’aprì, ritirò tutto e richiuse.
“E la cameriera” aggiunse.
Si allontanò, ma dopo pochi passi si girò e tornò verso di lui.
“E la spogliarellista, praticamente”, aggiunse amareggiata prima di andare via definitivamente.




 Quella fu una notte caldissima. Gli uomini del circo decisero di lasciare scoperto il tendone che ospitava il freak show. Tennero in piedi solo i teli verticali per oscurare lo spettacolo ad eventuali non paganti. E quella notte i paganti furono davvero molti: tutto esaurito. Culton disse a Norris di sbrigarsi con la sfilata, in modo da iniziare lo spettacolo nel tendone principale il prima possibile. Aveva fatto un discorso di incoraggiamento agli altri artisti, che ora erano ansiosi di esibirsi.
L’imbonitore diede il via alla carrellata dei freak, aiutato come sempre da Greta. Alle loro spalle, sul palco, coperto da un telo, la gabbia con il misterioso ospite umano e animale. Nel corso dello spettacolo, Greta sentì provenire da oltre la tenda degli strani versi, come se l’uomo si lamentasse di un malore. Avrebbe voluto andare a controllare, ma per la legge secondo cui “lo spettacolo deve continuare” sapeva di non poter abbandonare il suo posto. Arrivò il momento dell’uomo-animale. Greta scostò il telone e ed egli apparve accovacciato in un angolo, che emetteva suoni gutturali senza fare nient’altro. Norris andò su tutte le furie, prese un bastone, lo infilò tra le sbarre e cercò di colpirlo. Il pubblico incitò l’imbonitore e in parte iniziò a fischiare. Fu allora che l’uomo-animale si alzò, afferrò il bastone, lo tirò dentro la gabbia e lo spezzò, poi si lanciò verso le sbarre protendendo le braccia al di fuori di esser per colpire Norris. L’imbonitore si ritirò arretrando verso l’esterno del palco. L’uomo-animale continuò a colpire le sbarre nel tentativo di sfondarle. Ogni colpo diventata sempre più forte, mentre lui sembrava diventare ogni volta più grosso. Il pubblico urlava elettrizzato, applaudiva e incitava la reazione del mostro. Ad un certo punto l’uomo-animale si fermò e guardò in alto, un punto alle spalle del pubblico e al di sopra di esso. Qualcuno si girò e indicò la luna piena. L’uomo-animale cadde in ginocchio ed emise un verso simile ad un ululato, mentre il suo corpo cambiava: gli arti si allungarono, la gabbia toracica ingrandì, il cranio mutò forma e tutto il corpo si ricoprì di lungo e ispido pelo fulvo. Greta riconobbe la bestia per cui era stata esca, mentre Norris rimase bloccato dal terrore. Il pubblico esplose in un boato di approvazione e applausi mentre l’uomo-animale, ora più animale che uomo, si alzò in tutta la sua possente statura, e con una sola spallata abbatté le sbarre e guadagnò il centro del palco, emettendo suoni simili ad abbai, seguiti da un prolungato ringhio che stordì tutti i presenti. Greta si nascose in un angolo, chiuse gli occhi e si tappò le orecchie. Norris cercò di scappare per chiamare qualcuno che lo aiutasse a rimprigionare la bestia, ma questa fu più veloce e gli saltò addosso. La ragazza riaprì gli occhi proprio in quel momento e vide l’imbonitore venire aperto a metà da un morso della bestia, che poi si buttò in mezzo al pubblico, che, ancora eccitato perché convinto fosse una finzione, cercava di toccarlo e di chiedergli un autografo come fosse una star. Ma lui respinse tutti e uscì dalla recinzione. Greta cercò di inseguirlo, ma lo perse di vista.
Qualche decina di metri più in là c’era il tendone principale, dove gli altri artisti aspettavano di iniziare il proprio spettacolo, alla fine di quello dei freak. Corse in direzione dell’ingresso sul retro, per avvisare i compagni dell’accaduto, ma un gruppo di persone in fuga proprio dal tendone le incrociò la strada. Dovette lottare per non venire travolta e usare tutta la sua agilità per uscire dalla folla. Solo allora, poté giungere a destinazione.
Entrata, vide il pavimento sporco di sangue, arti sparsi qua e là e corpi squarciati da quelli che sembravano giganteschi morsi. Riconobbe quasi tutti i propri colleghi, smembrati. Trattenne un conato di vomito, e quando si girò vide la bestia, seduta sulle quattro zampe con le fauci sporche di sangue, che la fissava immobile. Ai suoi piedi, quel che restava del corpo di Culton, con un’espressione terrorizzata sul viso.
Vide la bestia avvicinarsi a lei, quasi con aria soddisfatta. Greta si ritrasse terrorizzata, allora la bestia emise un guaito e scappò via. Greta cadde a terra e scoppiò a piangere.

Interminabili minuti dopo, la Donna Barbuta entrò nella tenda, la abbracciò per consolarla e le comunicò che oltre a lei, anche i membri del Freak Show e tutti gli animali ammaestrati erano stati risparmiati dalla furia della bestia. Greta si strinse alla sua consolatrice e continuò a piangere.
 Fu in quel momento che capì: aveva passato tutta la vita nel circo, in mezzo a gente che per invidia o discriminazione l’aveva maltrattata. Ora nessuno di loro c’era più. Insieme, i pochi sopravvissuti potevano prendere in mano il Circo Borson e farlo diventare quello che volevano loro.
Gli ultimi erano diventati i primi.
Per questo però doveva ringraziare l’uomo-animale, che aveva ucciso tutte quelle persone che l’avevano imprigionato, tranne lei, l’unica che l’aveva trattato con gentilezza. Ma la sua liberazione valeva tutto quel massacro? I suoi sentimenti verso il proprio liberatore erano ambivalenti.




16 luglio 2019

Royal Republic - Boomerang

Non si smette mai di imparare, e per fortuna, nemmno di scoprire.
Quattro tizi svedesi che fanno un rock molto vivace e sopra le righe, tirando in ballo gli anni '80 e ricordando un po' i Franz Ferdinand.
Bella scoperta.






Woo!
Ooh-ooh-ooh
I've been driftin' around, been a million places
Town after town, I've seen a million faces
Been a vagabond ever since you put me down the track
No matter where I go, something always brings me back
You can throw me up, go on and spin me like a boomerang!
(So throw that thing!)
I'm going 'round, baby 'round, baby 'round
I'm never coming down, down, coming down
Yes, it's true (ah), I come spinnin' right back to you
Ooh-ooh-ooh
I'm going 'round, baby 'round, baby 'round
I'm never coming down, down, coming down
Yes, it's true (ah), I come spinnin' right back to you
Ooh-ooh-ooh
I've been buzzin' around the world, honey, I have been wasted
When it comes to lovin, g you're the best that I've tasted
Been a vagabond ever since you threw me 'round the bend
No matter what you do, I'm gonna get you in the end
So, why you so fizzy?
'Cause you're making me dizzy
Like a boomerang!
(So throw that thing!)
I'm going 'round, baby 'round, baby 'round
I'm never coming down, down, coming down
Yes, it's true (ah), I come spinnin' right back to you
Ooh-ooh-ooh
I'm going 'round, baby 'round ('round), it used to be you and me
Now I can't let go, you see (down, down, down)
Yes, it's true (ah), I come spinnin' right back to you
Oh, I'm spinning right back to you
(Ah-ah-ah)
You got me
You got me spinnin', woo! (ah-ah-ah)
You got me swingin', oh baby
I've been driftin' around, been a million places
Town after town, I've seen a million faces
Been a vagabond ever since you put me down the track
Baby, like a boomerang I'll be coming back
I'm going 'round, baby 'round, baby 'round
I'm never coming down, down, coming down
Yes, it's true (ah), I come spinnin' right back to you
Ooh-ooh-ooh
I'm going 'round, baby 'round ('round), it used to be you and me
Now I can't let go, you see (down, down, down)
Yes, it's true (ah), I come spinning right back to you
Aha, I'm spinning right back to you (ah-ah-ah)
Oh yeah, I'm spinning right back to you (ah-ah-ah)
Yeah, spinning right back to you

09 luglio 2019

The Raconteurs - Only Child

Ci sono artisti di cui magari non ti interessi e ti fai un giudizio superficiale. Poi continui a incapparci, quasi sempre casualmente, e noti la loro validità e competenza. L'opinione che ne hai piano piano diventa sempre più alta, fino a quando realizzi essere grandi artisti.
In questo caso sto parlando di Jack White, quello che negli White Stripes suonava "po po popo po poro" (sì, il coro da stadio dei mondiali 2006), e pensi che sia un tamarro.
Poi ascolti per caso l'album in cui figura quella canzone (Elephant, 2003) e ti fai un'idea migliore. Poi ascolti un suo progetto secondario, e ti rendi conto che in effetti ne sa, e davvero tanto. Resta tamarro, ma con un'anima da musicista non indifferente.
A dover di cronaca e a mia parziale discolpa va segnalato che venni sviato da una canzone fatta insieme ad Alicia Keys per un film di 007... ma credo che a tutti sia concesso di toppare, ogni tanto.






Only child, only son
Treated like a criminal ever since day one
Only child, where do you go?
And are you coming back again? 'Cause no one wants to know
Only child, one of these days
Someone's gonna come around, and try to make you change
Only child, sensitive soul
You see the beauty in everything, without ever being told
I thought about leaving you, once or twice
Leaving it all behind, and never think twice
Somewhere far away on a beach sounds nice
Nothing on my mind, nothing on my mind
Only child, the prodigal son
Has come back home again to get his laundry done
And I thought about leaving here once or twice
Leaving it all behind and never think twice
Somewhere far away on a beach sounds nice
Nothing on my mind, nothing on my mind

24 giugno 2019

Riletture Marvel 2 (BloGGHete consiglia)


X-MEN : LE ERE DI APOCALISSE



esatto, la pacchianata datata anno 2000 in cui risolvevano la questione dei "12" per liberare gli x-men dei vecchi retaggi anni '80 e lanciarli verso il nuovo millennio e preparare il ritorno di claremont

serie di storie tirata un po' per le lunghe, interessante da rileggere per ricordare vecchi temi e vecchi personaggi 

ma a parte l'effetto nostralgia, resta poco





MAXIMUM SECURITY




ne avevo un pessimo ricordo. ricordo che nell'estate del 2001 mi annoiò totalmente. va detto però che all'epoca avevo altre menate, rispetto a leggere fumetti... quindi magari non me lo godetti per quel motivo.

oggi, dopo 18 anni lo apprezzo meglio. certo, non è un'opera imprescinidibile, anzi. Però si lascia leggere e, a parte quei momenti un po' tirati per i capelli che in eventi del genere possono per forza capitare, ho notato una maggiore scorrevolezza nella lettura. Dialoghi un po' datati: oggi non stanno più a ricordarti i nomi, i poteri e i trascorsi di TUTTI i personaggi presenti in ogni vignetta, e nemmeno a rammentare fatti o dettagli successi negli ultimi episodi o anni prima.
un lettore abituato alla scrittura (decompressa) moderna deve farsi un'asciugata pazzesca a leggere tutto. Tuttavia, va detto, che aiuta molto nella comprensione di certi eventi/situazioni/reazioni dei personaggi..

20 giugno 2019

DEF LEPPARD - Assago - 19/06/2019

Scoprii i Def Leppard nel 1992: mentre gli altri cantavano "hanno ucciso l'uomo ragno", "non mi rompo, no che non mi rompo" "mare mare mare", io cantavo "let's get rocked". Sì, cantavo anche le altre, ma preferivo "let's get rocked". E "tear it down". E "I wanna touch you". E "heaven is". Ci siamo capiti.


All'epoca ero adolescente e "la mamma non voleva" che andassi ai concerti.
La prima occasione per vedere i Def Leppard la ebbi nel 2006: festival rock a pochi chilometri da casa. Però in quei giorni avevo un altro impegno, l'album in promozione (quello di sole cover) non mi entusiasmava più di tanto, e, appunto, il concerto era all'interno di un festival: bigletto dal prezzo esagerato per andare a sentire un gruppo e tutti gli altri per me erano emeriti sconosciuti. "Massì", mi dissi, "tanto vengono in Italia spesso, vado la prossima volta".
Invece... puppa. Era da tredici anni che aspettavo questo momento. E finalmente ho potuto vederli.



Bellissimo concerto in un forum di Assago pieno ma non stracolmo (avevo prenotato i posti al terzo anello centrale; arrivati ci dicono che è chiuso e ci spostano al secondo laterale: siamo più vicini e la visuale è migliore), acustica perfetta, il gruppo suona alla grande e anche il cantante regge bene (a parte un paio di momenti). Grande concerto. \|__/
Speriamo di non dover aspettare altri 13 anni per rivederli.



15 giugno 2019

il robot nazista contro Wonder Woman

per la serie "la tocco piano"



se il missile ha la potenza per abbattere WW, ne ha abbastanza per sfondare il vetro e distruggere il robot che presumibilmente lo comanda (sorry, non conosco i personaggi), quindi l'esecutore diventerebbe vittima di sé stesso in questo suo simultaneo sfogo di frustrazione, disprezzo per la vita umana e misoginia

14 giugno 2019

la tocco piano

recensione trovata su indeed...


ti indottrinavano con un sacco di regole da seguire, poi ti dicevano che dovevi essere "visionary" e "pensare fuori dalla scatola". Non venivano rispettate le gerarchie e i tuoi superiori ti facevano sceneggiate di gelosia perché avevi risolto un problema parlando con uno anziché con l'altro. non veniva rispettata la tanto decantata meritocrazia: chi si comportava in modo sgradevole con i colleghi non veniva richiamato, cosa che invece capitava alle vittime. Ferie: te le confermavano all'ultimo secondo dopo aver chiesto sempre di spostarle/accorciarle/rimandarle e fatto un sacco di storie. 52 ore di corso obbligatorie annue, di cui la maggior parte inutile. un dress code troppo rigido che nemmeno più in bancarivalità tra reparti e filiali

12 giugno 2019

Riletture Marvel (BloGGhete consiglia)



House Of M

Ai tempi non lo apprezzai molto. Ero quasi "contro". Lo vedevo come una scopiazzatura dell'era di apocalisse

Invece a questa rilettura (solo la mini principale, niente speciali né serie regolari collegate) ho gradito molto.
Avrei approfondito di più certi punti (alcuni personaggi se la passavano bene, perché avrebbero dovuto liberare il mondo dalla illusione? Magari alla trama avrebbe giovato un tradimento), però nella opera... Macchiata però da un peccato originale : mi sembra che certi personaggi parlino di abbattere Wanda con troppa disinvoltura....


CIVIL WAR


sia la miniserie portante che i vari specialini (quelli che comprai all'epoca, per lo meno)
tutto bello emozionante e coinvolgente, resta però il fatto che si poteva concludere il tutto con:
- rispetto della privacy: lo shield garantiva ai registrati che le loro identità sarebbero rimaste segrete e e nessuno li avrebbe costretti a svelarle
- obiezione di coscienza: se hai poteri e ti registri, non devi per forza fare lo sbirro che va a caccia di non-registrati (esistono anche la protezione civile, i vigili del fuoco e il pronto soccorso, per capirci)

03 giugno 2019

Liverpool - Tottenham LA VERA VINCITRICE (faPPete)

https://sport.sky.it/calcio/champions-league/2019/06/02/kinsey-wolanski-invasione-di-campo-winks-distratto.html


"Ehi, numero 8, non ti avrò mica distratto...". Il giorno dopo l'invasione di campo con cui ha rubato la scena per qualche secondo a Liverpool e Tottenham, è tempo di raccogliere follower e like per Kinsey Wolanski, ormai nota come la "bionda seminuda" che ha attraversato il prato del Wanda Metropolitano in costume da bagno, prima di essere fermata e scortata fuori.
Un fuori-programma che adesso la modella stessa ha voluto raccontare con un paio di post sul suo profilo Instagram, da ieri sera visitatissimo. "Life is for living, do crazy things that you will remember forever", ha scritto nel primo, spiegando quella che potrebbe essere la sua filosofia di vita: la vita è fatta per essere vissuta e per fare cose un po' pazze da ricordare per sempre.




06 maggio 2019

Daniele Silvestri - TEMPI MODESTI




Ho detto di no
E non lo farò
Che se verrà dura
La testa, la cura
No, via, non si può
Ho detto di no
Ho detto di no
Ho detto di sì
E voglio così
E sono capace
Se questo mi piace
Di star tutto lì
A dire di sì
A dire di sì
Non cambia niente
Che tanto è come sempre
Puoi dire quello che vuoi
È stupido, ma efficace
Ridicolo, sì, ma audace
Il popolo della rete
Là, mi abboccherà
Abbocca già
E infatti, guarda
Come scivola via, veloce
La logica del "Mi piace"
Sembrava finire, e invece
Va, ma quanto va
Ma dove va?
Non costa niente
E indiscutibilmente
Puoi fare quello che vuoi
E ti consoli pensando che il rischio non c'è
E ti diverti insultando chi è meglio di te
Che se va bene a un ministro, figurati a me
Dai, facciamoci un selfie col morto al mio tre
E ti consoli pensando che il rischio non c'è
E ti diverti insultando chi è meglio di te
Che se va bene a un ministro, figurati a me
Dai, facciamoci un selfie col morto al mio tre
Al mio tre
Dai, facciamoci un selfie
Al mio tre (ehi, ok, uoh, uno, due, tre)
Bevo il tempo come un sorso d'acqua
La lancetta scappa e mi ricatta
Quando io la ignoro, lei mi guarda
Quando la ritrovo, sembra un'altra
Sono sempre pronto quando scatta
L'ora di trovarmi faccia a faccia
Con questa ignoranza che dilaga
Maga che ipnotizza e che minaccia
Un ragazzino fischia e poi l'abbraccia
Danno vita ad una strana danza
Danno e beffa, bella bestia l'ansia
Istantaneamente se lo mangia
Sputa forma senza la sostanza
Intrappolato dentro la sua stanza
Esce con il sedativo in tasca
Solo se la connessione casca
Non resta niente
E quindi finalmente
Puoi dire quello che vuoi
E ti consoli pensando che il rischio non c'è
E ti diverti insultando chi è meglio di te
Che se va bene a un ministro, figurati a me
Dai, facciamoci un selfie col morto al mio tre
E ti consoli pensando che il rischio non c'è
E ti diverti insultando chi è meglio di te
Che se va bene a un ministro, figurati a me
Dai, facciamoci un selfie col morto al mio tre
E tanto a te cosa interessa?
Tu guarda la mia pasta
Ignora chi protesta
Fai solo un cenno con la testa
Alza il volume della festa
E quando serve una risposta
Ammesso mai che sia richiesta
Non serve neanche che sia giusta
Come non serve che sia onesta
Basta che sia sempre la stessa
E tu ripetila ogni volta
Tanto a te cosa interessa?
Se per la gente che ti ascolta
Puoi dire quello che vuoi

12 aprile 2019

Elio E Le Storie Tese - SUPERMASSICCIO





Nello spazio siderale
C'è un enorme buco nero
Non ti ci puoi avvicinare (non ti ci puoi)
Perché quello si mangia tutto
è un problema allucinante
Ma l'umanità non è mai stata informata
E non lo sente come un pericolo incombente
Spesso la gente rimane indifferente
Non dico palle!
E' tutto vero!
Sì ma comunque ci lascia indifferente
Però intanto il buco nero
si è mangiato il mondo intero
Il buco nero supermassiccio
Parlato (Guido Meda):
Buco nero supermassiccio
Dunque Wilson, il nobel Wilson, continua ad accusare la NASA
e questa volta non ha torto, "Avete sbagliato tutto" dice
In effetti la crescita del buco nero, invece che lenta e graduale,
si sta rivelando purtroppo rapidissima
Quindi è possibile che a breve ci si ritrovi tutti quanti nel buco nero e profondo
E potrebbe essere anche l'ultima edizione del nostro tg
L'ultima edizione dell'umanità
Il buco nero ci ha ingoiati
E siamo stati risucchiati
In un'altra dimensione
Nella quale siamo circondati
Dalle pulci gigantesche provenienti dal futuro
Che non amano la luce, preferiscono lo scuro
Sono sempre alla ricerca di un uomo dall'ascella forte
Ieri sera in discoteca ballano se ne sono accorte
E magari ce n'è una che ci sta
Benedetto il buco nero
E le leggi di Keplero
Il buco nero supermassiccio
Non dico palle!
E' tutto vero!
Pulci giganti ammantate di mistero
Mi hanno dato un buon lavoro
E mi pagano anche in nero
Faccio il mignotto nel dancing delle pulci
Parlato (Guido Meda):
Ultima curva! Cosa sta facendo Buco Nero ragazzi, cosa sta facendo 'sto ragazzo
Sta cambiando il destino dell'umanità
Sembrava dovesse essere un dramma, e invece sta diventando tutto divertentissimo
Siamo sul rettilineo dell'umanità, anche in discoteca il mignotto lavora
e la pulce, la grande pulce ammantata di mistero, apprezza il lavoro del mignotto
Buco Nero c'è! Buco c'è! Nero c'è! Nero c'è!
NASA
Tu non l'avresti detto mai
Che nel buco nero puoi trovare lavoro
NASA
Ma quante cose che non sai
Qui tra le stelle faccio faville con le mie ascelle
NASA
Chissà quando capirai
Che i tuoi cosmonauti sono troppo profumati
Dimmi adesso che farai
Mandi su uno scimpanzé
Scimpa-scimpa-scimpanzé


Il tutto gentilmente offerto dalla signorina


08 marzo 2019

Riccardo Fogli - SCENE DA UN AMORE




No, io non ti cambierò 
così come sei mi vai lo sai perché: 
Perché sei una donna 
padrona del tuo tempo, 
sempre da capire, 
amica quando vuole. 
Perché sei una donna 
prendere o lasciare: come lo sai dire 
quando vuoi far male.

Ed io, ed io 
per le vie di questo carnevale 
un bicchiere in tasca per brindare 
sembra un film: "scene da un amore", 
ma la storia la conosco già: 
troppe volte poi l'amore muore 
se lo vuoi, quando vuoi. 

Sì, così, così mi vai 
contenta di te, ma sì, lo so perché. 
Perché sei una donna 
timida o spaccona, 
sempre complicata, 
cerchi la tua vita. 
Perché sei una donna 
terra di nessuno, 
libera di andare, 
fermati a pensare. 

Ed io, ed io
ballo un'alba allegra in riva al mare,
ma Dio sa quanto saprei lottare
per l'amore di una notte sola,
per l'amico conosciuto al sud,
ora vivo una speranza ancora
che per me sei solo tu.

Resta insieme a me
mezz'ora, una vita
resta insieme a me.
Resta insieme a me
mezz'ora, una vita
resta insieme a me.
Resta insieme a me
mezz'ora, una vita
resta insieme a me.

21 febbraio 2019

BloGGhete consiglia: IL TRONO DI SPADE (e ce n'era bisogno?)

Il telefilm lo conosciamo tutti. Anche perché ad Aprile finisce, e quindi se non lo conoscete peggio per voi. Analogamente a quanto già fatto in passato per Orange Is The New Black volevamo (volevo) proporre una (mia personalissima) classifica delle bellezze di Westeros.
Premesso che non ho visto tutte le stagioni, e nemmeno tutte le puntate di tutte le stagioni che ho visto....


Menzione Speciale per:
La serie è famosa per il suo alternarsi di: combattimenti, tette, intrighi, tette, vendette, tette, draghi, tette, zomb... Estranei, tette. Di conseguenza si fa notare di più chi "le esce". Tra chi non lo fa, la nostra (mia) preferita è:
Gilly / Hanna Murray 

  


proseguiamo quindi con la classifica regolare:

Terzo posto:
MELISANDRE / CARICE VAN HOUTEN
la strega rossa che seduce tutti e vorrebbe mettere sul trono del Nord la persona apparsale in una visione. Solo che si confonde e sbaglia persona, mandando a morire un intero esercito... dopo aver bruciato sul rogo, in un rito propiziatorio, diverse persone tra cui una tenerissima unica bambina sopravissuta ad un morbo assassino (trama che si sarebbe potuta sfruttare meglio)



Secondo posto:
DAENERYS TARGARYEN / EMILIA CLARKE 
Parte come schiava per poi diventare regina e conquistare un regno.
Daenerys della nobile casa Targaryen, prima del suo nome, regina degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, signora dei Sette Regni, protettrice del Regno, principessa di Roccia del Drago, Khaleesi del Grande Mare d’Erba, la Non-bruciata, Madre dei Draghi, regina di Meereen, Distruttrice di catene.

É abbastanza? Per diventare l'eroina del telefilm ma non per prendere il primo posto...


♥ Primo posto ♥
MISSANDEI / NATHALIE EMMANUEL
Una delle tante schiave liberate da Daenerys, ne diventa la "traduttrice", consigliera e anche fraterna amica (sorellica?). E le passa davanti in classifica. Tra l'altro, visto il ruolo importante al fianco di Daenerys, prima nel suo nome ecc... pensavo che costei si chiamasse Miss Andei... vabbè, dai... 



Detto ciò, visto che come ho scritto sopra non ho visto tutti gli episodi... ecco un'altra GALLERY cui fare riferimento qualora voleste contestare...

Alla prossima.

14 febbraio 2019

Blogghete consiglia: BRAND NEW! parte 3

Con sommo dispiacere si conclude la lettura dello sfortunato antologico della sfortunata Free Books.



DOTTOR VOODO
western esoterico con un misterioso uomo che va in giro con un improbabile baracchino a vendere medicine e risolvere misteri. Con lui una ragazza fatta risorgere più volte e un bastone parlante. Quali pregressi ci fossero tra questi tre viene accennato ma non svelato, accrescendo la curiosità del lettore. Purtroppo non lo sapremo mai. Ottime storie e buoni i disegni, ottimo il mestiere con cui è stata fatta.
Voto : 10

PIANETA ROSSO
sci-fi ucronico misto a spy-story che si conclude in due parti. Dialoghi non sempre convincenti e qualcosa meritava di essere approfondito.
Voto : 6,5

Altri due fumetti apparsi di cui abbiamo potuto leggere la prima parte e non il resto sono stati :

SANDS
fantasy con pretese storiche, ben congegnato, forse con un paio di cliché.

MELTING PULP
Giallo con tinte sci-fi abbastanza morboso, disegni al pc ben elaborati e ambientazione italiana ... Questo era molto interessante.

Restano da segnalare:

 le strisce comiche ospitate alla fine degli albi : alcune meglio riuscite di altre però tutte frizzanti e spiritose, davano brio ed eterogeneità alla pubblicazione.

Gli editoriali di Andrea Materia. Bordate contro l'industria del fumetto italiano e i suoi difetti, con una serie di previsioni che, tredici anni dopo, si sono rivelate azzeccate.
Fa dispiacere vedere come avesse ragione e come le cose per la sua casa editrice siano andate così male.
Ma almeno lui parlava col lettore di come stavano le cose.

L'unica cosa che posso fare è ringraziare per il coraggio avuto. Purtroppo gli eventi sono stati più forti e i tempi non erano (più) quelli adatti. Grazie per averci provato. Mi ritengo fortunato a essere uno dei pochi ad avere tutti i suoi numeri di questa serie con tanta bella roba e solo un paio di giri a vuoto (ma ci possono stare)

11 febbraio 2019

BloGGhete consiglia: BRAND NEW! parte 2


MICKEY
storia onirica e piena di simbolismo con ospiti speciali (il Piccolo Principe è Nemo In Sumbersland) che aiuteranno il protagonista, un bambino in coma, nel viaggio all'interno della mente di una sua vecchia amica, ora adulta, per salvarla.
Ottimi dialoghi, ottimi disegni coadiuvati da un bianco/nero/grigio efficacissimo.
Storia autoconclusiva. 
Questo è un 10 hands80.gif



STRANE CONVIVENZE

Un gruppo di studentelli universitari si insedia in una casa infestata da quattro fantasmi obbligati a rimanere lì perché una di loro non ricorda il motivo del proprio trapasso... 
La situazione si risolve quando una delle universitarie sistema una "faccenda personale" è fa tornare la memoria alla fantasmina smemorata. 
Storiella carina e intima che meritava più approfondimento per tutti i personaggi. 
Di fondo però ho trovato un errore di logica: i fantasmi sono stati tutti e quattro abitatori della casa stessa. Perché la ragazza con l'amnesia blocca anche quelli morti prima di lei, che invece ricordano il proprio decesso? 
Voto 6,5, se non ci fosse stata questa svista sarebbe stato più alto




JEK VANS
Pirati nello spazio. 
Un ex comandante della flotta spaziale viene tradito e cacciato. Anni dopo ha la possibilità di scoprire chi l'ha incastrato e...
Storia destinata a rimanere monca: nonostante venisse dichiarato il proseguimento su Brand New 7, l'albo in questione non uscirà mai cry_.gif e noi non sapremo mai come finirà la storia...
Peccato perché tra pathos inseguimenti, battaglie spaziali e una bella strappona, il fumetto prometteva bene... 
Bei disegni anche se a tratti un po' caotici. Un paio di dialoghi in po' deboli e un paio di retroscena poco chiari.
Voto: 9




OTTONE E L'OTTONE
Alte storia fantascientifica ambientata però sulla terra dominata da un invasore alieno che sfrutta i malcapitati sottomessi. 
Un aiuto arriverà da altri umani fuggiti nello spazio. Se i protagonisti riusciranno a contattarli. 
Serie pubblicata in Francia, per cui almeno tre episodi sono stati fatti. 
Trama interessante che si svolge con tre differenti gruppi di protagonisti in altrettante ambientazioni. Disegni forse un po' confusionari ma il colore aiuta a destreggiarsi. 
Voto 8


06 febbraio 2019

BloGGhete consiglia (qualcosa si e qualcosa no): BRAND NEW!

Dopo anni (temo più di un decennio... Quasi quindici...) mi appresto a rileggere (ma per alcune storie togliete il "ri" ) BRAND NEW, ambizioso ma fallimentare tentativo da parte della Free Books di proporre un'antologia contenente storie di autori italiani. Serie iniziata nel 2005 e conclusasi l'anno dopo al sesto numero


FANTAGHENNA
Storia simil-Fables dove I protagonisti sono i figli dei cattivi delle fiabe* e l'antagonista li vuole ammazzare. Boh. Credo che l'idea degli autori fosse di "tifare" per i figli dei cattivi, e che quindi questo fossero i buoni... E di conseguenza la cattiva è la figlia di una buona contro cui dobbiamo gufare... Insomma, in questo cortocircuito di caratterizzazioni, non sono riuscito a empatizzare per nessuno...Voto: 5*= fiabe un cavolo: sono personaggi di romanzi. 


3200seguito di una precedente serie intitolata 2700 che viene riassunta con un editoriale. Narrata male (cambi di POV improvvisi e credo un paio di balloon invertiti) e disegnata malissimo (mi da l'idea di essere stata pensata per il colore e poi lasciata in bianco e... bianco) almeno non ci lascia un finale scontato e manda un messaggio di "volemose bene" meno pacchiano del fumetto stesso. Resta comunque assai poco. Voto: 5


TEKNOGEO
Questo è un fumetto. Un mondo fantascientifico con un'idea di base, personaggi caratterizzati, ironia, ritmo e disegni ideali per la storia hands80.gif. Peccato finisca e che non si vedrà mai il secondo episodio causa chiusura della testata. Ma, oh, inconvenienti del mestiere.
Voto: 8
altro bel fumetto... Altro finale tagliato. 


MARS WARS
Peccato perché prometteva bene. Teen comic con tracce di lamu' e un pizzico di Dragonball. Caratterizzazione tra il malinconico e il comico-demenziale. L'incipit omaggia Superman, i desegni forse sono un po' debolucci ma adeguati.
Voto 8.

seguiranno altre recensioni mano mano che proseguo nella lettura 






30 gennaio 2019

Dove nessun uomo è mai stato prima...


Ho iniziato a guardare su netflix la serie classica di Star Trek.

Sono solo tre stagioni... Pensavo di più 




Il primo episodio doveva essere la puntata zero. 
L'Enterprise è comandata dal capitano Christopher Pike (!), Spock ha un ruolo secondario, il dottore di bordo è un anziano consigliere del capitano e alla base di tutto c'è l'intreccio amoroso tra il capitano, la sua vice Numero Uno e una sciacquetta giovane che non ho capito perché compare, sempre indesiderata, sul ponte comando... 





Dal secondo episodio in poi compaiono i personaggi classici, tra cui una strappona a bionda che proprio non ricordavo dribble.gif woot.gif
La serie è lenta, e il ritmo è oltremodo allungato dai numerosi primi piani volti a mostrarci la figaggine compulsiva dello splendido Capitano Kirk. Primi piani con espressione da figo spaziale (non potrebbe essere altrimenti, data l'ambientazione fantascientifica della serie) che sa sempre cosa fare, cosa dire, come agire. Anzi, no: nell'episodio in cui raccatano sulla nave un adolescente che ha vissuto isolato per anni, qualcuno gli deve spiegare perché è maleducazione palpare il culo a una ragazza appena conosciuta (la strappona di cui prima), e la responsabilità viene rimpallata tra il capitano e il dottor McCoy.


Le scenografie sono di cartapesta mista plastica: ogni aggeggio fantascientifico mostrato è sostanzialmente un parallelepipedo/cilindro/cubo plasticoso fatto passare, appunto, per atrezzo fantascientifico. Ma ci può stare.

Quello che non ci sta, secondo me sono le cadute di logica della serie. Una su tutte:
l'Enterprise accoglie a bordo l'equipaggio di una nave che, nel tentativo di fuggirle, ha fuso i motori e rischia di esplodere. Chi va ad accogliere questo equipaggio, fatto di pontenziali criminali, che magari armati potrebbero iniziare a sparare a destra e a sinistra tentando addirittura di impossessarsi della nave? Dei soldati armati? La "sicurezza" della nave? NO: ci vanno:
- l'addetto ai teletrasporti (il leggendario Scotty)
- il suo assistente
- il medico di bordo.
Ci vanno armati? Manco per il....



Ovviamente la serie ha anche dei pregi, altrimenti non avrebbe avuto il successo che ancora oggi le garantisce migliaia di fan: tratta arogmenti "delicati" (persino per i giorni nostri, e quindi figuriamoci allora), quali il sessismo, l'adolescenza, i deliri di onnipotenza, le indagini sull'animo umano, il razzismo.

Insomma, nonostante la serie soffra del tempo passato e risulti fin troppo inguenua (fa tenerezza vedere le comparse girare per i corridoi della nave fingendosi indaffarate pur non avendo niente da fare) è lo stesso un prodotto interessante che vale la pena (ri)vedere, se non altro per fare i raffronti tra "allora" e "oggi".