15 ottobre 2014

Giorgio Rebuffi R.I.P.

È morto Giorgio Rebuffi


Quando ero piccolo e c'erano in giro meno internet, computer e televisioni, le edicole traboccavano di fumetti e riviste. Tra i primi, oltre ai classici Topolino, Giornalino e Corriere dei Piccoli, ce n'erano tanti altri dedicati a personaggi "minori", magari con una storia editoriale altrettanto o più lunga di quelli sopra citati, ma che, chissà perché, non sono mai passati agli onori delle grandi cronache. Tra di essi, ero particolarmente affezionato a due in particolare: Tiramolla, figlio del caucciù e dell a colla, e Pugacioff, il luposki della stepposki (o qualcosa di simile). Nella mia infanzia erano le così dette letture "estive", quelle che consumi in montagna o al mare quando il tempo libero è molto di più.
Ricordo che nella cantina della palazzina della montagna trovammo una cariola piena di giocattoli e fumetti abbandonati. Ovviamente i due personaggi sopra citati si spartivano il podio insieme a Geppo (altro personaggio appartenente a questa particolare "trinità"), ma di lui ne parleremo un'altra volta.
Tiramolla era una specie di "uomo allungabile" che viveva avventure di tutti i tipi insieme a tali Beppe e Cucciolo (il primo sembra Luca di Paolo e Luca), mentre il secondo era una specie di misto tra Wyle E. Coyote e Wolverine e Paperino. Inutile dire che mi faceva morire dal ridere.
I ricordi sono confusi (dovrei recuperare qualche ristampa... anzi, avrei dovuto farlo mooooolto tempo fa), ma sapere della morte del signore che li ha creati e disegnati lascia l'amaro in bocca.
Un altro pezzo di infanzia che se ne va.

13 ottobre 2014

F&R SPECIAL #2 - 24bis - Eva Vica Kerekes

Non abbiamo mai fatto un'appendice a un numero di nessuna rubrica.
Ma in questo caso è dovuto: QUI avevamo fatto una promessa, svelare l'identità della fanciulla nel vestito rosso, e qui la manterremo.
Infatti ho messo sotto torchio per bene i miei soliti informatori, e ho reperito il nome della fanciulla:
ella si chiama Eva Vica Kerekes, una bella slovacca, e il film in cui da mostra di sè è  Muzi v nadeji, temo, inedito in Italia, ma si possono trovare in giro versioni sottotitolate in inglese.

Per completezza, ecco la scena "hot", quella di cui avevo detto:
"guarderò solo questa"
Ebbene, vi consiglio invero di vedere TUTTO il film. O per lo meno le parti con Lei ♥.
Quello che vedete qui può essere considerato un antipasto :-P




e siccome non si fanno le cose a metà:
GALLERY

02 settembre 2014

Premiata Forneria Marconi - Impressioni di Settembre (Live)






Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.

31 agosto 2014

F&R #27 - Cristina De Pin

In merito a quanto detto QUA, credavate veramente che mi sarei fatto scoraggiare per così poco?
Nonostante la dura botta (è stata dura) dell'addio della fidanzata di Balotelli (l'addio di Balotelli ne sono contento), e non essendo ancora arrivata la sua sostituta convergo su altro elemento degno di nota, nonché moglie dell'attuale capitano. Ancora in convalescenza dall'infortunio che lo ha privato (e ci ha privati) del mondiale. Quindi immaginiamolo a casa, con la mogliettina che si prende cura di lui... invidia!!!!




SITO UFFICIALE

Foto Varie

24 agosto 2014

F&R Special - il numero che mai ci sarà - Fanny Neguesha

Come qualcuno ricorderà, l'anno scorso avevo fatto un F&R di augurio per la stagione 2013/14 del Milan.
Non andò molto bene. Non penso per colpa della protagonista, che scelsi anche come madrina di uno special/crossover con Fd'I per il Mondiale brasiliano.
Precedentemente, ci furono ben due F&R dedicati  a una wag   rossonere: i risultati furono pessime stagione dei mariti/fidanzati, pessime stagioni del Milan, conseguenti cessioni dei giocatori in questione.
Orbene, quest'anno volevo mischiare le due cose e riprovarci (che sia la volta buona, mi chiedevo?) postando l'immagine di cui sotto


e programmando il post per l'inizio del campionato (31 agosto, ore 18;00 che avrebbe fatto molto chic), senonché il superscassaballemarionazionale, proprio in questi giorni, è stato ceduto al Liverpool.
Non mi permetto di sprecare l'immagine, duramente ricercarta, e vi posto un "fuori serie" di questa rubrica, promettendo una sostituta per la data del 31/08.
Non sarà più una sorpresa ma fa niente.

23 agosto 2014

Recensioni e/o riletture: Generation-X, Proposition Player, Turf, La Bara Antiproiettile, Planetary

Estate. Tempo di relax, tempo per fare le cose con più calma, tempo per... rileggere.
Come ogni anno, riprendo in mano materiale che giaceva in libreria da tempo (dai 12 mesi al quindicennio) e mi rimetto a leggerlo con un'ottica maggiormente oculate, grazie sia dal "senno di poi", sia dal "bagaglio culturale" aumentato nel corso degli anni.

Quest'estate è toccato a:



la giornalista ficcanaso e il suo vampiro
TURF 
pur giudicandola una piacevolissima lettura, come ai tempi dell'uscita, ho dovuto notare un paio di difetti: l'alieno viene portato in azione piuttosto tardi (secondo episodio), e gli viene concesso poco spazio. Certo non l'ha aiutato la scelta di non fargli parlare la lingua locale. Le interconnessioni tra la giornalista (che trovo sempre poco sexy, seppur più dell'altra volta) e il mafioso-suo-malgrado sono poche. Di fatto siamo di fronte a due trame che si svolgono in modo perfettamente separato e casualmente si incrociano nel finale. La scelta di cercare aiuto tra i "comuni cittadini" (anche se le prostitute con mitra riecheggiavano le analoghe signorine di Sin City) mi è parsa un po' troppo americana. C'erano di mezzo dei poliziotti corrotti che sono stati (tra l'altro) imbrogliati da uno di loro? non potevano ricorrere alla giusta sete di vendetta di quelli onesti (e alle loro armi e addestramento)
Considerazione leggermente calata ma comunque alta.




Qui invece la considerazione per l'opera resta tale e quale: altissima! Anzi, leggendolo l'ho apprezzato ancora di più e ci sono restato incollato fino alla fine come fosse la prima volta. Un metafumetto che strizza l'occhio ai fan del  supereroismo d'un tempo, e tira frecciate alla modernità e alle major che fagocitano l'industria del medesimo.







RED WING
Viaggi nel tempo, figli d'arte sulle orme dei genitori dispersi, che però sono ancora vivi. Critica sul modo in cui le generazioni precedenti lasciano il mondo a quelle successive e rapporto padri-figli. Tutto molto bello, ma la faccenda dei viaggi nel tempo è e continua ad essere ingarbugliata.









PROPOSITION PLAYER
Nonostante venga presentato come un fumetto sul poker (con tanto di introduzione di un giocatore professionista ora scrittore di successo), di tavoli da gioco vediamo molto poco. Vediamo invece molto aldilà, molte divinità decadute, la solita guerra angeli/diavoli (dove i primi non sono i buoni e i secondi restano relativamente cattivi). Ma di scale, full e tris ne vediamo ben pochi. Sembra più un corso su "paradisi inferni cristiani e precristiani" che un fumetto su un giocatore di poker. E i dialoghi sono troppi e spesso "off topic"







GENERATION X
Fumetto che amai alla follia. Gli anni '90 stavano per tramontare, e la Marvel se ne usciva con questa serie  narrante le avventure di un nuovo gruppetto di ragazzini mutanti, scritto dall'allora deus-ex-machina degli X-Men: Scott Lobdell. 
Ritrovare Jubelee (oggi depoterizzata e vampirizzata), Emma Frost e M (le uniche che il tempo ha trattato con rispetto), i defunti Synch (perché?),  Skin (doppio perché?) e Banshee (triplo perché?), e i limbizzati Chamber e Husk mi ha fatto gran piacere. È stata come una rimpatriata con amici di vecchia data.
Purtroppo la serie è ben scritta, con momenti di introspezione e intimità di rara delicatezza, e con una durata di lettura per episodio di ragionevole lunghezza. Con il senno di poi presenta quel difetto che affliggeva  le storie dei mutanti dell'epoca (e che talvolta fa capolino tutt'ora): loro se ne stanno chiusi nella loro scuola, predicando l'integrazione tra homo superior e homo sapiens (!) e le cose "gli succedono". A parte qualche scaramuccia amorosa tra Chamber e Husk, e Jubelle che ci prova spudoratamente con Synch, che però preferisce M (e ti credo...), l'azione viene portata (letteralmente) dagli attacchi dei vari Emplate (2 volte), X-ecutore, Creatore di Orfani, Toad, Black Tom Cassidy (da spiegare la faccenda-Mondo che si infiltra senza combinare nulla) e Bastion. 
Il gruppo, nonostante le intenzioni  è per nulla proattivo, ma solo reattivo nei confronti di agressori che spesso avevano sotto il naso da tempo.
Al termine della saga "Operazione: Zero Tollerance" Lobdell (e il disegnatore Bachalo) lasciano la serie, che verrà spostata da(lla defunta Wiz) a X-Men Deluxe, crollando precipitosamente in stile e coinvolgimento verso la X-Revolution e l'oblio. Come detto, il destino non sarà molto generoso con i personaggi della serie che verranno ripresi negli anni.



PLANETARY
Il XX secolo stava volgendo al termine, e Warren Ellis, disegnato da John Cassady, lo omaggia con questa serie che ripercorre tutti i media narrativi dell'epoca. Dal pulp anni '30 (Jakita in pratica è la figlia di Tarzan), ai film di fantascienza degli anni '50, ai film di arti marziali, alle incarnazioni dei fumetti dei vari decenni, nonché un omaggio ai personaggi "straordinari" del XIX secolo che di questa narrativa sono i "nonni".
Rileggere, dopo 10 anni, e capire che non avevi capito un cazzo (la trasmigrazione di Jack Carter/John Constantine in Spider Jerusalem) in un certo senso ti causa vergogna e orgoglio nello stesso tempo. Vergogna perché all'epoca "non ne sapevi", orgoglio perché, almeno, ti accorgi che con gli anni stai riparando i danni.
Come diceva quella là: "Quante che cose che non sai, quante cose che non puoi sapere".

22 agosto 2014

TtA #33 - Fratello Nicodemo #4 - Avvoltoi

GLI STRANI CASI DI FRATELLO NICODEMO

04 Avvoltoi

tipico specchietto per le allodole... :-P

Le due ragazze si salutarono. La bionda si diresse verso l’uscita del parco, probabilmente diretta verso la metropolitana. Aveva lo sguardo basso e l’aria cupa. La mora,  a testa alta e passo altezzoso, nella direzione opposta. Dal ghigno trionfante in viso sembrava soddisfatta.
«Buongiorno» le disse Fratello Nicodemo quando gli passò accanto. Lei trasalì nel vederselo spuntare all’improvviso, face un passo indietro e si portò la mano alla bocca.
«Mi ha spaventato, Padre» gli disse.
«Non sono “Padre”. O almeno a mia insaputa. Puoi chiamarmi “Fratello”. Possiamo anche darci del tu? Io mi chiamo Nicodemo. Fratello Nicodemo».
«Certo, se vuoi» disse lei ricomponendosi. «Io sono Pamela. A cosa devo l’onore?».
«Ti ho vista parlare con l’altra ragazza. Non stavo origliando, e volendo farlo, sarei stato troppo lontano. Però ho visto la tua amica andare via abbastanza rabbuiata».
«Quindi?» chiese Pamela un po’ seccata.
«Tutto bene?» chiese lui accigliato.
«Perché non dovrebbe?» rispose lei, ancora più seccata.
Lui non rispose, rimase a fissarla. Pamela sospirò.
«Ok, sediamoci» gli propose.
Si accomodarono sulla prima panchina libera che trovarono. Lui a sinistra, sull’angolo, lei un po’ più comoda sulla destra.
«Dunque?» chiese lui.
«La ragazza si chiama Angela. È una mia cara amica. Le voglio molto bene».
«Però?».
«Però secondo me sta con un ragazzo poco serio. La lascia da sola per uscire con gli amici, la trascura».
«E basta?».
«Secondo me ha un’altra. E lei si è messa con lui solo per i soldi. Secondo me non stanno per niente bene insieme».
«E poco fa le hai detto tutto questo?».
«No, solo che…».
«E appena potrai dirai al suo ragazzo tutto il resto?».
«A cosa vuole arrivare?».
«Fai spesso queste cose?».
«Dire quello che penso?».
«Seminare zizzania tra la gente».
«Come ti permetti? E perché sto qui a parlare con te? Non ci conosciamo nemmeno! Perché dovrei confessarmi con te?».
«Più che “confessarmi“, preferirei lo chiamassi “confidarmi”. La confessione richiede un’assoluzione, definitiva. Qui stiamo cercando di risolvere un problema. Anch‘esso definitivamente».
Lei lo guardò tra l‘incuriosito e l‘arrabbiato.
«Vuoi continuarne?»
«Sì» rispose lei sospetta. Voleva vedere dove questa discussione l’avrebbe portata.
«Rispondi a questa domanda: le cose che hai detto poco fa, le pensi davvero?»
«Si. No, è che... Io non riesco… a non guardare la gente in maniera negativa. A non leggere secondi fini nelle loro azioni. A pensare che stiano facendo anche cose buone senza aspettarsi qualcosa indietro un domani».
Lui socchiuse gli occhi e la guardò.
«Cosa c’è?» domandò lei allarmata.
«Continua. Cosa succede quando senti questi pensieri?».
«Io… cerco di scacciarli. Mi dico che sono perfida, che sono cattiva a pensar male…».
«Che a “pensar male si fa peccato”, giusto?».
«Anche…» aggiunse lei poco convinta.
«Ma che a volte ci si azzecca».
«Sempre» disse lei convinta, «Ecco», aggiunse pentita, «L’ho fatto ancora».
«Vai avanti. Cosa succede dopo?».
«Beh, osservo la persona in questione, studio le sue mosse, le sue parole, e valuto se quello che pensavo fosse vero o meno».
«Se realizzi che non lo è?».
«Raramente me ne convinco» disse lei dopo una breve pausa e un sospiro.
«E quando invece realizzi che lo è?».
«Se le azioni della persona in questione danneggiano me, la tengo a distanza, la allontano».
«Se invece, come nel caso di poco fa riguardano tue amicizie…» disse Nicodemo annuendo.
«Vado dritta al punto» disse lei con una punta di orgoglio, «Faccio il mio dovere. Avviso la vittima di quello che le succede».
«E generalmente, come si risolve la cosa? Sia nella prima casistica che nella seconda, intendo».
Lei tirò di nuovo un profondo respiro, e alzò le mani come per iniziare a gesticolare, ma si fermò subito.
«Molte amicizie finite» disse infine, con il tono di chi riconosce di aver fatto un danno. «Sia mie che altrui».
«In passato hai avuto esperienze simili? Intendo: amici o amiche hanno tradito la tua fiducia?».
Lei lo guardò con gli occhi arrossati.
«Sì, come a tutti… credo».
«Esatto: come a tutti. Queste cose sono naturali nei rapporti umani. Sai cosa non c’è di naturale?».
«Cosa?».
«Chi ci sguazza dentro. Hai presente “Gli Avvoltoi”?».
«Quelli della canzone?».
«Sì. Ce n’è una specie particolare. Pianta il seme della discordia nella gente, aspetta che germogli, e poi ne raccoglie i frutti».
«Credo di capire».
«No, non capisci: questi “avvoltoi” non sono persone, non sono animali. Sono piccoli demoni che si nutrono delle sofferenze altrui. Gli uomini (e le donne, nel tuo caso) non fanno altro che foraggiarli, ospitando i loro semi, e lasciandoli germogliare».
«Stai dicendo che sono posseduta? Guarda che io non credo in queste cose».
«Beh, innanzitutto, dovresti. Crederci, intendo. Secondariamente, no, non sei posseduta, ma porti dentro di te quel seme. La vita e le esperienze te l’hanno impiantato. Tu lo nutri e qualcun altro ne gode i frutti. Sei portatrice sana di perfidia».
«Mi faccia un esorcismo allora» disse lei sarcastica.
«Oh, no, non servirebbe. Posso solo darti un consiglio: pensa positivo, goditi la gente, e prima di pensare male, pensaci due volte. Tre, quattro».
«Finito?» chiese Pamela con una smorfia in volto.
«Sì, è stato un piacere» disse lui alzandosi e tendendole la mano.
«Addio» disse lei, stringendogliela e incamminandosi verso la sua destinazione.
Nicodemo si risedette, e la osservò allontanandosi. Pensò che forse i suoi tacchi fossero troppo alti per passeggiare in un parco. Dopo poco si sedette di fianco a lui la ragazza bionda che aveva visto prima insieme a Pamela.
«Ciao Angela» disse lui sorridendo
«Ciao Nicodemo» disse lei acida.
«Vedo che la mia fama mi precede» rispose ridacchiando.
«Perché sei qui?» chiese lei.
«Tu perché sei qui?».
«È il mio territorio. Stai alla larga».
Lui la guardò serio. La squadrò. Osservò il viso da ragazzina, il corpo snello, forse un po’ troppo esile, e i vestiti moderni e informali.
«Ho avvisato la tua “amica” di essere meno negativa» disse dopo una lunga pausa.
«E pensi che basterà?» chiese lei sempre acidamente.
«Oh, per i demonietti come te basta poco» rispose Nicodemo scrollando le spalle «Vi fingete mortali, vi inserite tra di loro, e fate il vostro lavoro. Chissà che fatica farti una falsa identità, conoscere gente, trovare un fidanzato e amici e amiche da infettare con le tue maldicenze».
Lei sibilò.
«Non distruggerai quello che ho costruito» gli disse.
«Non mi fai paura» rispose, «Di recente ho esorcizzato una casa, fatto a botte con una succube e liberato una bottiglia da un demone. È stato divertente. Ha fatto l’effetto del noto confetto nella celebre bibita gassata».
«Dove vuoi arrivare?».
Il tono della ragazza demone ora era nervoso.
«Non spreco esorcismi per avvoltoi come te. Basta mettere un po’ di buon senso nelle vostre vittime. Inducendola a dirti quelle cose, hai fomentato la sua sfiducia per la gente. Io ho riparato parte dei tuoi disastri».
«Non lo sai per certo».
«Si, l’ho fatto» ribatté con tono sicuro. «Ah, ultima cosa: non farti più vedere in giro. Non farti più vedere con quella ragazza, né con il tuo fidanzato. Sparisci e non farti vedere mai più».
«Oppure?» chiese lei spaventata.
Lui la guardò di sbieco.
«Potrei perdere tempo per un avvoltoio come te».
«Potresti?».
«Sono un uomo di Chiesa, vado dove devo e faccio le cose che vanno fatte».
«Potrei andare ovunque e riprendere a fare quello che faccio qui. Come mi troveresti?»
«Ti troverei nello stesso modo in cui ti ho trovata qui».
«E cosa dovrei fare? Sono un demone. Minore, ma un demone. Devo seminare discordia. Non so fare altro».
«Bene: questo da ora è il tuo problema. Risolvilo, e vedrai l’eternità. Va bene?».
Lei lo fissò attonita.
Nicodemo si alzò, e fece un cenno di saluto. Dopo alcuni passi si girò.
«A proposito: apprezzo l’ironia di scegliere il nome Angela, ma no. Non usarlo più».
Si voltò e se ne andò. Angela restò seduta sulla panchina, indecisa sul da farsi.


21 agosto 2014

TtA #32 - la guerra dei pioppi

Padre Eugiolfo percorreva il tortuoso sentiero che si inerpicava tra i colli in compagnia del novizio Gianberto, giovane di buona volontà che da poco aveva deciso di prendere i voti. Finirono di recitare il tredicesimo rosario proprio mentre, arrivati sulla cima dell’ennesimo colle, adocchiarono due sassi coperti dall’ombra di una quercia.
«Credo che potremmo fermarci un po’» suggerì il vissuto religioso.
«Meno male» sbuffò il giovane.
«Prego?».
«Lodavo il Signore per averci donato questo provvidenziale angolo per riposo».
«Si, si, certo. Passami la borraccia dell’acqua, piuttosto».
Il giovane obbedì, e intanto chiese:
«Padre, non mi ha ancora detto perché stiamo intraprendendo questo lungo viaggio. Mi spiego: so che è stato inviato a dar consiglio in merito a una spinosa questione teologica, ma non mi ha detto l’argomento. Non ancora, almeno».
«Oh, il motivo del dibattere è invero ostico» rispose l’altro dopo aver tirato un lungo sorso. «Tieni, bevi pure».
«Ma… è vuota!».
«Dicevo: devi sapere che al di là di questi dolci pendii si stende una pianura, occupata per di più da un enorme bosco, per lo più composto da pioppi».
«Quelli che emanano quei fastidiosi pelucchi?».
«Esattamente. Che è il modo che il Signore ha dato loro, evidentemente, di spandersi e proliferare».
«Ma molta gente sta male, per colpa loro».
«Esatto. Devi sapere infatti, che ai margini del bosco sorge un borgo chiamato Borgopioppeto».
«Che fantasia».
«Già. E qui più di una persona soffre il malessere, stagionale, invero, di cui parli tu. Una giovane ragazza, in particolare, la damigella Euclidea, si farebbe fatta portavoce di tali sofferenti chiedendo al borgomastro l’abbattimento di tale bosco».
«Ma sarebbe una barbarie».
«Oh ti assicuro che ho visto di peggio. Ad ogni modo, il borgomastro ha dovuto rivolgersi al boscaiolo Mastro Feller, che con la sua famiglia, da anni, per editto del Granduca, regola l’abbattimento e il ripiantare degli alberi. Sai, per la costruzione delle case, per il fuoco nei camini, per costruire carri e quant’altro».
«E ovviamente egli ha rifiutato».
«Certo. E il Borgomastro in seguito alle insistenze della dolce Euclidea, che in tal senso è stata alquanto… esagerata. Si è persino recata a casa del boscaiolo… che però era al lavoro. Ed è stata ricevuta dalla moglie di lui, che l‘ha praticamente cacciata in malo modo.».
«Padre, mi perdoni, sta dicendo che la damigella sarebbe andata dal boscaiolo intenzionata a…».
Padre Eugiolfo lo zittì con uno sguardo di rimprovero, per poi passare ad un’un espressione buffa quando il ragazzo tacque.
«Ebbene», proseguì poi, «Il Borgomastro scrisse così una lettera a Sua Eminenza l’Arcivescovo Valpattone, chiedendo l’intercessione diretta presso il Granduca per l’abbattimento del bosco, in quanto quelle piante che causavano tale sofferenza a uomini e donne timorate di Dio non potevano che essere creature del demonio».
«Mi pare quantomeno esagerato!» urlò indignato il giovane.
«Giovanotto, vedo che stai venendo su bene. Invero, la storia non finisce qui».
«Quali altri scabrose macchinazioni hanno ordito quei reietti della fede?».
«Oh, loro hanno fatto già abbastanza. La nostra storia prosegue, o meglio, si svolge parallelamente in un altro loco».
«Ovvero?».
«Ovvero in quel di Pioppomanero».
«Che si trova…».
«… dall’altra parte del suddetto bosco».
«Non mi dica. Anche lì ci sono persone che mal tollerano i pioppi e le loro emissioni?».
«Sì, ma lo svolgersi degli eventi fu diverso. Devi sapere che l’amministrazione del villaggio, che sorge ai piedi di un maniero abbandonato ormai da anni, è in mano a un uomo col titolo di Cancelliere, nominato direttamente dal Granduca, tra una cerchia di nomi eletti dal popolo. Ebbene: tale carica dura cinque anni, e questo è il quarto anno di reggenza del Cancellier Pardolfo, illustre esponente di una delle più celebri famiglie del paese. Addirittura, suo nonno servì presso i proprietari del maniero di cui ti parlavo».
«Un discendente di maggiordomi, insomma».
«Oh, come sai esser cinico, mio giovane accompagnatore. Sappi comunque che quest’uomo, di mezz’età, non accompagna il grigiore dei pochi capelli rimasti con la saggezza, e pare che il compaesani non siano molto contenti di lui, tanto che per le prossime nomine, stavano pensando di porgli come alternativa un giovanotto, tale Lodovico Piridolfi, lavoratore indefesso, apprendista e a quanto pare futuro erede del fabbro del villaggio».
«Capisco».
«Capisci? Non hai da fare battute sul fatto che un fabbro contenda un ruolo importante a un maggiordomo?».
«Mi pare, da come me ne ha parlato, che uno sia un giovane di sani principi, mentre l’altro un vecchio vizioso. Ma forse è una mia impressione».
«Ammetto di essere talvolta imparziale nel mio narrare le vicende e di farmi prendere un po’ la mano».
«“Talvolta” e “un po’”. Ma vada avanti…».
«Certo. Su questo povero Lodovico sono iniziate a circolare voci poco piacevoli riguardo a sue frequentazioni… una vecchia megera, come si suol dire “una curatrice“.. Lo accusarono di recarsi per imparare le stregonerie e utilizzarle contro il Cancellier Pardolfo. Il giovane si difese dicendo di aver semplicemente chiesto alla donna un sollievo contro i pollini di cui precedentemente parlavo».
«Quindi tutto finito lì e…».
«Assolutamente! Il Cancelliere ha inviato una lettera all’Arcivescovo, dicendo che chi soffre di tali fastidi, è da intendersi come posseduto dal Demonio e dedito alla sua venerazione, in quanto gli alberi e la natura, doni del Signore, non possono fare male all’uomo».
«Ma molte erbe sono velenose. Per tutti gli uomini. I morsi di certe bestie selvagge, come i serpenti, per esempio, sono letali per tutti gli uomini. Come può basare un’accusa così pesante riferendosi a un malore che coglie solo una minoranza?».
«È per questo che Sua Eminenza l’Arcivescovo Valpattone mi ha chiesto di visitare questo tristo loco e rimettere un po’ di sale in zucca a questi scellerati governanti».
«Una missione degna di lode».
«Per la quale converrebbe ormai incamminarci. Le questioni da dirimere sono molte e spinose e non sarà un compito facile».
I due ripresero la camminata di buon passo, con un Gianberto invogliato dalle narrazioni di Padre Eugiolfo a giungere quanto prima in loco.
«Ecco, siamo prossimi al colle di cui ti parlavo» disse finalmente Padre Eugiolfo, «Sulla sua cima vedremo, in uno stupendo panorama, il bosco, a est Borgopioppeto, a ovest Pioppomanero, appena davanti alla costruzione da cui prende il nome, e a nord la casa del boscaiolo, Mastro Feller».
Gianberto, impaziente, corse verso la cima della collina per poter vedere il paesaggio che in un solo abbraccio avrebbe racchiuso tutti luoghi di cui aveva sentito parlare. Ma una volta lì giunto, restò alquanto deluso. Il rudere di Pioppomanero era ancora più derelitto di quando si aspettava, il villaggio pareva distrutto… il bosco ridotto nelle sue dimensioni, con tanti tronchi d’albero appena abbattuti nel mezzo a testimoniare una recente distruzione, e Borgopioppeto ridotto anch’esso a macerie.
«Padre, venga, padre, guardi!» urlò alla sua guida.
Eugiolfo accelerò il passo e raggiunse il suo compagno di viaggio.
«Resta in piedi solo la casa di Mastro Feller. Sbrighiamoci, andiamo da lui in fretta!».


I due giunsero presso la dimora del boscaiolo, dalla quale videro un uomo e un giovane, probabilmente il figlio, data la somiglianza, caricare i loro averi su un carro.
«Mi perdoni» esordì Ppadre Eugiolfo, «Lei è per caso il taglialegna Mastro Feller, per carica del Granduca, responsabile del bosco di pioppi tra Borgopioppeto e Pioppomanero?».
«Sarebbe più corretto dire “lo ero”» rispose l’uomo arrestandosi dal lavorare. «Suppongo lei sia il messo inviato dal Cardinale?».
«Sì. Temo però che il mio viaggio sia stato inutile».
«Oh, teme bene. In ciascun villaggio si è sparsa la voce di quanto avvenuto nell’altro, e sono iniziate le reciproche accuse. Gli abitanti di Borgopioppeto hanno saputo dell’imprigionamento del Lodovico Piridolfi, e un gruppo di giovani ha attaccato lo sceriffo pioppomanarese per liberarlo».
«Ma è inaudito» esclamò il giovane Gianberto.
«E pensate» proseguì il figlio di Mastro Feller, «Che, per rappresaglia, i pioppomaneresi si sono uniti per rapire la damigella Euclidea, promotrice dell‘idea di abbattere i pioppi!».
«Disdicevole».
«Così i Borgopioppeti hanno iniziato ad abbattere alberi» proseguì il Mastro, «I pioppomanaresi a combatterli, e noi abbiamo cercato di avvertire il Granduca perché mandasse l’esercito a sedare i combattimenti… ma egli sta cercando di conquistare i territori al nord e non aveva tempo per queste cose… così non è venuto nessuno… e così abbiamo un bosco e due borghi distrutti» concluse scoppiando a piangere.
«Cosa farete ora?» chiese il giovane Gianberto.
«Il Granduca ci ha offerto un altro posto altrove, ci stiamo trasferendo là» rispose il figlio di Feller, «Ma mio padre è molto legato a questi posti, e lo rattrista molto andarsene».
«E di Lodovico Piridolfi? E di quell’Euclidea?».
«Il primo disse ai Borgomanaresi di esser contrario all’abbattimento del bosco, nonostante i malori che gli provocava: “Per poche settimane all’anno posso sopportare“, disse. Così i suoi salvatori finirono per linciarlo. La donna invece, sembra abbia attirato le attenzioni del laido Cancelliere, rifiutandole. Ed è stata arsa sul rogo come strega», disse Feller singhiozzando.
Padre Eugiolfo sospirò, e guardò il boscaiolo:
«Siamo terribilmente dispiaciuti per quanto accaduto. Fossimo giunti prima, magari avremmo potuto risolvere qualcosa… ora vi lasciamo, gentile Mastro Feller. Abbiamo tolto fin troppo tempo ai vostri lavori  per rimembrare questi tristi eventi. I migliori auguri per il vostro nuovo incarico. Andiamo Gianberto, incamminiamoci. Sua Eminenza vorrà avere un resoconto dettagliato».

Il religioso e il suo adepto s’incamminarono, Mastro Feller e suo figlio proseguirono a caricare il carro.
“Con il sacrificio di un bosco ci siamo almeno liberati di tanta gente stupida” pensò tra sé il giovane Gianberto.



12 agosto 2014

F&R #26 - Ministro Maria Elena Boschi

Non siamo (?) un blog che fa gossip (non so esattamente cosa facciamo in questo blog, a parte parlare al plulare, in questo momento), e mettere due post di fila di F&R è contro la nostra (e dagli!) tradizione, ma, oh, s'aveva da fare... 


06 agosto 2014

F&R #25 - alla finestra





Le finestre hanno qualcosa di strano. Ti fanno guardare fuori ma contemporaneamente, ti fanno guardare da fuori. Ma la visione è limitata, quello che potresti vedere potrebbe essere, visione parziale di un contesto più ampio, sfuorviante per chi osserva.

02 agosto 2014

Perturbazione - AGOSTO

sto scrivendo questo post ad Aprile... e non voglio portare sfiga...

mash-up filmico


Agosto
è il mese più freddo dell'anno
L'inverno si sposta sei mesi in avanti
e non è il polo sud
qui non è il polo sud

Agosto
La sveglia che rompe il silenzio
Qualcuno è in vacanza
e lei suona per ore
che freddo che fa

Agosto
ti affacci su un cuore malato
le cinque di sera ed è già buio pesto
l'inverno d'agosto

Il ghiaccio
si posa e ricopre le cose
l'attesa del caldo congela anche i morti
che freddo che fa

Se non è vero che hai paura
non è vero che ti senti solo
non è vero che fa freddo
allora perché tremi in questo agosto?

Agosto
è scritto sul tuo calendario
forse hai dormito sei mesi
ma sei così stanco
tanto stanco

Agosto
è il mese più freddo dell'anno
nell'altro emisfero lo chiamano inverno
l'agosto

01 agosto 2014

Calendari - Agosto



Perché dai, va bene tutto, non si può pensare sempre alla fagiana. Ok, sì si può, ma ogni tanto una pausa ristoratrice ci sta dentro. E in quest'estate (spero di essere smentito) che sa di autunno, di spiagge ne vedremo poche. Tanto vale andare in montagna.

Immagine scattata da me, ci tengo a dirlo

16 luglio 2014

F&R #24

È preso da un film. Di sicuro. È troppo cinematografico. E scoprirò che film è. E lo guarderò tutto. Non è vero, guarderò solo questa scena.


OWWiamente se sapete, parlate. Ah, c'è un pezzo in più del solito. Mi dispiaceva tirarlo via

Kafka On The Shore - Bob Dylan

... e, giustamente, l'altro gruppo d'apertura!!! Altra scoperta da godere.
Sì, in effetti, non avremo visto i Perturbazione, ma abbiamo scoperto due gruppi interessantissimi. Gratis.


15 luglio 2014

LES ENFANTS

Ne abbiamo parlato ieri:
gruppo d'apertura dei Perturbazione (che non hanno suonato) al Carroponte.
Godeteveli


14 luglio 2014

concerti - Perturbazione (?)

In realtà è successo due domeniche fa, e saremmo fuori tempo massimo... ma vabbè.

Avrei voluto parlarvi di aver assistito ad un altro meraviglioso concerto dei Perturbazione, come quello già vissuto ad  Aprile...  purtroppo...


Giunti al solito Carroponte al termine di un assolatissimo pomeriggio domenicale, io e il mio Consulente Musicale abbiamo assistito al primo gruppo di apertura, Les Enfants. Che, a dispetto del nome, sono in realtà quattro giovanotti milanesi, in gamba con gli strumenti, che propongono musiche con atmosfere originali e intriganti, anche se alla lunga risultano un po' ripetitive e immature nei testi. Il materiale di base c'è, una scoperta sicuramente interessantissima... diamogli tempo e fiducia e mostreranno grandi cose.



A seguire i Kafka On The Shore. Terzetto che canta in tedesco (l'unica canzone in italiano era il riarrangiamento di un canto popolare siciliano). Anche qui una scoperta interessante, dalle sonorità che io non saprei definire ma qualcun altro più ferrato sì (bravissimo, imho, il tastierista, che dava quel qualcosa in più). I tre giovani (non così giovani come quelli di prima ma comunque non vecchi) sono però osteggiati dalla meterologia: alla terza canzone inizia a piovere. Loro ringraziano gli eroi che resistono alle intemperie, ma al quarto brano ha la meglio il maltempo: ci si ripara alla bell'e meglio sotto allo stand del merchandising... e fine esibizione... :-(



Mentre attendiamo l'arrivo dei big della serata... aumenta la pioggia. Ricordo di avere, forse, in macchina un ombrello. Ci facciamo timbrare e usciamo mentre si scatena il diluvio. Niente ombrello, ma dal bagagliaio spunta un enorme sacco di plastica che tenevo chissà perché (smaltire qualche cadavere, nel caso?). Lo apriamo perché occupi più spazio e torniamo indietro mentre viene giù l'impossibile. Tornati all'area concerto, uno degli "steward" ci dice «Oh, capo, non si entra senza biglietto». Volevo fargli notare che oggigiorno si dice "zio", ma è più vecchio di me e lascio stare. OWWiamente i tim

bri sono stati lavati dalla pioggia... ma abbiamo ancora i biglietti!!! Possiamo entrare!!! Ci avviamo al palco come due gemelli siamesi sotto al diluvio... per sentire il cantante dei Perturbazione che rimanda tutti a casa....

Il concerto dei Perturbazione rinviato per maltempo. Che beffa.
Almeno ci hanno restituito i soldi del biglietto.


01 luglio 2014

Calendari - Luglio

Luglio.
Arriva (speriamo) il caldo, il sole, ma non per tutti le vacanze. Chi può va al mare, toccata (non in quel senso, porci!) e fuga. Chi non ha voglia di sbattimenti, in piscina.
Io personalmente  detesto la piscina dei fighetti: prendere il sole svaccati sul prato, tuffarsi solo per rinfrescarsi poi di nuovo a svaccarsi. Non parliamo poi dei parchi acquatici, un terribile spreco d'acqua e cloro (chi me l'ha chiesto? FancuBo è il mio blog, me lo chiedo da solo!).
La piscina serve a farsi le vasche, soffrite, agonizzare, e godere per aver superato i propri limiti ed essersi tenuti in forma.
Purtroppo in piscina si vedono un certo numero di fagiane (mica sempre... mica tutte...). Quindi, sopportiamo.

29 giugno 2014

Fronte & Retro Special Summer Edition 2014

Uno dei segnali dell'arrivo dell'estate è stato, per anni, l'apparire in tv dello spot di una nota marca di creme solari, che presentava una giovane e bella ragazza prendere il sole in topless su una spiaggia dopo essersi cosparsa di suddetta crema (o essersela fatta cospargere). Abitudine iniziata nei selvaggi (televisivamente parlando) anni '80,



 proseguita per tutti i '90



e primi duemila (chiarmarli anni zero fa schifo?).
Con una Ilary Blasi agli albori della sua carriera che fa una discreta bracciata a delfino (ma sicuramente è una controfigura)



Ora, negli anni '10, lo spot va in crisi. Prima si dimezza il tempo di "esposizione" (tra l'altro l'edizione 2012 è alquanto sessista e amica dei padroni... con un capo bastardo che richiama la giovane dipendente - stagista? - che sogna le giuste ferie)


per poi deragliare completamente nel 2013 dove la modella è in... due pezzi? E il fatto che poi spunti "un'amica" con cui si scambia leggeri ammicamenti non ci ripaga.




(vi risparmio l'edizione 2014)
Ridateci l'estate, bastardi!!!!


27 giugno 2014

I Pooh - dialoghi

... era ieri????
























Prepotente la sveglia risolve tutti i sogni
quinto giorno d'estate accettato
come gli altri
esco dalla semioscura stanza
apro solo una finestra
entro nei vestiti e torno
sui miei passi per un bacio a chi
dorme ancora...
Cara piccola ragazza che mai
ti svegli presto
alla mia colazione per strada penserò
io t'ho scelta per amore un giorno
ti dissi siamo un'altro mondo
quindi non ti chiedo niente
mi va bene ciò che fai
e non fai
Un'istante e affondo dentro la città
i miei passi ormai sanno dove si và
vado a rendermi utile
a chi nemmeno so chi è
Dentro grandi stanze illuminate io
fino a questa sera mi rinchiuderò
ma la mente segnala un pensiero
certo insolito
Mi hanno detto che in questa città
invisibilmente
meridiano o qualcosa ma passa
proprio qui
e d'un tratto mi ci sento sopra
a un filo che fa il giro del mondo
e questo rade i miei pensieri e nasce
limpida un'idea
dentro me
quanto tempo ho perso fino adesso io
mi son fatto dunque attraversare anch'io
dalle nuove stagioni in silenzio
senza vivere
Ha chinato il capo la mia fantasia
disperdendo l'ansia che sarebbe mia
di raccogliere dialoghi d'aria e
farne poesia
e semplicemente stando al posto mio
ho dimenticato che respiro anch'io
e scoprirlo un mattino d'estate
può pesare un pò
e semplicemente stando al posto mio
ho dimenticato che respiro anch'io
e scoprirlo un mattino d'estate
può pesare un pò
e semplicemente stando al posto mio
ho dimenticato che respiro anch'io
e scoprirlo un mattino d'estate
può pesare un pò (FINE)
®(Facchinetti-Battaglia-Negrini)
da "Parsifal" 1973


26 giugno 2014

Fd'I 2014 - Italia - Uruguay 0-1

Anche questa è andata: partita giocata male, sconfitta ingloriosa, con qualche ombra sull'arbitraggio che non deve però coprire le colpe di tutti i giocatori. Tutti i giocatori, e ci aggiungo anche il ct. I giocatori hanno corso poco e male, poca grinta messa in campo dai soliti noti. Il selezionatore insicuro delle sue stesse scelte, uno spogliatoio spaccato, e tutte le colpe scaricate addosso a Balotelli, che ha sì un sacco di colpe (è più uomo mediatico che di campo), ma non deve e non può essere il capro espiatorio. Ognuno deve assumersi le sue colpe, e speriamo che con la prossima gestione, sia di allenatore che di presidente di Lega, si possa ripartire.
Peccato.
Ad ogni modo, vista le regola dell'una su tre ogni sei anni, per deprimerci avremo tempo ancora nel 2018, mentre per esultare, appuntamento al 2024!!!



Unica nota divertente: il morso di Suarez (recidivo!) che ha fatto un po' di folklore

21 giugno 2014

Fd'I 2014: Italia - Costa Rica 0-1

ci impallina... :-(
E come al solito l'Italia è tornata a fare l'Italia e gli Italiani a fare gli Italiani.
Dopo una partita con l'Inghilterra (l'ho rianalizzata sobrio) combattuta alla pari perché l'avversario è risultato essere alquanto mediocre (come confermato contro l'Uruguay) erano partiti i cori unanimi di approvazione, tanto da pensarci già in finale. Ieri, sia per il caldo, sia per le scelte del CT (in merito a chi portare in Brasile e chi no, in merito a come far giocare questa partita), abbiamo affrontato il Costa Rica e abbiamo fatto una pessima figura. Due occasioni sbagliate nel primo tempo, il gol preso (sono arrivato a casa giusto in tempo per godermelo) e poi praticamente nessuna reazione. Siamo sotto, il tempo sta per scadere, e invece di provare lanci lunghi (per chi?) in mezzo all'area nella speranza della deviazione vincente (almeno pareggiante), tanti passo-a-te-passa-a-me nel cerchio di centrocampo, senza nessuno che facesse movimento o si smarcasse.
Una delusione (che ci saremmo dovuti aspettare, alla vigilia) resa amare dall'autoalimentata esaltazione della precedente gara. Che attira ovviamente tutte le critiche da parte degli stessi italioti (italiani idioti) che si improvvisano espertoni di calcio e che settimana scorsa si erano sovraesaltati.
La prossima gare è con l'Uruguay, castigato 3-0 dalla Costa Rica, e che ha battuto 2-1 come noi l'Inghilterra. Non siamo spacciati, basterebbe un pareggio.

15 giugno 2014

Fd'I 2014 - Inghilterra - Italia 1-2

Serata a casa mia (sottolineo MIA) con amici a guardare la partita, mangiare, bere, sparare cazzate, bere, mangiare, sparare cazzata. Sì, la partita è stato un contorno, comunque fosse finita sarebbe stato divertente lo stesso, è finita bene e quindi meglio ancora.

Quando si impegna è una belva 

Praticamente la mia partita è stata fare il padrone di casa agli amici e stappare/versare birre e alcolici vari e distribuire patatine varie. Il tutto un po' su di giri, per cui il calcio giocato è venuto in secondo piano.

Due riflessioni a mente serena (si fa per dire): stranamente la Nazionale parte bene contro quella si pensava essere l'avversaria più forte. Quasi sempre il girone preliminare di Mondiali o Europei iniziava con una delusione. E viste le ultime gare dell'ItalPrandelli non ci si aspettava granché. Abbiamo vinto, in un clima caldissimo, va bene così ma adesso non montiamoci la testa.

Balotelli: in Naziona s'impegna e segna, anche di testa. Al Milan un po' meno, e fa spesso la vittima.

06 giugno 2014

Milan, Seedorf, Superpippo Inzaghi

Un anno fa, di questi tempi, in quel di via Turati si parlava di cambiare allenatore. E passare da Allegri a... chi? Tra i papabili c'erano Clarence Seedorf (ancora in attività) e Superpippo Inzaghi (allenatore delle giovanili).Si decise di proseguire con Allegri.

Elisa Tes, milanista(?)
A Gennaio, dopo una disastrosa sconfitta con il Sassuolo (culmine di risultati alquanto deludenti), si è deciso di esonerare il Mister livornese e mettere la squadra nelle mani dell'ex numero 10 rossonero,  che smette di punto in bianco di giocare in Brasile e viene a Milano ad allenare. 

Le premesse sono scadenti, e si teme un tracollo in Champions con l'Atletico. Con i Madrileni poveri si perde, ma si fa bella figura. Poco tempo dopo, bis con la Juve. Che a questa squadra manchi solo il gol (dici poco, tra l'altro)? La squadra tracolla nel ritorno con l'Atletico (ingenuamente si pensava alla remuntada) e quel poco di buono fatto sembra perso. Una lenta risalita, che culmina nella vittoria nel Derby (una volta queste soddisfazioni erano quelle che spettavano ai Cuggini, ma vabbè). Alla fine di tutto, in quel di via Aldo Rossi (essì, perché abbiamo cambiato sede, nel frattempo) si pensa di esonerare l'olandese e assumere Superpippo Inzaghi. Passiamo da un totale esordiente a uno che un minimo di gavetta con le giovanili l'ha già fatta. Teoricamente un passo avanti. Se non che... Di ufficiale non c'è nulla,

Però vediamo Galliani e Superpippo venire paparazzati a pranzo con il calciatore del PSG Menez a Ibiza...i maligni di sicuro dicono che non erano lì per il ponte del 2 Giugno... Che sia già l'ex numero 9 il nuovo allenatore? E Seedorf?

 E lo stile Milan di cui si parlava un tempo? Al di là dei risultati pessimi, al di là del decimo posto in classifica con tanto di esclusione dalle coppe europee, che dopo tanti anni può succedere, il segno del TOTALE declino di questa squadra è anche la mancanza di quello stile di cui un tempo ci si vantava. Già da anni siamo in declino, e a questo punto si possono fare solo due cose: risalire, o scavare il fondo il più possibile per non uscire dall'altra parte.

Trovo ingiusto il trattamento risevato a Seedorf. Non stravedo per lui, ma almeno gli va riconosciuto che qualcosa ha fatto. Con una squadra migliore di quella di Allegri, che comunque se l'era voluta lui (grazie,eh, per Matri invece di Tevez).Ma che comunque non era quella richiesta dall'olandese. Con un nuovo campionato, con una campagna acquisti voluta da lui, con un precampionato per provare tattiche e schemi, forse le cose potrebbero essere migliori?

Ora a quanto pare, tocca a Superpippo. Ricordiamoci che è all'esordio nella massima serie. Non bruciamo anche lui.

05 giugno 2014

CANZONI DISEGNATE: David Bowie - Diamond Dogs

This ain't rock'n'roll. This is genocide!

Lo dice pure Batman
 As they pulled you out of the oxygen tent 
You asked for the latest party 
With your silicone hump and your ten inch stump 
Dressed like a priest you was 
Todd Browning's freak you was 
Crawling down the alley on your hands and knee 
I'm sure you're not protected, for it's plain to see 
The diamond dogs are poachers and they hide behind trees 
Hunt you to the ground they will, mannequins with kill appeal 
(Will they come?) 
I'll keep a friend serene 
(Will they come?) 
Oh baby, come unto me 
(Will they come?) 
Well, she's come, been and gone. 
Come out of the garden, baby 
You'll catch your death in the fog 
Young girl, they call them the Diamond Dogs 
Young girl, they call them the Diamond Dogs 
The Halloween Jack is a real cool cat 
And he lives on top of Manhattan Chase 
The elevator's broke, so he slides down a rope 
Onto the street below, oh Tarzie, go man go 
Meet his little hussy with his ghost town approach 
Her face is sans feature, but she wears a Dali brooch 
Sweetly reminiscent, something mother used to bake 
Wrecked up and paralyzed, Diamond Dogs are stabilized 
(Will they come?) 
I'll keep a friend serene 
(Will they come?) 
Oh baby, come unto me 
(Will they come?) 
Well, she's come, been and gone. 
Come out of the garden, baby 
You'll catch your death in the fog 
Young girl, they call them the Diamond Dogs 
Young girl, they call them the Diamond Dogs 
Oo-oo-ooh, call them the Diamond Dogs 
Oo-oo-ooh, call them the Diamond Dogs
In the year of the scavenger, the season of the bitch 
Sashay on the boardwalk, scurry to the ditch 
Just another future song, lonely little kitsch 
(There's gonna be sorrow) try and wake up tomorrow (Will they come?) 
I'll keep a friend serene 
(Will they come?) 
Oh baby, come unto me 
(Will they come?) 
Well, she's come, been and gone. 
Come out of the garden, baby 
You'll catch your death in the fog 
Young girl, they call them the Diamond Dogs 
Young girl, they call them the Diamond Dogs 
Oo-oo-ooh, call them the Diamond Dogs 
Oo-oo-ooh, call them the Diamond Dogs 
Bow-wow, woof woof, bow-wow, wow 
Call them the Diamond Dogs
Dogs 
Call them the Diamond Dogs, call them, call them 
Call them the Diamond Dogs, call them, call them, ooo 
Call them the Diamond Dogs 
Keep cool 
Diamond Dogs rule, OK 
Hey-hey-hey-hey 
Beware of the Diamond Dogs 
Beware of the Diamond Dogs

04 giugno 2014

Fronte & Retro Speciale: PRONTI AL MONDIALE: Claudia Romani (II), crossover con FRATELLI D'ITALIA

Sembrava incredibile, ma ci sono riuscito: un crossover tra due rubriche del blog...
Sta per iniziare il mondiale del 2014, in Brasile. Dove sicuramente vincerà il Brasile, quindi non facciamoci troppe aspettative... però speriamo di vedere buon calcio, qualche squadra interessante, qualche nuova scoperta...



E a proposito di scoperte (ma non troppo)... l'avevamo già vista QUI. Non ha portato gran fortuna., le diamo una seconda possibilità. Speriamo in bene.

02 giugno 2014

Perturbazione - Giugno, Dov'Eri?




Ti dimentico
 cuore a metà
 Perso in calcoli
 che non conterò
 Giugno dov'eri?
 Scomparso
 Steso immobile
 voglia di te
 Dei tuoi brividi
 mi solletico l'anima
 Giugno tramonto
 rondini amore
 Vento tiepido
 soffiami via
 Sono i sogni miei
 queste rondini
 Giugno ti prego
 portale l'anima mia.

02 maggio 2014

recensioni: AMAZING SPIDER MAN 2



film ben recitato, con personaggi ben caratterizzati e siparietti (peter-zia e peter-gwen) realistici.
Peter è realistico, forse distante da quello fumettistico pre-diploma ma efficace. come personaggio mi piace.
Gwen non è quella fumettistica, ma è accattivante e intrigante. come personaggio mi piace molto.
zia May: la scelta di ringiovanirla e modernizzarla è azzeccata (i "vecchietti" di oggi lo sono meno di quelli degli anni '60), è "viva" e "reale". come personaggio è perfetto.


I DIFETTI, sono però che:
dura troppo: vuole condensare in un paio d'ore una serie di spunti che sarebbero utilizzabili per una stagione intera di un telefilm, dove sarebbero meglio approfonditi. questa mania di fare trilogie o film in serie, ci fa perdere quattro/cinque/sei anni di vita per vedere una storia che potremmo gustare meglio in altrettante stagioni televisive

l'origine dell'Uomo Ragno avviene con la morte dello zio Ben: in questa trilogia è invece centrale la figura dei genitori di Peter, che dovrebbe invece rammaricarsi di più per la morte dello zio (non ricordo come avveniva nel primo film di questa serie, però, ricordiamo, è "colpa" sua, in genere).

l'arrivo di Electro lasciava ben sperare per l'andazzo del film. si stava trattando il tema del "diverso" che acquista potere e viene frainteso nelle sue intenzioni. Poi però questa drammaticità viene trasformata in sfottò verso il medesimo...
lo scontro finale con Spidey è assolutamente impari. Electro è troppo potente e avrebbe potuto sconfiggerlo ben prima che l'intervento di gwen lo eliminasse.

l'arrivo di Harry Osborn è assolutamente gratuito, e serve solo a far schiattare la povera Gwen...

... che una volta morta, avrebbe dovuto essere una poltiglia di ossa, sangue e materia grigia. invece giace intonsa appesa alla tela e solo molto dopo spunta un rivolo di sangue dal naso.

Rhino. Mio dio. Un personaggio che nel fumetto aveva una storia tragica alle spalle qui diventa una macchietta. mancava solo che dicesse "spacco bottilia ammazzo familia".

Non so cosa dire. non impazzazzisco in attesa del terzo film. e non so nemmeno se andrò a vederlo.