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23 febbraio 2018

Grazie, Seat, è stato bello stare con te.

Era il 2010 (anno di merda, ma almeno un paio di cose buone ci sono state), tornavo a casa dal lavoro, sentivo i miei parlare di Ibiza. "Che botta di vita" pensai, "Quando andate?" chiesi, un po' invidioso.
"Ma no!" rispose mia mamma, "Papà cambia macchina".
"Aaaaaah!" dissi io.

non è proprio la mia, ma è uguale


Tempo dopo, mio padre mi chiese:
"La macchina nuova prendila tu, e lasciaci la tua, visto che guidi tutti i giorni almeno per andare al lavoro".
Io all'inizio ero diffidente. L'automobile che avevo all'epoca, dopo diversi anni, finalmente non aveva nessun problema di nessun tipo.
"La provo e ti faccio sapere", risposi scettico.
La provai e... non dico amore a prima vista, ma ci andava vicino.

Da allora sono passati otto anni, di:
angoscia per andare al lavoro
incazzature tornando dal lavoro
giuoia per uscire con gli amici
impazienza per andare a nuoto
stanchezza per tornare da nuoto
cd da masterizzare e mettere in autoradio
rotture di dover portare a casa mia sorella
giuoia per andare in vacanza
viaggi della speranza,
e arrivati così lontano, è il momento di cambiare.
Perché preferisco ricordarla come una macchina che non mi ha (quasi, ricordo una gomma squarciata, ma per fortuna ero in compagnia di un ingegnere e un architetto per cambiarla) mai dato problemi, comoda da guidare, da parcheggiare, con consumi e costi ragionevoli, senza lasciarla degradare in un macinino scalcignato e arrugginito su cui non puoi più fare affidamento.

Certo, mi dispiace "lasciarci" dopo tanti anni, ma è giusto così.

Grazie, Seat, è stato bello stare con te.

01 luglio 2015

Bonera lascia il Milan

Qui abbiamo parlato spesso di Milan. Per festeggiare scudetti, per postare foto di fagiane che NON hanno portato fortuna, per festeggiare scudetti e champions, e per salutare campioni che se ne andavano.
Oggi salutiamo un personaggio che NON è stato un campione (non nel senso che non abbia vinto mai nulla, ma nel senso che non era un "fortissimo giocatore che trascina le squadre alla vittoria").
Daniele Bonera.


Lo spunto arriva da QUI.
Non lo so, a me è sembrato troppo cattivo. Certo, non era un fenomeno, certo, non era da Milan (inteso come "giocatore che punta a vincere in Italia ed Europa"), Però i suoi nove anni in rossonero non sono stati tutti pessimi. Negli anni d'oro faceva la riserva, non poteva essere altrimenti, facendo il suo quando era chiamato in causa. Negli anni grami (questi), si è forse puntato troppo su un giocatore nella fase discendente della sua carriera.
La sua sfortuna (non voglio dire "colpa) forse è stata proprio questa.
Auguri, Daniele, ci hai fatto disperare, ma ti auguriamo lo stesso di far bene.