I Blur sono tornati con un nuovo album. Ben lontano dai fasti del brit pop anni '90, assai diversi dalla tamarraggine di "blur" e "13", e totalmente differente da "Think Tank". L'impronta è quella di un rock-pop classico e commerciale. Ci sono canzoni piacevoli, si lascia ascoltare volentieri, ma non credo avrà hits come Country House o Park Life o Song 2 o Tender.
Ah, who blinks first
You're gonna win
The fallen doves of lovers' vows
In the world all around us
And I'd like, if you've got the time
To talk to you about
What this breakup has done to me
I have lost the feeling that I thought I'd never lose
Now where am I going?
At what cost the feeling that I thought I'd never lose?
It is barbaric
Ah, you can't play to every taste
The powder keg of common cause
All of us carry trauma
And in lieu of an explanation
I will pour oil from the cup
On the pyre of abdication
You have lost the feeling that you thought you'd never lose
Now where are you going, darling?
At what cost the feeling that you thought you'd never lose?
And it is barbaric
Empty grove, winter darkness
We're taking down the scaffolds very soon
Crow dappled the lonely baubles on the plane tree
The can of soup and heating up to ten
Which leads me to the part
Where we agreed on different dreams
And that we'd lost the feeling that we thought we'd never lose
Now where are we going?
At what cost the feelings that we thought we'd never lose?
It is barbaric
We have lost the feeling that we thought we'd never lose
Now where are we going?
We have lost the feeling that we thought we'd never lose
It is barbaric, darling
We have lost the feeling that we thought we'd never lose
Now where are we going?
We have lost the feeling that we thought we'd never lose
Attivi da quasi vent’anni, i Super Furry Animals sono riusciti a definire un linguaggio pop del tutto peculiare e riconoscibile. Tra riferimenti incrociati, creatività sfrenata e ironia dissacrante. Ripercorriamo la carriera del quintetto gallese, cercando di individuare le varie tappe attraverso le quali si è concretizzata la loro visione della pop music
Jenny died of suicide With a candle burnin' in her eye But on my tombstone when I go Just put "Death by Rock and Roll"
John forgot what he was on But he broke the needle, dead and gone But on my tombstone when I go Just put "Death by Rock and Roll"
I wanna go with a shotgun blast I wanna go with a woman on her back I wanna go with balls, I won't pray I wanna go with a spiral in my veins I wanna go I wanna go I wanna go out my way
Amy shot and killed a man With a gun too heavy in her hand But on my tombstone when I go Just put "Death by Rock and Roll"
Jamie had steel in her bones But she burned away, blood into stone But on my tombstone when I go Just put "Death by Rock and Roll"
Oh, I wanna go with a shotgun blast I wanna go with a woman on her back I wanna go with this sickness in my throat I wanna go, killed by Rock and Roll I wanna I wanna go I wanna go out my way, yeah
I wanna go with a shotgun blast I wanna go with a motorcycle crash Out on my own, I don't need to be saved I wanna go out my way
But on my tombstone when I go Just put "Death by Rock and Roll"
Un mio amico mi ha regalato (scaricato? rifilato?) due scatole di scarpe piene di ciddì masterizzati (poi ci chiediamo come mai l'industria discografica stia alle cozze...). Così io diligentemente ho messo tali album in ordine alfabetico di autore e iniziato ad ascoltarli... a casaccio. Visto che questo amico in casa ha una gigantografia della copertina di un disco di tali EELS ho dato loro la precedenza. L'album in questione non c'è, ma quello che ho trovato è molto interessante. Non sarà una band stratosferica, innovativa o particolare, ma quello che fa lo fa molto bene e risulta interessante.
Il cantante/fondatore/mente del gruppo è il figlio dello studioso che teorizzò l'esistenza del multiverso, idea da cui ha attinto a piene mani ogni autore di fantascienza e supereroi. Tanto che io per anni ho pensato che si trattatte, appunto, di un'idea di tali autori. Invece no, c'è dietro qualcosa di scientifico. Fico. Scienti-fì-co appunto.
Ho scoperto che il loro ultimo album è datato aprile di quest'anno.
L'ho recuperato. Ma non ancora ascoltato. Vi dirò.
Loro sono californiani. Hanno iniziato negli anni '90 facendo grunge (aaagh!), poi però quando ne è passata la moda si sono convertiti, con ottimi risultati al blues.
Questa è una delle loro canzoni che preferisco, ma non la prima in assoluta. La propongo perché mi piace il video (e se seguite il blog capirete perché...).
Cercate le canzoni suonate live durante il JAM IN THE VAN tour (praticamente hanno affitato un camper e l'hanno trasformato in un palco dove suonavano in giro per gli USA)
Yeah, she's gone, yeah, she's gone My Rita was a light in my bright shining morning Yeah, she's gone, yeah, she's gone My Rita Mae Young
Good morning, Rita, hope you're doing right I couldn't give you what you wanted, but you stayed on my mind Got a tired heart, and it's been too long Put a dollar in the jukebox for a midnight song When your lover is gone, there's cloud in your eyes It might be the bourbon, all the lies that you hide When the evenings done, that feels warm The soft southern air and a jukebox morning
Cantano in inglese, ma sono italianissimi, di Torino, mi pare.
Li ho scoperti su Radiolombardia, nella trasmissione Linea Rock. Dove si ospitano ancora band emergenti nostrane. Anche se cantano in inglese.
Questa, insieme a Phenomenon, è la loro produzione meglio riuscita. Finora. Siamo solo al secondo album.
have some rest and some coffee
yeah, i said
have some rest and some coffee
i'll give you a chance to do
what you've told me
just let's pretend
we have things to do here
look at you
you're kidding other people
with your attitude
you're getting all you can
and then you make a fool
of nobody but yourself
with your blah blah blah
have some rest and some coffee
yeah, i said
have some rest and some coffee
i'll give you a chance to do
what you've told me
just let's pretend
we have things to do here
feeling good
highlighting others failures
will not make you cool
you try so hard to make
yourself look more than a tool
with you bullshit
and your blah blah blah
keep your treasure in your closet
keep the feathers in your mouth
you know,
things can get a better taste
if you just learn to
keep them to yourself
keep your treasure in your closet
keep the feathers in your mouth
you know,
things can get a better taste
if you just learn to
keep them to yourself
have some rest and some coffee
yeah, i said
have some rest and some coffee
i'll give you a chance to do
what you've told me
just let's pretend
we have things to do here
look at you
you're kidding other people
with your attitude
you're getting all you can
and then you make a fool
of nobody but yourself
with your blah blah blah
keep your treasure in your closet
keep the feathers in your mouth
you know,
things can get a better taste
if you just learn to
keep them to yourself
E novembre è un mese che ci tengo, perché è quello in cui sono nato.
Tutti ne parlano male perché arriva il freddo, le giornate diventano buie, si pagano le tasse... intanto si fanno la festa di Ognissanti e un giorno di festa se lo fanno...
E poi, diciamoci la verità... quanta gente conoscente che è nata in Novembre? Sicuramente tantissima, è uno dei mesi più affollati (neanche gennaio, maggio e dicembre non scherzano).
Quindi ve lo beccate e basta.
Il tema scelto questo mese è la musica. O meglio, i miei musicisti preferiti. La scelta è stata ardua, ne ho selezionati tra tra quelli ancora in attività e/o morti di recente (sigh!).
Sicuramente li avrete riconosciuti... altrimenti ci sono le etichette qui sotto.
Anno di grande musica, questo 2016. O per lo meno i primi mesi.
Dopo David Bowie (RIP), dopo Le Perturbazioni, dopo (anzi, quasi contemporaneamente a) Daniele Silvestri, ecco:
ELIO E LE STORIE TESE.
Ho ascoltato la loro canzone di San Remo su youtube, non l'ho apprezzata molto. Così all'acquisto del cd e al suo primo ascolto, ero un po' prevenuto sul tutto.
Insomma... Elio ci ha stupito nel 2008 con Studentessi, e pur se non allo stesso livello, è stato piacevole nel 2013 con Album Biango.
Ma questo "Figatta Le Blanc"? Cosa possiamo dirne?
Diciamo che stavolta non è un colpo pienamente riuscito. Ci sono canzoni interessanti come la "cover" di Beethoven, qui sopra riportata. Un paio di idee interessanti qua e là. Ho anche rivalutato, ad un ascolto più attento, Vincere L'Odio. Ma il resto sono dei vaneggiamenti demenziali accompagnati da virtuosismi musicali fini a sé stessi che mancano totalmente il bersaglio, Gli intermezzi tra una canzone e l'altra stancano...
A questo album diamo sì una sufficienza, ma con lo stesso spirito di un professore che si aspettava molto di più da uno dei migliori alunni della sua classe.
Non è che non ho voglia di aggiornare il blog, è che non posso!
Per fortuna e purtroppo sono preso da una serie di eventi (la nuova casa) che mi portano via una certa dose di tempo, così qualcosa ne risente... non ne risente invece la buona musica, con la scoperta postuma di un artista sconosciuto ai più. Morto nel 1993, Mick Ronson fu il chitarrista di David Bowie negli anni '70, collaborò con altri artisti tra cui John Mellencamp e Roger Daltrey e Bob Dylan, e trovò pure il tempo di pubblicare alcuni album da solista (contenti tra l'altro edizioni in inglese di canzoni italiane)Lalbum che dà il titolo a questo post è un ricordo affezionato dei suoi amici. Ci suonano o cantano David Bowie, Ian Hunter, Crhissy Hynda (Platters) e i Queen (sopravvissuti, ovviamente senza Freddie Mercury)
Sono tornati, dopo 4 anni dall'ultimo disco, i Franz Ferdinand. L'indefinibile (in senso buono) band scozzese propone un doppio album: nel primo disco 10 nuove canzoni, nel secondo differenti versioni di 7 delle suddette, più 4 nuove versioni di canzoni già note. Sì, insomma, non è che si siano sprecati. Ma il risultato nel complesso è buono: viene difficile scegliere tra le due versioni delle canzoni "doppie", e un po' ci viene voglia di sentire cosa avrebbero combinato con le tre non replicate.
Lo stile del disco è simile a quello di Tonight, per me il disco migliore della band (che fatica: con questo sono quattro, in totale) ed è sicuramente un prodotto di buona fattura ma che non fa gridare al capolavoro. Lo è invece il video postato qui sopra. Delirante al punto giusto, contiene di tutto un po'. Forse faremmo prima a dire cosa non contiene.
Dopo Baustelle, David Bowie ed Elio, un altro grande album per questo 2013 musicale.
Perché mettere le canzoni straconosciute è troppo facile.
È più bello andare a cercare le gemme dimenticate, quelle che pochi conoscono, le cose poco celebrate o per nulla celebrate, o quelle che la gente ha ascoltato poi ha dimenticato.
Restano cinque anni prima della fine del mondo (fanculo ai Maya :-P), cosa fareste, come passereste il vostro ultimo tempo???
David Bowie è un'artista che nei decenni ha saputo cambiare, evolvere, rimanendo sempre sulla cresta dell'onda e appassionando generazioni.
Dopo l'infarto nel 2003 ha lasciato le scene, ma la sua musica resta. E non solo quella. Ha fatto anche l'attore, il pittore (le sue opere, in tal senso però, non le ho ancora viste).
Un artista da studiare.
Non sui libri di scuola, perché ce lo farebbero odiare.