17 luglio 2020

CHALTRONS CENTUS!!!! THE CHAMPIONS!!!

Ebbene sì, ci vediamo ancora per quello che è ormai un appuntamento mensile, quasi una rubrica fissa di questo blog (che non legge nessuno): celebrare le vittorie di A.C. Chaltrons!!!

E amici, questa è la vittoria che più ci speravamo di celebrare: la vittoria della Champions League!
Dopo stagioni in cui la squadra veniva sorteggiata contro avversari di un livello superiore, e dopo la delusione in finale di quattro mesi fa, questa volta, la squadra arriva dritta alla finale, in una vittoria nei 90 minuti che conclude l'epopea di grandi giocatori e completa il palmares con l'unica coppa che mancava... ad un anno esatto di distanza dall'iscrizione al gruppo Top Eleven - Dalla Parte Dei Manager (che nel frattempo è diventato The Italian Job)

Ma procediamo con ordine:


Nei gironi un cammino triofante: qualificato senza problemi, all'ultima giornata faccio giocare le riserve, che vincono 4-3 (col rischio di un pareggio all'ultimo minuto) che permettono quindi di raggiungere il conteggio pieno dei punti.

Negli ottavi e nei quarti poco da dire: vittorie dettate dalla supremazia della squadra.

Che in semifinale incontra un avversario ben più forte che affronta abbandonando il 4-3-3 per passare a 4-1-4-1.
Ma Trung Kien ribalta il vantaggio iniziale dell'ottimo Piro (nuova stella della squadra) e si porta un passo avanti per la finale.
Al ritorno, stesso schema, si parte all'arrembaggio per la remuntada e... signori: 6-1
(4 Piro, il jolly difensivo olandese Bos e l'attaccante "Cocco" Bello )
Purtroppo una malandrina ammonizione al difensore/mediano Guyot ci fa perdere questo fondamentale elemento tattico per la finale...


Così contro Irawan (un 5% più forte di noi) entra il regista Tabanelli al posto del mediano squalificato per un 4-5-1 prudente ma votato al contropiede.



 Come potete leggere dal resoconto, passano in vantaggio loro, ma dopo pochi minuti, su punizione, il solito Piro pareggia. Dopo l'espulsione dell'avversario si parte con un modulo più offensivo, che ci permette non solo di passare in vantaggio (ancora "Cocco" Bello) ma anche di allungare la distanza, ancora con Piro, ma stavolta con una bomba dalla distanza.
A questo punto scatta la reazione d'orgoglio dell'avversario che accorcia le distanze, mettendo, ammettiamo, un po' di preoccupazione. Ma grazie ai nervi saldi, riusciamo a mantenere il vantaggio e a mettere le mani sull'unico trofeo che mancava a questo grande gruppo:
LA CHAMPIONS LEAGUE.

CHALTRONS CENTUS!

06 luglio 2020

Elton John - Candle In The Wind

Goodbye Norma Jean
Though I never knew you at all
You had the grace to hold yourself
While those around you crawled
They crawled out of the woodwork
And they whispered into your brain
They set you on the treadmill
And they made you change your name
And it seems to me you lived your life
Like a candle in the wind
Never knowing who to cling to
When the rain set in
And I would have liked to have known you
But I was just a kid
Your candle burned out long before
Your legend ever did
Loneliness was tough
The toughest role you ever played
Hollywood created a superstar
And pain was the price you paid
Even when you died
Oh the press still hounded you
All the papers had to say
Was that Marilyn was found in the nude
And it seems to me you lived your life
Like a candle in the wind
Never knowing who to cling to
When the rain set in
And I would have liked to have known you
But I was just a kid
Your candle burned out long before
Your legend ever did
Goodbye Norma Jean
Though I never knew you at all
You had the grace to hold yourself
While those around you crawled
Goodbye Norma Jean
From the young man in the twenty second row
Who sees you as something more than sexual
More than just our Marilyn Monroe
And it seems to me you lived your life
Like a candle in the wind
Never knowing who to cling to
When the rain set in
And I would have liked to have known you
But I was just a kid
Your candle burned out long before
Your legend ever did
Your candle burned out long before
Your legend ever did

30 giugno 2020

BloGGhete consiglia: DIABOLIK MAGNUM

cover inedita del volume
DIABOLIK MAGNUM

raccoltone a tema di 5 storie del ladro mascherato ambientate tutte su isole più o meno deserte. Scelta molto azzeccata, in quanto, con l'estate alle porte (poi è da vedere chi andrà in vacanza e chi no) è il tipo di lettura più adatta.
Mini redazionali con commenti da parte della redazione che contestualizzano le storie per anno, autori e spiegano la fantageografia del diabolikmondo.

Divertente e utile per chi non conosce il personaggio, o lo conosce poco come me.

piccola reintrepretazione di uno studio preparatorio 
Onestamente sarei invogliato all'approfondimento del personaggio, però incuriosito dalla lettura degli albi "storici" più che dagli inediti.

il rapporto tra diabolik ed eva mi dà l'idea della cosa che prima o poi finisce male laugh2.gif anzi cry_.gif

Sono entrambi innamorati persi l'uno dell'altra, ma mentre lei è disposta ad assecondarlo in ogni cosa, lui ha marcato una line oltre alla quale non la seguirebbe. Inoltre, in una delle storie presenti nel volume, lui la manipola palesemente (e lei capisce che c'è sotto qualcosa, ma preferisce non approfondire) per poter mantenere un proprio segreto.
Insomma, prima o poi lei lo sgama e decide di mollarlo... e il resto potrebbe essere cronaca nera.





20 giugno 2020

A.C. Chaltrons ha fatto 13

Sì amici, di nuovo a primeggiare in campionato!!!

La stagione si avvia con un sorteggio proibitivo in Coppa, brillantemente superato... tanto che proseguiremo fino ai quarti eliminati da Mònika (sì, una signorina che giuoca a Top Eleven... ce ne sono molte, ma quasi tutte sono gamers, e, temo, fake...)

In Superleague un sorteggio proibilitivo (l'ennesimo) contro squadre di un livello superiore... faccio giocare le riserve e vinco il girone con facilità (!), passo i sedicesimi e capitolo, come da copione, agli ottavi contro il profugo della Champions.



In Campionato, invece, sorteggio favorevole. Non parto proprio benissimo: 0-1 interno contro Narya, che sarà la mia spina nel fianco durante la stagione.
Comunque mi riprendo, alla fine del girone di andata sono a +8 sulla coppia di inseguitori: il già citato Narya e Pista.FC steaua.
Il girone di ritorno parte con un 2-2 in casa proprio del Narya, che mi riagguanta su punizione dopo una partita emozionante.
Nella seconda parte del girone un leggero calo mi porta all'ultima giornata con un vantaggio di solo 2 punti... (nota: arrivare a+8 in Top Eleven porta sfiga).
All'ultima giornata, per fortuna, vittoria per 2-0 in trasferta (nota: le ultime tre gare sono state tutte in trasferta) in casa del Pista che già da tempo aveva perso ogni velleità di conquista del titolo.
L'autore dei gol nella partita decisiva è stato sempre lui: Bomberone Lorenzo Maferri, che nonostante i 30 e nonostante risulti quasi impompabile, riesce sempre a dire la sua.




Al suo fianco, da ricordare, l'altro canterano Mastroianni (Mateo), in spolvero dopo alcune stagioni in ombra (lo ammetto: pensavo fosse un pacco) e il giovanotto Giuseppe Piro (detto Peppino, Piro-Piro, Pulcino Piro, ma soprattutto Piromania) che non riesce a vincere la classifica cannonieri, nè quella assistman nè quella come miglior giocatore (ci era riuscito la scorsa stagione) ma trascina la squadra ed è la vera rivelazione del team.
Da menzionare i nuovi acquisti:
il portiere Osee O'Bama detto Il Presidente
il difensore/mediano/centrocampita/calciodangolista Djamaldin Guyot, baluardo in difesa.





Anche quest'anno CHALTRON C'É





E la prossima... è la stagione numero 100!!!

19 giugno 2020

Dyland Dog Old Boy #1



Alla fine ho ceduto alla tentazione e ho letto l'old boy.

O meglio: lette entrambe le storie.

La prima non è originalissima, ma per lo meno è "sentita".
Tratta un tema che chiunque può sentire suo e chiunque può sentirsi "vecchio".
La faccenda della torre potevano anche tralasciarla, il finale "alla 1984" era più bello, secondo me.
Invece il finale, quello vero, quello che spiega le interferenze di groucho, quello strappa un sorriso. anche se ricorda un po' "è stato tutto un sogno".


La seconda parte bene, ha una serie di citazioni divertenti (che non sono la base della storia, ma ne sono un elemento) e lascia intravedere lo spirito del Dylan di qualche tempo fa.
Poi però si fa "seria", perché bisogna chiudere la trama, e secondo me, a questo punto scazza.
Troppi spiegoni, troppe coincidenze, troppi elementi tirati dentro per i capelli.
forse anche queste una citazione delle vecchie atmosfere dylaniate, e sono io a non aver capito.

La formula di "2 episodi ogni 2 mesi" mi convince poco.

Capisco che un altro mensile farebbe concorrenza alla serie regolare, secondo me la cadenza giusta sarebbe stata trimestrale (sempre con due storie).

Ad ogni modo diamo una chance a questa serie, che dovrebbe accontentata gli orfani della vecchia versione dell'indagatore.

18 giugno 2020

Jesus And Mary Chain - JUST LIKE HONEY


Listen to the girl
As she takes on half the world
Moving up and so alive
In her honey dripping beehive
Beehive
It's good, so good, it's so good
So good
Walking back to you
Is the hardest thing that
I can do
That I can do for you
For you
I'll be your plastic toy
I'll be your plastic toy
For you
Eating up the scum
Is the hardest thing for
Me to do
Just like honey

09 giugno 2020

GREEN DAY - SHE

She
She screams in silence
A sulley roit penetrating through her mind
Waiting for a sign to smash the silence with the brick of self control
Are you locked up in a world that's been planned out for you?
Are you feeling like a social tool without a use?
Scream at me until my ears bleed
I'm taking heed just for you
She
She's figured out
All her doubts were someone else's point of view
Waking up this time to smash the silence with the brick of self control
Are you locked up in a world that's been planned out for you?
Are you feeling like a social tool without a use?
Scream at me until my ears bleed
I'm taking heed just for you
Are you locked up in a world that's been planned out for you?
Are you feeling like a social tool without a use?
Scream at me until my ears bleed
I'm taking heed just for you

02 giugno 2020

BloGGhete consiglia (fino ad un certo punto): WEREWOLF BY NIGHT

Per la precisione, l'essential, volume I.
(Dicesi "Essential" una ristampa di storie di una determinata serie in un volume in bianco e nero, dalla carta leggera, e quindi a costo inferiore. Credo che ormai non li facciano più da un bel po')



La mia passione per i licantropi me l'ha fatto comprare anni orsono ma l'ho lasciato lì poco dopo la metà.
Non che le storie fossero brutte o noiose, solo che non c'era una "direzione": la serie tirava a campare con idee anche carine, ma senza particolari scossoni.


Anche se  degli spunti per qualcosina me li ha dati
Certo, il protagonista partiva con l'handicap di non poter ammazzare né sbranare nessuno, quindi ogni scontro si risolveva in un niente di fatto. E mancava pure un vero villain. Gli avversari affrontati erano tutti nemici occasionali che in un modo o nell'altro venivano scaricati dagli autori stessi entro due o tre episodi.

Peccato.

26 maggio 2020

BloGGhete consiglia: Vis à Vis

Amarillo es El nuevo negro? 
A quanto pare le somiglianze con la celebre serie "arancione" sono solo l'ambientazione e l'origine alto borghese delle protagoniste.

Questa serie è quasi terrorizzante.




Atmosfera cupa e tesissima, le detenute sono davvero cattive, le guardie non riescono a  tenerle a bada come vorrebbero e la protagonista non ha un attimo di pace.
Prima te puntate che ti lasciano incollato alla poltrona: quando vedi che è il momento di "staccare", capisci anche che quanto hai visto ti resterà in testa per un bel po'... e hai paura. Così resti lì a guardare nuovi episodi... e dopo sarà ancora peggio. 


Sono solo al terzo episodio.

Aiutatemi.



PS: Tette in quantità, ne riparleremo

14 maggio 2020

StorieLLe: Compagni DI Sbronze (after Bukowski)


Come scrivevo nel precedente post, ho appena finito di leggere un libro (raccolta di racconti) di Bokowski. In tale post avevo citato un racconto, nominandolo con il titolo sbagliato: non era "compagni di sbronze" ma bensì "La Barba Bianca".
Qui sotto mi sono permesso di riscrivere parte dell'episodio e cambiare il finale. Con molta umiltà. Ecco...



Aria di chiuso, poche finestre piccole con vetri smerigliati, poca luce da fuori, poca luce dentro, tantissimo fumo passivo.
Eravamo seduti in quel bar, dopo il turno di lavoro nel frutteto. Aria di chiuso, poche finestre piccole con vetri smerigliati, poca luce da fuori, poca luce dentro, tantissimo fumo passivo.
Ogni tanto un gran fracasso arrivava dall’esterno, e tutto tremava. Le bombe. Al di là della vallata, c’era la guerra. Mi chiedevo se prima o poi qualcuno sarebbe venuto da noi a razziare gli alberi. Le mele e pere che raccoglievamo erano pur sempre cibo. A quanto pare i soldati non avevano voglia di frutta. Preferivano bistecche, patatine fritte, birra o superalcolici. La frutta è per i bambini della mensa delle elementari.
Insieme a me c’erano i miei due compagni di raccolta. Herb, un energumeno mastodontico, e Talbot, un omino gracilino. Stavamo sempre insieme, noi tre. Ma non perché fossimo amici. Perché qualche strano caso ha voluto che espiassimo le nostre colpe o soffrissimo le nostre sfighe in questa valle. Nessuno arrivava lì di sua volontà, ce lo portava il destino: un amore finito, un investimento andato male, un’azienda in bancarotta (magari la sua). E ognuno si sfogava come poteva. In particolare Herb, architettando dispetti atroci a Talbot, che era costretto a subire per evidenti ragioni di stazza.
Ero stanco del piagnucolare di Talbot,  e stanco della cattiveria di Herb. Li avrei mollati entrambi terminata la giornata di lavoro. Ma chi decideva per noi in quel momento aveva deciso che fosse più sicuro restare insieme anche dopo il lavoro, non si sa mai, non ci trovavamo nel posto più piacevole del mondo. Certo, meglio di dove, a pochi chilometri da qui, ci si sparava contro o ci si lanciavano addosso granate. Ma faceva schifo lo stesso. Così eccoci di nuovo lì, nel bar. Tutti e tre. Con Herb che diceva volgarità e si vantava della sua cattiveria, Talbot che piangeva, e io che sopportavo.
Da fuori arrivò l’ennesimo rombo. Ci tenemmo al tavolo. Udimmo l’ennesima esplosione, qualcosa tremò, ma l’edificio rimase in piedi. Passata la paura, Il cameriere ci portò il liquore del posto, una schifezza che almeno riuscivamo a mandare giù. Tutto il resto del menù era imbevibile o immangiabile.


Poi entrò lei: una ragazzina pelle ossa e tette. Pesava quaranta chili, quarantacinque al massimo. Metà di quel peso erano le ghiandole mammarie. Chioma folta, visino da bambina, e due tette enormi da cui partivano braccia scheletriche e gambe lunghe e sottili. Si sedette al nostro tavolo, timidamente, o fingendo timidezza. Noi tre ci bloccammo a guardarla, lei ci sorrise.
 Quando uno è cafone sa farsi sempre riconoscere.
Herb allungò una mano e strizzò un seno senza fare troppi complimenti. Quando mai. Quando uno è cafone sa farsi sempre riconoscere.
“Ti piacciono?” chiese lei, sorridendo. “Puoi avere anche il resto” disse, con un accento straniero marcato.
Ci sparò il prezzo per mezz’ora. Troppo alto.
“Siamo solo braccianti al campo, non possiamo permettercelo” le risposi io.
Una breve trattativa: palpeggiamento tette e lavoro di bocca per un importo più abbordabile.
Il primo a voler andare fu Herb. La seguì dietro a una tenda da cui si intravedevano degli scalini. La tenda c’era sempre stata. Gli scalini, giuro, è la prima volta che li notavo, chissà dove si erano nascosti tutto questo tempo. Al contrario di come si faceva notare il coltellaccio che Herb si portava sempre alla cintura. Non che lo avesse mai usato: per regolare i conti o infliggere angherie gli bastavano le mani... Comunque, quel coltello venne notato anche da un uomo, probabilmente ispanico, alto e grosso (ma mai come Herb) che fece un cenno ad un altro uomo, molto somigliante, vicino all’ingresso. Questo rispose a sua volta con un cenno. Due buttafuori. Anche loro, giuro, mai notati.



La mia ispezione del circondario venne interrotta dalla vocina querula di Talbot.

“lo ammazzo, lo ammazzo, lo ammazzo” ripeteva ossessivamente a bassa voce.“lo ammazzo, lo ammazzo, lo ammazzo” ripeteva ossessivamente a bassa voce..Povero Talbot. Per trovarsi lì con noi doveva aver sofferto parecchio anche lui, nella sua vita precedente. E ora subiva le malvagità di Herb. Prima o poi sarebbe scoppiato, avrebbe fatto qualcosa, avrebbe reagito. Del resto “Talbot” era il cognome del protagonista del film “L’Uomo Lupo”. Doveva avere dentro per forza una bestia anche lui. Che prima o poi si sarebbe liberata. Ma, contrariamente a quanto succede nei film, per lui sarebbe finita molto male. E a quel punto, sarei stato designato suo successore come vittima delle angherie di Herb. Non è stato detto, ma credo si sia capito: Talbot è il più debole del trio. Io sono quello “intermedio”, ma non è che sia molto più forte di Talbot. E Herb è decisamente molto più grosso di me. Se fossi vittima delle sue angherie, nemmeno io potrei ribellarmi, non fisicamente. Ma quel delinquente preferisce, per sicurezza, prendersela comunque con quello più piccolo. Potrebbe prendersela con entrambi. Ma in questo caso potremmo fare comunella, e due contro uno… chissà come andrebbe a finire.
“Lo uccido, lo uccido, lo uccido” continuava a ripetere. Prese il bicchiere che il bestione aveva lasciato lì. Ci sputò dentro.
“non hai visto niente, tu!”
Feci un cenno di negazione.
“lo uccido, lo uccido, lo uccido”.


Due buttafuori (...) mai notati.
Improvvisamente, dall’alto, sentimmo un tonfo. Non l’assordante rombo di un’esplosione seguito da una specie di terremoto, ma un tonfo sordo e solitario. Poi, dopo due secondi, le grida della ragazza, e quelle di Herb a coprirle. Herb stava combinando qualche casino dei suoi. Probabilmente voleva che la ragazza includesse qualche lavoretto extra nella sua prestazione, e non aveva accettato un “no” come risposta. I due gemelli Gonzales (chiamiamoli così per comodità) entrarono in azione: il primo, quello più vicino alle scale, si precipitò di sopra, seguito in un batter d’occhio dall’altro.
E intanto Talbot sussurrava “uccidetelo, uccidetelo, uccidetelo”.
Dall’alto giunsero grida, rumori, altri tonfi, rumore di cose che si rompevano per terra. Poi passi, grida, e un corpo che cadeva per le scale. Gemello numero uno (o due?) aveva appena misurato la pendenza dei gradini e si teneva il braccio su cui era atterrato. Subito, arrivò Herb a colpirlo, usando solo la mano sinistra. Nella scapola destra qualcuno ci aveva infilato il suo coltellaccio. Ironia del destino.
“uccidetelo, uccidetelo, uccidetelo” continuava a ripetere Talbot.
E mentre anche gemello numero due (o uno?) si univa alla lotta, e Herb con un braccio solo teneva loro testa, io mi chiedevo cosa ne fosse della ragazza (stuprata? Uccisa? Mutilata? Sfigurata?) e soprattutto cosa ne sarebbe stato di me e Talbot, i compagni dello scellerato attaccabrighe che tanto stava impegnando i buttafuori (i protettori della ragazza? Erano i figli del barista? Non credo, il signore mi sembrava avere tratti più arabeggianti che ispanici).
Gli altri avventori, dal canto loro, urlavano e incitavano i contendenti, probabilmente era già partita qualche scommessa. Il barista stava caricando un fucile a pallettoni.
“Talbot, dobbiamo andarcene” gli dissi. Saremmo più potuti tornare? È il bar più feccioso del mondo, ma l’unico della zona, e con la prostituta più bella del mondo (nonché l’unica della zona) con in paio di tette più grosso del mondo (ci sono altre portatrici sane di tette, ma non di quel livello, posso garantire).
Il barista sparò un colpo per aria. I pallettoni avrebbero potuto rimbalzare e ferire qualcuno, ma… per fortuna non è stato così.
Herb e i gemelli Hernandez (un cognome vale l’altro, no?) si bloccarono. Tutti e tre con il fiatone. Herb il terribile a quanto pare, di fronte a chi ha gli strumenti per fare la voce più grossa, sa scendere a miti consigli…

Herb Herb, un energumeno mastodontico
Il barista urlò qualcosa nella sua lingua… nessuno capì, ma nessuno mosse un dito. Tranne Talbot. Talbot si alzò di colpo dal tavolo, scattò verso Herb, che gli dava le spalle (di tutti gli scatti visti in questi pochi concitati attimi, fu il più veloce), e con un salto (degno del miglior giocatore di cavallina) fu addosso alla schiena di Herb: gli cinse la vita con le gambe, gli strinse la fronte tra braccio e petto e con la mano libera estrasse il coltello. Glielo piantò nel collo. Una volta, due volte, tre volte. Herb crollò in avanti con un tonfo che sollevò tutta la polvere di quel pavimento lercio.  Talbot era ancora lì, avvinghiato a lui che lo massacrava fisicamente di colpi, come psicologicamente aveva dovuto subire in quei mesi. E poco importa che forse il bestione fosse schiattato già al primo colpo… il piccoletto sfogava la sua ira. Sotto gli occhi dei gemelli, del proprietario del bar, degli altri clienti, molti dei quali si chiedevano se la scommessa fatta poco prima fosse valida o meno, causa intervento di un elemento esterno.
L’uomo lupo teneva fede al suo nome, la bestia era stata liberata.
Il barista ricaricò il fucile, e Il gemello numero uno fece un cenno al numero due, che, tenendosi il braccio, si affacciò alle scale, chiamando la ragazza.
Cazzo. Finii il mio bicchiere con un sorso. Mi alzai. Presi il bicchiere di Talbot, e scolai pure quello, lasciando lì il liquore di Herb per via dello sputo. Puntai l’uscita del bar, ora deserto (gli avevano avuto la mia stessa idea e mi avevano preceduto verso l’esterno) seguito dai gemelli e da miss Tette. Udii lo sparo poco dopo aver varcato la soglia. Stava imbrunendo, la strada sterrata era illuminata dalle lampade a olio sugli usci delle poche case. Vidi la corriera parcheggiata in piazza. Le porte erano aperte, un tizio vestito da conducente di autobus gli si stava avvicinando. Affrettai la corsa e saltai a bordo.
“Dove va?” chiesi.
Il tipo farfugliò qualcosa che non capii. Salii a bordo.
“Tra quanto parte?”.
Indicò un “quattro” con le dita. Mi sedetti per terra, nello spazio tra due sedili, così che dalla finestra non mi si potesse vedere. Il conducente pose la mano come a dire “paga il biglietto, prima, stronzo”. Il “quattro” di prima era da intendersi come valore monetario, non come unità di misura del tempo. Infilai le mani in tasca ed estrassi tutte le monete che avevo. Trattenni il fiato, quando le contai. Superavo abbondantemente “quattro” unità di moneta locale. Ma lui forse intendeva “quattro decine”. Spero non “quattro centinaia”.
Prese quanto gli detti, mi guardò torvo, e si sedette al suo posto. Avviò l’autobus (attesi qualche minuto prima di rialzarmi e sedermi comodo) ed eccomi qui, con pochi spiccioli in tasca e solo i vestiti che avevo indosso, verso una destinazione ignota.
Speriamo che dove siamo diretti non faccia freddo.
E che ci sia anche Miss Tette, o qualcuna che le assomigli almeno un po’.
 

11 maggio 2020

sto leggendo Bukowski

Non volevo farne un "BloGGhete consiglia" o un "BloGGhete (s)consiglia" perché non ho proprio un'idea precisa su questo autore...
Ho ritrovato a casa dei miei, nella camera che fu di mia sorella, per la precisione, la raccolta di racconti "compagni di sbronze". Incuriosito, visto che di questo autore non ho mai letto nulla, me lo sono preso e portato a casa.
Lo stile dell'autore prevede protagonisti trasandati, alcolizzati, senza un particolare interesse a tenere in ordine il proprio appartamento né il proprio aspetto fisico o/e che vivono situazioni di particolare disagio.
Questi racconti, per la maggior parte, si troncano di colpo, lasciando in sospeso situazioni, eventi e promesse.
Prendiamo per esempio il racconto che dà titolo alla raccolta:
un disperato è obbligato dagli eventi a fare il bracciante in un campo di frutta. I suoi due colleghi sono un energumero che fa dispetti (pesanti) a un piccoletto. Pochi chilometri più il là, oltre le colline, c'è la guerra: bombardamenti, esplosioni, tutto trema. I tre finito il lavoro vanno al bar più vicino (l'unico bar, forse). Al loro tavolo si siede una bella ragazza dai seni esagerati, che si capirà essere una prostituta. Il protagonista se la scopa (in realtà le lecca solo le tette e si fa fare un pompino perché le prestazioni della ragazza costano troppo). Torna al tavolo, e l'energumero raggiunge la tipa.
Mentre sono lì insieme, il piccoletto vessato, piangendo, annuncia la sua intenzione di farla pagare una volta per tutte all'energumero. Il protagonista gli dice che non interferirà. L'energumero torna dalla visita alla ragazza, e il piccoletto annuncia di non volersela fare. l'energumero lo prende in giro nuovamente, e il piccoletto gli fa una battuta che noi lettori capiremo essere una promessa di morte.
I tre escono dal bar.
Finisce il racconto.

E quindi?
Il giudizio non è totalmente negativo, sia chiaro. Però se avessi visto il piccoletto mettere in atto la sua vendetta sarei stato più soddisfatto. E non è nemmeno detto che la vendetta dovesse avere successo, chiariamo.
Però ci sarebbe stata una fine, un compimento. Invece resta tutto così, sospeso, indeterminato.

Altri racconti invece un finale, o un senso, ce l'hanno.
I due suprematisti che violentano e uccidono l'attore gay, per esempio.
L'uomo ludopatico che non accetta le avance della bionda perché deve ritirare l'auto dal gommista e andare a scommettere.
Quelli in cui viene messa in scena la vita dello scrittore e i dialoghi con i colleghi.
Bellissimi episodi.

Diciamo che forse non ho scelto l'opera più significativa di questo autore pluripremiato e pluriconosciuto.
Diciamo che, pur avendo avuto anche io i miei momenti no, non ho le esperienze sufficienti per capire l'ambiente in cui i personaggi (tra cui lui stesso) si muovono.
Diciamo che se mi capita, proverò altre sue opere. Magari un romanzo intero.

04 maggio 2020

BloGGhete Sconsiglia: Brews Brothers

Attirato dall'idea di seguire una sit-com a tema birra, una delle mie grandi passioni,  ho avuto la pessima idea di guardare brews brothers, sperando che la serie fosse all'altezza del bellissimo gioco di parole nel titolo.



Purtroppo, nonostante qualche riferimento a luppoli, malto, macchinari per birrificare, monasteri belgi e concorsi di degustazione, sono andato incontro a un paio di idee intelligenti, affogate però in mezzo a tanta, tantissima, troppa comicità grossolana.
Invece delle solite battute a sfondo sessuale tipiche delle sit-com, gli autori hanno voluto differenziarsi giocando con urina (nella birra), cacca, vomito, peli pubici (nella birra).
E secondo me ci sono anche un paio di scene che potrebbero essere un attimino illegali


SPOILER******************************************************
in un episodio utilizzano dei dildo vuoti come bottiglie per la birra, e portano dei ragazzini di una squadra giovanile di calcetto a imbottigliare. Uno di questi agita una bottiglia e si schizza in faccia tipo cumshot
*****************************************************FINE SPOILER


Peccato, davvero un peccato.

25 aprile 2020

Chaltrons Twelve - l'eroe della battaglia di Bordeaux

Nel senso che... è il dodicesimo campionato vinto dal Chaltrons, e l'ha vinto con un colpo pazzesco che manco il film... ma andiamo con ordine e non spoileriamo!

La stagione precedente finisce con una sconfitta ai rigori (oltranza) in Champions League (unico trofeo non vinto - non ancora - con questo incredibile ciclo) e la mancata promozione all'ultima giornata.
In sostanza mi faccio una stagione da ripetente.



La stagione inizia con un sorteggio di Coppa che mi mette di fronte un avversario pazzesco: 19% più forte di me!
Però con una bella prestazione all'andata, al ritorno si amministra e si passa il turno, stabilendo il record di avversario più forte mai eliminato.
Per la cronaca:
ALVOX - CHALTRONS 1-2 (Jolenat 9'; Maferri 43', Tabanelli 87')
CHALTRONS - ALVOX 1-1 (Maferri 66'; Formuso 85')
Ovviamente, il secondo turno vengo eliminato da un avversario abbordabile: quel Galacticos già visto in passato.

Pazienza.
In Campionato un sorteggio abbordabile mi mette tra i favoriti. Non parto neanche male, ma dopo l'eliminazione in Coppa un paio di sconfitte mi tagliano le gambe. In particolare il 1-3 in casa di Dani 8, storico avversario.
Finisco a metà classifica a -6 dalla vetta. Allora uso la tattica già usata in passato: metto in campo i più giovani e aggiusto con un paio di big.
Quest'anno lo schema sarà un inedito 5-3-2 con bomber Maferri a far coppia con ("Cocco") Bello, canterano che speriamo possa ripetere la carriera del veterano. Ed è proprio il veterano a rilanciarsi e rilanciare la squadra: una sequenza di 12 vittorie  ci portano in vetta a +7 sul secondo in classifica Portorico (battuto 3-1 in casa sua, tra l'altro)
Tutto finito, possiamo a festeggiare? NO!!!
Dani 8 (sempre lui) ci castiga al 90' in casa. Vantaggio su Portorico scende a +4
La partita dopo 1-2 contro Lajal. Portorico a +1.
Per fortuna noi ci riprendiamo contro Artur (3-0: Maferri e doppietta di Bello) mentre Portorico perde contro il Bordeaux. Torniamo a +4.
23simo turno: vinciamo entrambi. Restiamo a +4.
24esimo turno: 3-3 contro Guido (Maferri-Bello-Tabanelli riagganciano da 1-3) e Portorico vince. La distanza è +2.
25esimo turno: vinciamo entrambi, la distanza è sempre +2,

26esimo turno:
Portorico passa facile 5-1 a casa di Kerautra, dopo essere stato in svantaggio nei primi minuti)
Noi dobbiamo per forza vincere a Bordeax. E, signori: è stata battaglia!
Al 43' Barret porta in vantaggio i padroni di casa. Sciagura! Portorico ci avrebbe sorpassati di un punto! Si parte all'attacco, e il terzino/ala sinistro dal nome inscrivibile Piszczek segna il pareggio al 72' che ci farebbe arrivare a pari punti con il nostro contendente al titolo... e sorpassarlo per differenza reti. 
Ma i padroni di casa non sono dell'idea, e un minuto dopo passano di nuovo in vantaggio con Monnot.
Si riparte all'attacco, un refrain quest'anno. 3-3-4 e via! Ma siccome a Piszczek quel minuto di gloria è piaciuto, ha deciso che il suo nome avrebbe dovuto essere scolpito a imperitura memoria nella Storia del Club ed essere ricordato come L'Eroe Della Battaglia Di Bordeaux:
all'89' tira da 35 metri e, complice una papera del portiere, realizza il gol del definitivo pareggio, che, come detto prima, ci fa fare pari punti con Portorico e ce lo fa sorpassare per differenza reti.



Capite cosa intendeva  Freddie Mercury quando cantava "I'll keep on fighting till the end"?
Noi cantiamo tutto il ritornello: WE ARE THE CHAMPIONS 

In maglia Verde
 all'ultimo minuto
 CHALTRONS C'É!!!!!!