25 agosto 2006

Il buio oltre la montagna


Durante la settimana di Ferragosto, ho passato alcuni giorni in "ritiro" in montagna, dove ho la casa, nel comune di Piazzatorre (BG). L'appartamento si trova in un quartiere costruito in modo che, pur essendo vicino a una strada dove passa la linea d'autobus locale, sembra tuttavia di essere l'ultimo baluardo di civiltà in mezzo alla foresta. In una situazione di semi isolamento rispetto al resto del paese, stupisce, sul calare della sera, il buio che ti avvolge, molto più profndo e intenso di quanto non si possa notare vivendo in città (o in pianura). Il cosidetto "inquinamento luminoso" infatti, fa fatica a raggiungerti, e il buio, è veramente tale. Una cosa che mi colpisce molto, nonostante vada lì praticamente da sempre, ogni volta che salgo, e che mi fa sempre piacere riscoprire. Mi metto sul balcone, con la luce spenta in casa, e mi guardo intorno aspettando che gli ultimi rimasugli di luce del sole che tramonta dietro il costone della montagna spariscano, e sto lì finchè gli ultimi segnali luminosi sono le luci delle case delle palazzine circostanti e i relativi citofoni. Non è proprio il punto più comodo del paese, per abitare, però per questa caratteristica di finta "selvaggità" non lo cambierei per nessun'altra casa nello stesso posto.

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