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20 settembre 2023

Perturbazione: Le Storie Che Ci Raccontiamo

Siamo le storie che ci raccontiamo

Siamo le storie che ci raccontiamo

Chi seguendo un impulsoSenza motivazione, puro di cuoreChi per divertimentoDi sé e degli altri, non poi così distantiPer fede o provocazioneMeglio un raccontoDi una lezioneChi per un mondo diversoFate attenzione ad una buona intenzione
E tu mi chiedi perchéNon ti interessa come, né quando e doveTu vuoi soltanto perchéNon te ne importa comeNé qui né altrove
Chi per togliersi un pesoInsostenibile, perché ha compresoPer diventare famosoQuasi impossibile è troppo faticosoPer fare soldi e tu storci il nasoPer sopravvivere suona più decorosoPer abitudine, ma che vergognaSai l'abitudine oggigiorno è la gogna
E tu mi chiedi perchéNon ti interessa come, né quando e doveTu vuoi soltanto perchéNon te ne importa comeNé qui né altrove
Che cosa è falsoChe cosa è veroNon c'è racconto senza, senza misteroSiamo le storie cheLe storie che inventiamoSiamo le storie che ci raccontiamo
Che cosa è falsoChe cosa è veroNon c'è racconto senza, senza misteroSiamo le storie cheLe storie che inventiamoSiamo le storie che ci raccontiamo
Che cosa è falsoChe cosa è veroNon c'è racconto senza, senza misteroSiamo le storie cheLe storie che inventiamoSiamo le storie che ci raccontiamoSiamo le storie che ci raccontiamoSiamo le storie che ci raccontiamoSiamo le storie che ci raccontiamo
A story is our universe, we are the story we tell ourselvesIn this universe and this existenceWhere we have this duality, whether we exist or notAnd who are weThe stories we tell ourselves are the stories that define our potentiality for the existenceWe are the story we tell ourselvesThe story is a relationship, that you develop between who you are or you potentially areAnd the unique worldI exist because of the story
Che cosa è falsoChe cosa è veroNon c'è racconto senza, senza misteroSiamo le storie cheLe storie che inventiamoSiamo le storie che ci raccontiamo
Che cosa è falsoChe cosa è vero
Non c'è racconto senza, senza misteroSiamo le storie cheLe storie che inventiamoSiamo le storie che ci raccontiamoSiamo le storie che ci raccontiamoSiamo le storie che ci raccontiamoSiamo le storie che ci raccontiamoSiamo le storie che ci raccontiamo
Che cosa è falsoChe cosa è veroNon c'è racconto senza, senza misteroSiamo le storie cheLe storie che inventiamoSiamo le storie che ci raccontiamo
Che cosa è falsoChe cosa è veroNon c'è racconto senza, senza misteroSiamo le storie cheLe storie che inventiamoSiamo le storie che ci raccontiamoSiamo le storie che ci raccontiamoSiamo le storie che ci raccontiamo

03 febbraio 2016

Perturbazione - Trentenni

Quando un cantante/gruppo non si sente molto ispirato o ha bisogno di una canzone paracula per aumentare le vendite, o non ha voglia di sbattersi per fare qualcosa di originale, le soluzioni sono due:
1) fare una canzone sulla musica
2) fare una canzone sulle donne.

Tranne poche eccezioni, i risultati vanno dal banale allo scadente al così detto fan-service.
Tra le poche eccezioni, c'è questa canzone dei Perturbazione (dei quali avevamo già parlato in varie occasioni).





Perché è una bella canzone, perché non sono paraculi, perché dicono cose vere, e perché sono "scomodi". Oggi, per tanti motivi, parlare in modo "negativo" (da intendersi: in un modo che sia sotto la soglia del più positivo possibile) delle donne (o anche solo di una), è quasi un reato. Comporta come minimo un'accusa di misoginia, visto che la denuncia per discriminazione sessuale non è attuabile (oddio... se qualcuno ci provasse può anche darsi che un giudice compiacente lo trovi...).
Però in questa canzone, alla faccia delle ipocrisie, del buonismo a tutti i costi e della poverinocrazia, viene eseguito un ritratto di una categoria di donna che tutti conosciamo/abbiamo conosciuto/abbiamo incontrato nella vita - e quando dico "abbiamo", non intendo solo noi maschietti.
E lo fa senza critiche (tranne forse quelle costruttive che può recepire chi si sente tirato in ballo, e parlo anche dei "maschi confusi" citati nel testo), senza togliersi sassolini dalle scarpe, senza voler scaricare addosso frustrazioni personali. E lasciando molto su cui riflettere.

I Perturbazione hanno uno stile particolare. Sono un melodico/pop che a volte può apparire kitsch, ma che sa stenderti o ti propone temi e spunti su cui sei obbligato a pensare.

Anche stavolta hanno fatto centro. Bravi. Bravissimi.

02 agosto 2014

Perturbazione - AGOSTO

sto scrivendo questo post ad Aprile... e non voglio portare sfiga...

mash-up filmico


Agosto
è il mese più freddo dell'anno
L'inverno si sposta sei mesi in avanti
e non è il polo sud
qui non è il polo sud

Agosto
La sveglia che rompe il silenzio
Qualcuno è in vacanza
e lei suona per ore
che freddo che fa

Agosto
ti affacci su un cuore malato
le cinque di sera ed è già buio pesto
l'inverno d'agosto

Il ghiaccio
si posa e ricopre le cose
l'attesa del caldo congela anche i morti
che freddo che fa

Se non è vero che hai paura
non è vero che ti senti solo
non è vero che fa freddo
allora perché tremi in questo agosto?

Agosto
è scritto sul tuo calendario
forse hai dormito sei mesi
ma sei così stanco
tanto stanco

Agosto
è il mese più freddo dell'anno
nell'altro emisfero lo chiamano inverno
l'agosto

14 luglio 2014

concerti - Perturbazione (?)

In realtà è successo due domeniche fa, e saremmo fuori tempo massimo... ma vabbè.

Avrei voluto parlarvi di aver assistito ad un altro meraviglioso concerto dei Perturbazione, come quello già vissuto ad  Aprile...  purtroppo...


Giunti al solito Carroponte al termine di un assolatissimo pomeriggio domenicale, io e il mio Consulente Musicale abbiamo assistito al primo gruppo di apertura, Les Enfants. Che, a dispetto del nome, sono in realtà quattro giovanotti milanesi, in gamba con gli strumenti, che propongono musiche con atmosfere originali e intriganti, anche se alla lunga risultano un po' ripetitive e immature nei testi. Il materiale di base c'è, una scoperta sicuramente interessantissima... diamogli tempo e fiducia e mostreranno grandi cose.



A seguire i Kafka On The Shore. Terzetto che canta in tedesco (l'unica canzone in italiano era il riarrangiamento di un canto popolare siciliano). Anche qui una scoperta interessante, dalle sonorità che io non saprei definire ma qualcun altro più ferrato sì (bravissimo, imho, il tastierista, che dava quel qualcosa in più). I tre giovani (non così giovani come quelli di prima ma comunque non vecchi) sono però osteggiati dalla meterologia: alla terza canzone inizia a piovere. Loro ringraziano gli eroi che resistono alle intemperie, ma al quarto brano ha la meglio il maltempo: ci si ripara alla bell'e meglio sotto allo stand del merchandising... e fine esibizione... :-(



Mentre attendiamo l'arrivo dei big della serata... aumenta la pioggia. Ricordo di avere, forse, in macchina un ombrello. Ci facciamo timbrare e usciamo mentre si scatena il diluvio. Niente ombrello, ma dal bagagliaio spunta un enorme sacco di plastica che tenevo chissà perché (smaltire qualche cadavere, nel caso?). Lo apriamo perché occupi più spazio e torniamo indietro mentre viene giù l'impossibile. Tornati all'area concerto, uno degli "steward" ci dice «Oh, capo, non si entra senza biglietto». Volevo fargli notare che oggigiorno si dice "zio", ma è più vecchio di me e lascio stare. OWWiamente i tim

bri sono stati lavati dalla pioggia... ma abbiamo ancora i biglietti!!! Possiamo entrare!!! Ci avviamo al palco come due gemelli siamesi sotto al diluvio... per sentire il cantante dei Perturbazione che rimanda tutti a casa....

Il concerto dei Perturbazione rinviato per maltempo. Che beffa.
Almeno ci hanno restituito i soldi del biglietto.


02 giugno 2014

Perturbazione - Giugno, Dov'Eri?




Ti dimentico
 cuore a metà
 Perso in calcoli
 che non conterò
 Giugno dov'eri?
 Scomparso
 Steso immobile
 voglia di te
 Dei tuoi brividi
 mi solletico l'anima
 Giugno tramonto
 rondini amore
 Vento tiepido
 soffiami via
 Sono i sogni miei
 queste rondini
 Giugno ti prego
 portale l'anima mia.

18 aprile 2014

PERTURBAZIONE - live al Magnolia 16.04.2014



"Oh, sono in ferie quella settimana lì".
"Oh, bene, andiamo a vedere i Perturbazione al Magnolia?"
"Ma sì dai. Ma che genere fanno?"
"Sono radiofonici".
"Ok".
Il pomeriggio di quel giorno me li "studio" su youtube e li trovo interessanti anche se un po' mosci. Indeciso se confermare la presenza o meno, la buttò lì e dico di sì.
Allora la sera andiamo lì, io e il mio "consulente musicale", e siamo (come sempre) in terza fila, centrali davanti al palco. E assistiamo così a una performance energica e molto sentita (sia dal gruppo che dagli spettatori). Gente che  scrive canzoni con testi PER NULLA BANALI, e che suona con maestria. Il cantante, un tizio simpatico, istrionico ma non megalomane ha quel non so che di bizzarro.
Ad un certo punto salta giù dal palco e si mette a cantare tra il pubblico. Io ce l'ho davanti e penso: "Mò se mi porge il microfono e io non so una parola delle loro canzoni che figuraccia faccio?".
Per fortuna non succede, il cantante torna sul palco e prosegue il concerto.
Poi il gruppo esce. Tutti urliamo "Ancora! Ancora!" e loro ritornano per un paio di canzoni. Poi escono. Stanno fuori un po' più a lungo e rientrano. Fanno un'altra canzone ed escono. Le prime persone iniziano ad andarsene, ma eccoli ritornare, con il cantante che TORNA IN MEZZO AL PUBBLICO, di nuovo davanti a me, che temo di nuovo di fare la figuraccia di cui prima (quando pensi di averla scampata e il pericolo si ripropone è peggio di quando ti succede la prima volta). Per fortuna anche qui passo indenne... Il gruppo rientra... per poi riapparire dopo una pausa ancora più lunga.
"Eh, no, basta, fateci andare a casa!!!" chiede sommessamente qualcuno.
Un ultima canzone, in semi acustico e poi ci salutano. Stavolta definitivamente.
Una nuova scoperta musicale, gente che merita davvero un approfondimento.
Il giorno dopo - per caso - ho trovato il loro ultimo album e l'ho comprato.