28 maggio 2013

Elio E Le Storie Tese - Il Tutor Di Nerone

Elio & LST hanno fatto un albun nuovo!!! Non sta a me fargli pubblicità... ma oltre alle canzoni di San Remo e del concerto del I° Maggio... ne svettano altre!!! Non siano di fronte ai picchi di genio visti in Studentessi, ma il livello è comunque alto!. Qui sotto un esempio.


tutor: ti giri un attimo e il tuo protetto brucia Roma...


No, non mi disturbi, avevo appena messo piede a casa mia
Dimmi dimmi pure dimmi dimmi son qui apposta per te
Te te te teeee
Scusami ma devo metter giù
Ci sentiamo in settimana, ti chiamo io
Seneca diceva che la vita non è mica così breve, però
Regalare tempo a destra e a manca è un errore micidiale
Imperdonabile
Penso che la penso come lui
E vado via una settimana, e ti saluto ciao ciao, ti saluto ciao
Partirò per Timbuctù
Non mi troverà nessuno laggiù
Ci sei anche tu?
E nell’antica capitale del sultanato del Mali
Proprio non me lo aspettavo di incontrare un cagacazzo come te
Se pretendi subito il feedback sul tuo splendido progetto
Forse non mi son spiegato bene esponendoti il concetto
Di un grande vecchio
Seneca non era mica un pirla:
Era il tutor di Nerone, insieme a Burro
Certo che il lavoro oggigiorno ha dei tempi molto stretti
E per rispettare le scadenze tutti corron come matti
Accelerati
Senza correre tutti come matti
Si potrebbe avere il tempo di studiar filosofia
Riscoprire Seneca ed accorgersi che
Pensi che la pensi come lui, che era il tutor di Nerone
Partirò per il Perù
Non mi troverà nessuno laggiù
Nemmeno tu…


Corron tutti come matti
Non si sa perché
Evidentemente ne sanno più di me
È impossibile fermarsi, è vietato lo stop
La Milano che pippa è sempre al top
Tutti corron come matti
Dove vanno chissà, forse vanno alla fiera fuori città
Il Cenacolo non riesci a visitarlo mai
Ma la Milano che pulsa adesso ha lo sky-line
Matti corron come tutti
Vanno forte però
La Fiera di Milano poi l’hanno fatta a Rho
Ti richiamo in settimana, ti assicuro, vedrai
Forse certamente non ti richiamo mai.


01 maggio 2013

IRON MAN 3

Ed ecco arrivare sugli schermi il terzo film dedicato a Testa Di Ferro nella boriosa versione interpretata da Robert Downey Jr. Il miliardario Tony Stark, reduce dalle vicende di Avengers, ha lasciato la Pepper a dirigere le sue aziende e si diverte a giocare con nuove armature. La cosa la manda in crisi con la sopracitata rossa, e proprio quando per colpa degli alieni combattuti con Cap & soci compaiono i primi attacchi di panico, ecco spuntare dal passato di Tony...
Un film in cui il genio delle armature, per una serie di circostanze si ritrova a dover utilizzare un unico modello malandato per affrontare un esercito di superesseri potentissimi.Salvo poi ottenere pieno accesso al proprio arsenale e... (vedi immagine correlata)

"E mò che culo che ve famo!"
Inseguimenti alla velocità di un jet, scazzottamenti, esplosioni, congiure, ritmo, momenti umorisitici che alleggeriscono la gravità della situazione, e al centro un uomo che deve trovare in sé stesso la forza e la genialità per non soccombere.
Insomma, tutti gli ingredienti per un film d'azione che non lascia certo a desiderare... se non per la scena (ormai classica) post titoli di coda...
Oltre a Gwyneth Paltrow in questo film abbiamo la presenza di un'altra signorina, tale Rebecca Hall, che abbiamo già visto in The Prestige e in Dorian Gray (io l'ho vista, se voi non avete visto i film di certo non l'avete potuta vedere...). Ovviamente è partita la discussione su chi sia meglio tra le due... io sono tra i fan di quella che ha il nome più facile da scrivere.

Altra cosa: il film è ambientato a Natale. Si va ad aggiungere quindi ai classici natalizi sfornati dal cinema americano negli ultimi anni, tra cui non possiamo non ricordare Arma Letale, Gremlins, Batman Return'S, Natale Rosso Sangue...

E proprio con l'ultimo Batman di Nolaniana memoria, mi viene da fare un paragone: in entrambi i casi un terrorista minaccia la civiltà occidentale, e il supereroe di turno lo affronta, cade, e si rialza per sconfiggerlo... Vi ho svelato il finale???

QUI la mia recensione di Iron Man 2

25 aprile 2013

X-Men Classic

Colosso, Tempesta, Banshee, Fenice, Ciclope, Wolverine Nightcrawler
Grazie al ponte liberatorio e per colpa di un raffreddore (che ormai mi prende a cadenza mensile, ma vabbè) ho tirato fuori la sopracitata collana per rileggermi e rigodermi le storie di claremont, coadiuvato inizialmente da cockrum, poi da byrne (per dovere di cronaca, li sto leggendo intervallati con le john bolton collection, visto che una riedizione completa di classics X-Men non ci è stata concessa)

Chedire? leggendo i vecchi colosso, tempesta e nightcrawler cry_.gif sembra di reincontrare vecchi amici che non vedevi più da anni. Addirittura, il prof X infermo in sedia a rotelle!
RIguardo a Tempesta, nel primo numero (giant size eccetera) veniva spiegato che i suoi occhi (azzurri) diventavano completamente NERI quando usava i suoi poteri. Cosa che invece col passare degli anni si è persa, anzi, per un certo periodo sono stati disegnati completamente BIANCHI (versione che io preferisco, invero).
Kurt cry_.gifcry_.gif scopriva casualmente di poter diventare invisibile nell'ombra, e la capacità di arrampicarsi sui muri era molto sfruttata, contrariamente a quanto fatto nell'ultima parte della sua vita editoriale. La risata demoniaca con cui accompagnava il suo aspetto grottesco erano invece contrastati dal suo animo gentile e attento al prossimo (vedi un paio di siparietti con ciclope, che invece lo maltrattava).
Banshee (anche lui RIP) da vecchiaccio rugoso diventava improvvisamente un bell'uomo, non giovanissimo, ma in forma e giovanile ohmy1.gifmmmwa.giflaugh2.gif
Mentre wolvie... era una mezzasega! all'epoca non si parlava ancora di fattore rigenerante né di scheletri di adamantio, mentre tutti pensavano che i suoi artigli spuntassero dai guanti.
Da qui una riflessione, fatta con il senno di poi: nella famosa scena dello shuttle, oltre alla sacrificanda Jean Grey wub.gif, anche lui avrebbe potuto guidare il veicolo sulla terra, risparmiando la rossa che non si sarebbe fusa con/fatta sostituire da Fenice e l'universo marvel avrebbe seguito un percorso del tutto diverso.

Altra riflessione proprio sull'universo marvel: dopo la chiusura della prima serie sugli x-men, i mutanti e il concetto di mutante è rimasto in cantiere per un bel po'. La Marvel non aveva idea di quale idea grandiosa stava lasciando in disparte. Grazie a Claremont e compagni (anche se, per quanto letto finora, si tratta principalmente di avventure prettamente supereroistiche, di odio mutante se ne parlava solo con l'episodio di Lang) questo tema venne sfruttato al massimo portando al $ucce$$o la collana, fino a farla diventare la colonna portante dell'universo narrativo per molti anni. Io personalmente, devo però ammettere che vedrei bene (meglio?) tale concetto anche in un universo a parte dove non vi siano altri esseri con superpoteri (un po' come si vede nei film, per intenderci).
Immagino una scena del tipo: un newyorkese si affaccia alla finestra e vede volare la Torcia Umana. Reazione: "Vai, Johnny, spaccagli il culo!!!", chiunque sia il nemico. Si affaccia alla finestra e vede volare Cannonbal. Reazione: "Ah, mutante di merda, spero che crepi tu e tutta la tua razza!!!", qualunque cosa il povero Sam stia facendo. Che poi, è vero, che ci sono delle eccezioni (l'UR odiato dagli abitanti di NY perché un giornale lo disprezza e Bestia membro stimato dei Vendicatori), ma a me questa contraddizione continua a stridere. 

30 marzo 2013

Il Drago Del Lago Di Fuoco (Dragonslayer, 1981)



Quando ero piccolo, la RAi aveva la bella abitudine di sfruttare una serata della settimana per mandare in onda un film della Disney. Poteva trattarsi di Cenerentola, di Mary Poppins, del Maggiolino Tutto Matto o del Computer Con Le Scarpe Da Tennis. I film con "attori veri" presentavano alcuni cliché che, già all'epoca, capivo non mi sarebbero dovute piacere: bambinelli saccenti (ahimè, forse lo sono stato anch'io all'epoca) e adulti formali (grazie a Dio non lo sono diventato) che vivevano in un mondo ovattato e kitsch.

 Tra di essi spiccò questa chicca che mi è tornata in mente per puro caso oggi stesso: Dragonslayer/Il Drago Del Lago Di Fuoco. Per essere un film Disney, devo dire, calcava molto la mano sulla violenza. C'erano giovani sacrificate scelte in base a una sorta di letteria, un drago che all'epoca mi spaventò molto, addirittura, una tipa che si spogliava e faceva un bagno in un lago (!) e invitava il suo compagno di viaggio (!) a fare lo stesso. In poche parole: crudo, quasi dark, una produzione più "moderna" rispetto alle altre... E sì che di scene "pesanti" (dal punto di vista di un bambino) la Disney ne ha prodotta più di una (e se guardate QUI  ne trovate un elenco... nel quale figura questo stesso film).

La Rai ha tolto i film Disney dalla prima serata molti anni fa (ora, se va bene li propone solo a Natale... qualcuno ha detto "e io pago il canone"...? :-P). Dubito che questo film sia mai stato più riproposto. O, se è successo, me lo sono perso. Cercherò di recuperarlo in originale il prima possibile: credo sia una di quelle "opere formative" (non solo in quanto il mio primo film non-da-bambino, ma anche a livello di ambientazione della storia) che meritano di essere ricordate.

20 marzo 2013

Paintball

Come saprete, nelle cose nerd ci sguazzo, ma fino ad un certo punto.
Tra quelle che non mi sarei mai aspettato di fare, c'è il paintball, cioè questa cosa QUI. Sarà perché l'ho vista in Big Bang Theory , fatto sta che pensavo non sarei mai indossato mimetica, maschera e fucile per sparare in un bosco.

lo squadrone della more
 
Invece, complice l'addio al celibato di mio cognato (che una volta si andava a veder spogliarelli, oggi a quanto pare i tempi sono cambiati), eccomi con vestiti "sporchevoli" (sì, a quanto pare tale parola è stata sdoganata tra i cosidetti "termini tecnici") a sparare palle di vernice per mera sopravvivenza. Oddio, sono sopravvissuto molto poco... credo di essere il peggior giocatore di painball della storia... nonostante questo mi sono divertito, e spero di ripetere l'esperienza presto. Magari non ad un addio al celibato :_P

19 marzo 2013

F&T#16 - Ela Savanas

Non lo so perché, però succede così. Stai facendo cose serie al computer, poi, d'impulso, ti viene da cazzeggiare. Ti imbarchi in googlate stupide, e incontri fate che ti entrano in testa e non riesci a tirartene fuori


.


Non sono l'unico ad averla notata, in rete, ma nessuno sa ancora nulla su di lei... da dove venga, quanti anni abbia, se è il suo vero nome (non che freghi poi tanto, eh! ma sai, giusto per cortesia...), un sito o un blog ufficiale... una pagina di wikipedia... nulla!
Resta solo da aspettare che la fanciulla diventi un'icona internettiana e voglia/sappia sfruttare questo successo con i relativi mezzi mediatici.
Intanto, noi, contenti, continuiamo a cercare :-P

qui la relativa googlata per immagini.

18 marzo 2013

TtA#22 - l'automobile che non si poteva fermare

L’AUTOMOBILE CHE NON SI POTEVA FERMARE



Era tanto tempo che vi trascuravo... rieccomi con una storia ispirata ad un mio sogno ricorrente



Si svegliò stordito e con un senso di smarrimento. Ci mise un po’ a riconoscere il sedile posteriore della propria automobile.
“Che ci faccio qui?” si chiese mettendosi a sedere.
 Si accorse con orrore che il veicolo era lanciato a folle velocità su un rettilineo, senza nessuno al posto del conducente. Osservò il volante, che restava immobile, permettendo che la corsa proseguisse dritta. Dallo spazio tra i due sedili anteriori si sporse in avanti, allungando le mani per cercare di afferrarlo. Lo toccò appena e il veicolo fece un pericoloso spostamento sulla destra. Con uno scatto lo riportò in linea retta, leggermente scostato dal centro della carreggiata. Fin dove poteva vedere, la strada sembrava dritta, ma non sapeva ancora per quanto. Di sicuro non sarebbe stata infinita. Lasciò andare il volante, dolcemente. Il veicolo non si spostò dalla sua traiettoria. Provò a scivolare in avanti per raggiungere il posto del conducente, ma si accorse di non riuscirci. Provò allora in quello del passeggero. Fece attenzione a non urtare il volante: prima una gamba, poi il corpo… non ci passava. Guardò preoccupato la strada: sempre dritta, fino a dove poteva vedere. Di fianco a lui solo campi incolti, a perdita d’occhio. Tutto sudato, tornò alla posizione di partenza, e gli venne un idea: i sedili erano reclinabili! Tastò velocemente alla ricerca della manopola, e una volta trovata abbassò lentamente il sedile del conducente.
“Ce la faccio!” gli scappò a voce alta.
Terminata l’operazione, prima di scivolare in avanti, gettò un’occhiata ai pedali: erano al loro posto e non sembravano manomessi. Perché diavolo allora quel mezzo correva così forte? Lentamente, ma con gesti decisi, prese posto finalmente al volante, che afferrò saldamente con entrambe le mani. Schiacciò il freno, ma non ottenne nessun risultato. Provò con la frizione: spinse fino in fondo, poi cercò di scalare la marcia: la leva del cambio si mosse, ma la folle e velocità del mezzo non mutò. Di fronte a lui, sempre strada, spianata e sgombera, in mezzo al nulla. Con un respiro profondo, afferrò il freno a mano, tirandolo con forza. Nessun risultato.
“Ma che diavolo succede?”.
Per assurdo che fosse provò con l‘ultima cosa che gli era rimasta: l’acceleratore.
“Tanto più forte di così non posso andare”, si disse.
La lancetta dell’indicatore di velocità era sul massimo. Premette il pedale, e lo sentì arrivare molle alla fine della sua corsa.
“Cazzo!” imprecò.
Lo lasciò andare, e tornò al suo posto, senza nessuna alterazione sulla corsa dell’automobile. Forse finirà la benzina? L’indicatore del serbatoio segnava il pieno, che lui non ricordava di aver fatto. “Con tutto quello che costa la benzina, oggi chi mi ha fatto questo scherzo deve odiarmi proprio tanto”, ironizzò amaramente tra sé.
A questo punto poteva solo sperare che il motore fondesse. Guardò il termometro, che indicava la temperatura media.
“Ma ho tutto a sfavore, oggi!”.
Pensò alla strada: se la strada si fosse protratta sempre libera e sgombra, magari la benzina sarebbe finita. Ma alla minima curva, a quella velocità, si sarebbe capottato. Cercò nel proprio giubbotto il telefono cellulare senza trovarlo. Per la rabbia picchiò un pugno sul cruscotto, per poi guardare terrorizzato il volante, che per fortuna non si mosse. Lo afferrò di nuovo, e iniziò a schiacciare tutti i pedali a caso, tirare il freno a mano, alzare e abbassare la temperatura del climatizzatore, tirare su e giù i finestrini elettrici, regolare lo specchietto retrovisore manualmente e quelli esterni con l’apposita levetta, ma tutto restava invariato. Si asciugò il sudore dalla fronte, e respirò profondamente per calmarsi, quindi riportò lo sguardo sulla strada: in fondo ad essa apparve un muro, un altissimo muro in pietra. Impaurito cercò nuovamente di frenare, ma non ottenne risultato. Distinse in mezzo al muro la sagoma di un cancello, e, contemporaneamente, sentì la macchina decelerare. Più ci si avvicinava, più il mezzo rallentava. A pochi metri da esso, si fermò. Sul cancello campeggiava un cartello:
INFERNO.
“No!, No!”.
Provò ad aprire la portiera, ma era bloccata. Cercò di abbassare il finestrino, come aveva fatto prima, ma stavolta non ci riuscì. Provò a riavviare il mezzo, che però non ripartiva. Iniziò a picchiare contro il parabrezza e finestrini, ma si procurò solo un forte dolore alle mani. Cercò nel cruscotto e sotto ai sedili qualcosa per sfondarli, ma non trovò nulla. Il cancello si aprì e il veicolo si avviò, a passo d’uomo, verso di esso.

12 marzo 2013

Il prossimo giorno.. e quello dopo... e quello dopo ancora!!!!

Dieci anni dopo, quando meno te lo aspetti...


Here I am, not quite dying
My body left to rot in a hollow tree
Its branches throwing shadows on the gallows for me
And the next day,
And the next,
And another day

Così a dieci anni dall'attacco cardiaco che bloccò il suo tour, David Bowie torna con un (in)attesissimo album, che conferma la sua salute e la sua vena artistica.
Le 14 canzoni + 3 bonus track riprendono atmosfere e sonorità care al cantante. È una sorta di "ripasso" a quanto fatto nei decenni passati, ricordandoci che siamo nel secondo decennio del XXI secolo (daremo un nome a questo decennio? "gli anni '10"? naaaah!).
Insomma: insieme al già citato album dei Baustelle, è un ottimo inizio di 2013 per chi ne capisce di musica!

15 febbraio 2013

Fronte & Retro #15 - Emerita Sconosciuta in B/N

Non so chi sia. Ma c'è: è questo che conta


È iniziato l'anno da un mese e mezzo, e sono alquanto sottotono, avrete notato.
In 8 giorni sembrava tutto dovesse girare al meglio, invece è sempre la solita m...
Con il risultato, tra l'altro, che ho trascurato il mio blog.

Rilancio subito, nel tentativo di tirare su il morale a me e a voi, con una nuova puntata di questa fantastica rubrica.

13 febbraio 2013

Universo azzurro

Il mio rifugio



Ogni giorno lì dentro è un chiodo di bara.
E la possibilità che ho avuto, sfiorata e poi perduta, rende il tutto ancora più amaro.

Per fortuna non c'è nulla che un po' di acqua e cloro non possa rendere più sopportabile.

Mi perdo in un universo azzurro dove non c'è peso e gli sforzi portano a qualcosa,
per dimenticare quel mondo di figure indefinite dove ogni giorno giro in tondo senza avere nulla in cambio, se non brutte cose.

Domani sono ancora lì, un po' di ristoro mi aiuta a ricaricare per sopportare.

30 gennaio 2013

Baustelle - Fantasma



Esce ieri (?) l'album nuovo dei Baustelle.
S'intola "Fantasma", e il tema ricorrente è il tempo (!).
Ieri ero alla presentazione alla Feltrinelli. Bianconi, come sempre Maestro, Rachele spiritosa e affascinante... Claudio, oh, dai, puoi fare meglio!!!
Obbligatorio l'acquisto dell'album con relativi autografi.










Per la recensione, ci sentiamo più avanti.

25 dicembre 2012

BUON NATALE!!!

Sì, avevo detto niente topic natalizi tranne quello là.
Ma è Natale. Quindi chissenefrega.

Mi pare che con una cosa si possano ignorare le promesse.
 
 
Poi, oh, è Holly. Potremmo cantare Oh Holly Night... :-P

20 dicembre 2012

LA FINE DEL MONDO?

Onestamente, cosa farei se domani finisse il mondo?
Quest'anno era partito con il miglior ottimismo. Sogni da realizzare, obiettivi mancati di poco in passato da raggiungere, linee già tracciate da seguire, tentativi di portare a casa qualcosa di più di
quello fatto in passato.
- IlI primi,  ci ho provato. In fondo ci sarei anche riuscito, ma non nel modo che volevo io. Ho lasciato stare, senza nessun rimpianto, ma contento comunque di poter dire "io ci ho provato.
- Sul secondo ho persistito, anche stavolta ci sono andato vicino, mi sono illuso. Purtroppo la situazione persiste, c'è stato adirittura un peggioramento, e sembra che andando avanti non migliorerà di certo.
- Sulle terze, mi rendo conto essere le uniche cose che mi diano soddisfazione realmente.
- L'ultima cosa, credo ormai non facci più per me. Amen.

QUindi torniamo alla domanda iniziale: cosa fare se domani finisse il mondo?
Se avessi la certezza di una cosa rapida e indolore, non mi dispiacerebbe neanche tanto. Lascio qualche rimpianto? Credo che da come sono partito, abbia fatto tutto quello in mio potere. Progetti irrealizzati? Sì, ma alla fine erano miei solo in parte.

Chissenefotte. In merito alla "fine del mondo" dissi la mia già tempo fa: QUI

03 dicembre 2012

Robert Bloch - Racconti dell'Orrore

Ho quasi finito di leggere un "mattonazzo" di diverse centinaia di pagine dello scrittore sopra citato (l'autore di Psycho, da cui il celebre film).
Trattasi di raccolta di racconti horror (oddio, non sempre a dire il vero) pubblicati tra gli anni '50 e '60 su varie riviste più o meno pulp (alcuni sono comparsi anche su playboy, anche se di pepato hanno ben poco). Si va dall'ambientazione contemporanea a quella futurista, a viaggi in altri pianeti e nel tempo. Un repertorio molto vario in cui l'autore sembra sempre trovarsi a suo agio.
Il livello medio è molto buono, anche se un paio di ciofeche inevitabilmente, ci sono state.
La cosa che accomuna tutti i racconti è che dopo uno sviluppo della storia "normale", si arriva ad un finale secco, tagliato di netto, successivo ad un colpo di scena (cosa tipica della narrativa dell'epoca, non solo "scritta").

Consiglio l'autore (il libro in questione è stato acquistato ad una bancarella dell'usato, è molto vecchio e conciato, dubito lo trovereste in giro...) a chi non lo conoscesse e gli capitasse di trovarlo in giro.

BIO DELL'AUTORE

24 novembre 2012

Il Difensore e l'Attaccante

Il Difensore sta lì, sapendo che per quanto possa essere bravo, forte, concentrato, cattivo, convinto, prima o poi ci sarà qualcosa che sfuggirà al suo controllo, e l’Avversario farà gol. E da quel momento, da capo, più concentrato, più cattivo, più convinto, per ritardare il più possibile l’arrivo del prossimo gol, che, inevitabilmente arriverà

.
E l’Attaccante sta lì, sapendo che prima o poi la sua bravura, forza, concentrazione, cattiveria, convinzione, verranno premiate: un errore dell’Avversario, un rimpallo fortunato, e farà gol. E da quel momento, da capo, altrettanto concentrato, cattivo, convinto, per far avvicinare il più possibile l’arrivo del prossimo gol, che, inevitabilmente, arriverà.


Sia per il Difensore che per l’Attaccante, è questione di contrazione, cattiveria, convinzione per piegare il tempo a tuo favore.

13 novembre 2012

PSY - Gangnam Style (OOOOoooooOOOOOOppa!)

Troppo di nicchia per concedermi a queste cazzate, ho evitato questa canzone come la peste per tutta l'estate (questa, e il pulcino pio), per vederla in tv solo qualche giorno fa, complice un giorno di ferie in cui avevo poco da fare. Che dire? Cosa mi sono perso!!! È un folle scatenato con picchi di genialità con un videoclip che ricorda un po' quelli di Fat Boy Slim. Qui in versione "folle che trascina le folle". Ah, con traduzione in italiano così che si sappia che sappiamo di cosa stiamo parlando.




Oppa è lo stile di Gangnam*
lo stile di Gangnam
Una ragazza che si sente calda e umana di giorno
Una ragazza di classe che sa godere della libertà di una tazza di caffè
Una ragazza il cui cuore diventa più caldo quando viene la notte
Una ragazza con quel tipo di torsione
Sono un ragazzo
Un ragazzo che è caldo come te durante il giorno
Un ragazzo che beve d'un fiato il suo caffè prima che si raffreddi
Un ragazzo il cui cuore esplode quando arriva la notte
Quel tipo di ragazzo
Bellissima, amabile
Sì tu, ehi, sì tu, hey
Bellissima, amabile
Sì tu, ehi, sì tu, hey
Ora andiamo avanti fino alla fine
Oppa è lo stile di Gangnam, lo stile di Gangnam
Oppa è lo stile di Gangnam, lo stile di Gangnam
Oppa è lo stile di Gangnam
Ehi, Sexy Lady, Oppa è lo stile di Gangnam
Hey Sexy Lady-oh oh oh oh
Una ragazza che sembra tranquilla ma che si diverte quando si gioca
Una ragazza che porta i capelli sciolti quando arriva il momento giusto
Una ragazza che si copre, ma è più sexy di una ragazza che mostra tutto
Una ragazza così sensibile
Sono un ragazzo
Un ragazzo che sembra calmo, ma che si diverte quando si gioca
Un ragazzo che va completamente pazzo quando arriva il momento giusto
Un ragazzo che ha idee che si gonfiano più dei muscoli
Quel tipo di ragazzo
Bellissima, amabile
Sì tu, ehi, sì tu, hey
Bellissima, amabile
Sì tu, ehi, sì tu, hey
Ora andiamo avanti fino alla fine
Oppa è lo stile di Gangnam, lo stile di Gangnam
Oppa è lo stile di Gangnam, lo stile di Gangnam
Oppa è lo stile di Gangnam
Ehi, Sexy Lady, Oppa è lo stile di Gangnam
Hey Sexy Lady-oh oh oh oh
Sopra l'uomo che corre c'è l'uomo che vola, baby baby
Sono un uomo che conosce una cosa o due
Sopra l'uomo che corre c'è l'uomo che vola, baby baby
Sono un uomo che conosce una cosa o due
Tu sai cosa sto dicendo
Oppa è lo stile di Gangnam
Ehi, Sexy Lady, Oppa è lo stile di Gangnam
Hey Sexy Lady-oh oh oh oh

08 novembre 2012

David Bowie - Never Get Old




Better take care
Think I better go, better get a room
Better take care of me
Again and again

I think about this and I think about personal history
Better take care
I breathe so deep when the movie gets real
When the star turns round
Again and again
He looks me in the eye says he's got his mind on a countdown 3-2-1
Forever

I'm screaming that I'm gonna be living on till the end of time
Forever
The sky splits open to a dull red skull
My head hangs low 'cause it's all over now

And there's never gonna be enough money
And there's never gonna be enough drugs
And I'm never ever gonna get old
There's never gonna be enough bullets
There's never gonna be enough sex
And I'm never ever gonna get old
So I'm never ever gonna get high
And I'm never ever gonna get low
And I'm never ever gonna get old

Better take care

The moon flows on to the edges of the world because of you
Again and again
And I'm awake in an age of light living it because of you
Better take care
I'm looking at the future solid as a rock because of you
Again and again

Wanna be here and I wanna be there
Living just like you, living just like me
Forever
Putting on my gloves and bury my bones in the marshland
Forever
Think about my soul but I don't need a thing just the ring of the bell in the pure clean air

And I'm running down the street of life
And I'm never gonna let you die
And I'm never ever gonna get old
And I'm never ever gonna get
I'm never ever gonna get
I'm never ever gonna get old
And I'm never ever gonna get
And I'm never ever gonna get
Never ever gonna get old

28 ottobre 2012

I Puffi (puffano, puffano tutti!)

Uguali, però così diversi
In teoria non avrebbero bisogno di presentazioni, in realtà sì. Come sempre, vi rimando a Wikipedia, ma, se volete farla breve:
I Puffi sono delle piccole creature immaginarie blu simili a folletti, che vivono in una foresta europea nell'era medievale. Apparsi inizialmente come personaggi secondari del fumetto John & Solfami di Pierre Culliford detto Peyo, si sono presto guadagnati una loro pubblicazione autonoma, ad opera dello stesso Peyo, in collaborazione con Yvan Delporte, giornalista belga. La loro notorietà è poi aumentata grazie alla realizzazione di un lungometraggio (Il flauto a sei Puffi, tratto dalla loro prima apparizione) ed a diverse serie a cartoni animati prodotte da Hanna-Barbera. Il loro nome originale "Schtroumpfs" nasce nel 1958, durante una vacanza al mare, quando Peyo chiede ad un amico di passargli una saliera, della quale sul momento non gli sovviene il nome. "Passe-moi le... schtroumpf" ("Passami il... Puffo"), gli dice, e scoppia in una risata. L'amico scherzosamente risponde: "Ecco il tuo puffo. Quando avrai finito di puffare, ripuffalo al suo posto!" Dopo aver usato scherzosamente questo termine assurdo più volte nella stessa giornata, Peyo decide di metterlo a frutto.
Tralasciamo la banale osservazione di come ci siano 100 Puffi uomini e una sola femmina, e analiziamo i ruoli all'interno del loro villaggio.
Il Grande Puffo è un po' il capovillaggio, una guida saggia e illuminata.
Al suo fianco (voluto o meno?) Quattrocchi, che sarà un pignolo puntiglioso rompiscatole, ma almeno fa la voce della coscienza (collettiva).
Poi c'è Inventore, l'ingegnere, che progetta un po' di tutto.
Forzuto, con il tatuaggio sul braccio, che realizza materialmente grazie alla sua forza erculea.
Pasticcere, che in assenza di un dietologo che assegni una dieta sana a tutti, sfama la gente del villagio. I puffi utili finiscono qui, perché, scusata, ma stento a trovare l'utilità dei figuri sotto elencati.
Brontolone, che odia tutto e tutti.
Vanitoso, che passa tutto il tempo ad ammirarsi in uno specchio (molti si chiedono, dato il fiore sul cappello, se sia uomo o donna... in una puntata ricordo distintamente aver provato ad invitare fuori Puffetta... quindi è uomo).
Tontolone, che, poverino, dovrebbero affidarlo ai servizi sociali.
C'è la già citata Puffetta, una sorta di Paris Hilton in anticipo sui tempi.
E qui finiscono gli inutili, e arrivano i dannosi:
Burlone. Che prepara il consueto pacco-bomba (Unabomber dovrebbe essere il nome più corretto, forse), lo porta a coloro che hanno progettato la casa in cui vive,  lo hanno sfamato eccetera... e facendo loro credere sia un regalo, gli dice di aprirlo e questo gli esplode in faccia (il fatto che costoro ci caschino sempre non va a loro favore, ma questa è un'altra storia).

Detto ciò notiamo come il villaggio dei Puffi sia una rappresentazione della Società, in cui pochi si fanno il culo, molti vivono alle loro spalle, e qualcuno risulta pure dannoso.

19 ottobre 2012

Fronte e Retro #14: Elisabetta Canalis

"Questo profilo mi è noto" © cit.

 
Guardo indietro (...) e vedo che è dal 12 Luglio che trascuro questa rubrica. E vabbè. L'estate è finita e anche se questo autunno alterna giornate ancora piacevoli a giorni di pioggia, il sole cala ormai troppo presto. Rassegnamoci al declinare dell'anno in corso e al tempo che passa e all'ineluttabile avvicinarsi della data che i più considerano la fine del mondo. E beiamoci ricordando il bel tempo ele glorie di ieri.
Per esempio, Elisabetta Canalis (ex velina pure lei come la protagonista del #13... ex fidanzata di Vieri pure lei, come la protagonista del #13... ahò, ma le fanno con lo stampino?) va ormai per i 35 anni. Tanto tempo è passato da quando sgambettava (e sculettava) sul bancone di Striscia La Notizia, formando insieme alla Garavaglia la miglior coppia di veline di sempre (seconde la Satta/Thais e terze la Graziani/Lanfranchi, se vi interessa la mia opinione), ma devo dire che, nonostante qualche segno del tempo che passa (avrei potuto citare i Baustelle, ma non l'ho fatto... mi sembrava uno spreco...), devo dire che la tipa si difende bene.

04 ottobre 2012

Cat Power - Werewolf

questa canzone mette insieme due cose che mi piacciono: Cat Power (un po' meno il prezzo del suono nuovo ciddì, ma vabbè) e i lupi mannari. E fare una canzone sui lupi mannari non è da tutti: oggigiorno (oddio, la canzone è del 2003) vanno di moda di più i vampiri.... sigh.
Per fortuna la donna gatto ci ha pensato a tenere alto l'onore degli irsuti antropomorfi!!! Il che è strano, perché felinidi e canidi non vanno molto d'accordo. Oh, chi se ne fotte!
Potere alla gatta, allora!!!




Oh the werewolf, oh the werewolf
Comes stepping along
He dont even break the branches where hes gone
Once I saw him in the moonlight, when the bats were a flying
I saw the werewolf, and the werewolf was crying
Cryin nobody knows, nobody knows, body knows
How I loved the man, as I teared off his clothes.
Cryin nobody know, nobody knows my pain
When I see that its risen; that full moon again
For the werewolf, for the werewolf has sympathy
For the werewolf, somebody like you and me.
And only he goes to me, man this little flute I play.
All through the night, until the light of day, and we are doomed to play.
For the werewolf, for the werewolf, has sympathy
For the werewolf, somebody like you and me.

22 settembre 2012

Erica Mou - Harem

Appena stato ad un suo concerto (no, non quello nel video), nella roboante cornice di... San Giuliano Milanese. Una trentina di persone infreddolite che quando sarà famosa potranno dire (con malcelato orgoglio) "io c'ero sin dall'inizio".
Oltre alle doti canore evidenti, oltre ai testi non banali (notare che molti di essi li ha scritti da ragazzina), oltre alle atmosfere suggestive, va segnalato che la "base" delle canzoni, che molti si "portano da casa" lei le prepara al momento insieme al suo socio MaJiker (arrivato dalla Svezia apposta per lei, pare).



Farà strada.

20 settembre 2012

Baustelle - Il Corvo Joe

tratta da "Malavita"



I barboni mi guardano mentre mastico la lucertola
anche oggi è domenica tutta d'oro la gente luccica
mentre osserva le anatre inventandosi la felicità
la sorvolo e capisco che maledice la mia diversità
ma nel parco ci abito è la vita mia esser simbolo
di paura e di morte, sono tenebre i miei abiti
i bambini sorridono "mamma guardalo, che bestiaccia è?"
gli alberi mi consolano apro le ali e resto immobile
gli studenti li evito
preferisco le ricche vedove
con gli anelli di platino
sono un ladro ma fine gentleman
Io sono il corvo Joe
faccio spavento
state attenti lasciatemi stare
solo certi poeti del male mi sanno cantare!
I borghesi si siedono e poi leggono il giornale
i ragazzi si baciano, mezzogiorno sta per scoccare
senza grazia e gracchiando mi avvicino e poi li supplico
se soltanto per oggi fossi libero di parlare
"piacere: corvo joe,c'è da mangiare?
solo sassi sapete lanciare
meritate di andare per me nell'eterno dolore"
Io sono il corvo Joe
faccio paura
state attenti lasciatemi stare
solo certi poeti del male mi sanno cantare!
Ma vi perdono
perchè in fondo portate nel cuore
sangue che è destinato a seccare
vivete a morire

18 settembre 2012

A Scanner Darkly/Come Ammazzare Il Capo...

visto che sono in ferie... mi sono dedicato allla visione selvaggia dei film...

A SCANNER DARKLY
Libro letto ma (colpevolmente) non recensito :-(
>tratto dall'omonimo romanzo (in italiano "Un Oscuro Scrutare") di Philip Dick :love:, ne ricalca fedelmente la storia e la caratterizzazione. Gli attori, come saprete, sono stati "ricalcati" al computer per sembrare cartoni animati (tecnologia che permette di rendere più agevole la realizzazione della "tuta disindividuante", credo) dando un effetto un pò gommoso (i primi piani di Keanu Reeves all'interno della sopracitata tuta facevano molto cartoon anni '80 in cui si riprendevano le medesime animazioni più volte in più episodi per risparmiare soldi). Personaggi ben resi e ben interpretati dagli attori scelti (oltre al già citato Keanu Reeves, cìè un Robert Downey Jr bastardissimo!!!).
A chi importa che non sia mora?
Finale strappalacrime. Se avete amato il libro amerete anche il film (realizzazione a parte) e se non avete letto il libro vedere il film vi spingerà a leggerlo. Unica pecca (per i puristi come me, e mi rendo conto di contraddirmi leggermente con quanto detto sopra): Wynona Ryder nel ruolo di Donna Hawtorne doveva essere MORA: tutte le "cattive" di Dick sono more, tratto comune a tutti i suoi romanzi. Però fa vedere le tette (sarà lei?), quindi le si perdona tutto.



COME AMMAZZARE IL PROPRIO CAPO E VIVERE FELICI.
Tre amici si ritrovano al bar tutte le sere e parlano dei loro problemi lavorativi, dovuti ai relativi capi... come risolverli? Facciamoli fuori! Ma noi non saremmo capaci! Assoldiamo un killer!
... questa è il vostro dentista...
rMa, se il killer assunto è un fanfarone, e i tre capi risultano più isterici di quanto previsto...
Bellissimo film comico, forse un pò troppo sboccato, con i tre attori protagonisti spalleggiati da altrettanti attori famosi nella parte dei capi (l'arrap
ata/arrapante Jennifer Aniston, Kevin Spacey, Collin Farrel e una partecipazione di Donald Sutherland)...
Trovate esilaranti, equivoci, sparatorie, inseguimenti in macchina... c'è tutto (a parte la Aniston che non fa vededere le tette)!!!!

17 settembre 2012

TtA#21 - Fratello Nicodemo II -

Imagine is not related
Il locale ristagnava di fumo, odore di fritto e musica fastidiosa. I tavoli in legno erano pregni dell’unto dei cibi e sfregiati dagli “io sono stato qui” lasciati da avventori maleducati e narcisisti. La cameriera guardò le lancette dell’orologio a muro augurandosi che il loro scivolare verso la fine del turno accelerasse, quando la sua attenzione fu colta dall’entrata di un uomo in saio. Cappuccio calato sul volto e mani incrociate nascoste dentro le larghe maniche, si sedette al posto libero al bancone. I pochi avventori presenti lo fissarono sorpresi per qualche secondo, poi tornarono a pensare ai loro problemi da affogare in alcol e porcherie ipercaloriche. La cameriera si diresse ancheggiando verso di lui, masticando vistosamente la gomma americana che ormai non sapeva più di menta.
«Il signore desidera?» chiese in tono quasi provocatorio.
«Nostro Signore desidera solo il nostro bene» rispose il frate impassibile.
«Intendevo dire, le porto qualcosa, padre?».
«No, non sono tuo padre».
«…».
«Al massimo fratello».
«Scusa?».
«Al mondo siamo tutti fratelli».
«Oh, scusa, chissà cosa avevo capito» rispose lei ironica. «Qui c’è l’obbligo di consumazione. Almeno un cappuccino lo devi prendere».
«Chissà perché danno tutti per scontato che io voglia un cappuccino».
«Perché sei un prete?».
«Non sono un prete».
«Oh, nervosetto? Te lo faccio decaffeinato?».
«Una Kapuziner».
«Scusa?».
«Una birra».
«Oh, certo» rispose lei sorpresa.
Fece il giro del bancone e iniziò a spillare la birra. «Non pensavo voi preti beveste alcol».
«Non sono un prete. E ammetto di fare molte cose inconsuete per molti miei fratelli».
«Uhm».
Appoggiò la birra sul bancone sporgendosi in avanti, mettendo in bella mostra la scollatura.
«E tra le cose inconsuete cos’altro c’è?».
«Oh, non credo che ti piacerebbe saperlo».
«Uh, magari sì. Alle ventidue spaccate scappo da questo postaccio. Ci vediamo sul retro?».
«Se proprio vuoi» rispose lui facendo capolino dal suo cappuccio.
«Finalmente ti vedo in faccia» rispose lei. «Hai anche un nome?».
«Chi vuole può chiamarmi Nicodemo».
«Ciao Nicodemo. Sono Heater».
«Lo sapevo già».
«La mia fama mi precede?».
«La tua fama mi porta verso di te».
«Lusingata. Sei stato fortunato che questa sera non si sia presentato nessuno d‘interessante».
«Lo prendo come un complimento».
«Allora a dopo» disse lei ridendo mentre si dirigeva verso un tavolo da pulire.
Alle 22.17 la cameriera attendeva già da un po’ sul retro del locale. Si guardò intorno. Il vicolo pareva deserto. Che il prete, fratello o monaco o il diavolo che era le avesse tirato un bidone? Certo, riuscire a traviare un uomo di chiesa sarebbe stato un bel colpo. Ma sentiva che questo aveva qualcosa di strano… che la attraeva e rifuggiva allo stesso tempo. Frugò nervosa nella borsetta, e tirò fuori un pacchetto di sigarette già iniziato. Ne prese una, la fissò e questa si accese. Tirò due boccate spazientita, poi fece per andarsene. Il frate sbucò dall’ombra in quel momento.
«Mi hai spaventata» gli gracchiò contro.
«Carino il trucco della sigaretta» disse lui.
La cameriera fece per scagliarsi verso di lui, ma l’uomo tirò fuori un aspersorio.
«No, senti, possiamo parlarne!» supplicò lei.
«Succube?».
«Come passatempo. Una ragazza deve pur divertirsi in qualche modo».
Lui la fissò di sbieco.
«Ok, sì, ma solo per arrotondare lo stipendio».
Lui la guardò ancora peggio.
«Va bene, sono una maledetta succube venuta qui dritta dall’inferno per sedurre uomini piacenti, nutrirmi della loro energia vitale e far finire le loro anime all’inferno dove il mio capo potrà tormentarle per l‘eternità».
«Hai riptetuto due volte “inferno”».
«Sono nervosa».
«Nome?».
«Quello da demone? Scordati che ti dica…».
«Quello del tuo capo» la interruppe il frate, «Che vuoi che me ne freghi di una sciacquetta alle prime armi!».
«Hey, ho centosettantadue anni di onorato servizio!».
«A casa ho sandali più vecchi di te».
«Ma tu indossi anfibi!».
«I sandali li colleziono».
La succube rimase interdetta. Quest’uomo, era da prendere sul serio oppure no?
«Te l’avevo detto: faccio cose inconsuete anche per i miei fratelli. Ora: puoi dirmi il nome?».
«Te la sei presa perché ho cercato di sedurti? Cazzo, è la mia natura, non posso non farlo».
«E io non posso non fare quello che va fatto. Il nome, grazie».
«Non posso dirti il nome, diavolo, Nagarotto mi ucciderebbe».
«Nagarotto? Diavolo tormentatore adorato dal Patriarcato Nero?».
La succube, capendo di averla fatta grossa, si lanciò addosso al frate. Questi le gettò addosso acqua santa dall’aspersorio, ma lei gli era già addosso che cercava di mordergli il volto.
«Signore Gesù Cristo» recitò lui, a fatica, schiacciato a terra dalla nemica. «Verbo di Dio Padre e Signore dell'universo, tu hai dato agli Apostoli il potere di scacciare i demoni nel tuo nome e di vincere ogni assalto del nemico…».
Combattere e parlare gli veniva difficile, ma resistette e continuò:
 «Ti supplico di infondere in me la tua forza perché, saldo nella fede, possa combattere lo spirito maligno che tormenta questa… questa…».
  Davanti al suo esitare, la succube sibilò trionfante. Schizzi della sua saliva gli colpirono il viso, scottandolo e sfrigolando sulla sua pelle. Il frate rotolò di lato, lasciando sotto di sé la nemica. Le mise le ginocchia sulle braccia per bloccarla.
«Ti ordino, Satana, seduttore del genere umano: riconosci lo Spirito di verità e di grazia, lo Spirito che respinge le tue insidie e smaschera le tue menzogne. Esci da questa creatura».
«Hai sbagliato la formula, cretino!» lo schernì lei.
Nicodemo, rabbuiato e un po’ in agitazione, estrasse una Bibbia dalla manica del saio e iniziò a colpire la nemica sulla testa. La pelle sulle contusioni del viso della ragazza iniziò a screpolarsi, a sfaldarsi e a cadere, mostrando il vero volto, allungato e dalla pelle scura, del demone che era realmente. Il frate proseguì a colpirla con maggior forza, come in preda a un furore sacro. Il corpo della succube aveva iniziato ad ardere. Nicodemo,standole seduto addosso ne sentì il calore e fu costretto ad alzarsi. Recuperò l’aspersorio e le gettò addosso l’acqua santa in esso contenuto. Il demone giaceva ora a terra fumante, in un odore di gomma bruciata.
«Amen» disse il frate facendosi il segno della croce. «Sarà morta?» si chiese, tirandole un calcio con la punta degli anfibi Non vide nessuna reazione, aspettò un attimo, e la scalciò di nuovo.
 La succube si destò, scattò in piedi e lo spinse contro alcuni bidoni della spazzatura, facendolo rotolare per terra per alcuni metri. Il frate cercò di alzarsi e recuperare la Bibbia, tenendosi le costole che gli dolevano. Lei gli fu addosso e lo schiacciò di nuovo a terra. Il frate iniziò a recitare le sue ultime preghiere:
«Signore, ti prego perdona i peccati di questo tuo umile servitore che troppe volte…», per fermarsi quando si accorse che nulla succedeva.
Aprì gli occhi e guardò quello che restava di Heater: era ormai una statua inerme di carbone, quasi un fossile. L’uomo raccolse le sue forze e se la levò di dosso. Questa cadde a terra fracassandosi in mille pezzi di polvere nera. Nicodemo si rialzò e si ricompose, ridendo nervosamente.
«Cosa sta succedendo?» urlò il proprietario del bar, uscendo in quel momento dalla porta sul retro. «Oh, niente, dei vandali stavano dando fuoco alla spazzatura. Li ho scacciati e ho spento le fiamme. A momenti mi scottavo».
«Oddio! Tutto bene, frate?».
«Sì, mi ha chiamato con il titolo giusto! Il primo, stanotte!».
«Scusi?».
«Sì, tutto bene» rispose lui sospirando.
«Vuole entrare? Sistemarsi in bagno? Vuole qualcosa da bere?».
Lui ci pensò su un attimo.
«Magari un cappuccino. Decaffeinato, però».
«La facevo tipo da birra» rispose l’altro.
«Con il rispetto dovuto, la Kapuziner, qui, è un po‘ annacquata».
«Oh, mi dispiace non le sia piaciuta. Deve essere stato il fondo del barilotto. Le offro una Franziskaner?».
«Oh, come posso rifiutare?».
«Senta, fratello» chiese il proprietario facendogli strada nel locale, «Vorrei parlarle di una mia dipendente, una cara ragazza, ma temo stia prendendo una brutta strada. Vede, questa ragazza, che si chiama Heater…».


Le preghiere di esorcismo sono tratte da: http://esorcismo.altervista.org/esorcismo_maggiore.htm

04 settembre 2012

Fronte & Retro #15 - Emma Frain

Dovrebe essere la donzella citata nel titolo del post, ma non ne sono sicuro... metto il nome lo stesso sperando come specchietto per le allodole (leggi: attirare gente nelle ricerche fatte a nome della medesima).
Non seguo il Grande Fratello in Italia, figuriamoci quello in Inghilterra... "Allora perché trovo tutte queste immagini?", mi chiedo. "Non sono io a trovare loro, sono loro che vengono da me. INsomma: se avete la faccia da cannaioli gli spacciatori vengono a vendervela, se non ce l'avete vi girano alla larga...
Ah, non so cosa significhi la scritta in inglese, non sono sicuro nemmeno di leggerla bene... (quanta ignoranza... che topic di basso livello... prometto di migliorare in futuro!).

30 agosto 2012

TtA#20 : GLi Insoliti Casi di Fratello Nicodemo 1

IL CASO DELLA CASA E DELLA BAMBINA ALBINA
una recente immagine del protagonista
 
La direttrice accolse Fratello Nicodemo all‘ingresso dell‘Istituto. «È davvero una storia triste, quella della bambina!» disse, camminando insieme nei lunghi corridoi del palazzo.
«La morte di sua madre Alanna, l’alcolismo del padre Maximillian, l’infermità, la pazzia e la morte del nonno Irwin, gli incubi e le crisi isteriche della nonna Edelfa. E… insomma… essere nata albina… non l‘ha certo aiutata».
«Certo» disse il frate, disinteressato, con il cappuccio calato sul volto.
«Sono contenta che qualcuno s’interessi alla sua storia. Pensi: la famiglia l’ha fatta curare per via dei gravi problemi psicologici che questi traumi le hanno causato!».
«Come no» sbuffò Nicodemo, «Per caso c’entra il fatto che la piccola sia albina?».
La direttrice fece una smorfia e si chiuse in uno sdegnato silenzio, interrotto solo quando i due arrivarono alla porta della stanza dei giochi.
«Alena è qui da sola. Non ama la compagnia degli altri pazienti».
«Mi domando: quale bambino sano di mente amerebbe stare con degli ammalati veri?».
  La donna fece per rispondergli, ma l’uomo spalancò la porta e finalmente poté vedere per la prima volta la bambina dai capelli bianchi e carnagione pallida, di quattro, massimo cinque anni, mentre impegnata, stava disegnando curva su un tavolo.
«La prego di essere gentile e cauto, la bimba è molto sensibile» consigliò la direttrice, con tono severo. Il frate parve non aver ascoltato una sola parola, e si diresse dritto verso la piccola.
«Sei tu Alena?».
La bambina alzò gli occhi e lo fissò inespressiva, senza rispondere.
«Come le ho spiegato, la bambina non parla da anni» disse la direttrice, con tono seccato.
«Sei stupita che uno come me sia interessato alla tua storia?» proseguì l’uomo, ignorandola.
«Fratello Nicodemo» interruppe la direttrice, «Non mi ha detto come fa a conoscere la famiglia della bambina».
«Mai detto di conoscerla, infatti» rispose, scocciato per l’intromissione.
  «Cosa?». «Sono un uomo di Chiesa, vado dove devo e faccio le cose che vanno fatte».
A queste parole Alena fissò profondamente il volto dell’uomo in abito da monaco.
«Non è colpa mia, per tutte quelle cose brutte» urlò.
«Oddio! Alena ha ripreso a parlare! Devo avvisare i suoi famigliari, devo…».
«Scusi, sta disturbando» le disse il frate, secco.
«La bambina parla! È un miracolo!».
«Ha davanti un uomo di Chiesa, no?». La direttrice rimase di nuovo senza parole..
«Tu mi credi, sai che non sono stata io, vero?».
«Sì, bambina. So tutto. O per lo meno, so quello che c‘è da sapere».
«Hanno incolpato me perché sono brutta e mi hanno rinchiuso qui con la scusa che sono pazza!» sbottò alla fine.
«No tesoro», la tranquillizzò Nicodemo con tono rasserenante, «Non hai niente che non va, te lo assicuro».
Le porse la mano, lei gliel‘afferrò energicamente con aria speranzosa negli occhi, e i due si incamminarono verso l’uscita della stanza.
«Lei non può portare fuori la bambina! La luce le farà male.» urlò la direttrice.
Nicodemo sbatté la porta alle sue spalle, e questa si chiuse facendo scattare la serratura. La donna rimase bloccata dentro. Alena rise.
«Ti ho portato un ombrello per ripararti dal sole».
«Ho già il cappuccio della mia felpa» rispose lei.
Nicodemo sistemò Alena nel sidecar della sua motocicletta, per portarla presso la casa di lei.


«I preti possono usare la moto?» gli chiese la bambina, scendendo dal veicolo, una volta arrivati.
«Non sono un prete. E non è questa la mia abitudine più strana» rispose lui.
La piccola si diresse verso casa, e suonò energicamente il campanello. Quando la porta si aprì comparve il padre.
«E tu cosa fai qui?» riuscì a biascicare, con aria poco presente.
«Papà, devi uscire dalla casa».
«Uh?».
Nicodemo afferrò l’uomo e lo tirò fuori dall’uscio, facendolo quasi cadere a terra. Alena corse dentro, e tornò fuori poco dopo spingendo la nonna con le mani sul sedere.
«Che diavolo sta succedendo? Lei chi è? Questa bambina non dovrebbe stare qui».
«Non c’è più nessuno in casa» disse Alena.
«Pretendo di sapere chi è lei! Si vergogni, un uomo di chiesa!» urlò ancora la vecchia.
Il frate la ignorò e prese dalla propria borsa una Bibbia, un libro di preghiere e un aspersorio. Gettò l’acqua santa verso l’edificio, e iniziò a recitare una serie di preghiere in latino, con un tono di voce progressivamente sempre più alto, che raggiunse l’apice quando sollevò per aria la Bibbia urlando:
«Abbandonate questa casa, schifosi, e smettete di gioire delle disgrazie di chi vi abita!».
Le porte e le finestre della casa si spalancarono, le persiane iniziarono a sbattere seppur non tirasse un fil di vento. Nicodemo proseguì con le sue preghiere urlate. Dall’interno della casa si udirono delle voci stridule, che raggiunsero il culmine in un urlo di dolore talmente potente da obbligare i presenti a tapparsi le orecchie. Poi tutto tacque. L’uomo si girò verso gli altri con aria stanca ma soddisfatta. Dalla porta della casa, alle sue spalle, uscì uno sbuffo di fumo.
«“Schifosi“ non è uno dei termini più consigliati, ma a quanto pare funziona».
Alena gli corse incontro e lo abbracciò. Lui la portò dal padre.
«Se ne prenda cura» gli disse. «Riguardo a lei, signora», disse rivolto alla nonna, «Avrà capito che non è stata la bambina la causa di tutte le sciagure che hanno colpito la vostra famiglia».
La donna lo fissò infuriata.
 «Tutti i nostri problemi erano allora dovuti ad una casa infestata e non a… a mia figlia…» si intromise Maximillian
«No, Santissima Grazia del Signore!!!» sbottò lui. «La casa era infestata, è vero. Gli spiriti vi tormentavano, ma voi avreste dovuto distinguere il male fatto da loro da quello che vi siete causati da soli».
«La morte di mia moglie…».
«Una tragica fatalità» rispose Nicodemo.
«L’albinismo di mia figlia…».
«Genetica».
«Il mio alcolismo…».
«Ti sei lasciato andare».
«La malattia di mio padre…».
«Un altro tragico evento, pace all’anima sua» disse il frate facendo il segno della croce. «I demoni che infestavano l’edificio si nutrivano del vostro dolore, della rabbia, delle vostre recriminazioni, non ne erano la causa. E più voi vi consumavate, più loro si nutrivano».
«Se avessimo trovato la forza di reagire…» .
«Non avreste avuto bisogno di me» concluse. «Anche se una scampagnata me la sono fatta volentieri».
Maximillian si mise a piangere stringendo a sé la figlia.
«Perdonami amore, è colpa nostra, non avremmo dovuto incolpare te…».
«Sentito?» gridò Nicodemo verso la nonna. «Cos’ha da dire lei, a riguardo?».
«Io… io…».
«Lei ha sempre attribuito la colpa delle sciagure alla bambina. Pensava fosse indemoniata, o posseduta o chissà cosa».
«Ha… hai anche cercato di convincermi che non fosse figlia mia» disse Maximillian tappando le orecchie alla bambina, «Ma del demonio».
«Oh, uno dei miei classici preferiti» proseguì il frate. «Signora, le sue erano solo superstizioni che stavano per rovinare la vita a una bambina».
La donna restò in silenzio con aria colpevole.
«Purtroppo per questa ignoranza l’unico esorcismo è capire la propria ignoranza».
La nonna fece per avere una reazione, ma Nicodemo la fermò.
«Si, si, ok, saltiamo la parte lacrimevole in cui mi ringrazia e mi dice che cambierà, e passiamo direttamente a quella in cui lei cambia e tratta sua nipote con amore. Va bene?».
Senza attendere risposta si avviò verso la motocicletta, e accese il motore.
«Come amo dire: io sono la risposta alla vostra preghiera: “Liberaci dal male“».
Alena rise, e gli fece un cenno di saluto. Lui ricambiò, strizzandole l‘occhio e facendo il segno della croce ai suoi famigliari. Poi si mise il casco e partì lungo la strada, scomparendo tra la polvere alla loro vista.

27 agosto 2012

♥ (la Divina) Cat Power - Living Proof ♥

Ci sono cose/persone/città/colori/artisti che non conoscevi, spuntano nella tua vita all'improvviso e ti chiedi come hai fatto, fino ad allora a fare senza.



It's not your face
Or the color of your hair
Or the sound of your voice my dear
 That's got me dragged in here
 It's the ice in the seam, the scheme of you

 You're supposed to have the answer
You're supposed to have living proof

Yes i was jealous
Because you are sworn
How could you come undone to a word so strong
My beating heart the anchor to a ship so warm

You're supposed to have the answer
You're supposed to have living proof
Well i am your answer i am living

Will you terrorize this
With your perfect lips
I watch you eat and feed this mess
To the running wind

But i know you from before and after until then
 Do you have your answer
Do you have living proof
Well i am your answer i am living

You're supposed to have an answer
You're supposed to have living proof
Well do you have your answer Do you have your answer
Well i am your answer i am living


BIOGRAFIA

23 agosto 2012

D. Bowie - Five Years



Perché mettere le canzoni straconosciute è troppo facile.
È più bello andare a cercare le gemme dimenticate, quelle che pochi conoscono, le cose poco celebrate o per nulla celebrate, o quelle che la gente ha ascoltato poi ha dimenticato.

Restano cinque anni prima della fine del mondo (fanculo ai Maya :-P), cosa fareste, come passereste il vostro ultimo tempo???

David Bowie è un'artista che nei decenni ha saputo cambiare, evolvere, rimanendo sempre sulla cresta dell'onda e appassionando generazioni.

Dopo l'infarto nel 2003 ha lasciato le scene, ma la sua musica resta. E non solo quella. Ha fatto anche l'attore, il pittore (le sue opere, in tal senso però, non le ho ancora viste).

Un artista da studiare. Non sui libri di scuola, perché ce lo farebbero odiare.

"dì, eì, vì, dì" (© Cit.)

15 agosto 2012

Fronte e Retro #14 - Katarina Vanderham

Ogni tanto ne spunta una nuova... per fortuna!!!
È Ferragosto, non sono al mare, non sono in ferie, fa caldo, l'immagine era lì che sembrava fatta apposta per questa rubrica... e che vi devo dire???
Concedetemela.
Prima di vederla, non sapevo chi fosse né cosa facesse.
Non lo so nemmeno ora.
 Ma so che c'è. E a volte  basta questo.

SE VOLETE SAPERE CHI È

SE  VOLETE VEDERE COM'È

12 agosto 2012

Fratelli D'Italia OLIMPIADI SPECIAL EDITION



Edizione XXX, quando scatta la porn parody???
Si chiude l'edizione XXX delle Olimpiadi Moderne.
Chissà se qualcuno noterà la cosa (io sì...) e preparerà una Porn Parody... Sara Tommasi, pensaci tu! Del resto, alla vigilia si è fatto tanto parlare del sesso nel villaggio olimpico...

Tornando a cose più serie, questo è il medagliere generale:
Ottavi!!! Nippon e Australia puppano!!!
L'Italia si piazza ottava, seguendo la classifica avulsa in cui vale più l'oro delle medaglie successive. Ci piazziamo dietro ai "soliti noti", ma davanti, inaspettatamente, a certi "colossi" quali Australia e Giappone, che, nel numero totale, infatti, hanno portato a casa molta più roba di noi. Questo invece è il medagliere italiota:
Mancano le medaglie della Pellegrini, ma abbiamo la sua erede!!!
Mancano le medaglie del nuoto: la squadra arriva impreparata e fanno tutti male. Peccato, un'occasione per la definitiva consacrazione di alcuni (la Pellegrini) che invece lascia un segno che dovrebbe spingere verso un ricambio generazionale.

C'è invece la medaglia di Jessica Rossi, tanto pubblicizzata dai media, da lanciarla nell'immaginario nazionale come erede della sopra citata Federica? Del resto, tra Jéssica e Federìca cambia solo un accento, e restano mano amica e senza peli sulla... lingua (battutaccia gratuita... concedetemela).

Non sono mancate invece le medaglie della scherma: le donne hanno fatto piazza pulita, oscurando la non pur disdegna impresa dei maschietti. La Di Francisco erede della Vezzali come essa lo fu della Trillini?

Abbiamo scoperto di essere grandi tiratori a segno (pistola, carabina...).  Qualcuno ha visto troppi film spaghetti western...

Siamo ottimi tiratori con l'arco... facciamo sempre centro.

C'è stata la fantozziana impresa nella mountain bike di Marco Aurelio Fontana. Cade il sellino e deve farsela fino alla fine senza. Difendendo per altro un terzo posto spettacolare.

Tiriamo pugni mica da ridere...

C'è stato il caso Schwarzer. L'hanno beccato a doparsi e l'hanno fustigato che manco Gesù Cristo sulla croce. Colpirne uno per educarne mille o semplicemente voglia di buttare nel fango un vecchio eroe colto in fallo? Non è che in questa olimpiade abbiano beccato solo lui... GUARDA QUI!!! e non è che in questa olimpiade non ci siano stati atleti dal passato "macchiato". Va bene, era carabiniere e certe cose i carabinieri non le fanno (o non dovrebbero farle...). Considero comunque esagerata questa gogna mediatica cui è stato sottoposto il ragazzo.

A livello globale c'è stata la rinconferma di Bolt. Fenomeni così ne nascono uno ogni mille anni, e quando succede per gli altri sono cazzi amari. A meno che non si sia suoi concorrenti, e allora è una gioia per gli occhi. Ah, Bolt vuol dire "rombo" (nel senso del rumore, non della figura geometrica), non "lampo" (che invece è l'emissione di luce).

E c'è stato l'addio al nuoto di Phelps, un po' il Bolt del nuoto. Record di medaglie vinte da un partecipante... si ritira al top della carriera. Ora sarà dura trovarne un altro come lui. Ma, per gli altri, ci saranno gare più equilibrate.

Ciao Olimpiadi, ci vediamo tra quattro anni a Rio (due anni dopo il Mondiale di Calcio). Nell'attesa, le paralpiadi che nessuno si cagherà...

06 agosto 2012

Tales To Astonish #19 - Cliff Hanger, investigatore privato

Era da tanto che non postavo racconti... e accorgendomi di questo "inedito" (marzo 2011, pensate!)... e ringraziando sempre il forum di Galassiarte per i loro fantastici "Crea la storia"... ecco a voi... il successo editoriale del... del... boh. Prima o poi succederà!!!




Non sempre la prima idea è la migliore
Investigatore privato a Chicago, Illinois. Che dovrebbe essere una della città più fighe del mondo. Dopo New York, certo. Ma anche dopo Los Angeles. E San Francisco. E più o meno tutte le altre capitali al di fuori degli States, tipo Londra, Berlino, Madrid…
Che poi: hanno fatto serie tv anche a Las Vegas, a Miami, e, santi numi! Già negli anni ‘80 quel fighetto di Tom Selleck andava in giro per le Hawaii. Tom Selleck. Lui odiava Tom Selleck. Lui e i suoi baffi. Nulla di personale, per carità: tanti suoi amici avevano i baffi. Ma cazzo, Tom Selleck lo odiava.
Fatto sta che dovette rassegnarsi: il personaggio da lui creato, Cliffford Hangersoll, in arte Cliff Hanger, investigatore privato a Chicago, non sarebbe mai apparso sugli schermi televisivi. Aveva già pronte le sceneggiature per i 35 episodi della prima stagione, e i soggetti per i primi 12 della seconda. Aveva anche abbordato un’attricetta promettendole la parte della fidanzata del protagonista… ma ormai non se ne sarebbe fatto più nulla.
Il produttore, incontrato nel solito vecchio studio (non cinematografico) con la scrivania color ebano, l’aveva respinto dicendogli come l’idea proposta non fosse sufficientemente stravagante per la televisione del 2000. O meglio: degli anni ‘10 del 2000. Mah.
Così decise di sfogare la sua frustrazione mangiandosi un panino kebab dal chiosco all’angolo.
Youssuf, profugo libico arrivato da noi su un gommone, aveva messo da parte i soldi (la maggior parte dei quali ricevuti in nero) e aperto quell’attività. Quel tipo sì che sì era dato da fare, mica come lui che aveva troppi grilli per la testa.
“Aprire un chiosco dove vendere polenta taragna a Chicago, quella sì che sarebbe un’idea stravagante” pensò tra se, mentre addentava il cibo, assaporando la carne e la cipolla.
Passò davanti ad un negozio di libri. In vetrina, faceva bella mostra di sé “Un manuale per aspiranti scrittori”, volume scritto da Roberta Volpi ed edito dalla Galassiarte Editore.
Il pezzo d’agnello gli andò di traverso. Cliff Hanger, investigatore privato, non sarebbe più stato il telefilm che avrebbe ispirato una generazione di nuovi autori, ma una serie di libri che avrebbero fatto sognare gli scrittori del 2000. Anzi: degli anni ‘20 del duemila. Sarebbe bastato non trovare un editore con un vecchio studio con un tavolo d’ebano.



05 agosto 2012

TURF di J. Ross e T. L. Edwards

Alla faccia del concetto di "commistione di generi"


Di solito si pensa ai fumetti, e vengono in mente due cose: sgargianti supereroi in costumi colorati o animali antropomorfi. Entrambe le categorie vengono etichettate come "roba da bambini". Al di là degli innumerevoli discorsi che si potrebbero fare su ciò, volevo segnalare un fumetto che NON è supereroistico e NON è "funny animals" (gli antropomorfi di cui sopra). Cos'è? Leggete voi:
New York, 1929. Le diverse gang della città cadono come tessere del domino, mentre la famiglia Dragonmir lotta per la supremazia assoluta e per risvegliare l’Antico, un gigantesco vampiro da tempo addormentato. Ma l’alleanza tra un duro e un alieno arriva a creare una precaria situazione di stallo. Dal talento visionario della star TV britannica Jonathan Ross, una storia magistralmente illustrata da Tommy Lee Edwards (The Invisibles, Marvel 1985).
Gangster, poliziotti corrotti, una giornalista rampante (io l'avrei fatta un po' più spregiudicata), vampiri (strigoli, vabbè), un alieno che stringe amicizia con un criminale che si redime, due fratelli che si fanno la pelle l'un l'altro, sangue, crudeltà, uccisioni, sparatorie anche con armi spaziali, folle inferocite.
Molto consigliato agli amanti del genere. Quale? Vampiresco, poliziesco, gangeristico, giornalistico, fantascientifico...

In un'epoca in cui si invoca l'originalità e ci si lamenta come essa non ci sia più ("Tutto ciò che c'è c'è già" cantava non a caso Caparezza in una delle sue prime canzoni), si sta andando sempre più programmaticamente verso il "mischione" dei generi. Quanto sopra ne è un lampante esempio, ben riuscito nel complesso, ma con qualche pecca qua e là (il combattimento conclusivo da film americano, per esempio), che si può tranquillamente perdonare. Il finale lascia aperte almeno un paio di soluzioni per un ipotetico seguito, mentre dispiace un po' che il tutto si sia risolto in una miniserie di cinque episodi: a mio giudizio c'era materiale per qualcosa di molto più lungo. Non abbastanza, però, per raggiungere un'on-going, da qui la scelta umile ed apprezzata di porre una fine prestabilita.

04 agosto 2012

le controlimpiadi

Non è giusto che certi sport non vengano considerati dal Comitato Olimpico. Sono anche loro degni di avere un loro palco internazionale, e non solo, aggiungo io, ogni quattro anni.

Così propongo di organizzare dei Giuochi Contro-Olimpici per dare giusto risalto a queste discipline. Formate una vostra nazione immaginaria con i vostri amici e mandatemi l'iscrizione alle gare che preferite, ci penserò io a realizzare il tutto nel cortile di casa mia.

Le discipline saranno:

trattenere il fiato maschile squadre
trattenere il fiato femminile singolo
impennate in bicicletta
dattilografia a squadre
stenografia 4x100 maschile
stenografia 4x100 femminile
girotondo a squadre
nascondino
telefono senza fili
palla avvelenata
GIOCO DEL GESSETTO
CLUEDO
RACCHETTONI
A CHI SPUTA PIù LONTANO
PISTOLA AD ACQUA
sasso-forbice-carta-lizard-spock

Partecipate numerosi.