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22 marzo 2014

LE CINQUE GIORNATE DI MILANO

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Le Cinque giornate di Milano furono un'insurrezione avvenuta tra il 18 e il 22 marzo 1848 nell'omonima città, allora parte del Regno Lombardo-Veneto, che portò alla liberazione della stessa dal dominio austriaco.
Fu uno dei moti liberal-nazionali europei del 1848-1849 nonché uno degli episodi della storia risorgimentale italiana del XIX secolo, preludio all'inizio della prima guerra di indipendenza: la rivolta infatti influenzò le decisioni del re di Sardegna Carlo Alberto che dopo aver a lungo esitato, approfittando della debolezza degli Austriaci in ritirata, dichiarò guerra all'Impero austriaco.
























QUI tutta la storia.
Del resto, Corso XXII Marzo è sempre stata un'arteria importante per raggiungere il Centro, per lo meno per chi abita dalle mie parti. Giusto sapere cos'è e perché.



11 settembre 2010

Un vecchietto milanese a Londra


C'è un vecchietto di Milano, che va in vacanza in Inghilterra.
Quando torna a casa, per prima cosa va al bar a trovare i suoi
compagni di "bianchino" e quelli, si rivolgono al lui dicendo:
“Ue, Giuan, alura?” “Me l'è 'ndada in Inghiltera?” “L'è bela?”
Lui, piuttosto mesto risponde:
“E, vardì, per ess bela l'è propri bela!” “Ma l'è mpu' strana”:
I pulman, quei alt, ia ciamen bas, i stradoun quei laarch ia ciamen strit,
i cavai i ciamen ors, el frech el ciamen cold, i don ia ciamen uomen...
Poi, giri l'angul, vedi na biunduna e la ma fa "LAV MI".
“E ti ste fe’?”
E e mi gu fa: "MA LAVES IN DE PER TI, VUNCIUNA D'UN’ INGLESA



fatemi sapere se avete bisogno dei sottotitoli... :-P


24 marzo 2009

Milano & Vincenzo



Milano sono tutto tuo
Vincenzo no non mi rinchiude piu'
oh Milano sii buona almeno, almeno tu
Lui mi picchiava tutto l'anno
e mi faceva dire si
Mi-Milano tu non trattarmi mai cosi.
Vincenzo io ti ammazzero'
sei troppo stupido per vivere
oh Vincenzo io ti ammazzero' perche'
perche' non sai decidere.
Mi piacciono i tuoi quadri grigi
le luci gialle, i tuoi cortei
oh Milano, sono contento che ci sei.
Vincenzo dice che sei fredda,
frenetica senza pieta'
ma e' cretino e poi vive a Roma, che ne sa?
Vincenzo io ti sparero'
sei troppo ladro per capire
che il tuo lavoro amici non trovera' mai
perche' non sai soffrire
Ti devo tanto come uomo
lavoro insieme ai figli tuoi
oh Milano, fa' di me quello che vuoi.
Ti lascio tutti i miei progetti
le mie vendette e la mia eta'
oh non tradirmi sono vecchio e il tempo va.
Vincenzo io ti inseguiro'
sei troppo stupido per vivere
oh Vincenzo io ti ammazzero' perche'
perche' non sai decidere.
Vincenzo io ti prendero'
sei troppo stupido per vivere
Vincenzo io ti ammazzero' perche'
sei troppo ladro per amare.

01 aprile 2008

L'araldo della milanesità nel mondo


Noi Milanesi non siamo mai stati particolarmente simpatici al resto d'Italia. Forse per tutta una serie di leggende metropolitane riguardanti la produttività della città di Milano, che sembra aver inculcato una sorta di ansia da prestazione (lavorativa) al resto dello Stivale (come dire: "non è che se loro lavorano DAVVERO così tanto poi tocca farlo anche a noi?").
Ma vabbè, abbiamo le spalle larghe, possiamo sopportarlo.
E a metterci una pezza c'è sempre il ricordo del "sig. Zampetti" della IIIC.
Purtroppo questo simpatico "bauscia" poco tempo fa ci ha lasciati, e visto che le disgrazie non vengono mai da sole, è contemporaneamente apparso all'orizzonte un altro bauscia, per nulla simpatico, regalatoci da una grande trasmissione quale il Grande Fratello.
Costui ha preso dal Nicheli gli stessi modi di fare, gli stessi atteggiamenti, smorfie, espressioni. Tutta roba che, mutuata da un altro personaggio non fa altro che renderlo caricaturale e poco piacevole, perchè l'originale era una sorta di icona autoironica sul milanesotto imprenditore altoborghese, la copia è poco meno di una macchietta.
Come se non bastasse, ieri sera questo Roberto si è reso la persona più odiata d'Italia: per come ha cornificato la fidanzata con la sua coinquilina della Casa per poi sbolognarla con un "si è fatto proprio il minimo" e un "prendila morbida" al momento dell'addio ai compagni.
Di tutto questo, e del GF in particolare, non mi frega poi tanto: quello che mi da fastidio è il fatto che da adesso, e chissà per quanto tempo, la figura del milanese verrà associata a quella di questo debosciato. Facendo risultare quindi i suoi concittadini ancora meno simpatici di quanto il resto d'Italia già li considera...

Mannaggia a lui e a chi l'ha portato in tv...





Concludo con alcune considerazioni:
- il GF di solito non lo seguo, ma quando è avvenuta tutta la faccenda ieri sera in tv, stavo girando tra i canali e sono finito proprio lì. E' stato come se una calamita mi avesse attirato là perchè si stava facendo la storia (in negativo) della televisione.
- la "casa del grande Fratello" ormai è un pò come "la casa" dell'omonimo film.
- alla Marcuzzi sono calate le bocce?
- delle tre cose elencate sopra, l'ultima è l'unica di cui mi preme davvero