21 marzo 2015

DEF LEPPARD - FROM THE INSIDE (canzoni disegnate)


I am bad, I am evil
I am winter, I am pain
I'll mess up your life
I'll beat up your wife
I'll lose all your friends
And I'll win in the end

So you play the Joker
And I'll play the Clown
And I'll laugh while you're up there
And I'll laugh when you're down
Though your screams break the silence
Oh, they won't make a sound
Na na na na na na naaa

I will rise, I will take you
I will break you, never let you go
I'll shoot through your veins
I'll drive you insane
I'll poison your breath
And I'll love you to death

So you be the Joker
And I'll be the Clown
And you'll laugh when you're up there
But you'll cry when you're down
Though your screams break the silence
Oh, they won't make a sound
Na na na na na na naaa

[Repeat Chorus]

Na na na na na na naaa [x2]

14 marzo 2015

recensioni - L'INSONNE anni '90

L'Insonne, serie a fumetti le cui alterne vicende editoriali hanno reso serie di culto. Un fumetto italiano, con una protagonista italiana ambientato in Italia. Scelta coraggiosa che ben pochi hanno avuto il coraggio di fare. Ho tutta la serie FreeBooks/Arcadia, mi manca purtroppo un albetto.
Non avevo invece, e me ne crucciavo, i tre albi originali pubblicati negli anni '90. E-Bay? Attensa di una potenziale ristampa (cosa già detta difficoltosa da parte dell'autore stesso)?


evil2.gif wha wha wha wha wha! (risata maligna di trionfo) evil2.gif 
li ho trovati (per puro caso in mezzo a una matassa di bonellidi vari... stavo valutando o meno l'acquisto di Demon Stories) ieri a Cartoomics e me li sono letti... cioè, volevo dire, gustati, ieri sera.

Sì, ci sono delle "leggerezze" (tipo: nell'1 Desdy dice di non riconoscere l'odore che sente nel baule dell'auto e tu capisci già che... nel 3 perché mail Clelia avrebbe dovuto lasciare il registratore in pausa anziché stopparlo se sapeva già che...), però devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso da quanto fossero mature quelle storie. per una serie esordiente, mi pare di capire che le idee fossero ben precise. Leggere negli editoriali i "piani futuri" e sapere che non sono stati realizzati (non come avrebbero voluto gli autori) mi ha fatto dispiacere.
il "concorso" mandaci una foto se senti di assomigliare a Desdemona dovrebbe essere riproposto anche oggi 21vs.gif 
Bella l'idea di un bonellide "slim", che forse dovrebbero adottare anche altrove... 

07 marzo 2015

Positivismi! 66 di 100



POSITIVISMI

POSITIVISTMI

67 - 07/03 una cosa fastidiosa trasformata in una bella giornata
66 - 06/03 ricevere aiuto da una persona che giudicavi insensibile
65 - 05/03 ci mancava un istante e facevamo pum!
64 - 04/03 i casini non li faccio solo io 
63 - 03/03 nuovi trucchi natatori... again
62 - 02/03 bicicletta ellittica!
61 - 01/03 giocare ad un vecchio gioco che non conoscevi e intripparti
60 - 28/02 tutto sommato stai bene anche da solo
59 - 27/02 postare dopo tanto tempo un nuovo racconto
58 - 27/02 resistere al nervoso
57 - 26/02 finito uno dei due racconti iniziati
56 - 25/02 le menate scaricate agli altri
55 - 24/02 provare nuovi trucchi natatori 
54 - 23/02 iniziati ben 2 racconti!!!! 
53 - 22/02 Spunta il sole vince il Milan esco a fare una passeggiata
52 - 21/02 Sistemare la collezione di fumetti da soddisfazione (parte 1)
51 - 20/02 È finita anche questa settimana!
50 - 19/02 a metà del viaggio! Gli effetti si sentono
49 - 18/02 almeno non ho preso il raffreddore
48 - 17/02 non mi viene in mente niente di buono... ma nemmeno di cattivo
47 - 16/02 parlare davanti a tutti dopo tanto tempo
46 - 15/02 finire un libro. che era un'angoscia.
45 - 14/02 rivalutare un locale che non ti piaceva
44 - 13/02 giornate tristi così era da un po' che non capitavano
43 - 12/02 inizia male e finisce bene
42 - 11/02 riunioni dove (si spera) di essere uniti
41 - 10/02 al cinema, una volta tanto!
40 - 09/02 ripulire il giorno dopo
39 - 08/02 invitare amici a casa     
38 - 07/02 non fa nemmeno schifo stare da soli
37 - 06/02 passati indenni anche stavolta
36 - 05/02 un bello sguardo che non pensavi di guardare più
35 - 04/02 un bel sorriso che pensavi di non vedere più
34 - 03/02 riprendere una vecchia passione
33 - 02/02 sentire e organizzare con vecchi amici
32 - 01/02 inaugurazione con la famiglia (e vittoria Milan)
31 - 31/01 rivedere vecchi film e provare le stesse emozioni (terzo passo...)
30 - 30/01 l'EP di Rachele ?
29 - 29/01 il primo passo verso la video dipendenza
28 - 28/01 il salotto. sa l'8.
27 - 27/01 non ricordo questa giornata quindi non è successo niente di male
26 - 26/01 adoro i piani ben riusciti!
25 - 25/01 quanto tempo era che non uscivo ven/sab/dom di fila?
24 - 24/01 per la prima volta in 32 anni sono stato inviato al compleanno
23 - 23/01 adunata
22 - 22/01 è arrivata la sala!!!!
21 - 21/01 risolvere un pasticcio (combinato da altri) con l'aiuto di gente esperta e disponibile
20 - 20/01 un invito inaspettato
19 - 19/01 era il blue monday e non lo sapevo. Altrimenti questa riga sarebbe stata vuota 
18 - 18/01 toccato il fondo si può solo risalire
17 - 17/01 non essere superstiziosi (anchse se non è venerdì)
16 - 16/01 aver finalmente sistemato una cosa... e vederla migliorata!
15 - 15/01 lanciare nuove hashtag ed emoticon su internet... :-P> 
14 - 14/01 Fumetteria. Nuff'said.
13 - 13/01 gente che invecchia ma non si sente tale
12 - 12/01 Seppur in ritardo iniziano le ferie di Natale :-P
11 - 11/01 ho gia' fatto fuori 2 cambi ma ho balcone e macchine pulite
10 - 10/01 gioca il Milan e lo guardo con la maglietta d'allenamento (comunque vada è una festa!).
09 - 09/01 oggi inizinao le mie vacanze di Natale. Buone Feste!
08 - 08/01 è il compleanno di David Bowie e salta sempre fuori buona musica.
07 - 07/01 la piscina può farti passare anche la peggiore delle incazzature
06 - 06/01 è festa, c'è il sole, fa caldo
05 - 05/01 corsia libera e devastarsi in piscina :-)domani la pago, ma intanto  e' festa.
04 - 03/01 un bambino sorridente davanti alla torta del suo II° compleanno
03 - 03/01 saldi: con meno di 100€ 2 pile e 2 paia di scarpe
02 - 02/01 tornare a nuotare dopo la pausa natalizia
01 - 01/01 giornata di sole








05 marzo 2015

Oggi la luna mi ha salvato la vita + Cat Power - The Moon

Sì, lo dico davvero.
Stavo tornando a casa dal lavoro, quando a circa un km da casa mi si è presentato uno spettacolo fantastico: la luna piena sorgeva alle spalle della frazione di Mirazzano. Di fronte a me, ad est, con il sole alle spalle che non era ancora tramontato, e il cielo azzurrissimo spazzato da un vento stranamente forte, per essere in Pianura Padana.
Colto da improvviso sense of wonder, ho pensato di fermarmi e scattare una foto. Se abbiamo tutti appresso un cellulare con camera fotografica, perché non sfruttarlo per fotografare le cose belle (invece di cadere nella becera usanza del selfie allo specchio del cesso)?
Ho rallentato, guardato nello specchietto retrovisore, e ho visto più di una macchina che mi seguiva.
Considerato quanto fosse stretta la strada, ho deciso a malincuore di procedere.
Proprio in quel momento, da una stretta curva a gomito, spunta una stronza su una seicento blu che la prende talmente stretta da invadere di fatto la mia corsia. 
Ho dovuto rallentare, per non scontrarci, con la consapevolezza che se pochi istanti prima non avessi rallentato, catturato dallo spettacolo naturale sarebbe stato frontale sicuro.
Ho guardato la stronza, che mi fissava con una faccia del tipo "la stavo combinando grossa ma faccio finta di niente".
Le ho urlato "puttana". Forse non mi ha sentito. Spero abbia letto il labbiale.





The moon is not only beautiful
It is so far away
The moon is not only ice cold
It is here to stay

When I lay me down
Will you still be around
When they put me six feet underground
Will the big bad beautiful you be around

Everyone says they know you
Better than you know who
Everyone says they own you
More than you do

When I lay me down
Will you still be around
When they put you six feet underground
Will the big bad beautiful moon be around

Cause the moon is not only beautiful
It is so far away
The moon is not only ice cold
It is here to stay

Everyone says they know you
Better than you know who
Everyone says they own you
More than you do




01 marzo 2015

(canzoni disegnate) David Bowie - Fall Dog Bombs The Moon

ok, forse è il sole... ma lasciatemela passare, dai!
Hope little girl
Come blow me away
I don't care much
I win anyway
Just a dog

I'm God damn rich
An exploding man
When I talk in the night
There's oil on my hands
What a dog

Fall dog is cruel and smart
Smart time breaks the heart
Fall dog bombs the moon

Devil in a market place
Devil in your bleeding face
Fall dog bombs the moon
What a dog

There's always a moron
Someone to hate
A corporate tie
A wig and a date
Just a dog

These blackest of years
That have no sound
No shape, no depth
No underground
What a dog

Fall dog is cruel and smart
Smart time breaks the heart
Fall dog bombs the moon

A devil in a market place
A devil in your bleeding face
Fall dog bombs the moon
What a dog



28 febbraio 2015

TtA#37 - Il Necrofago

Li guardò mentre correvano a perdifiato, dalla piazza del centro verso le vie esterne, con l’orrore dipinto sul volto. Si intralciavano l’un l’altro, e allora sgomitavano, si spingevano a vicenda senza nessun riguardo. Qualcuno portava in braccio i propri bambini. Un adolescente correva tenendo la mano alla fidanzatina: quando perse l’equilibrio e cadde, la sua ragazza lasciò la presa e scappò via. Il giovane venne calpestato dalla folla, come tutti coloro che cadevano a terra. Quando la fiumana di gente si diradò, Sylvan si diresse verso il punto da cui essi provenivano. Notò una donna dai capelli castani, che spingeva una carrozzina con a bordo un uomo anziano che non sembrava consapevole di quanto stesse succedendo. La sentì urlargli qualcosa. Forse gli diceva di mettersi in salvo… era straniera, evidentemente, e non riusciva a esprimersi bene. Ad un certo punto la sedia a rotelle investì l’adolescente caduto e calpestato poco prima e l’anziano passeggero volò per terra. La donna straniera cadde a terra e si mise a urlare e piangere. Sylvan, insensibile, si diresse verso il punto da cui tutta quella folla era arrivata, alla ricerca di ciò che li aveva fatti scappare. Ne vide arrivare uno. Uno solo. Tutta quella paura per un solo unico zombie. Sylvan sorrise. Uno solo, ma meglio di niente. Il suo corpo alto e magrissimo accelerò appena il passo barcollante verso quella figura dall’andatura altrettanto incerta. Vide il non morto aumentare la velocità, in sua direzione, bramoso della sua carne o del suo cervello o entrambi. Come due camion in un frontale visto al rallentatore, i due instabili personaggi vennero finalmente a contatto. Sylvan fu più veloce e poté avventarsi con violenza sulla carne putrefatta dell’antagonista, scaraventandolo a terra, e mordendolo e staccando brandelli marcescenti fino a che non si mosse più. Rinfrancato, si alzò, si pulì la bocca con la manica della camicia (ormai logora) e a passo più sicuro e con colorito più sano, si diresse verso la donna, il suo paziente e l’adolescente ancora tutti per terra, chi messo male, chi peggio.
“State bene?” chiese con tono passivo.
Lo sguardo terrorizzato della donna valse più di mille risposte. Sylvan provò ad avvicinarsi, ma lei si ritrasse, facendo scudo con il suo corpo al vecchio e al ragazzo, appena cosciente di ciò che stava succedendo.
Si fermò e con uno sguardo triste in volto si allontanò.
“Hai ragione donna ad aver paura di me” disse. “Una volta ero uno di voi, un umano, con la mia vita e i miei sogni. Poi, una di quelle creature” aggiunse indicando lo zombie appena affrontato “Mi privò della mia umanità trasformandomi in uno di loro, una creatura perennemente pervasa dalla fame e priva di intelletto. Fino a quando, una delle mie prede, particolarmente tenace, oppose resistenza ai miei assalti con le unghie… e con i denti”.
“Un essere umano ti ha morso?” chiese la donna, nel suo strano accento straniero, faticando a parlare quanto ad alzarsi.
“Già. Con somma ironia della sorte, la preda ha morso il predatore, ed è stato trasformato in una cosa a metà tra quelle di cui aveva già avuto esperienza. Carne viva, intelletto, sangue caldo… e un’insaziabile fame di quella forma corrotta simile a ciò che era stato fino a poco prima”.
“Tu… mangi zombie?”.
La fissò negli occhi, non più con uno sguardo tormentato, ma con un ghigno famelico.
“Per tutti ora sono… il Necrofago”.
La donna si portò la mano alla bocca, in segno di paura.
“Non devi tenermi” aggiunse Sylvan, “Non sono più un pericolo per te e i tuoi simili”.
Da lontano si udirono delle sirene in avvicinamento.
“Arrivano“ disse Sylvan guardando in lontananza. “Ambulanze, polizia, forse l’esercito. Sempre la stessa scena: quando accadono i fatti, non si fanno vedere. Quando tutto è finito, compaiono per far finta di sistemare l’irrimediabile.”.
Si voltò verso la donna ancora  a terra.
“Avranno cura dei tuoi feriti. Io devo andare. Dove sono loro non posso stare io. È stato un piacere conoscerti, anche se per poco”.
Con il suo passo lento ma costante si allontanò dalla donna, dal ragazzo ferito e dall’anziano incosciente, solitario lungo una strada deserta.

27 febbraio 2015

(canzoni disegnate) Def Leppard - Guilty

Guilty as sin, yes I confess
I can't deny
Strong in the heart, weak in the flesh
I never meant to do you wrong

I swear the soul gets blistered along the way
But when you hurt the things you love
You gotta know

If you mean hope, if you mean fear
Of those words that you've been longing to hear
If you mean faith, if you mean love
Then I'm guilty, I'm guilty of all the above

Can't hide the truth, I stand accused
Don't ask me why
I question every move and thought I had
That's going on inside

I swear the soul gets blistered along the way
But when you hurt the things you love
You gotta know

If you mean hope, if you mean fear
All those words that you've been longing to hear
If you mean faith, if you mean love
Then I'm guilty
And if it's wrong to feel this right
I can't help it and I won't fight
If you mean faith, if you mean love
Then I'm guilty, I'm guilty of all the above

It's not my first offence and it won't be the last
(My lips are sealed)
I would not change a thing except what's in the past

If you mean hope, if you mean fear
All those words that you've been longing to hear
If you mean faith, if you mean love
Then I'm guilty of loving you
If you mean hope (guilty), if you mean fear
(Never said I was innocent)
Wrap your arms around me
If you mean, if you mean love
(And it's you that I want)
And I won't fight
And if it's wrong, it feels right
Guilty, guilty

19 febbraio 2015

David Bowie - Thursday' S Child

Un tempo odiavo i giovedì. Pensavo che se non ci fossero stati, sarebbe subito arrivato il venerdì e quindi il fine settimana. 
Poi il giovedì ha iniziato a scandire momenti importanti (si fa per dire) della mia vita.
Il giorno dell'allenamento
il giorno in cui uscivano i fumetti Marvel
il giorno in cui avevo lezione di nuoto.
Ora i fumetti li compro online e a nuoto vado in altri giorni, però devo dire che continuo ad apprezzare il giovedì.





All of my life I've tried so hard
Doing my best with what I had
Nothing much happened all the same

Something about me stood apart
A whisper of hope that seemed to fail
Maybe I'm born right out of my time
Breaking my life in two

[CHORUS]
Throw me tomorrow
Now that I've really got a chance
Throw me tomorrow
Everything's falling into place
Throw me tomorrow
Seeing my past to let it go
Throw me tomorrow
Only for you I don't regret
That I was Thursday's child

Monday Tuesday Wednesday born I was
Monday Tuesday Wednesday born I was
Thursday's child

Sometimes I cried my heart to sleep
Shuffling days and lonesome nights
Sometimes my courage fell to my feet

Lucky old sun is in my sky
Nothing prepared me for your smile
Lighting the darkness of my soul
Innocence in your arms

[CHORUS]

18 febbraio 2015

TtA#36 - IfilmCHEnonVEDRETEmai#4 - 50 Iene di (nathan) gray



Un giovane mutante transfugo da una dimensione parallela viene assoldato nella polizia per infiltrarsi in una banda di rapinatori 


"tu sarai Mr Gray" gli dice il capo
"no, io voglio essere Mr Pink" gli risponde
"tu sarai Mr Gray perché lo dico io, cazzo!".
"ma Grey è il mio cognome".
"allora sarai mr pink".
"va bene".
durante una rapina in banca. Lì addocchia una tizia scialbissima e misandrica e la seduce con i suoi poteri mentali e la soddisfa con quelli telecinetici


"io non faccio l'amore, io fotto come un mutante!"
"ok" dice lei.
...e vissero felici e contenti

12 febbraio 2015

Fronte&Retro#30 - Cristina Buccino

Mai stato fan dell'Isola Dei (non troppo) Famosi, ma quest'anno farò eccezione.
Guardate cosa è sbarcata sull'isola:


certo, un minuto di raccoglimento per la povera e scheletrica ragazza che si è giocata al televoto l'ingresso all'isola contro cotanta roba. non aveva scampo.
Ma anche i produttori hanno le loro colpe: che idea balzana chiedere se volevano l'una o le altre. l'altra, l'altra. è una sola. ma fa per tre

11 febbraio 2015

Fronte & Retro #29 - VERDE

Riprendiamo la rubrica, lasciata in sospeso da un bel po' (non solo questa, invero), con un immagine sof ma non per questo di inferiore livello. Si mostra il dovuto, si lascia a intendere qualcosa, si cattura la fantasia senza volgarità. Certo, a vedere una così in metropolitana ti piglia un infarto. E ti viene da temere per la sua incolumità.


"Signorina, ma si sente sicura ad andare in giro così? No, perché sa, rischia di incontrare un malintenzionato... Vuole che l'accompagni a casa? Così il malintenzionato lo incontra di sicuro e si toglie il pensiero"

03 febbraio 2015

I Pagliacci

In genere la fiction e l'immaginario comune non sono molti clementi con i clown.
A parte il celeberrimo IT, ricordo un (trashissimo e quindi meraviglioso) film dell'orore con pagliacci alieni che rapivano e bevevano il sangue dei malcapitati terrestri che assistevano ai loro spettacoli. Di recente ho visto in giro immagini di un altro film horror con un pagliaccio. E che dire del Joker, il nemico di Batman? È ispirato al jolly dei mazzi di carte, a sua volta ispirato al burlone circense... 
Passando per la mascotte di una famosa catena di fast food, e ricordando il membro del Circo del Crimine di Marvelliana memoria, concludiamo con un ripescaggio nerd: un nemico (occasionale) di Phantom Lady e ci rendiamo conto che l'unico a mantenere alto il nome della figura in questione è il personaggio di Modern Family (vedi immagine), unico esempio positivo di clowneria portato avanti dal ficdom.
Posto che i circhi se li fila più nessuno (o così dicono), cosa resta di questa figura?
Dovrò presentare, in uno dei prossimi episodi di Tales To Astonish un clown buono. Me lo riprometto.

02 febbraio 2015

POSITIVISMI 33/100

Siamo a un terzo del percorso... devo dire che questo giochino mi ha preso bene. Alcune volte è un po' forzato, altre bisogna sforzarsi per trovarne... però tutto sommato sta funzionando. Dipende anche dal fatto che grandi cambiamenti sono in atto. Più che cambiamenti aggiornamenti... mi è arrivato il salotto, ho comprato un bel tv... sono contento!
potrei scriverci un libro


33 - 02/02 sentire e organizzare con vecchi amici
32 - 01/02 inaugurazione con la famiglia (e vittoria Milan)
31 - 31/01 rivedere vecchi film e provare le stesse emozioni (terzo passo...)
30 - 30/01 l'EP di Rachele ?
29 - 29/01 il primo passo verso la video dipendenza
28 - 28/01 il salotto. sa l'8.
27 - 27/01 non ricordo questa giornata quindi non è successo niente di male
26 - 26/01 adoro i piani ben riusciti!
25 - 25/01 quanto tempo era che non uscivo ven/sab/dom di fila?
24 - 24/01 per la prima volta in 32 anni sono stato inviato al compleanno
23 - 23/01 adunata
22 - 22/01 è arrivata la sala!!!!
21 - 21/01 risolvere un pasticcio (combinato da altri) con l'aiuto di gente esperta e disponibile
20 - 20/01 un invito inaspettato
19 - 19/01 era il blue monday e non lo sapevo. Altrimenti questa riga sarebbe stata vuota
18 - 18/01 toccato il fondo si può solo risalire
17 - 17/01 non essere superstiziosi (anchse se non è venerdì)
16 - 16/01 aver finalmente sistemato una cosa... e vederla migliorata!
15 - 15/01 lanciare nuove hashtag ed emoticon su internet... :-P>
14 - 14/01 Fumetteria. Nuff'said.
13 - 13/01 gente che invecchia ma non si sente tale
12 - 12/01 Seppur in ritardo iniziano le ferie di Natale :-P
11 - 11/01 ho gia' fatto fuori 2 cambi ma ho balcone e macchine pulite
10 - 10/01 gioca il Milan e lo guardo con la maglietta d'allenamento (comunque vada è una festa!).
09 - 09/01 oggi inizinao le mie vacanze di Natale. Buone Feste!
08 - 08/01 è il compleanno di David Bowie e salta sempre fuori buona musica.
07 - 07/01 la piscina può farti passare anche la peggiore delle incazzature
06 - 06/01 è festa, c'è il sole, fa caldo
05 - 05/01 corsia libera e devastarsi in piscina :-)domani la pago, ma intanto e' festa.
04 - 03/01 un bambino sorridente davanti alla torta del suo II° compleanno
03 - 03/01 saldi: con meno di 100€ 2 pile e 2 paia di scarpe
01 - 01/01 giornata di sole



09 gennaio 2015

La maledetta maglia numero 11 del Milan

Pazzo, cambia numero e vedi che torni a segnare e sorridere :-)
Successe più o meno così:
"Oh, hai visto? Abbiamo comprato Ibrahimovic"
"Ah! che numero gli hanno dato?"
"L'Undici".
"No, cazzo!"
"Perché 'no cazzo'?"
"Perchè chi indossa quella maglia... ha una sfiga pazzesca!"
Caso vuole, che proprio oggi il sito www.canalemilan.it pubblichi la lista aggiornata di tutti i numeri di maglia del Milan dal 1995/96 a oggi, così ch'io possa finalmente dimostrare la mia teoria:

MILAN: LA #11 PORTA SFIGA  A CHI LA INDOSSA!!!!

Roberto Donadoni (1995/96); 
bandiera rossonera, grande campione. Quell'anno vince lo scudetto, poi va negli States
Alessandro Costacurta (1996/97); 
bandiera rossonera, grande campione. Ma può un difensore indossare un numero da attaccante, al massimo ala? Infatti quella fu l'unica sua stagione brutta al Milan. Brutta, come quella di tutta la squadra.
Andreas Andersson (1997);
Giovane speranza europea, arriva al Milan per risollevarlo dalla disastrosa annata precedente. Dopo un paio di mesi viene rimandato al mittente. Almeno, il suo unico gol, regalò la prima vittoria in quella disastrosa stagione. Sì, più disastrosa della precedente. 
Maurizio Ganz (1998-1999); 
arrivato l'anno prima, riceve il maledetto #11 e segna cinque gol decisivi per la vittoria del campionato... l'anno dopo Mister Zaccheroni lo scorda in panchina e lui va in prestito al Venezia. Che retrocede.
Josè Mari (2000/01); 
Tanti tiri in porta, pochi gol.
Mohammed Aliyu Datti (2001/2002);
chi? Ah!
Rivaldo (2002-2003);
primo di una lunga serie di campionissimi da rottamare in quel della Milano rossonera Parametro zero.
 Hernan Crespo (2004/05); 
Al Milan fa bene, benissimo, tutti ne abbiamo un gran ricordo. Segna pure una doppietta in finale di Champions League. Ma non la vince. Quanta gente può vantarsi di aver fatto lo stesso? :-(
Alberto Gilardino (2005-2008); 
Giovane promessa del campionato italiano. Arriva al Milan, segna una quindicina di gol all'anno, solo due in Champions, ma non entra nei cuori dei tifosi. Quando se ne va nessuno si strappa i capelli.
Marco Borriello (2008/09); 
Giovane sull'onda del successo... la fidanzata Belen va all'Isola Dei Famosi, gli fa le corna, lui va in paranoia, e inizia a giocare di merda e viene pure beccato a doparsi (doping per rimanere scarso... boh)
Jan Klaas Huntelaar (2009/10);
Gioca poco, fuori posizione ma fa gol importanti (e pure tanti, in proporzione al minutaggio) e i tifosi lo stimano. Ma decidono di mandarlo via. Allo Schalke 04 pare stia vivendo un secondo periodo di gloria.
Zlatan Ibrahimovic (2010-2012); 
Due anni, devastanti, cambia il volto della squadra. Ma riesce a interrompere la sua serie di vittorie consecutive in campionato.... che riprenderà al PSG, dove sarà venduto per fare cassa.
Giampaolo Pazzini (2012-attuale)
prima stagione niente male, contribuisce alla risalita al terzo posto (nello scambio con Cassano ci abbiamo guadagnato noi, ci tengo a dirlo!). Poi un infortunio lunghissimo che gli fa perdere il Mondiale e per ora sta in panchina a favore di un falso nueve 

che dire? la #11 porta sfiga, lo sostengo da sempre."E i fatti mi cosano" (© cit.)
Ritiratela!!!!

08 gennaio 2015

(buon compleanno) David Bowie - Aladin Sane





Watching him dash away, 
swinging an old bouquet 
- dead roses
Sake and strange divine Uh-h-h-uh-h-uh you'll make it
Passionate bright young things, 
takes him away to war - 
don't fake it
Saddening glissando strings
Uh-h-h-uh-h-uh - you'll make it


Who'll love Aladdin Sane
Battle cries and champagne just in time for sunrise
Who'll love Aladdin Sane



Motor sensational, Paris or maybe hell - I'm waiting
Clutches of sad remains
Waits for Aladdin Sane - you'll make it



Who'll love Aladdin Sane
Millions weep a fountain, 
just in case of sunrise



Who'll love Aladdin Sane



We'll love Aladdin Sane
Love Aladdin Sane



Who'll love Aladdin Sane
Millions weep a fountain, 
just in case of sunrise



Who'll love Aladdin Sane



We'll love Aladdin Sane
We'll love Aladdin Sane

03 gennaio 2015

Positivismi: 2 di 100

Generalmente non mi piacciono le trazzate che si leggono su Facebook*. Però stavolta ne ho trovata una che poteva essermi utile. Visti i "proverò" postati il primo dell'anno (non metto il link, andateveli a cercare...), credo che questo gioco... che sarà luuuungo, potrebbe giovarmi.

Arriverò a 100? Chi lo sa. Periodicamente aggiornerò... e vediamo.
Intanto:

POSITIVISMI
1 - 01/01 giornata di sole
2 - 02/01 tornare a nuotare dopo la pausa natalizia


*= ora sono anche su TWITTER: @SimOwen77

PS: ho aggiornato lo sfondo del blog :-D

01 gennaio 2015

... il primo dell'anno



Quest'anno non faccio propositi. Quando li faccio va tutto male.
No, quest'anno proverò
proverò ad essere più socievole
proverò a trattare meglio i miei genitori
proverò ad essere più fecile (a tal proposito...)
proverò a mangiare meglio
proverò a scrivere di più
proverò a leggere meglio
proverò a incazzarmi di meno
proverò a farmi venire in mente tante altre cose che proverò a fare.

che bello.

31 dicembre 2014

ultimo dell'anno....


No, la mia festa non sarà così ma pazienza.
Quest'anno sono andato a vivere da solo,
non ho cambiato xxxxx
non ho cambiato xxxxxxxxx, si è allargata, ma non è stato un bene.
non ho fatto ferie (scelta),
non ho ripreso a nuotare "seriamente" (circorstanze),
ma per lo meno ho cercato di tirarmi fuori dalla stessa schifezza in cui sto. Che forse non è così schifezza. È "pena", c'è chi sta peggio di me. Ma anche chi sta meglio. Di solito si cerca di puntare alto... proverò sempre a fare così. Se non va... i mezzi a disposizione sono quelli. Io ci provo, non potete farmene una colpa.

30 dicembre 2014

I miei ragguardevoli capodanni

... o capidanno?
... o capidanni?
... o chissenefrega?

V era particolarmente amica con P, A, e M (quest'ultima donna, gli altri due uomini). I quali la invitavano tutte le volte che c'erano feste od occasioni particolari. Cioè, per uscire una sera normalmente a bere qualcosa no, zero, manco a parlarne. Ma se c'erano compleanni, anniversari, festeggiamenti allora sì.
Ebbene, correva l'anno 1999 e volevi mica che passasse il capodanno tra il 1999 e il 2000 da sola, no?
Quindi bisognava invitarla!!!! Ma... lei non abita nel nostro paesello, abita in un altro! Bisogna andarla a prendere! E riaccompagnarla! Vabbè, chiediamo a SimOwen (credo sia la prima volta che scrivo il mio nick qui dentro, dopo 8 anni quasi 9, fa strano), che lui è sempre disponibile, e si sa, con 'sta V c'ha pure avuto dei trascorsi. 
Fatto sta che SimOwen dice: "Va bene, vado a prenderla io V", pensando anche chissà che magari a capodanno è la volta che...
SimOwen va a prendere V insieme a P. V saluta P,  ringrazia P, parla con P, sale alla festa. 
Se ne sta tutto il tempo a parlare con M. A mezzanotte fa gli auguri a P, M ed A. Che comunque non erano gli unici invitati alla festa, eh!
Arriva l'ora di portarla a casa. SimOwen la accompagna insieme ad A (...). V parla con A, malmostoso come sempre, ringrazia A, malmostoso come sempre, nota che A è malmostoso (come sempre), chiede ad A cos'abbia che non vada. Lui, malmostoso come sempre, dice niente, e si fa portare a casa da SimOwen.

Passano due mesi circa, siamo a fine febbraio. C compie gli anni... bisogna invitare V!!! Ma... lei non abita nel nostro paesello, abita in un altro! Bisogna andarla a prendere! E riaccompagnarla! Vabbè, chiediamo a SimOwen (ormai mi sono autoabituato al suono del mio nickname).
"SimOwen, puoi andare a prendere V per il compleanno di C?", chiede P.
"No" risponde SimOwen pacato, calmo, tranquillo.
P fa una faccia strana, ma finisce lì (o così sembra).
Alla sera della festa, nella tavolata della pizzeria, c'è una sedia vuota. L (fidanzata del festeggiato) la nota subito e gli chiede: "Chi è che ti ha tirato il pacco?"
"Eh" risponde lui con rammarico, "Quella mignotta di  X. Xxxxxxxx".
P lo sente, e scatta subito: non può lasciare l'onore della sua amica indifeso:
"È stato SimOwen che non è voluto andare a prenderlo" disse indicando l'accusato con il dito.
"E comunque V è di Xxx Xxxxxx e non X. Xxxxxxxx ", puntualizza pure, perché tutti i puntini fossero sulle I. Non capisco perché non abbia anche detto che non è una mignotta, non di professione,  non all'epoca,
per lo meno, ma vabbè.
A questo punto, stizzito, SimOwen con una leggera staffilata degna della miglior Trillini (tirava ancora di scherma, all'epoca, giusto?) risponde:
"Raga, è amica vostra, non mia, andatela a prendere voi".
P rimane a bocca aperta. SimOwen capisce che è il momento di affondare e portare a casa la vittoria:
"A capodanno sono andata a prenderla, l'ho riaccompagnata, non mi ha detto grazie, non mi ha parlato per tutta la serata, forse non mi ha nemmeno fatto gli auguri. È amica vostra, andatevela a prendere voi".
P è annichilito e senza dire niente se ne torna al suo posto.
"Il cameriere ha portato il dolce", è stato il suo unico commento.

20 dicembre 2014

Al lavoro come a scuola? Forse peggio (Azzurro Impiegatizio, ma no, non è un racconto stavolta)

non è andata proprio così ma il senso è quello
L'altra notte ho fatto un sogno che mi ha lasciato uno strano senso di disagio. Ci ho riflettuto e ho capito perché.
Stavo spiegando, seduto al banco di scuola (!) con dei giocattoli (!) come funziona la tassazione iva ad una collega. Ad un certo punto arriva tutta incazzata il suo capo (è una donna, quindi dovrei scrivere "capessa", ma sembra che l'italiano non preveda questa parola, e che "capa" sia un'altra cosa) che mi ruba i giocattoli e mi urla contro:
"Il tuo è un lavoro consultativo" mi dice, "Dovresti fare la tua parte e non sorpassare gli altri".
Dopo un secondo di esitazione le rispondo, puntandole contro il dito:
"Ciccia, sto facendo una cosa che avresti dovuto fare tu tanto tempo fa".
Lei sobbalza, trattiene un singhiozzo e scappa  via con un'espressione a metà tra l'incazzata e il pianto.
Invece di svegliarmi soddisfatto per questa piccola vittoria onirica, mi sentivo a disagio.
Ho ripercorso il sogno e ho capito cos'era a infastidirmi: oltre ai giocattoli usati per la spiegazione, a non c'entrare nulla con il mondo lavorativo era l'ambientazione. E sì, perché oltre al banco, a essere "di scuola" era proprio tutta la "scenografia". Ricordo una scrivania, forse una lavagna. E il colore dei muri e la forma della stanza e delle finestre era molto simile a quella della mia scuola delle superiori. Magari con una passata di vernice fresca, ma era proprio quella.
Così, mentre facevo colazione, e mi lavavo i denti, e mi vestivo per andare al lavoro, ho riflettuto  a riguardo e ho raggiunto una conclusione che mi ha colpito come una sorta di fulmine:
la gente che ho conosciuto durante gli anni di scuola non era stupida (immatura, superficiale, disturbata, insulsa) come quella che ho conosciuto nel mondo del lavoro. E quelli di allora erano adolescenti, quelli di oggi - si presume - adulti. 
Forse sono io a essere maturato per strada (spero...), ma gli altri? Sono rimasti lì? Non sto dicendo che TUTTI i miei colleghi, presenti, passati recenti e remoti e futuri lo siano... ma buona parte. Molti. La quasi totalità. Chiariamo: tutti abbiamo una certa dose di menate, manie, paranoie (idiosincrasie?), fa parte dell'essere umano, ma sul mondo del lavoro ho trovato troppe persone disturbate TROPPO 
.

16 dicembre 2014

Jules Not Jude - Tuesday




C'è questa usanza di far aprire i concerti a gruppi "minori" rispetto agli artisti che si dovranno esibire. A volte cosidetti "minori" non si rivelano essere tali né in senso assoluto né in paragono a coloro cui fanno da apripista.
Così, di recente (taccio il nome di coloro che me li hanno fatti "scoprire") ho conosciuto questi giovini rockettari interessantissimi, assolutamente italiani, ma che cantano in inglese.
Che storia.

15 dicembre 2014

TtA #35 - Non È Facile Essere Come Gianni (Azzurro Impiegatizio)



in questo numero effetti speciali a go go

Pedro lavorava all’ufficio personale della Tafazzi Inc, ormai da cinque anni. E occupando quel ruolo, volendo o meno, scopri tante cose dei colleghi. Quelli che al rientro dalle feste si mettono regolarmente in malattia, quelli che prolungano le ferie di un paio di giorni perché “il volo è stato sospeso”, quelli che “il bambino è stato male” e riuscivano a farsi il ponte anche se il loro capo non gli aveva dato il permesso, quelli che le mattine dopo la partita arrivavano sempre in ritardo, quelli che il venerdì trovano la scusa per uscire prima. Una cosa curiosa erano le visite mediche: quelli che ne facevano tre all’anno sempre nel mese di marzo, quelli che il dentista sempre prima dell’estate, quelli che sembrano feticisti dell’esame del sangue, manco volessero le braccia come gruviera… e il tipo più curioso di tutti: Gianni. Lavorava alla Tafazzi Inc. da diversi anni. I colleghi più anziani dicevano che quando arrivò lì, aveva già i capelli bianchi, l’andatura caracollante e quegli improvvisi tic che lo contraddistinguevano. “Sindrome di Palton-Parker” diceva lui. E lo dicevano anche i documenti che aveva presentato al momento dell’assunzione, firmati dal Dottor Raspotti dell’Ospedale Della Santa Pazienza. Attestavano la sua invalidità parziale e l’assunzione come categoria protetta. Gianni passava il giorno facendo quello che poteva, con la massima calma: smistava la posta (che raramente finiva al destinatario) e la cancelleria (ma quasi sempre mancava qualcosa nell‘inventario), sistemava le lancette degli orologi nei passaggi da ora legale a solare e viceversa (sempre cinque minuti avanti),  andava a prendere gli ospiti (meglio se belle donne) in stazione e li accompagnava in albergo (sì, stranamente con tutti i problemi che aveva, poteva guidare), potava la siepe dell’azienda (questo gli riusciva bene). Faceva anche piccole commissioni: acquistava le batterie per gli orologi da muro, la carta e i toner per le stampanti, comprava quei piccoli attrezzi che potevano servire sul lavoro. E chiedeva sempre, prima di uscire, se qualcuno volesse qualcosa: brioche, gelati, ghiaccioli, una pizzetta… Ma no, non andava mai in banca, in posta, a comprare bolli e francobolli. Non si può pretendere tutto. Per le cose urgenti muovi il culo tu. E guai a parcheggiare la macchina di fianco alla sua: non voleva, dava di matto, ti rompeva le scatole finché non la spostavi. Il parcheggio interno dell’azienda aveva sempre un posto libero. Quello di fianco al suo.
Un tipo strano, Gianni, forse per colpa della sindrome di cui soffriva. Una sindrome molto rara, a quanto pare. Talmente rara che quando Pedro per curiosità la cercò su internet, non trovò nulla. Così, con il massimo delle buone intenzioni, e per poter capire meglio le esigenze del collega, gli parlò di questo fatto. 

Lo incontrò sulle scale, un martedì mattina. Forse mercoledì, non lo ricorda più nemmeno lui. Però era certo fossero le undici o giù di lì. Pedro era un abitudinario, scendeva sempre a bere il caffè a quell’ora, a metà mattinata (così come prendeva il latte macchiato nel pomeriggio alle 16.00).
“Ehilà, Gianni” gli disse, “Come stai?”.
“Eh, ho avuto una nottataccia” rispose lui, “Non riuscivo a dormire. Mi agitavo, scalciavo, mia moglie si è pure incazzata. E lo sa che c’ho sta malattia, che s’incazza a fare?” gli disse come se stesse chiedendo po’ di compassione.
“Deve essere terribile” disse l’altro, “Vuoi che ne parliamo davanti ad un caffè?”.
“Eh, si, dai, bravo, offri tu” rispose l’altro.
Si avviarono giù per le scale, mentre Gianni continuava a ripetere come fosse fastidiosa la “sua malattia”, come lo facesse dormire poco e male, “la sua malattia”, come gli desse un sacco di problemi in famiglia “la sua malattia”. Arrivati a metà delle scale, Pedro notò che non barcollava poi tanto. E che aveva in mano un martello probabilmente per  appendere, come d’abitudine, qualche certificato ottenuto dall’azienda, o qualche diploma di corso di specializzazione conseguito da un collega.  
“In effetti è strano” pensò tra sé Pedro, “Che con tutti i tic che ha riesca a martellare come si deve. O a potare la siepe alla perfezione”.
Decise di arrivare al punto:
“Senti, ma questa ‘malattia’, che poi sarebbe una sindrome, che ha tu…”
“La Palton-Parker” disse Gianni sospettoso.
“Ecco, esatto, così per curiosità, l’ho cercata su internet, ma non ho trovato nulla: esattamente, che cazzo fa?”.
Gianni sobbalzò, sbiancò in volto, sembrò quasi scattare verso Pedro, quando, poggiando un piede male, si sbilanciò e cadde rovinosamente giù per le scale, fino a ruzzolare ai piedi della reception.
“Oddio, Giannni!” urlò Miriam, la receptionist, “Gianni è caduto, chiamate i soccorsi!”.
Marta, addetta al pronto soccorso si fiondò di corsa fuori dal suo ufficio.
“SignorGiannirestifermolapregononmisembraunacosagravamadobbiamochiamarel’ambulanza”.
Anche Allan, Karson e il Sig. Tafazzi in persona uscirono di corsa dall’adiacente sala riunioni, 
“Si è fattto male?” chiese l’amministratore della società.
“No, no, sto bene, lasciatemi in pace” disse Gianni rialzandosi.
“SignorGiannirestifermosisiedasullapoltroncinaprendaunbicchierd’acquachiamiamol’ambulanzasubitissimo!!!” si premurò Marta.
Allan e Karson aiutarono Gianni a sistemarsi in sala d’attesa, di fronte alla reception e dal lato opposto della sala riunioni. Il Sig. Tafazzi si sincerò che la centralinista avesse chiamato il Pronto Soccorso.
“Saranno qui a minuti” lo rassicurò lei.
“Meno male che posso contare su di lei, signorina, il signor Gianni è categoria protetta, bisogna stare attenti quando succedono queste cose, sa…”.
Il pippone dell’amministratore fu bloccato dall’arrivo della Croce Rossa.
Miriam, prontamente indicò la sala riunioni. I due barellieri e un terzo assistente entrarono senza indugi per visitare il povero Gianni. Questi li spintonò violentemente:
“No, lasciatemi stare, non vi voglio, andate via!!”.
“Oh no, sta opponendo resistenza!” disse Tafazzi prendendo il telefono della reception, “Ora ci tocca chiamare i Carabinieri!” aggiunse componendo il numero con solerte prontezza.
“No, non chiami i Carabinieri, signor Tafazzi, sto bene!”.
“Ma non posso non chiamarli, sa, la legge!”.
“No, ma io non voglio, sto bene, mi sono rialzato!”.
“Su, non sia sciocco!” cercò di convincerlo Karson, con la sua parlata a scatti. “Meglio andare sul sicuro in questi casi!”.
“No, ma io non ho niente!”.
“SignorGiannifacciailbravosonoiol’addettaalprontosoccorsoleassicurocheèquestalaprocedura!” aggiunse Marta.
“No, sto bene, rimandateli a casa, tutti!”.
Dopo pochi interminabili minuti, due agenti furono sul posto.
“No, io i Carabinieri non li voglio, non ci vengo, lasciatemi stare!” insistette Giannni
Nonostante le proteste, l’uomo alla fine fu portato in ospedale per accertamenti.

La mattina dopo Pedro entrò in sala mensa per riporre il proprio pranzo in frigorifero. Lì, incontrò Miriam e Laura.
“Pedro, vieni qua” lo chiamò la prima.
“Sì?”.
“Ieri Laura non c’era, era andata via con Marco, e le stavo raccontando cosa è successo”.
“Riguardo a Gianni?”.
“Sì”, disse Laura, “Deve essere stato un bel casino convincerlo a…”.
Pedro sospirò.
“Cosa c’è? Perché quella faccia?” gli chiese Miriam.
“Ieri sera mi sono fermato fino alle 19.00 passate per finire alcune archiviazioni. Ho sentito il Tafazzi che parlava nel suo ufficio col Kerson… avevano la porta chiusa male e ho potuto origliare.
L’ospedale ha fatto degli accertamenti: la sindrome di Palton-Parker, di cui Gianni diceva di soffrire, non esiste!”.
“Cosa?” urlarono le due colleghe in contemporanea.
“Esatto: i documenti della malattia erano fasulli! L’ospedale ha quindi avvisato i carabinieri, che dopo una rapida ricerca l’hanno riconosciuto: Gianni Carappolo, già arrestato per contraffazione negli anni ‘80,  per piccole truffe negli anni ‘90, per falso in bilancio nel decennio scorso e ora aggiunge alla sua fedina penale, il reato di falso invalido”.
“Allora era per questo che ieri non voleva farsi visitare” disse Miriam.
“Certo: temeva che se dei dottori seri lo avessero visitato, avrebbero scoperto l‘inganno!”.
“Quindi state dicendo che per tutti questi anni…” chiese Miriam.
“Già” risposero Laura e Pedro in coro. “Ci ha turlupinati alla grande”.




14 dicembre 2014

L'Officina Della Camomilla - Live Magnolia 13-12-2014

E così abbiamo conosciuto anche questi tizi.
Cinque giovanotti milanesi (presumo: citano Ortica, Piola, il Bingo di via Washington...), con una passione per le lavatrici e avversione per naziskin e skinhead.
Cantano, con testi che potrebbero insegnare qualcosa ai migliori esponenti dell'ermetismo, il disagio e la ribellione giovanile e suonano alla grande (tra l'altro debbo ricredermi sul fatto che le donne non sappiano suonare la chitarra elettrica perché lo strumento è troppo pesante).


nessuno ha (ancora, almeno) messo su youtube alcun filmato, quindi vi tocca sorbire la mia ripresa assolutamente scadente...

bassista-cantante/chitarrista-chitarrista2

chitarrista2-tastierista

05 dicembre 2014

TtA #34 - Memorie di un aspirante suicida

Special Guest Star: Jacoby 




Se ne stava sul divano del suo monolocale a guardare la televisione con accesa la luce dell’aspiratore dei fornelli. La preferiva a quella del lampadario perché era più calda e non rifletteva sulla superficie dello schermo. Non aveva ancora sparecchiato la tavola: dopo cena gli piaceva godersi quel momento di relax e rimandare a dopo le incombenze domestiche. Sul bordo del lavello c’erano pure i cocci di vetro accatastati in quello che restava del bicchiere che aveva rotto poco prima. L’avrebbe buttato con calma, più tardi. Lenta e progressiva, gli arrivò l’attrazione per quella superficie tagliente, la voglia di passarsela sui polsi e farli sanguinare, e lasciarsi andare lì, sul divano, di fronte al notiziario delle 20;00.
Tempo addietro, aveva provato un’attrazione simile per il vuoto. Salire più in alto possibile, guardare in giù il cemento, lontano e indefinito, e lasciarsi andare. Si immaginava come poteva essere la caduta, l’accelerazione gravitazionale, l’attrito con l’aria, l’impatto con il suolo. Era abbastanza in alto da morire sul colpo? Oppure avrebbe agonizzato tra atroci dolori, visto da nessuno? Oppure il solito scocciatore sarebbe riuscito a chiamare un‘ambulanza che gli avrebbe salvato la vita lasciandolo storpio o vegetale per sempre?
Queste cose gli succedevano durante i così detti “periodi no”. E quello attuale era uno di essi, sempre più frequenti, più difficili da affrontare. Questa volta c‘era di mezzo una ragazza, per la cronaca. Come al solito si era tenuto tutto dentro e la cosa non lo aiutava. Certo, a parlarne, non cambiava molto: anche quando provava a confidarsi, pochi lo prendevano sul serio. Non sapeva se e quante persone lo capissero davvero E da qui nasceva il timore più grande: che nemmeno di fronte ad un gesto del genere ne avrebbero capito il perché.
Pensava che per sviare a ciò la soluzione potesse essere un incidente stradale. Saliva in automobile, e proseguiva ad andatura regolare per la sua strada. Non troppo veloce ma nemmeno troppo lento. Sperava che qualcuno, ad una rotonda o a un incrocio, non rispettasse la precedenza e lo travolgesse. O che qualche disgraziato non si fermasse a un semaforo rosso e gli andasse addosso. Magari un qualche sorpasso scellerato: un veicolo che spunta improvviso nella tua corsia, e giù un bel frontale.
A torturarlo ulteriormente, la parte della sua mente che si ostinava a restare lucida: gli diceva che il suicidio non era la risposta al problema, e si chiedeva da dove nascessero tutte quella angosce. Depressione? Forse ereditaria, ne soffriva qualcuno tra i suoi nonni. Esaurimento nervoso? Non erano quelli i sintomi. Disturbo mentale dovuto a qualche trauma infantile rimosso? Forse sentire uno psicologo gli avrebbe fatto bene.
Il telegiornale finì, si alzò, lentamente, sparecchiò e lavò i piatti, sempre sotto alla luce dell’aspiratore. Chiuse il sacchetto dell’umido, e lo abbandonò sul pianerottolo per portarlo giù all’indomani, alla faccia dei vicini che si sarebbero lamentati. Gli scappò un sorrisetto, che si allargò piano piano fino a scoppiare in una risata. “Che persona squallida sono“, si disse, “Se trovo gioia in queste piccole carognate“. Gli scappò l’occhio sul bicchiere rotto e i suoi cocci. Li buttò nel raccoglitore del vetro. Lo avrebbe gettato venerdì sera. Quando sarebbe uscito con i suoi amici (noiosi) a bere birra scadente nel solito bar scelto per via dei prezzi bassi. Almeno quattro risate le avrebbe fatte, e magari gli avrebbero fatto passare… quello che aveva. Si concludevano sempre così dopo i “periodi no”. Quattro risate, quattro cazzate, un bicchiere e passa tutto.
“Che persona squallida sono“, pensò di nuovo. Decise di andare a letto, mettere su un po’ di musica jazz dalla compilation comprata qualche giorno prima e dormirci sopra. Da venerdì gli sarebbe sembrato tutto meno brutto.

02 dicembre 2014

COLD PLAY - Violet Hill




Was a long and dark December
From the rooftops I remember
There was snow, white snow

Clearly I remember
From the windows they were watching
While we froze down below

When the future's architectured
By a carnival of idiots on show
You'd better lie low

If you love me
Won't you let me know?

Was a long and dark December
When the banks became cathedrals
And the fog, became God

Priests clutched onto bibles
Hollowed out to fit their rifles
And the cross was held aloft

Bury me in armor
When I'm dead and hit the ground
My love's opposed but unfolds

If you love me
Won't you let me know?

I don't want to be a soldier
Who the captain of some sinking ship
Would stow, far below

So if you love me
Why'd you let me go?
I took my love down to violet hill
There we sat in the snow
All that time she was silent still
So if you love me
Won't you let me know?
If you love me,
Won't you let me know?