Sì, perché questo blog ha ospitato e ospita tutt'ora canzoni. Molte canzoni.
All'inizio solo i testi.
La prima è stata Papa Roach - Last Resort, e seguendo il link, vedrete quanto è stata... artigianale?
In quella successiva Audioslave - The Curse già avevo imparato ad andare a capo tra un verso e l'altro... Successivamente inizia ad aggiungere immagini (di solito la band della canzone medesima), ma non posto nulla perché ho visto che alcune si sono cancellate da sole), ma la vera svolta è con la cover di Bohemian Rapsody dove addirittura posto il video!!! Evoluzione di blogspot o dell'utOnto? Boh!
Concludiamo con una geniale intuizione: CANZONI DISEGNATE! Da un immagine, vignetta, illustrazione, fotografia... parte automaticamente l'associazione con una canzone! Ma come farò a pensarne così tante????
Alla prossima...
Quanta fatica per un blog che non segue nessuno!!!!
15 maggio 2016
12 maggio 2016
bloGGhete presenta: l'animale domestico del XXI secolo: IL GURBO
è divertente
fa la guardia alla casa
lo puoi portare DAPPERTUTTO
fa giocare i bambini
è l'animale domestico dell'anno...
è... IL GURBO!!!
il gurbo: rimpiangerai l'elefante della cristalleria
grande con un elefante
carica come un bisonte
mangia come uno sciame di cavallette.
il gurbo: e che volete di più?
il tuo vicino ha un cane fastidioso?
adotta un gurbo
il tuo vicino non avrà più un cane.
e tu non avrai più un vicino...
... forse l'intero quartiere
il gurbo: non puoi abbandonarlo in autostrada!!!
o meglio: puoi farlo, ma poi sono cazzi tuoi!!!!!
il gurbo! Resiste agli attacchi dinamitardi, terroristici e forse anche nucleari!
e provoca attacchi di panico ai vicini di casa!!!!
11 maggio 2016
bloGGhete consiglia: L'ETERNAUTA
Ci sono cose che stanno lì da sempre, sono considerati "classici". Tu li senti nominare, ne senti parlare, ti incuriosisci, e appena puoi "ti porti a pari". E da lì ti rendi conto che tutto quello che sapevi era poco, che c'erano cose più grandi di quello che pensavi fosse la più grande, e ti chiedi ma come stratrazzo hai fatto a vivere senza di esse fino ad allora.
Signori, L'Eternauta è una di quelle.
Siete lettori di fumetti?
Siete appassionati di fantascienza?
Vi piacciono i survivor horror?
Adorate i racconti di guerra?
Vi piace l'introspezione e l'analisi del comportamento umano?
Vi siete stancati delle fiction ambientate per forza negli Stati Uniti D'Ammerrega?
Volete "semplicemente" una storia dove il ritmo è serrato e i colpi di scena vi atterriranno?
Se la risposta ad almeno una di queste domande è SI, allora DOVETE recuperare questo fumetto.
Pubblicato per la prima volta da due geniali autori argentini negli anni '50 (!), non perde assolutamente di modernità né di freschezza. Potrebbero averlo scritto ieri, per capirci.
E poi ha piacere di presentarci l'animale domestico del 21 secolo.
IL Gurbo! (ma di lui ne riparleremo)
Nota: la rubrica ora non si chiama più "recensioni" perché lo trovavo ormai troppo presuntuoso... e poi con l'all-new all-different bloGGhete, anche questa doveva cambiare.
Signori, L'Eternauta è una di quelle.
Siete lettori di fumetti?
Siete appassionati di fantascienza?
Vi piacciono i survivor horror?
Adorate i racconti di guerra?
Vi piace l'introspezione e l'analisi del comportamento umano?
Vi siete stancati delle fiction ambientate per forza negli Stati Uniti D'Ammerrega?
Volete "semplicemente" una storia dove il ritmo è serrato e i colpi di scena vi atterriranno?
Se la risposta ad almeno una di queste domande è SI, allora DOVETE recuperare questo fumetto.
Pubblicato per la prima volta da due geniali autori argentini negli anni '50 (!), non perde assolutamente di modernità né di freschezza. Potrebbero averlo scritto ieri, per capirci.
E poi ha piacere di presentarci l'animale domestico del 21 secolo.
IL Gurbo! (ma di lui ne riparleremo)
Nota: la rubrica ora non si chiama più "recensioni" perché lo trovavo ormai troppo presuntuoso... e poi con l'all-new all-different bloGGhete, anche questa doveva cambiare.
03 maggio 2016
Daniele Silvestri - Pochi Giorni
Amore mio lo so che sono solo pochi giorni
Però mi manchi da morire
Non te lo dirò mai ma fino a che non torni
Io rischio di impazzire
Cassa, ye
E basso
E se non te lo scrivo adesso in un messaggio
Magari con più stile
È solo per non dartelo questo vantaggio
E per non essere, per non essere puerile
Non so se ti sei accorta che iniziava Maggio, intanto terminava Aprile
Terminava Aprile, terminava Aprile
Momenti delicati e di passaggio come questo che fra l’altro
È pure un anno bisestile
È un anno bisestile
Ma tu non preoccuparti dai
Non preoccuparti proprio mai
No tu non preoccuparti dai
Continua a fare ciò che fai
No tu non preoccuparti dai
Non preoccuparti proprio mai
Continua a fare ciò che fai
Continua pure
È tipico di te che ti fidi di me
Che non mi fido quando dici che ti fidi di me
E ci rimugino
È proprio tipico
È tipico di me che non mi fido di te
Che invece dici che ti fidi di me
E che vorresti ci fidassimo
Ma è qui che casca l’asino
Però non preoccuparti dai che mi farò coraggio
Domani provo a uscire
Non voglio certamente rovinarti questo viaggio che però
Dovrà finire prima o poi
Dovrà finire e non finisce mai
Dovrà finire e non finisce mai
Non torni mai, tu non ritorni mai
Non torni mai, cosa cazzo fai
È il minimo che se dipendeva da me
Manco per sogno rimanevo solo senza di te
Infatti rosico
Come un facocero
Mi irrito perché chiedi poco di me
Che invece fingo e minimizzo con te
Che mi confondi con un monaco
Ma mica basta, l’abito
Ma sono solo pochi giorni
sono solo pochi giorni, solo
È tipico di te che ti fidi di me
Che non mi fido quando dici che ti fidi di me
E ci rimugino
È proprio tipico
È tipico di me che non mi fido di te
Che invece dici che ti fidi di me
E che vorresti ci fidassimo
Ma è qui che casca
Ma è qui che casca
L’asino
01 maggio 2016
Calendario 2016 - Maggio: fagiane
Che detto così potrà risultare irrispettoso, però lo è meno di termini volgari usati in altri ambienti (tipo spogliatoi di di squadre di calcio o bar di dubbia fama).
Fanno aumentare i contatti in internet, rendono più interessanti i film e tutto più bello da vedere.
Riconoscente le tre prescelte?
Fanno aumentare i contatti in internet, rendono più interessanti i film e tutto più bello da vedere.
Riconoscente le tre prescelte?
25 aprile 2016
FAPPETE! Keeley Hazzel
Perché tutto cambi, tutto deve restare uguale... o viceversa?
Fatto sta che con questo BloGGhete post decennale la vecchia rubrica "Fronte & Retro" (già "Fagiana Del Mese") cambia e diventa... FAPPETE!
Titolo che esprime meglio il senso di questa rubrica (su, dai! siamo onesti!) e non poteva che iniziare con una "classica" ingiustamente dimenticata in F&R (ma c'era nella FdM, o per lo meno da qualche parte l'ho messa, più di una volta!) e qui riproposta in tutto il suo splendore panoramico.
Fappete!
15 aprile 2016
Greatest Hits - le recensioni
Quanta fatica per un blog che non segue nessuno!
Le recensioni, uno dei capisaldi di ogni blog. Anche di questo. Perché chi blogga lo fa non solo per gettare fango sugli altri, non solo per far vedere quello che sa fare, non solo per dire la sua. Ma anche per dire cosa gli è piaciuto e cosa no, cosa ha amato alla follia e cosa vorrebbe stroncare. Insomma, ci si sente un po' artisti, ma anche un po' recensori. A volte senza re.
Tra le mie recensioni ci sono stati per la maggioranza commenti positivi. Anche perché non ho mai capito perché perder tempo a parlare di qualcosa che non ti è piaciuto. A parte togliersi sassolini dalla scarpa o scaricare livori, ma questo è un altro discorso.
Ho recensito film, telefilm, album, libri, fumetti...
le mie recensioni preferite sono:
V per Vendetta (la prima recensione non si scorda mai)
il meglio di Max Pezzali/883 (perché qualsiasi genere di musica ascoltiate, gli 883 NON potete NON conoscerli)
la discografia (fino al 2008) dei Def Leppard perché è quella più sentita
Le recensioni, uno dei capisaldi di ogni blog. Anche di questo. Perché chi blogga lo fa non solo per gettare fango sugli altri, non solo per far vedere quello che sa fare, non solo per dire la sua. Ma anche per dire cosa gli è piaciuto e cosa no, cosa ha amato alla follia e cosa vorrebbe stroncare. Insomma, ci si sente un po' artisti, ma anche un po' recensori. A volte senza re.
Tra le mie recensioni ci sono stati per la maggioranza commenti positivi. Anche perché non ho mai capito perché perder tempo a parlare di qualcosa che non ti è piaciuto. A parte togliersi sassolini dalla scarpa o scaricare livori, ma questo è un altro discorso.
Ho recensito film, telefilm, album, libri, fumetti...
le mie recensioni preferite sono:
V per Vendetta (la prima recensione non si scorda mai)
il meglio di Max Pezzali/883 (perché qualsiasi genere di musica ascoltiate, gli 883 NON potete NON conoscerli)
la discografia (fino al 2008) dei Def Leppard perché è quella più sentita
13 aprile 2016
Addio Mister Sinisa
É di ieri la notizia: dopo la sconfitta con la Juve (immeritata), il Berluskaizer ha silurato il mister scelto la scorsa estate per riportare il Milan ai perduti splendori.
Un (chissà quanto durerà) sesto posto in campionato e una finale di Coppa Italia (assai difficile da vincere) non sono certo gli splendori perduti citati sopra.
Ma IMHO (che non mi autodefinisco un esperto di calcio, pur avendo un blog in cui occasionalmente parlo di calcio) mi pare che dei passi avanti siano stati fatti, rispetto all'anno scorso. Giovani in rosa, un tentativo di dare una scossa all'ambiente (parzialmente ottenuto) e di cambiare mentalità.
Certo, spendere 90 milioni di euro in estate e avere 9/11 della rosa titolare decente, non è granché. Cambiare modulo e non acquistare giocatori che sostituiscano gli esterni di centrocampo (io li chiamo "ali", sbaglio?) nemmeno.
Però adesso, con Mr Brocchi (e tutte le facili battute da fare sul medesimo) siamo di nuovo a partire da capo. Di nuovo con un allenatore con poca esperienza a cui è stato fatto un contratto lunghissimo, di nuovo con un enorme punto di domanda su cosa sarà il futuro rossonero.
Io volevo mollare. Volevo prendermi una pausa da questo brutto Milan e ritornare se e quando le cose sarebbero migliorate. Ma non ce la faccio. Non riesco ad abbandonare la fede che mi ha insegnato mio nonno anni fa (quando facevano saliscendi dalla A alla B), non ce la faccio a fare il salticarrista.
Continuerò comunque a tifare i ragazzi.
Anche se, lo dico. io sto con Sinisa.
Un (chissà quanto durerà) sesto posto in campionato e una finale di Coppa Italia (assai difficile da vincere) non sono certo gli splendori perduti citati sopra.
Ma IMHO (che non mi autodefinisco un esperto di calcio, pur avendo un blog in cui occasionalmente parlo di calcio) mi pare che dei passi avanti siano stati fatti, rispetto all'anno scorso. Giovani in rosa, un tentativo di dare una scossa all'ambiente (parzialmente ottenuto) e di cambiare mentalità.
Certo, spendere 90 milioni di euro in estate e avere 9/11 della rosa titolare decente, non è granché. Cambiare modulo e non acquistare giocatori che sostituiscano gli esterni di centrocampo (io li chiamo "ali", sbaglio?) nemmeno.
Però adesso, con Mr Brocchi (e tutte le facili battute da fare sul medesimo) siamo di nuovo a partire da capo. Di nuovo con un allenatore con poca esperienza a cui è stato fatto un contratto lunghissimo, di nuovo con un enorme punto di domanda su cosa sarà il futuro rossonero.
Io volevo mollare. Volevo prendermi una pausa da questo brutto Milan e ritornare se e quando le cose sarebbero migliorate. Ma non ce la faccio. Non riesco ad abbandonare la fede che mi ha insegnato mio nonno anni fa (quando facevano saliscendi dalla A alla B), non ce la faccio a fare il salticarrista.
Continuerò comunque a tifare i ragazzi.
Anche se, lo dico. io sto con Sinisa.
03 aprile 2016
Calendario 2016 - Aprile: A. C. Chaltrons
Ne parlai già qui: tutte le squadre "immaginare" le chiamo in questo modo: Chaltron Athletic, A.C. Chaltrons (che sta per Athletic Club) o similia (in un altro videogioco qui non citato ho creato un "Chatrons", e me ne sono accorto troppo tardi e non ho potuto cambiare sigh!)
Quello che non vi ho detto è che da inizio 2014 ho ripreso a giocare a quello ti Top Eleven.
E che dopo il quarto scudetto, ho raggiunto un altro importante obiettivo:
Esatto: la prima Champions League. Dopo la finale persa nella II stagione (marzo 2012 circa), finalmente torno a disputare la partita che decide la maggiore competizione.
Nel girone arrivo secondo, con 3 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitta (una ininfluente perché subita a qualificazione già ottenuta... però infastidisce lo stesso, insomma...).
Accedo alla fase eliminatoria, dove affronto un avversario valido agli ottavi, e provo goduria mentre strapazzo un filo-interista ai quarti.
In semifinale, ad un agile 4-2 casaling(u)o, fa seguito da una battaglia nella trasferta di ritorno: in svantaggio per 2-0 (!), riesco a rimontare e vincere 3-2. É finale!!! E chi ci trovo? La squadra che mi ha battuto nel girone!
Questa arriva agevolmente in finale vincendo tutte le partite senza subire gol. La vedo male? No, sono invece abbastanza ottimista. Ottimismo che vacilla però quando al 29', al loro primo tiro in porta (in precedenza ho pure preso un palo!) vado in svantaggio. Non mi demoralizzo, e lancio tutti i Chaltroni in attacco quando... al 56' il marcatore del gol (il più scarso degli avversari...) si infortuna. É un segnale: in un quarto d'ora la mia ala destra pareggia (nota: stesso ruolo del loro marcatore), il Capitano (alla vigilia del ritiro a fine stagione) porta in vantaggio la squadra su assist dell'altro centrocampista centrale, che segnerà subito dopo il terzo gol. Finisce qui? No, perché quest'ultimo giocatore menzionato macchia la propria prestazione con un fallo da rigore (solo ammonito, e immediatamente sostituito) che riapre i giochi a 9' dalla fine (in sostanza causando il rigore fa diventare gol decisivo il proprio... i casi della vita, eh?)... L'avversario si lancia in avanti alla ricerca del pareggio, ma... nisba! Chaltrons vince la Champions, Chaltrons C'É, ♫ sono contento solo se ♪ vedo vincere il Chaltrons, ♫ Chaltrons Chaltrons Chaltrons, ♪ dalla vita non chiedo altro ♫.
E siccome tutto ciò succede il primo di Aprile (e no, non è uno scherzo!), decido di dedicare il Calendario delle mie passioni proprio alla mia fantasquadra!!!
Quello che non vi ho detto è che da inizio 2014 ho ripreso a giocare a quello ti Top Eleven.
E che dopo il quarto scudetto, ho raggiunto un altro importante obiettivo:
Esatto: la prima Champions League. Dopo la finale persa nella II stagione (marzo 2012 circa), finalmente torno a disputare la partita che decide la maggiore competizione.
Nel girone arrivo secondo, con 3 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitta (una ininfluente perché subita a qualificazione già ottenuta... però infastidisce lo stesso, insomma...).
Accedo alla fase eliminatoria, dove affronto un avversario valido agli ottavi, e provo goduria mentre strapazzo un filo-interista ai quarti.
In semifinale, ad un agile 4-2 casaling(u)o, fa seguito da una battaglia nella trasferta di ritorno: in svantaggio per 2-0 (!), riesco a rimontare e vincere 3-2. É finale!!! E chi ci trovo? La squadra che mi ha battuto nel girone!
Questa arriva agevolmente in finale vincendo tutte le partite senza subire gol. La vedo male? No, sono invece abbastanza ottimista. Ottimismo che vacilla però quando al 29', al loro primo tiro in porta (in precedenza ho pure preso un palo!) vado in svantaggio. Non mi demoralizzo, e lancio tutti i Chaltroni in attacco quando... al 56' il marcatore del gol (il più scarso degli avversari...) si infortuna. É un segnale: in un quarto d'ora la mia ala destra pareggia (nota: stesso ruolo del loro marcatore), il Capitano (alla vigilia del ritiro a fine stagione) porta in vantaggio la squadra su assist dell'altro centrocampista centrale, che segnerà subito dopo il terzo gol. Finisce qui? No, perché quest'ultimo giocatore menzionato macchia la propria prestazione con un fallo da rigore (solo ammonito, e immediatamente sostituito) che riapre i giochi a 9' dalla fine (in sostanza causando il rigore fa diventare gol decisivo il proprio... i casi della vita, eh?)... L'avversario si lancia in avanti alla ricerca del pareggio, ma... nisba! Chaltrons vince la Champions, Chaltrons C'É, ♫ sono contento solo se ♪ vedo vincere il Chaltrons, ♫ Chaltrons Chaltrons Chaltrons, ♪ dalla vita non chiedo altro ♫.
E siccome tutto ciò succede il primo di Aprile (e no, non è uno scherzo!), decido di dedicare il Calendario delle mie passioni proprio alla mia fantasquadra!!!
![]() |
| il logo, la divisa classica e l'ultimo trofeo messo in bacheca, il più importante (fin'ora) |
23 marzo 2016
Blogghete Greatest Hits - il primo post
così fan tutti... sembrerebbeUn messaggio asciutto, senza fronzoli inutili, nessuna immagine (forse non sapevo ancora come inserirle...). Però diretto, senza risultare arrogante. Modesto, ma non timido.
Dieci anni fa non lo sapevo, che sarei stato ancora qui.
Oggi sì. E con questa rubrica decido di ripercorrere (insieme?) tutto quello che questo blog ha postato ed è stato in questi dieci anni.
Lo slogan perfetto per questo viaggio non può essere che: "Quanta fatica per un blog che non legge nessuno!"
15 marzo 2016
BloGGhete 2006-2016: 10 anni infastidendo il web!!!
Quando si dice: "sembra ieri!".
E no, invece non sembra ieri, perché di tempo ne è passato, lo si sente tutto, sia in positivo che in negativo.
Cose che rifarei, cose che non rifarei.
Che facevo, ma che non faccio più.
Che facevo, e che farò ancora, finché potrò.
Che avrei dovuto fare, ma che non sono riuscito, né so se riuscirò.
Che giammai avrei pensato di fare.
In fondo, è tutta esperienza.
Ho in mente grossi cambiamenti per questo blog... intanto (auto)celebriamoci.
E nel farlo, aggiungo una riflessione.
In questo blog ci sono
racconti
foto di modelle
cronache sportive
recensioni di libri, fumetti, film album musicali
blandi commenti alla vita di ogni giorno
vaghi opinioni su eventi di attualità
ma non per questo mi considero:
uno scrittore
uno scout per agenzie
un giornalista sportivo
un critico di nessun genere
un maestro di vita
un opinionista, tipo quelli che si vedono in tv
... o forse dovrei tirare fuori la boria (di chi si crede quanto sopra) e pensare di esserlo, e presentarmi come tale a tutte le persone che incontro?
08 marzo 2016
Elio E Le Storie Tese - Figgatta De Blanc
Anno di grande musica, questo 2016. O per lo meno i primi mesi.
Dopo David Bowie (RIP), dopo Le Perturbazioni, dopo (anzi, quasi contemporaneamente a) Daniele Silvestri, ecco:
ELIO E LE STORIE TESE.
Ho ascoltato la loro canzone di San Remo su youtube, non l'ho apprezzata molto. Così all'acquisto del cd e al suo primo ascolto, ero un po' prevenuto sul tutto.
Insomma... Elio ci ha stupito nel 2008 con Studentessi, e pur se non allo stesso livello, è stato piacevole nel 2013 con Album Biango.
Ma questo "Figatta Le Blanc"? Cosa possiamo dirne?
Diciamo che stavolta non è un colpo pienamente riuscito. Ci sono canzoni interessanti come la "cover" di Beethoven, qui sopra riportata. Un paio di idee interessanti qua e là. Ho anche rivalutato, ad un ascolto più attento, Vincere L'Odio. Ma il resto sono dei vaneggiamenti demenziali accompagnati da virtuosismi musicali fini a sé stessi che mancano totalmente il bersaglio, Gli intermezzi tra una canzone e l'altra stancano...
A questo album diamo sì una sufficienza, ma con lo stesso spirito di un professore che si aspettava molto di più da uno dei migliori alunni della sua classe.
Dopo David Bowie (RIP), dopo Le Perturbazioni, dopo (anzi, quasi contemporaneamente a) Daniele Silvestri, ecco:
ELIO E LE STORIE TESE.
Ho ascoltato la loro canzone di San Remo su youtube, non l'ho apprezzata molto. Così all'acquisto del cd e al suo primo ascolto, ero un po' prevenuto sul tutto.
Insomma... Elio ci ha stupito nel 2008 con Studentessi, e pur se non allo stesso livello, è stato piacevole nel 2013 con Album Biango.
Ma questo "Figatta Le Blanc"? Cosa possiamo dirne?
Diciamo che stavolta non è un colpo pienamente riuscito. Ci sono canzoni interessanti come la "cover" di Beethoven, qui sopra riportata. Un paio di idee interessanti qua e là. Ho anche rivalutato, ad un ascolto più attento, Vincere L'Odio. Ma il resto sono dei vaneggiamenti demenziali accompagnati da virtuosismi musicali fini a sé stessi che mancano totalmente il bersaglio, Gli intermezzi tra una canzone e l'altra stancano...
A questo album diamo sì una sufficienza, ma con lo stesso spirito di un professore che si aspettava molto di più da uno dei migliori alunni della sua classe.
05 marzo 2016
Calendario 2016 - Marzo: i lupi mannari
Oh, ragazzi, siamo in ritardo!!!! Ok, riportiamo ci a pari: calendario di Marzo!!!!!
Dedicato ai licantropi. Ai lupi mannari, agli uomini lupo, come volete chiamarli?
Chiamateli un po' come vi pare. Ho questa passione dal 2003 circa, quando uscii dal cinema dopo aver visto Underworld. Film che non mi è piaciuto. E mi ero ripromesso di scrivere la versione definitiva della storia di licantropi vs vampiri. E l'ho fatto. Pochi lo sanno ma l'ho fatto. Ho scritto un libro, un romanzo (parolone!) che ho pure mandato ad editori... e mi hanno risposto solo quelli a pagamento. É da lì che ho iniziato a scrivere a vi siete cuccati le Tales To Astonish (non c'è bisogno che mi ringraziate... né che mi applaudiate, però se proprio volete quest'ultima ve la concedo).Credo che i lupi mannari mi piacciano perché rappresentano un'alternativa underground ai più mainstream vampiri... perché rappresentano la rabbia che abbiamo dentro che dobbiamo trattenere per non esplodere e fare un macello... perché mi piacciono i canidi e.... perché di sì.
E... sì, ci vedete bene. C'è un bollino, un bollino dei dieci anni!!! Perché sono dieci anni che... no. Ne parleremo quando sarà il momento.
Come si dice: questa, è un'altra storia.
04 marzo 2016
F&R#37 - Madalina Ghenea
Il festival di San Remo si è concluso già da un mese, quasi... E no, non l'abbiamo seguito.
Il film Youth è uscito da... boh, un sacco di tempo. E no, non l'abbiamo (ancora, per lo meno) visto (e non penso sia in programma...).
Ma quello che abbiamo visto, è quello che accomuna questi due eventi. Ovvero la signorina indicata nel titolo e riportata in queste due fotografie, tratte appunto dal film citato.
Vedere un intero film per una scena di nudo (anche se...) ci pare esagerato (come parlare di noi stessi al plurale, ma vabbè...). Se capiterà, capiterà.
Intanto riportiamo.
Il film Youth è uscito da... boh, un sacco di tempo. E no, non l'abbiamo (ancora, per lo meno) visto (e non penso sia in programma...).
Ma quello che abbiamo visto, è quello che accomuna questi due eventi. Ovvero la signorina indicata nel titolo e riportata in queste due fotografie, tratte appunto dal film citato.
Vedere un intero film per una scena di nudo (anche se...) ci pare esagerato (come parlare di noi stessi al plurale, ma vabbè...). Se capiterà, capiterà.
Intanto riportiamo.
03 marzo 2016
Daniele Silvestri - Acrobati.
Sapevo che doveva uscire. Ma non è che lo attendessi con particolare fremito.
Me misero! Me tapìno (e non "me tappino", quella è un'altra cosa!)! Me sciagurato!
Ebbene: l'ascolto delle 18 tracce (!) di questo disco mi ha regalato non indifferente sollazzo!
Sì, una sorpresa inaspettata, che forse non mi meritavo.
Come ormai ci ha abituato, il Silvestri spazia tra i vari generi musicali, coinvolgendo ospiti d'eccezione (le trombe di Roi Paci e Caparezza su tutti) e deliziandoci con temi che travalicano i soliti confini della canzone d'amore. Tra i consueti giochi di parole, spiccano quelli della canzone dedicata al sale... tra i quali un geniamente autocitazionista"salerò".
Non vi faccio ascoltare quella canzone, tanto prima o poi la sentirete ovunque (per radio, televisioni, internet), ma bensì questa... che parla di alcolizzati.
Se avete soldi che vi avanzano potete fare due cose:
- darli in beneficienza
- comprare questo album
Qualcuno ne sarà comunque felice.
Me misero! Me tapìno (e non "me tappino", quella è un'altra cosa!)! Me sciagurato!
Ebbene: l'ascolto delle 18 tracce (!) di questo disco mi ha regalato non indifferente sollazzo!
Sì, una sorpresa inaspettata, che forse non mi meritavo.
Come ormai ci ha abituato, il Silvestri spazia tra i vari generi musicali, coinvolgendo ospiti d'eccezione (le trombe di Roi Paci e Caparezza su tutti) e deliziandoci con temi che travalicano i soliti confini della canzone d'amore. Tra i consueti giochi di parole, spiccano quelli della canzone dedicata al sale... tra i quali un geniamente autocitazionista"salerò".
Non vi faccio ascoltare quella canzone, tanto prima o poi la sentirete ovunque (per radio, televisioni, internet), ma bensì questa... che parla di alcolizzati.
Se avete soldi che vi avanzano potete fare due cose:
- darli in beneficienza
- comprare questo album
Qualcuno ne sarà comunque felice.
19 febbraio 2016
TtA#43 - La Belva di Loch Craft
La città di Blackburg sorge lungo il fiume Upslide, che qualche chilometro più a valle, sfocerà nel Loch Craft. La città deve il suo nome al singolare colore delle rocce delle montagne circostanti. Nessuno ne sa il motivo, né nessuno ha mai pensato di studiarlo, perché gli abitanti della zona hanno ben altro a cui pensare. Pare infatti che nella regione imperversi una creatura, un animale, i più ormai la chiamano La Bestia, che per sfamarsi, dopo il calar del sole attacca e sbrana animali selvatici, bestiame scappato all’allevatore, o malcapitati viandanti.
Le poche testimonianze di tale Bestia, ne parlano come di una creatura vaga
mente antropomorfa, delle dimensioni di poco maggiori di quelle di un uomo, ricoperta in parte di pelo nero, e dall’odore aspro e sgradevole. Emette suoni simili a ruggiti, e si avventa sulle prede con fare violento. L’allevatore William Samuleson, una trentina di anni fa, nel ricercare una mucca mancante al rientro in stalla, la vide soccombere a un mostro simile, ammalandosi per lo spavento e morendo in capo a pochi giorni.
Più volte gli uomini del villaggio si organizzarono in battute di caccia per stanare e uccidere tale Bestia, che però risultò troppo scaltra: non solo non si fece mai trovare, ma riuscì, in alcuni casi, ad aggredire o uccidere i suoi stessi cacciatori.
Paul Jenkins fu ritrovato con le gambe mutilate e una smorfia d’orrore dipinta sul volto. A Malcom Masterson, mancava proprio il volto. Bobby Cuffy non fu mai più ritrovato. Il gendarme Sullivan, mandato in loco dalle autorità per indagare su questa spiacevole faccenda, non arrivò mai a destinazione.
Per diversi anni le ricerche si fermarono, e gli abitanti di Blackburg si limitarono a tapparsi in casa durante la notte. Fino a quando Patrick Duff, genero del Samuelson sopracitato, ubriaco, si attardò a rientrare a casa dopo il tramonto. Di lui si udirono solo grida di aiuto, soffocate dal grugnire di un animale, e poi più nulla. La mattina dopo, la moglie ritrovò la sua camicia intrisa di sangue.
“Per colpa di questo animale ho perso il padre e il marito” disse la donna.
“Che io sia dannata se non la ucciderò o morirò nel tentativo di farlo”.
Nonostante le amiche e i compaesani cercassero di dissuaderla, la donna prese la carabina del marito e si avviò nella foresta. Non tornò mai più, inutile dirlo. I suoi vestiti furono ritrovati vicino al lago, sporchi di sangue. Da allora la Bestia scomparve per una decina d’anni. Gli abitanti del villaggio si chiesero se la signora Keira Samuelson-Duff avesse portato con sé l’empio animale. Ma non fu così: la tregua durò un anno, fino a quando, con maggior ferocia, la Bestia tornò, facendo razzia di pecore e agnelli, già prima del tramonto.
La serie di attacchi funesti terminò con la morte di Sorella Agnes, religiosa giunta in paese per curare una propria parente, la vedova dell’anziano signor Nealy.
Di nuovo le aggressioni cessarono, per diverso tempo.
Tra la folla avanzò quindi l’idea che, seppur non definitivamente, la fame della Bestia venisse sedata almeno più a lungo, di fronte a prede di sesso femminile.
L’animale tornò poco più di un anno dopo, depredando due pollai, uccidendo ben cinque capre e mutilando tre mucche. Le razzie terminarono con il rapimento della povera Ally Stauton, la giovane figlia del fornaio. Di lei si ritrovò solo lo scialle azzurro e bianco, sporco di fango, erba, sangue e lunghi e ispidi peli neri.
Qualcuno osservò che a questo punto, piuttosto che venire funestati dalle sanguinose scorribande, convenisse offrire volontariamente in sacrificio una giovane che calmasse l’ira funesta del predatore.
Le discussioni si protrassero a lungo, tumultuose anche al di fuori della forma verbale. Padre Nelson invitò tutti alla calma, il gendarme Nichols dovette sedare parecchie risse, e toccò quindi al Sindaco Powers risolvere la questione nell’unico modo possibile: con una votazione. Dapprima si indisse un referendum sul voler o meno creare questa istituzione del sacrificio. Con parecchie contestazioni, alla fine vinse il fronte del sì. Il passo successivo fu quindi decidere come ciò dovesse svolgersi.
Venne deciso che la sacrificata venisse sorteggiata tutte le giovani in età di marito e quelle meno giovani ma non sposate o vedove, i cui nomi venivano incisi su una targhetta di ferro inserita sul fondo di un grande calderone. Dall’anno successivo, tutte le parenti fino al secondo grado della sorteggiata sarebbero state esentate dall’estrazione, fino a quando ogni famiglia non avesse dato il suo contributo.
Il sorteggio avveniva al tramonto, e la prescelta, aveva diritto a passare la sua ultima notte con un uomo a sua scelta, sposato o meno, il quale non poteva rifiutarsi. Né era previsto che chiunque potesse opporsi. La mattina dopo, la famiglia della sorteggiata riceveva regali da parte delle altre famiglie della città, e in onore della donna o ragazza che fosse, veniva organizzata una processione seguita da un banchetto. La festa durava fino al tramonto quando la prescelta riceveva la confessione da padre Nelson, e la sua famiglia la benedizione. A questo punto il gendarme Nichols, il cacciatore Mick Pallins e altri concittadini accompagnavano la ragazza alla rocca di fronte al lago, dove, con indosso una sola veste di lino bianca, veniva incatenata e abbandonata per la notte. Storie strazianti di addii e tentativi di fuga, si narrano di quei giorni, ma col passare del tempo, venire sorteggiata, o essere parente della sorteggiata, era diventato un onore, e il sacrificio levava la famiglia della prescelta a un livello sociale più alto più o meno come in altri luoghi lo era avere un parente vescovo o giudice.
I ruoli di sindaco, gendarme, cacciatore e sacerdote del villaggio avevano assunto un ruolo ancora più istituzionale, tanto che ognuno di essi nominava il proprio successore, andando talvolta contro le norme indicate dalle loro cariche.
Quell’anno la sorte scelse Nelly Leary, la figlia dei contadini che avevano una tenuta poco a nord della città. Nelly era molto amica della sorteggiata dell’anno precedente Sarah O’Hara, e ne sentiva molto la mancanza. Quando la targhetta con il suo nome venne estratta dal calderone, si sentì molto sollevata. Decise di passare la notte insieme al giovane Martin Holden, il figlio del fabbro, un ragazzo grosso, robusto, forse un po’ rozzo e goffo con il gentil sesso, ma con occhi azzurri e due spalle poderose. Si disse molto dispiaciuto che fosse stata lei la sorteggiata. Lei scrollò le spalle e lo baciò. La notte non fu di quelle da ricordare, ma per Nelly sarebbe stata l’unica, quindi poco male. All’uscita dal loro nido d’amore (una camera da letto appositamente arrangiata presso il Municipio), tutto i concittadini accolsero la ragazza con un fragoroso applauso. Le donne del villaggio, insieme alle sue amiche, la truccarono, pettinarono e vestirono per la processione, che si svolse per le vie principali della città. Lei, accompagnata da Martin, su un calesse preceduto da amiche e parenti che spargevano per terra petali di fiore. Il banchetto fu quasi esagerato: le cuoche e i cuochi delle locande della città fecero a gara per offrire il piatto migliore. Nelly sedette al centro della grande tavolata nella piazza principale, insieme alla sua famiglia. Sua madre Isabell si mostrò molto commossa, mentre il padre Nathaniel amareggiato per la perdita della sua unica figlia. I tre fratelli, Nathan, Norbert e Nicholas erano arrabbiati con il destino crudele che avrebbe portato via la loro sorella maggiore.
Tutti le stettero vicino per tutto il tempo, tranne Nathan, che ad un certo punto si allontanò. Nelly lo vide ricevere qualcosa da Martin. Quando tornò a sedersi a tavola lei lo interrogò.
“Cosa ti sei detto con Martin? Ho visto che ti ha consegnato qualcosa. Cos’era?”.
Il giovane rispose in modo vago, dicendole che si era sbagliata perché non si erano passati nulla. La ragazza si infuriò e corse da Martin, interrogandolo per avere risposte. Lui arrossì e balbettò, si allontanò e vide da arrivare da lontano il Sindaco Powers
Questi volle avvicinarsi e conferire con Nelly, per ringraziarla, come già fatto nel discorso all’apertura del banchetto, per il suo coraggio e il sacrificio. La baciò sull‘angolo della bocca, in un modo e con uno sguardo che i tre fratelli giudicarono inopportuno.
“Porco maiale, chissà come mai dalla sua famiglia non è mai stata sorteggiata nessuno” disse Nathan a bassa voce.
La festa continuò fino al tramonto. Nelly venne riportata a casa, dove padre Nelson la confessò. Il parroco si disse contrario all’idea che una nubile e un celibe dormissero insieme, anche in quella situazione estrema, ma così era stato deciso e non ci poteva far nulla. Allontanatosi, arrivarono le donne del villaggio. Nelly si spogliò ed esse la vestirono con una tonaca di lino fina, che sarebbe stato il vestito con cui avrebbe aspettato la Belva. La madre la strinse a sé e le donne la salutarono calorosamente ancora una volta. Uscita dall’abitazione, di nuovo un saluto a tutti i famigliari e concittadini. Poi si incamminò nell’ultima processione, che l’avrebbe condotta alla rupe dove sarebbe stata incatenata, accompagnata dal gendarme Nichols, dal giovane cacciatore Albert Pallins, successore del genitore morto l’inverno precedente, dal fabbro Marius Holden (padre di Martin) e dal proprio genitore Nathaniel.
Durante il percorso Nelly e il padre si tennero per mano tacendo, mentre gli altri scambiarono qualche parola di cortesia.
Arrivati alla rocca, dopo un ultimo saluto al genitore, il fabbro la incatenò e gli uomini si allontanarono lasciandola al proprio destino. Dalla sua postazione di prigioniera, Nelly vedeva solo il debole riflesso delle stelle e della luna nell’acqua del lago. L’arrivo della Belva sarebbe stato accompagnato da una notte limpidissima.
La ragazza pregò per la sua anima, chiese che non fosse doloroso, o che per lo meno fosse veloce. Sperava di non venire sbranata viva lentamente, ma colpita in modo da perdere subito conoscenza. Pregava perché la sua famiglia potesse assopire il dolore in fretta e continuare a vivere, e pregava che quei tre pazzi dei suoi fratelli arrivassero quando la Belva si fosse già allontanata, in modo da non essere aggrediti anche loro. Col passare delle ore iniziò a sentire freddo e paura, e pregò che l’animale fosse morto proprio la notte prima.
Udì dei rumori provenire al di là della rupe cui era legata. Erano passi, sembravano umani, di più persone.
“Qualcuno è venuto a liberarmi” pensò mentre si sentiva a metà tra sollevata e ancora più impaurita.
Finalmente alla sua vista apparvero quattro uomini: il Sindaco, il gendarme, il cacciatore e padre Nelson.
“Cosa fate qui?” domandò la ragazza, sperando che avessero deciso di annullare il suo sacrificio.
I quattro risero.
“Siete… siete venuti a liberarmi?”.
La risposta fu un’altra risata.
“Avanti, Pallins” disse il Sindaco.
Il giovane esitò.
“Muoviti, effemminato” gli urlò di nuovo il Sindaco, mentre gli altri ridevano.
“Il tuo vecchio si sta rivoltando nella tomba” gli disse il gendarme.
Albert si avvicinò a Nelly, le afferrò la tunica e cercò di strappargliela senza ottenere risultati. Lei strillò, il giovane si spaventò e si allontanò di scatto, finendo addosso al massiccio gendarme che lo guardò di sbieco. Gli altri risero.
“Cosa volete?” chiese lei terrorizzata ancora più di prima.
“Oh, bimba”, rispose il Sindaco ridendo, “Vogliamo assicurarci che la ultima notte di vita non sia penosa”.
“Cosa? Ma la Belva? Se vi troverà qui…” disse lei, cercando di spaventarli per distoglierli dalle loro evidenti malvagie intenzioni.
I quattro risero di nuovo.
“Non c’è nessuna Belva” disse il Gendarme con un sorriso malvagio sul viso. “È una balla inventata dal mio predecessore per tenere lontani forestieri, malintenzionati e balordi dal villaggio”.
Spiegare alla vittima l’imbroglio perpetrato era la parte che lo divertiva di più.
“E peccatori”, aggiunse Padre Nelson facendosi il segno della croce.
“Ma come, e tutti quei morti?” chiese Nelly.
“Malintenzionati, balordi, forestieri e peccatori” spiegò padre Nelson.
“E qualche contestatore” aggiunse il Sindaco.
“Ma… e allora i sacrifici?”.
“Da quando non ci sono più scocciatori, questi tre hanno deciso di divertirsi con le ragazze del villaggio” spiegò il giovane Pallins.
“Questi tre, in origine, erano quattro”.
“Sì, c’era dentro anche mio padre in questo accordo, provo una gran vergogna per lui”.
Il Gendarme lo schiaffeggiò sulla nuca, il ragazzo reagì, e si prese un pugno sul naso che lo fece cadere a terra.
“Non vorremo mica che ci sia un’altra vittima, stanotte, vero?” chiese il Sindaco, cercando di pacificare.
“Non sei nemmeno confessato, ragazzo” gli fece notare il padre.
“Siete disgustosi, siete abbietti, siete spregevoli” urlò Nelly. “Avete ingannato i nostri concittadini per anni e vi siete divertiti alle loro spalle”.
“Sì, gioia” disse il Gendarme. “Allora, Pallins, sei con noi o contro di noi?”.
Il giovane balzò in piedi e scappò verso il bosco, il Gendarme gli corse dietro, mentre il Sindaco e Padre Nelson li guardavano ridendo.
“Corre forte, il giovane” osservò il primo.
“Meglio fare in fretta, che ne dice, Sindaco?”.
Questi fece spallucce e Padre Nelson si avvicinò alla ragazza, che ricominciò a strillare. Lui le tappò la bocca con la mano, quando nell’aria echeggiò uno sparo.
“Povero giovane Pallins” disse il sacerdote lasciando andare la presa e facendo un segno della croce verso il punto da cui proveniva il rumore, per poi volgersi nuovamente verso la ragazza.
“Padre, non faremmo meglio a verificare l’accaduto?”.
“Signor Sindaco, come crede, vuole andare a controllare?”.
“Uhm, credo faremmo bene a far così”
“Vada pure, io intanto mi intrattengo con questa nostra pecorella smarrita”.
“No, non vorrete mica mandarmi da solo?”.
“Invero, avete forse paura?” chiese di nuovo Padre Nelson avvicinandosi al suo compagno di malefatte.
“Volete che vada io e voi volete restare qui con la damigella?” lo incalzò.
“Qui da solo? Giammai!”.
“Orsù, sapete che la Belva è un’invenzione, chi può farvi male, qui?”.
Il Sindaco non seppe rispondere e calò un imbarazzato silenzio, squarciato da uno sparo proveniente dalla roccia dietro a Nelly. I due uomini sobbalzarono, stringendosi l’uno all’altro per lo spavento. Dai due lati della roccia spuntarono il giovane Pallins, che teneva in mano la pistola del Gendarme Nichols e i tre fratelli Leary, armati di forcone, torcia e archibugio.
“Nichols è caduto inseguendomi e si è sparato addosso da solo” urlò Albert Pallins.
“E noi siamo stati richiamati dallo sparo” disse Norbert Leary. “Adesso libereremo nostra sorella e voi verrete con noi al villaggio, dove sarete giudicati e arrestati per i vostri crimini”.
“Suvvia, ragazzi” prese parola il Sindaco mentre Padre Nelson pregava sottovoce tremolante,
“Siamo le persone più importanti della nostra stimata comunità, chi volete che vi creda? I tre giovani fratelli della sacrificata e un loro coetaneo probabilmente innamorato della ragazza stessa? Padre Nelson, glielo dica anche lei!”.
Ma il sacerdote non rispose: era intento a chiedere perdono per i suoi peccati.
“Io testimonierò di fronte ai cittadini: ho le prove delle nefandezze compiute nel corso degli anni da voi scellerati. Eleggeremo un nuovo sindaco, un nuovo gendarme e ci faremo mandare un nuovo parroco”.
“Di quello possiamo fare a meno” osservò Nicholas Leary.
Suo fratello Nathan gli diede una gomitata ed egli fece partire accidentalmente un colpo con l’archibugio. Padre Nelson, spaventato si gettò in ginocchio e iniziò a pregare più forte.
“Va bene, va bene, sono una persona ragionevole, so quando sono sconfitto” ammise il Sindaco.
“Ragionevole?” gli urlò contro Nelly. “Hai ucciso, ingannato, sfruttato e stuprato e hai il coraggio di definirti ‘ragionevole’?”
Il Sindaco fece spallucce e allungò le mani con i polsi incrociati:
“Arrestatemi” disse. “Avete le manette, vero?”.
“Ho le chiavi delle catene di Nelly” disse Norbert. “Passare la notte con il figlio del fabbro ha i suoi vantaggi, vero, svergognata?” le disse facendo occhiolino.
Nelly sorrise e ripensò a Martin.
“In realtà speravo sarebbe stato lui a rischiare la vita per salvarmi” disse lei.
I quattro ragazzi e la giovane rientrarono al villaggio portando con sé i due prigionieri e informarono tutti di quanto accaduto e quanto scoperto. Tra i concittadini si sollevò sdegno e rabbia, e qualcuno, particolarmente indignato, cercò di assalire Sindaco il sacerdote. I tre fratelli fermarono l’assalto, perché avevano deciso un equo processo.
Questo venne organizzato dalle autorità giudiziarie competenti, che in breve tempo condannarono i due scellerati ai lavori forzati nelle miniere reali. Padre Nelson fu anche scomunicato. Anche al cacciatore Pallins fu comminata una pena, per aver inizialmente partecipato all’imbroglio. I cittadini chiesero per lui l’amnistia, ma non fu concessa.
Nathan Leary venne eletto nuovo sindaco (il più giovane della storia del villaggio), un nuovo gendarme venne inviato, così come un nuovo parroco. L’istituzione del sacrificio venne ovviamente annullata e al suo posto venne indetta una nuova festa, ‘la sconfitta della Bestia‘, e la statua di una fanciulla in tunica venne eretta al centro della città per ricordare il sacrifico delle tante ragazze che diedero la vita in quel lungo inganno.
07 febbraio 2016
06 febbraio 2016
03 febbraio 2016
Perturbazione - Trentenni
Quando un cantante/gruppo non si sente molto ispirato o ha bisogno di una canzone paracula per aumentare le vendite, o non ha voglia di sbattersi per fare qualcosa di originale, le soluzioni sono due:
1) fare una canzone sulla musica
2) fare una canzone sulle donne.
Tranne poche eccezioni, i risultati vanno dal banale allo scadente al così detto fan-service.
Tra le poche eccezioni, c'è questa canzone dei Perturbazione (dei quali avevamo già parlato in varie occasioni).
Perché è una bella canzone, perché non sono paraculi, perché dicono cose vere, e perché sono "scomodi". Oggi, per tanti motivi, parlare in modo "negativo" (da intendersi: in un modo che sia sotto la soglia del più positivo possibile) delle donne (o anche solo di una), è quasi un reato. Comporta come minimo un'accusa di misoginia, visto che la denuncia per discriminazione sessuale non è attuabile (oddio... se qualcuno ci provasse può anche darsi che un giudice compiacente lo trovi...).
Però in questa canzone, alla faccia delle ipocrisie, del buonismo a tutti i costi e della poverinocrazia, viene eseguito un ritratto di una categoria di donna che tutti conosciamo/abbiamo conosciuto/abbiamo incontrato nella vita - e quando dico "abbiamo", non intendo solo noi maschietti.
E lo fa senza critiche (tranne forse quelle costruttive che può recepire chi si sente tirato in ballo, e parlo anche dei "maschi confusi" citati nel testo), senza togliersi sassolini dalle scarpe, senza voler scaricare addosso frustrazioni personali. E lasciando molto su cui riflettere.
I Perturbazione hanno uno stile particolare. Sono un melodico/pop che a volte può apparire kitsch, ma che sa stenderti o ti propone temi e spunti su cui sei obbligato a pensare.
Anche stavolta hanno fatto centro. Bravi. Bravissimi.
02 febbraio 2016
CALENDARIO 2016 - Febbraio: Tales To Astonish
Perchè io scrivo. L'avrete notato, spero. O per lo meno, penso di scrivere. Qualcosa viene carino, altro fa schifo. E siccome sono... fissato? talvolta faccio pure le "copertine" alle storie.
Queste due sono due produzioni risalenti all'anno scorso. La prima è esempio di storia che ha avuto un buon successo. Vorrei proseguirla. La seconda è passata quasi inosservata. Volevo proseguirla, ma non so se lo farò.
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Dai, le mummie sembrano quelle del celebre gioco in scatola...
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Yo yo yo Pippo Inzaghi segna per noi! PS: Macellazzi????? si è redento dalla malefatta dell'altr'anno. BraFo!!!
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Come da tradizione, anche quest'anno ho partecipato, attraverso la pagina Fumettopenia di Facebook all'evento #ragalammerda, che pe...





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