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11 maggio 2020

sto leggendo Bukowski

Non volevo farne un "BloGGhete consiglia" o un "BloGGhete (s)consiglia" perché non ho proprio un'idea precisa su questo autore...
Ho ritrovato a casa dei miei, nella camera che fu di mia sorella, per la precisione, la raccolta di racconti "compagni di sbronze". Incuriosito, visto che di questo autore non ho mai letto nulla, me lo sono preso e portato a casa.
Lo stile dell'autore prevede protagonisti trasandati, alcolizzati, senza un particolare interesse a tenere in ordine il proprio appartamento né il proprio aspetto fisico o/e che vivono situazioni di particolare disagio.
Questi racconti, per la maggior parte, si troncano di colpo, lasciando in sospeso situazioni, eventi e promesse.
Prendiamo per esempio il racconto che dà titolo alla raccolta:
un disperato è obbligato dagli eventi a fare il bracciante in un campo di frutta. I suoi due colleghi sono un energumero che fa dispetti (pesanti) a un piccoletto. Pochi chilometri più il là, oltre le colline, c'è la guerra: bombardamenti, esplosioni, tutto trema. I tre finito il lavoro vanno al bar più vicino (l'unico bar, forse). Al loro tavolo si siede una bella ragazza dai seni esagerati, che si capirà essere una prostituta. Il protagonista se la scopa (in realtà le lecca solo le tette e si fa fare un pompino perché le prestazioni della ragazza costano troppo). Torna al tavolo, e l'energumero raggiunge la tipa.
Mentre sono lì insieme, il piccoletto vessato, piangendo, annuncia la sua intenzione di farla pagare una volta per tutte all'energumero. Il protagonista gli dice che non interferirà. L'energumero torna dalla visita alla ragazza, e il piccoletto annuncia di non volersela fare. l'energumero lo prende in giro nuovamente, e il piccoletto gli fa una battuta che noi lettori capiremo essere una promessa di morte.
I tre escono dal bar.
Finisce il racconto.

E quindi?
Il giudizio non è totalmente negativo, sia chiaro. Però se avessi visto il piccoletto mettere in atto la sua vendetta sarei stato più soddisfatto. E non è nemmeno detto che la vendetta dovesse avere successo, chiariamo.
Però ci sarebbe stata una fine, un compimento. Invece resta tutto così, sospeso, indeterminato.

Altri racconti invece un finale, o un senso, ce l'hanno.
I due suprematisti che violentano e uccidono l'attore gay, per esempio.
L'uomo ludopatico che non accetta le avance della bionda perché deve ritirare l'auto dal gommista e andare a scommettere.
Quelli in cui viene messa in scena la vita dello scrittore e i dialoghi con i colleghi.
Bellissimi episodi.

Diciamo che forse non ho scelto l'opera più significativa di questo autore pluripremiato e pluriconosciuto.
Diciamo che, pur avendo avuto anche io i miei momenti no, non ho le esperienze sufficienti per capire l'ambiente in cui i personaggi (tra cui lui stesso) si muovono.
Diciamo che se mi capita, proverò altre sue opere. Magari un romanzo intero.

22 luglio 2012

P. K. Dick - Do Android Dreams Of Electric Sheep?


La vicenda si svolge prevalentemente a San Francisco il 3-4 gennaio 1992. In seguito all'Ultima Guerra Mondiale (nucleare), la vita animale e vegetale sulla Terra è quasi scomparsa, e per questo accudire un vero animale è considerato un dovere morale oltreché un simbolo del proprio benessere. Le piogge di polvere radioattiva ricoprono tutto e portano alla progressiva alterazione mentale e genetica degli individui. Gli uomini e le donne che non hanno subìto mutazioni a causa della radioattività, non sono troppo vecchi e sono in grado di riprodursi si sono trasferiti quasi tutti nelle colonie extramondo. Per incentivarli a trasferirsi, una legge dell'ONU stabilisce che ad ogni terrestre venga assegnato un androide come servo. È però proibito ai droidi abbandonare le colonie per trasferirsi sulla Terra, pena il ritiro immediato. Il protagonista è Rick Deckard, un cacciatore di taglie costretto a ritirare 6 androidi fuggiti da una colonia marziana. Deckard è spinto dalla volontà di acquistare un vero animale per sostituire la sua pecora elettrica, ma dovrà scontrarsi con una nuova generazione di droidi, i Nexus 6. Deckard verrà sedotto da Rachael, una droide che susciterà in lui il dubbio di quale sia il confine tra ciò che è organico e ciò che non lo è, ma soprattutto sul senso dell'umano: se è umano prendersi cura degli altri esseri viventi e proteggerli, fino a che punto è umano uccidere un androide che si sente vivo?
Un libro pieno di suggestioni. Oltre alla neve radioattiva che copre tutto, ad una civiltà in disfacimento, alla "palta" (che rimanda al "putrìo" di Noi Di Marte) è terribilmente affascinante l'idea del Merceresimo, pseudo religione che accomuna attraverso l'empatia tutti gli esseri umani, il programma tv e radio passato 23 ore su 24 (il resto sono le sigle di apertura e chiusura) in tv e condotto da Buster Friendly (un nome, un programma), il modulatore di umore, considerare le riproduzioni robotiche degli animali esseri viventi, ma non gli androidi, riproduzioni degli esseri umani
. Il romanzo è molto meno famoso del film da cui è tratto. Anzi, Blade Runner è terribilmente famoso, il romanzo se lo cagano in pochi. Il film l'ho visto una volta sola, devo/voglio rivederlo (e recensirlo), ma vi dico subito che la celeberrima frase:
« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. »
è stata creata apposta per la versione di celluloide.

25 marzo 2012

Christos Tsiolkas - Lo Schiaffo

Il barbecue organizzato da Hector sarebbe un normale barbecue della Melbourne cosmopolita dei nostri giorni se... se non accadesse l'impensabile. Hugo, il putto tanto bello quanto pestifero, forse perché ancora allattato dalla mamma ed educato secondo i nefasti principi della più sfrenata anarchia, con grande disgusto di Hector e dei suoi, sferra un calcione negli stinchi di Harry. E il cugino Harry platealmente, lentamente, leva in alto il braccio a fendere l'aria e poi a colpire il bambino con uno schiaffo che echeggia nell'aria e incrina il crepuscolo. Da quel momento l'esile equilibrio di quella piccola comunità, fatta di culture e mondi differenti, crolla. E i risentimenti, i pregiudizi sociali e razziali, le differenze di sesso e di età, riaffiorano prepotentemente, a scavare abissi incolmabili
La cosa affascinante di questo libro è che la trama viene portata avanti in ogni capitolo grazie alla narrazione vista dal punto di vista di un personaggio diverso. Se ne scoprono vizi, ipocrisie, idiosincrasie (che bello usare paroloni difficili) e ben pochi pregi. In una società multietnica (e a noi europei forse un po' sconosciuta) come l'Australia non possono che covare diffidenza, invidia e pregiudizio, amplificati dai difficili rapporti tra persone (mogli che odiano il cugino del consorte, che a sua volta disapprova il marito dell'amica della moglie e l'educazione che danno al figlio, finti alternativ-liberal che vogliono rovinare la gente per pura cattiveria mascherata da ricerca della giustizia). La storia è accattivante e ti prende (personalmente i capitoli dedicati ai due adolescenti me li sarei risparmiati, mentre avrei dato più spazio all'aborigeno convertito all'islam), ma ogni tanto nella lettura ci si perde e non si capisce più chi fa cosa e chi parla con chi. Uno scorcio di Australia, che a noi europei suona come un luogo sconosciuto, frammento di occidentalità sconosciuta e lontata, impiantata agli antipodi del nostro mondo. P.S.: ho appena scoperto che ne hanno fatto uno show tv

29 gennaio 2012

Sharon Bolton - Raccolto Di Sangue

Mi sembrava giusto riaprire le recensioni con quello che è stato il più bel libro letto nel 2011 nella categoria "inediti" (dei "postumi" ne parliamo un'altra volta).


La famiglia Fletcher si è da poco trasferita in un tranquillo villaggio del Lancashire con i tre figli, Tom di 10, Joe di sei e Millie di due. Il villaggio che sorge in mezzo alla brughiera è dominato da due chiese imponenti e ancorato ad antiche tradizioni religiose e bizzarri rituali, come il “raccolto di sangue”. In quel luogo i Fletcher credono di trovare la serenità, ma ben presto sono costretti a ricredersi. Il giovane Tom sente strane voci provenire dal cimitero ed è ossessionato dalla misteriosa presenza di una ragazzina dalle sembianze mostruose e anche il giovane vicario del paese si accorge che dietro all’apparente tranquillità del villaggio si nasconde qualcosa di sinistro. La situazione precipita con il tentativo di rapimento della sorellina di Tom e il rinvenimento dei cadaveri di tre bambine del villaggio. Ad affiancare le indagini della polizia locale sarà una brillante psichiatra, Evi Oliver. D’accordo con il parroco, dal quale è pericolosamente attratta, la donna non è affatto convinta che il bambino soffra di allucinazioni e anzi crede alle sue parole più di quanto vorrebbe. Harry ed Evi cercheranno insieme di trovare una spiegazione agli eventi sempre più angosciosi che si susseguono con ritmo incalzante nell’arco di pochissimi giorni e che si collegano alla tragica scomparsa di tre bimbe nel corso degli ultimi anni e alla minaccia incombente del rapimento di Millie. Una lettura avvincente dalla prima all'ultima pagina, che ti lascia un senso di inquietudine che ti attanaglia per tutta la lettura. Se proprio devo trovare un difetto, è questo: ma mister Fletcher doveva necessariamente essere americano? Un londinese trapiantato in campagna non avrebbe fatto lo stesso effetto? Ad ogni modo Harry è un figo, ed Evi prosegue la tradizione di "dottori zoppi" iniziata da Donald Blake, proseguita dalla bionda dei Visitors e conclusa dal Dr. House (fino ad un prossimo epigono, si intende).