21 maggio 2008

Le nove vite dei Def Leppard! (e i 100 post di Blogghete!)!





Ieri mi sono fermato al lavoro per un pò di staordinari, e, rimasto solo, mi sono appropriato della radio dell'ufficio, sintonizzandola subito su Rock FM (l'unica radio degna di essere ascoltata, e che, come sapete,sta per chiudere !), quando Dj Edo ha annunciato "il nuovo pezzo dei Def Leppard".
'sti tizi sono in giro dai primissimi anni '80, sono passati attraverso l'amputazione del braccio sinistro al batterista e la tragica morte per problemi di alcool e droga di
un compagno, ma nonstante questo non ancora qui!

Appurato dal sito che "The Sparkle Lounge", è il nuovo disco, oggi l'ho acquistato immantinente, e da un primo rapido ascolto devo dire che il tempo passa ma questi signori di Sheffield mica si rincoglioniscono!

Intanto avete già visto il video del primo estratto dall'album, si intitola "Nine Lives", e credo non ci possa essere metodo migliore di festeggiare il CENTESIMO POST DI BLOGGHETE!!!!!!!

16 maggio 2008

Brian May, salva Rock FM!!!!



Brian, da signore qual'è, ha risposto.
Purtroppo negativamente... non è nelle sue possibilità (da rock star, ma non illimitate) di mantenere una radio... ma ha fatto (anzi, CI ha fatto, a tutti noi rocker!) i migliori auguri per una repentina risoluzione al problema che affligge l'unica radio realmente degna di essere ascoltata.
Noi continuiamo il passaparola, ma intanto il countodown prosegue....

e già che ci sono aggiungo quest'altra produzione targata DJ Ariele

10 maggio 2008

come è difficile prendersi poco sul serio...





Noi non adremo in paradiso
Keep on dancing in the sky
Abbiamo il cuore un po’ blasfemo
X baciare il cielo ma…
Com’è difficile
Prendersi poco sul serio
Ci sarà pure un’anima buona x me
Anche x me
Solo x me
Amen, passerà
E se non passa, passa di qua
Amen, ero in vena
E poi mi è andata giù la catena, yeah
Ci sono anche angeli negri
Keep on dancing in the sky
E donne coi maroni quadri
Per volare in cielo ma…
Com’è difficile
Prendersi poco sul serio
Ci sarà pure un’anima buona x te
Anche x me
Solo x me
Amen, passerà
E se non passa, passa di qua
Amen, ero in vena
E poi mi è andata giù la catena, yeah
Il mondo strilla che sembra che ha perso la palla
Com’è difficile ridere dei nostri guai
Scandali al sole
Potessi avere
Niente da dire
Io lo direi
Amen, passerà
E se non passa, passa di qua
Amen, ero in vena
E poi mi è andata giù la catena, yeah
Amen, così sia
Se sei un angelo portami via
Amen, disco va’
Amen, disco va’
Amen, disco va’

26 aprile 2008

La dura vita dei conducenti di autobus privati


tra gite e viaggi organizzati, sarà capitato anche a voi di avere a che fare con conducenti di autobus privati non particolarmente simpatici.tra autostrade percorse a mille mila all'ora per arrivare un pò prima, e negazioni parecchio maleducate alla richiesta di soste da parte di persone che rischiavano di vomitare pensavo di averle viste tutte.

ma come sempre al peggio non c'è mai fine.


Settimana l'altra è morta mia nonna e l'agenzia funebre aveva messo a disposizione un servizio navetta tra la chiesa e il cimitero (poco più di un chilometro di distanza).Bene, una volta accompagnati i vari intervenuti al funerale presso il cimitero, il conducente ha preso e se n'è andato lasciando tutti lì "perchè doveva fare un altro servizio". A nulla sono valse le proteste dei vari passeggeri e del responsabile delle pompe funebri che nell'impedire di farlo andare via gli si era parato davanti rischiando di essere investito.


Capisco che il lavoro che svolgono deve avere i suoi bei problemi, ma che interesse hanno i loro datori di lavoro a costringerli ad essere così stronzi?


per fortuna tra una cosa e l'altra siamo riusciti ad arragiarci per riportare a casa i vari partecipanti al funerale - quasi tutti vecchietti

01 aprile 2008

L'araldo della milanesità nel mondo


Noi Milanesi non siamo mai stati particolarmente simpatici al resto d'Italia. Forse per tutta una serie di leggende metropolitane riguardanti la produttività della città di Milano, che sembra aver inculcato una sorta di ansia da prestazione (lavorativa) al resto dello Stivale (come dire: "non è che se loro lavorano DAVVERO così tanto poi tocca farlo anche a noi?").
Ma vabbè, abbiamo le spalle larghe, possiamo sopportarlo.
E a metterci una pezza c'è sempre il ricordo del "sig. Zampetti" della IIIC.
Purtroppo questo simpatico "bauscia" poco tempo fa ci ha lasciati, e visto che le disgrazie non vengono mai da sole, è contemporaneamente apparso all'orizzonte un altro bauscia, per nulla simpatico, regalatoci da una grande trasmissione quale il Grande Fratello.
Costui ha preso dal Nicheli gli stessi modi di fare, gli stessi atteggiamenti, smorfie, espressioni. Tutta roba che, mutuata da un altro personaggio non fa altro che renderlo caricaturale e poco piacevole, perchè l'originale era una sorta di icona autoironica sul milanesotto imprenditore altoborghese, la copia è poco meno di una macchietta.
Come se non bastasse, ieri sera questo Roberto si è reso la persona più odiata d'Italia: per come ha cornificato la fidanzata con la sua coinquilina della Casa per poi sbolognarla con un "si è fatto proprio il minimo" e un "prendila morbida" al momento dell'addio ai compagni.
Di tutto questo, e del GF in particolare, non mi frega poi tanto: quello che mi da fastidio è il fatto che da adesso, e chissà per quanto tempo, la figura del milanese verrà associata a quella di questo debosciato. Facendo risultare quindi i suoi concittadini ancora meno simpatici di quanto il resto d'Italia già li considera...

Mannaggia a lui e a chi l'ha portato in tv...





Concludo con alcune considerazioni:
- il GF di solito non lo seguo, ma quando è avvenuta tutta la faccenda ieri sera in tv, stavo girando tra i canali e sono finito proprio lì. E' stato come se una calamita mi avesse attirato là perchè si stava facendo la storia (in negativo) della televisione.
- la "casa del grande Fratello" ormai è un pò come "la casa" dell'omonimo film.
- alla Marcuzzi sono calate le bocce?
- delle tre cose elencate sopra, l'ultima è l'unica di cui mi preme davvero

17 marzo 2008

Momenti di vita vissuta

PARTITONE

Nell'ultimo Milan-Lazio, il terzino rossonero Massimo Oddo calciò un rigore contro il suo ex portiere Ballotta.

Oddo si allena tirando i rigori,
Ballotta si allena parando i rigori



DALLA RUSSIA CON AMORE

Lo Zuzzurellone entrò in ufficio scimiottandosi più del solito, per mostrare a tutti la sua maglietta rossa dell'ormai sciolta nazionale Sovietica.
La Ragazza con gli Occhiali tirò fuori uno di quegli sguardi da persona appena scesa dalla pianta, e disse: "Zuzzurellone, ma... cosa vuol dire CCCP?"


GIORNI DI UN FUTURO PASSATO.
"A me non frega nulla della politica. Non frega nulla dell'attualità. Non so nemmeno chi è il Presidente della Repubblica. E non so nemmeno in che secolo siamo. Cioè, una volta che so che il 1996
si trova nel XVIII secolo, cosa mi cambia?"
[per esempio di non finire 12 anni dopo in un blog, ma all'epoca non si sapeva ancora...]


AMORI IMPOSSIBILI

Ho scoperto di amare questa donna

01 marzo 2008

South Park vs Simpsons

(da un'idea del blog del mio amico Gennaro Costanzo...)

Preferireste essere un cittadino di Springfield...




... o di Southpark???

22 febbraio 2008

Il Tallone di Achille


Giovedì sera è ormai diventato fisso l'appuntamento con Colorado Caffè. Tra i personaggi presentati nel programma, è un'istituzione Baz. Nell'ultima puntata, aveva preso in giro il film "Troy". A parte

"può scendere Ettore a giocare, che devo ucciderlo, squartarlo, sgozzarlo,
attaccarlo alla biga e trascinarlo per tutto il cortile? No, finchè Ettore non
ha finito i compiti, non esce!"

che mi ha fatto morire, ho pensato ad una cosa che onestamente non mi era mai balzata in mente, pur conoscendo l'argomento come ogni diligente studente che l'ha affrontato a scuola.
Achille: invulnerabile, ma non nel tallone. Per ucciderlo devi ferirlo ad un tallone. Ora: nella mitologia nordica Sigfrido aveva un analogo problema alla spalla. Da lì si può arrivare diretti al cuore. Ma dal tallone, no, dico, il TALLONE, ma da lì dove cavolo puoi andare? Come fai ad uccidere uno ferendolo al tallone? Al massimo lo azzoppi a vita (ok, fa malissimo anche quello, ma non uccide!)!. Manco fossimo in Street Fighters II, dove chiudevi l'avversario nell'angolo e potevi finirlo a colpi di calci negli stinchi (non che funzionasse con tutti i personaggi, ovviamente!).
Incredibile. Come, in pochi istanti, un comico di Italia Uno ti smonti uno dei più importanti poemi epici rimasto tra i classici per secoli....

16 febbraio 2008

Life on Mars?

Girando tra i vari siti, ho trovato uesta gallery tra cui spiccava l'immagine qua sotto...
Oltre a ricordarmi la canzone di Bowie che da titolo a questo post (e che con i marziani centra poco o nulla!), mi aveva fatto venire in mente una scena di WATCHMEN in cui Doc Manatthan rimasto solo su un pianeta alieno finiva, per una serie di eventi, a disegnare una figura simile a quella che appare qui sotto (ho cercato per la rete l'immagine in questione, e scordatevi che rischi la distruzione della mia copia del fumetto per scansionarla....)







It's a God awful small affair
To the girl with the mousey hair,
But her mummy is yelling, "No!"
And her daddy has told her to go,
But her friend is no where to be seen.
Now she walks through her sunken dream
To the seats with the clearest view
And she's hooked to the silver screen,
But the film is sadd'ning bore
For she's lived it ten times or more.
She could spit in the eyes of fools
As they ask her to focus on

Sailors
Fighting in the dance hall.
Oh man!
Look at those cavemen go.
It's the freakiest show.
Take a look at the lawman
Beating up the wrong guy.
Oh man!
Wonder if he'll ever know
He's in the best selling show.
Is there life on Mars?

It's on America's tortured brow
That Mickey Mouse has grown up a cow.
Now the workers have struck for fame
'Cause Lennon's on sale again.
See the mice in their million hordes
From Ibeza to the Norfolk Broads.
Rule Britannia is out of bounds
To my mother, my dog, and clowns,
But the film is a sadd'ning bore
'Cause I wrote it ten times or more.
It's about to be writ again
As I ask you to focus on

Sailors
Fighting in the dance hall.
Oh man!
Look at those cavemen go.
It's the freakiest show.
Take a look at the lawman
Beating up the wrong guy.
Oh man!
Wonder if he'll ever know
He's in the best selling show.
Is there life on Mars?

24 dicembre 2007

Natale quando arriva arriva... (e che c@§§*!!!)

Come tutti gli anni arriva Natale, e c'è chi lo attende con ansia, e c'è chi non lo può soffrire e lo maledice. Chi fa i soliti discorsi buonisti sul "volemuse bene" e chi disprezza codesti discorsi. Una cosa che mi lascia terribilmente perplesso è quella pubblicità che dice "è Natale e a Natale puoi fare quello che di solito non puoi" (cito così a spanne, eh!). Non capisco perchè e percome SOLO a Natale si possano tenere certi comportamenti e stati d'animo che durante il resto dell'anno invece dovrebbero essere la norma. Per alcuni le festività sono una rottura di balle, con regali da comprare e cene da preparare, che vanno a sommarsi alla routine di tutti i giorni. Secondo me il segreto non è aggiungere le feste nella routine del resto dell'anno, ma al contrario mantenere lo spirito delle feste durante il resto dell'anno...

30 novembre 2007

Otto Ohm - Fumo Denso



un soggetto interessante rovinato però da una regia approssimativa.
L'unica cosa a non affosare definitivamente il videoclip sono l'espressività della protagonista* e di qualche comparsa (non tutte).


*= la mia istruttrice di nuoto...

08 novembre 2007

Noi (nati negli anni '70)

GENERAZIONE ANNI ’70 (www.cellularmagazine.it)

Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color.".

Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina reginella" e a "Campana".



Noi che facevamo "Palla Avvelenata".

Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".

Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento".

Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini".



Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.

Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.

Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.



Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce".

Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.

Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.



Noi che il Ciao si accendeva pedalando.

Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.

Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.

Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.



Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.

Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.

Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella..



Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva Con le mani non era fallo.

Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.

Noi che giocavamo a Forza 4.



Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre Domodossola).

Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.

Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.



Noi che ci spaccavamo i diti per giocare a Subbuteo.

Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".

Noi che giocavamo per ore a "Merda" con le carte.

Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava

Riavvolgere il nastro con la penna.



Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.

Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!

Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake, ovvio..) Noi che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza.



Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.

Noi che alla messa ridevamo di continuo.

Noi che si andava a messa se no erano legnate.

Noi che si bigiava a messa.

Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.



Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.

Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.

Noi che non avevamo nemmeno il telefono fisso in casa.



Noi che si andava in cabina a telefonare.

Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.

Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.



Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.

Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.

Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.



Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a Dormire tardissimo.

Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.

Noi che giocavamo a calcio con le pigne.

Noi che le pigne ce le tiravamo pure.



Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.

Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.

Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.



Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.

Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.



Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa Era il terrore.

Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

Noi che internet non esisteva.

Noi che però sappiamo a memoria "Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)".



Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.

Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.

Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella..fai merenda con Girella.



Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.

Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.



Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween..



Che fortuna amici!

Che culo!

05 ottobre 2007

Il Parroco

Mi è appena arrivata via mail questa barzelletta:


il parroco

Il nuovo prete della parrocchia era molto nervoso per la sua primamessa e quasi non riusciva a parlare. Domandò quindi all'Arcivescovocome poteva fare per rilassarsi e questi gli suggerì di mettere un pochino di vodka nell'acqua della Messa. Cosi fece. Si sentì cosi beneche avrebbe potuto fare la predica in mezzo ad una tempesta.Però quando tornò in canonica, trovò la seguente letteradell'Arcivescovo: Caro Don Angelo, Le lascio qualche appunto :
* La prossima volta, metta un po' di vodka nell'acqua e nonviceversa, e non sta bene mettere limone e zucchero sul bordo delcalice.
* La manica della tonaca non deve essere usata come tovagliolo.
* Ci sono 10 comandamenti e non 12.
* Ci sono 12 discepoli e non 10.
* I vizi capitali non sono i peccati degli abitanti di Roma
* Non ci si riferisce alla croce come 'quella grande T di legno'.
* Non ci si riferisce a Gesù Cristo e i suoi discepoli come 'JC e lasua rock band' .
* Non ci si riferisce a Giuda come 'quel figlio di puttana ', e suamadre e suo padre non erano rispettivamente una zoccola e un ricchione.
* Il Padre, Figlio e lo Spirito Santo non sono 'Il Vecchio, Junior eil fantasmino'.
* La toilette dove ha pisciato a meta' Messa in realta' era ilconfessionale... e non e' bello bestemmiare perche' non hanno messo lo sciacquone.
* L'iniziativa di chiamare il pubblico a battere le mani è statalodevole, però ballare la macarena e fare il trenino mi pareesagerato.
* L'acqua santa serve per benedire e non per rinfrescarsi la nuca sudata.
* Le Ostie vanno distribuite ai fedeli che si comunicano, non devonoessere considerate alla stregua delle patatine come antipastini eaccompagnate dal vino santo.
* Quello sulla croce, anche se con la barba assomiglia a Che Guevara, non era lui ma Nostro Signore Gesu' Cristo.
* Cerchi di indossare le mutande, e quando ha caldo eviti di rinfrescarsi tirando su la tonaca.
* I peccatori quando muoiono vanno all'inferno, non 'a farsifottere'.
* La Messa deve durare 1 ora circa e non due tempi da 45 minuti, equello che girava vestito di nero e' il sagrestano, non 'quel cornuto dell'arbitro'.
* Quello che le stava seduto a fianco ero io, il suo Arcivescovo, non'... una checca in gonna rossa'
* La formula finale corretta e' 'La Messa e'finita, andate in pace' e non 'Che mal di testa, andate tutti fuori dai coglioni'.Per il resto, mi pare andasse tutto bene.

L'Arcivescovo.

Ora... è effettivametne divertente, nulla da dire... però chi l'ha scritta evidentemente non conosce così bene come funziona la celebrazione della Messa, ed ha infatti inserito a monte di tutto una discreta cazzata.

Cosa sarebbe "l'acqua della messa"? Quella che ti danno con la comunione? Innanzitutto è VINO (bianco), e poi... la predica avviene PRIMA della somministrazione della comunione: va da sè che il prete, al momento della medesima, non potesse essere ubriaco.



26 settembre 2007

It'S Evolutiooooooooon!




Avete presente quando a scuola (alle elementari, perchè dopo le cose si fanno più complicate...) vi spiegano la teoria dell'evoluzione? Tutti a pensare che figata l'evoluzione e quanto siano fighe le giraffe col loro collo lungo, che gli permette di mangiare le foglie più in alto, e chi più arriva in alto più mangia e sembra una figata pazzesca.
Ecco: anche le giraffe devono bere. E cosa bevono? Come tutti, acqua. E dove scorre l'acqua? Nei fiumi. E dove stanno i fiumi? Per terra.
Così la nostra giraffa strafiga deve guardare in basso, e chinarsi per bere, mostrando il punto debole della propria maestosità.
E sapete a questo punto chi pensa qche figata sia l'evoluzione e quanto siano fighe le giraffe col loro collo lungo, che gli permette di mangiare le foglie ipiù in alto, e chi più arriva in alto più mangia e più è gustosa?
I predatori che aspettano di papparsele.

08 settembre 2007

05 settembre 2007

Chaltron Athletic, i primi convocati e seconda maglia...

Conclusa la prima fase dell'asta di fantacalcio, e la mia futura scalcinata squadra si è già accapparata i primi componenti:
POTIERI: Cstellazzi (samp, stesso cognome di mia mamma) Fontana e Agliardi (Palermo)
DIFENSORI: Beba (genoa, mio compaesano, dicono), Tonetto (Roma), Marzoratti (Empoli) Lanna (toro)
CENTROCAMPISTI: Foggia (cagliari), Pirlo (milan) Halfredsson (reggina) Montolivo (fiorentina) Behrami (lazio) Diana (palermo, si chiama come il mio cane)
ATTACCANTI: Miccoli (palermo) Quagliarella (udinese) Caracciolo (samp).
Intanto ho disegnato le maglie della squadra: qui vi presenti la "maglia da trasferta", ottenuta modificando una delle maglie da trasferta del Charlton A. di cui già vi parlai.
Seguiranno gli sviluppi.
(si, lo so: sono malato e non ho nulla da fare!)

01 settembre 2007

Chaltron Athletic coming up

Dopo tanti anni sto per ritornare nel magico (fanta?) mondo del fantacalcio. Le trattive con gli amici del
Bar Dello Sport sono ferventi, appena decisi gli ultimi dettagli del regolamento inizierà l'asta per i giocatori e dalla terza giornata del campionato italiano inizieremo a darci battaglia a suon di formazioni, gol, assist, ammonizioni, espulsioni e portieri che parano i rigori. Mi ero ritirato dal (fanta)mondo del fantacalcio perchè più di una volta mi ero ritrovato ad esultare ai gol che i miei attaccanti segnavano al Milan, e trovavo a volta inconciliabili le due vicende, e perchè a casa mia si legge Tuttosport e non la Gazzetta (papà juventino, mi tocca, che ci volete fare...). Ma ormai passati tanti anni, credo di aver trovato quell'equilibrio interiore che mi permetterà di portare avanti l'impresa... soprattutto perchè dovremmo avere un software che ci permetterà di calcolare i punteggi on line.
Dico subito che non punterò a vincere il torneo: costruirò una squadra sì scarsa che avrò il solo scopo di divertirmi. In attesa della formazione ho scelto il nome e preparato il logo della squadra.
Come i più svegli di voi avranno capito, ho omaggiato il club inglese del
Charlton Athletic, rampante squadra forse priva di talenti ma di gran cuore che bazzica su e giù per la Premier League disputanto onesti campionati. Perchè ho scelto questo team? Perchè il nome si prestava ad una "parodia" scherzosa, dati quelli che saranno i miei (fanta)obiettivi da (fanta)allenatore.
Prossimante formazione e maglie.
Stay Tuned!

26 agosto 2007

Riparte il Campionato di Calcio


Sì, finalmente si passa dalle parole ai fatti. Riapre la Serie A, con un roster di squadre tra le più nobili che si sia mai visto negli ultimi anni, in quanto tra le compagini "storiche" manca solo il Bologna (si dovrebbe menzionare anche la Pro Vercelli, ma vabbè). E cosa vediamo alla prima giornata?
I campionissimi dell'Inter, in dieci contro undici, subiscono il gol del pareggio all'ultimo minuto e ricominciano le polemiche! Sembra che i bei tempi siano tornati!
Il rombamnte Genoa riceve un Milan senza tifosi (vedi post precedente) accogliendolo con il tridente e incassando tre pere. Alla faccia della spavalderiea.
La Juventus ritorna in serie A e piazza subito una cinquina che fa urlare i suoi estimatori "siamo tornati, siamo tornati!". Ok, ma contro un Livorno un pò indebolito rispetto agli anni passati. Diamoci una calmata.

Per il resto risultati non eclatanti, ma che lasciano presagire ad un campionato equilibrato e combattuto.

Speriamo di godercela, quest'anno!
- Ringrazo il sito di Virgilio da cui ho prelevato l'immagine con i risultati, sono troppo pigro per scriverli a mano io. -

25 agosto 2007

"In nome di Vincenzo vi prego: mai più"

da gazzetta.it


"In nome di Vincenzo
vi prego: mai più"

Dodici anni dopo il padre di Spagnolo, ucciso durante un Genoa-Milan, piange ancora, ma spera: "Il suo ricordo può servire a qualcosa di buono, non alle faide. Non basta ricordare, bisogna impegnarsi per un calcio migliore"


GENOVA, 25 agosto 2007 - Parliamo al bar? Il signor Cosimo Spagnolo, 64 anni, rilancia: "Va bene anche qui, in piedi. Ma all’ombra". Ok. Ci mettiamo all’ombra di dieci grandi massi, uno sull’altro, ornati da sciarpe rossoblù: la stele che ricorda Vincenzo Spagnolo, figlio di Cosimo, accoltellato a morte il 29 gennaio 1995. Aveva 24 anni, tifava Genoa; il suo assassino 18, milanista. "Mio figlio arrivava da là, lì ha incontrato i milanisti coi coltelli, qui è caduto" spiega Cosimo spostando l’indice nell’aria. Dall’altra parte della piazza, gente in fila alle biglietterie dello stadio Marassi. Domani, 12 anni dopo, si gioca ancora Genoa-Milan. Ricordare è l’undicesimo masso.

LACRIME - "Quella domenica ero nella nostra casa sulle alture di Genova, nel paesino di Begato. Mi telefonò Simona, mia figlia maggiore: "Papà, devi venire subito al Pronto soccorso di San Martino. Claudio è stato coinvolto in un rissa". Per noi era Claudio, per la curva "Spagna". Vincenzo valeva solo per l’anagrafe. Me lo sentivo che era una cosa grave, ma neanche per un attimo considerai l’ipotesi della morte. Invece Simona mi venne incontro in lacrime e io cominciai a urlare nel corridoio: "Non si può morire per una partita di calcio!" Non potevano neppure mostrarmelo. Poi, alla sera, s’impietosirono. Claudio non aveva la faccia sofferente. Sembrava sereno. L’infermiere dell’obitorio piangeva come un bambino. Gli mettemmo il vestito nero, quello bello che usava in discoteca. Nella cassa infilammo la maglia di Torrente, il capitano. Anche mio figlio, grande e bello com’era, giocava in difesa, nella Culmv, la squadra del porto".

BRODO - "La passione per il Genoa gliel’ho passata io - continua - nella camera ardente un ragazzone pianse per un’ora poi stese accanto alla cassa una sciarpa blucerchiata: era uno dei capi ultrà della Samp. Ai funerali il cielo era nuvoloso, ma appena arrivammo al cimitero, le nuvole si aprirono e scese un filo di luce. Per settimane mangiai solo brodo, che ho sempre odiato, perché non riuscivo a masticare. Non ce la facevo neppure a usare il cacciavite, io che ho sempre avuto una grande manualità. Ero capo cantiere, gestivo 70-80 persone. Dovevo prendere decisioni, provvedimenti. Ma non ce la facevo più. Avevo perso stimoli, tutto. Andai in pensione a 54 anni. Però, oltre alla disperazione, avevamo la responsabilità di due figlie. Perciò io e mi moglie ci scrollammo di dosso il dolore e andammo avanti".

QUADRO - "Mi manca da morire il pugno che Claudio mi dava sulla spalla quando rientrava in casa e mi diceva: "Ciao, roccia". Mi manca la sua fisicità. Un pittore di una galleria di Sorrento mi ha regalato un ritratto di Claudio tratto da una foto. Da quel quadro mi guarda e io gli parlo. Vedo spesso mio figlio che gira per casa. La casa è rimasta intatta. Per paura di dimenticare, non ho tolto nulla. Nella sua stanza, che ha voluto Romina, la sorella più piccola, ci sono ancora i caschi, gli adesivi del Genoa. Tutto. Ogni angolo è un ricordo. E io quando ricordo o parlo di Claudio, come ora, sono felice. Guido il suo Pajero bianco targato Milano. All’inizio mi prese un grande odio per il calcio, poi a forza di frequentare i tifosi che mi hanno accompagnato nella mia tragedia, quelli veri, che odiano la violenza, ho capito che non è stato il calcio ad ammazzare mio figlio, ma delinquenti puri".

CEFFONE - "Ai tifosi veri, alle società, alle forze dell’ordine chiedo di fare di tutto per eliminare i capi-popolo che fomentano per interesse, i delinquenti che insegnano a odiare e ricattano i club. È così difficile rintracciare chi regge lo striscione "A Genova uno di meno", come è successo durante un Samp-Milan? L’assassino di mio figlio dopo un anno era già a casa, ai domiciliari. Ci indignammo, si riaprì il processo, ottenne il premio del patteggiamento, poi l’indulto. E oggi è libero. Scrisse una lettera a Claudio e si disse pentito per impressionare i giudici. Avrei preferito che una volta sola, in aula, mi avesse guardato e detto: "Vi chiedo scusa per avervi tolto un figlio". Non abbiamo mai sentito la sua famiglia. E neppure il Milan. Uno che si fa prestare un coltello più grande prima di partire per una trasferta di calcio ha già dentro qualcosa di sbagliato, anche se ha solo 18 anni. Cosa farei se un giorno si presentasse alla mia porta per chiedere scusa? Forse piangerei, forse gli darei un ceffone".

BAMBINI - "Ma io non cerco vendetta. Non ce l’ho con i milanisti. So che molti a Genova non sono riusciti a dimenticare e covano odio. A loro dico in modo accorato: la vendetta è una strada senza uscita, porta solo lutti e dolore. È una faida. A Marassi hanno appeso tre targhe a ricordo di Claudio. La mia preferita è quella degli amici di San Teodoro, dove c’è scritto "mai più". Non basta ricordare, serve l’impegno per il futuro, perché non accada mai più ciò che è successo a Claudio. Dopo la tragedia, sono entrato a Marassi due sole volte: per il torneo intitolato a Claudio e per ricevere il pensiero di una squadra di bambini arrivata da Milano. Ogni anno si gioca un torneo per ragazzini intitolato a Claudio. Lo scorso anno c’erano in campo i ’95, bambini nati nell’anno della morte di mio figlio. Bella idea quel torneo, così i grandi, spiegando ai ragazzi chi era Vincenzo Spagnolo, possono ricordare quali sono i veri valori dello sport. E il ricordo di mio figlio può servire a qualcosa di buono, non alla vendetta".

PAURA - "Domenica pomeriggio sarò in collina, a Begato, come 12 anni fa, per quel Genoa-Milan. Allo stadio ci sarà mia figlia Romina, che ha preso il posto di suo fratello nella Nord. Non ho paura di incidenti, ma che la situazione e i ricordi la coinvolgano troppo. Se le forze dell’ordine hanno riscontrato situazioni a rischio, hanno fatto bene a impedire la trasferta a Marassi. Nessun padre deve provare ciò che ho provato io. Ma un divieto di frequentare lo stadio è comunque una partita persa dal calcio. È una vittoria della violenza. Che il ricordo serva per riflettere. Mai più". Il signor Cosimo saluta ed esce dall’ombra della stele, come fosse una nuvola di odio e di vendetta. Chi ha coraggio, lo segua.

dal nostro inviatoLuigi Garlando